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LA ATTUALE SITUAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI IN "israele"
by Paolo Dorigo n.200 progressivo Tuesday, Feb. 28, 2006 at 2:00 AM mail:

LA SITUAZIONE DEI PRIGIONIERI POLITICI PALESTINESI BAMBINI/E E RAGAZZINE COMPRESI/E NELLA RELAZIONE DI LA CONSCIENCE ISRAELE NAZISTI FATELA FINITA CON QUESTO SISTEMA DI TORTURA !

[La Conscience]

Domenica 26 febbraio 2006

NELLE CARCERI ISRAELIANE: MIGLIAIA DI PALESTINESI RECLAMANO I LORO DIRITTI

Centro palestinese d'informazione

http://www.palestine-info.info/arabic/palestoday/dailynews/2006/feb06/26_2/details4.htm#16



ARRESTO DI 670 OPERAI PALESTINESI NEI TERRITORI OCCUPATI NEL 1948

Le forze di occupazione sionista hanno arrestato, nel corso dei due ultimi giorni, centinaia di Palestinesi della Cisgiordania. La radio israeliana ha annunciato che quasi 670 Palestinesi sono stati arrestati, indicando che la maggioranza tra loro sono stati arrestati nella città di Al-Quds. Numerosi tra loro sono stati rimandati in Cisgiordania, secondo la polizia sionista, ma gli altri sono ancora detenuti per interrogatori. Le retate sono costantemente attuate nelle terre occupate del 1948 contro la presenza dei Palestinesi di Cisgiordanaia, ma soprattutto dopo la vittoria di Hamas alle elezioni legislative.



Telemond - bambini

Telemond – ragazze

Damoun

Haddarim

Jalameh

Ariha – Ahmed Sa’adat ed i suoi compagni condannati per ze’evi



PRIGIONE DI TELMOND

BAMBINI DETENUTI SENZA ALCUNA PROTEZIONE INTERNAZIONALE

L’avvocato di Nadi al-asir al-Filistini, Adel Khalayle, ha incontrato numerosi bambini nel carcere di Telmond. Ha riscontrato delle gravi violazioni dei loro diritti sia in quanto esseri umani che come detenuti.

Egli ha dichiarato che le condizioni di detenzione dei bambini sono lungi dall’essere conformi alle leggi internazionali ed anche alle direttive della corte suprema israeliana.

Il prigioniero Abdel Majid Bastinji, 16 anni, di Qalqylia, ha testimoniato che i bambini hanno subito il 11 febbraio scorso una punizione collettiva, perchè un bambino ha gettato dell’olio caldo sulla guardia. La direzione del carcere ha confiscato tutti gli apparecchi elettrici, come la tv, la radio e il fornello elettrico, così come ha limitato il tempo di ricreazione da 3 ore ad un’ora sola. Il giovane detenuto Bastinji è stato picchiato con un apparecchio elettrico SUL COLLO. La direzione ha anche fermato il corso che un insegnante faceva loro. La direzione ha anche cercato di seminare il panico tra di loro tentando di buttare del gas nei loro locali. I bambini hanno anche accusato i carcerieri di aver distrutto un esemplare del Corano nel locale 8 del carcere.

Il giovane detenuto ha anche dichiarato che l’acqua entra nel locale, con i materassi per terra tutti inzuppati. I locali del carcere, umidi, producono in permanenza un’aria fetida, soprattutto perché né l’aria né il sole possono penetrare nei locali.

Il giovane prigioniero Fawzi Daraghmeh, 17 anni, di Toubas, dichiara che le finestre dei locali sono sempre chiuse da lastroni di ferro, che impediscono al sole di penetrare, cosicchè molti giovani si sentono soffocare.

Si è anche lamentato della mancanza di mobili nelle stanze, come tavoli, le sedie o gli armadi, così come la mancanza di separazione tra i cessi e le docce, il che fa capire gli odori presenti nelle stanze, che sono anche infestate di bestioline. Il giovane Daraghmeh afferma che i prigionieri hanno freddo a causa della mancanza di coperte.



GIOVANI RAGAZZE DETENUTE A TELMOND

Ni'ma Muhammad Naqayra, 14 anni, della città di al-Khalil, ha dichiarato che le giovani detenute a telmond vivono delle pressioni molto pesanti, e che hanno bisogno di una attenzione particolare, ma nessuno psicologo o lavoratore sociale può visitarle.

La prigioniera Israa Mazen Sa'id, 15 anni, della città d'al-Khalil, spiega che non può stare tranquilla, soffre di tensioni interne molto difficili, ha chiesto l’aiuto di uno psicologo, ma la direzione del carcere ha rifiutato la sua domanda.

La giovane detenuta Hiba Muhammad Yaghmor, 12 anni, della città di al-Khalil, che è la più giovane detenuta palestinese, è malata: nel corso del suo arresto, ella era stata ferita da colpui al ventre ed alla gamba.

Lei fu condotta all’ospedale dove era stata operata ma si ritrova in carcere, non poteva camminare, con dei dolori molto acuti soprattutto dopo che i medicamenti le erano stati fatti cessare. Hiba ha buisogno di un consulto. Hiba spiega che le condizioni di detenzione sono molto dure, non ci sono abbastanza letti ed alcune prigioniere debbono dormire su dei materassi a terra. I locali sono molto angusti, umidi, infestati di scarafaggi. Hiba ha parlato dell’acqua che penetra nei locali delle detenute, che bagnano i vestiti che non possono essere utilizzati. La direzione del carcere procede a delle perquisizioni provocatorie.

La detenuta Firyal Munir Jaara, 18 anni, di Bethlehem, si lamenta dei locali piccoli, le prigioniere non possono pregare come si conviene. Lei ha dichiarato che il cibo è infetto il che obbliga i prigionieri ad acquistare i propri alimenti allo spaccio.



PRIGIONE DI DAMOUN

I MURI RISCHIANO DI CADERE AD OGNI ISTANTE

L’avvocata del centro Risalat al-Huquq, Hanane al-Khatib, ha potuto recarsi al carcere di Damoun, sezioni 1,3 e 4, allo scopo di poter discutere con i prigionieri della loro situazione.

Lei ha indicato, in seguito alla sua visita, che ha notato delle dichiarazioni dei prigionieri. Per la sezione 1, la direzione rifiuta di migliorare la situazione medica, per la quale i prigionieri soffrono di una grande negligenza.

La direzione prosegue le sue perquisizioni a sorpresa e provocazioni, miranti a punire i prigionieri, per impedirgli di avere un po’ di stabilità ed a suscitare delle turbe psicologiche. È sempre vietato l’ingresso di vestiti pesanti per l’inverno così come delle coperte e di altre necessità per coprirsi dal freddo.

I prigionieri affermano che la struttura della sezione è molto vecchia, i pavimenti lasciano penetrare l’acqua, il che rende i loro vestiti inutilizzabili, ma anche i muri sono talmente vecchi che rischiano di cadere ad ogni istante, minacciando le loro vite.

La situazione nella sezione tre è assai malvagia, a causa dell’umidità all’interno dei locali. Le famiglie hanno delle difficoltà durante le visite perché non c’è posto per le visite, rimangono fuori per ore. I prigionieri non hanno abbastanza coperte e vestiti caldi.

Anche nella sezione 4, stessa situazione, e la direzione del carcere ha anche soppresso le visite dei familiari.

Le perquisizioni proseguono ad ogni momento, anche in piena notte. La direzione utilizza cani scatenati nel corso delle perquisizioni, per fare paura ai prigionieri e per provocarli in rapporto alla loro fede religiosa.



COSA SUCCEDE NELLA PRIGIONE DI HADDARIM ?

L’avvocato responsabile della campagna per la liberazione del deputato Marwan Barghouty e dei prigionieri, ha dichiarato che la direzione delle carceri ha deciso la settimana scorsa di trasferire oltre 60 prigionieri dalla prigione di Haddarim nella nuova sezione della prigione di Nafha (Nefah), nel deserto.

La direzione pretende che si creda a quanto afferma, che si tratti di una misura legata ai lavori di restauro intrapresi nel carcere di Haddarim.

Tra i prigionieri che saranno trasferiti, Abdel Rahim Mallouh (dirigente FPLP), Mansour Shrayem, Muhammad Neyfa Abu Rabi'a, Abdel Karim Uways , Muhannad Jaradat, Jad al-Barghouty, Jihad Ghabn, Israr Soumerin,
Ali Barghouty, Hussam Khadr (presidente del comitato di difesa dei diritti dei rifugiati e del centro culturale Yafa, del campo Balata, Nablus), Tha'er al-Kurd, Abdel Naser Issa, Amine Sane', Moussa Doudine, Majdi 'Amrou,
Ibrahim al-Masri, Murad Abu Rikab, Ali al-Moghrabi.
La direzione del carcere ha dichiarato che il loro trasferimento a Nafha durerà un mese, almeno.



L’ISOLAMENTO NEL CARCERE DI JALAMEH

Una prigioniera palestinese intraprende lo sciopero della fame per protestare contro l’isolamento impostole in una cella della prigione di Jamaleh. L'avvocato di Nadi al-asir al-Filistini, Lou'ai Aka, ha dichiarato che la prigioniera Raja' Nazmi Mousa, 36 anni, del campo di Jénine, ha iniziato uno sciopero della fame nel carcere degli interrogatori, a Jalameh, protestando contro le condizioni della sua detenzione ed il suo isolamento. La prigioniera ha dichiarato che le celle sono in condizioni estremamente precarie e malsane, non ci si può lavare, non c’è assistenza medica il che aggrava i suoi problemi di salute. Ella subì delle provocazioni e delle umiliazioni permanenti. Raja' era stata arrestata il 15 febbraio 2006 mentre lavorava in una istituzione di aiuto ai prigionieri, Mishkat al-asir.





MINACCE DI ASSASSINIO DI AHMAD SA’ADAT

Le autorità sioniste minacciano di assassinare il deputato e segretario generale del FPLP, Ahmad Saadat se sarà liberato dal carcere di Ariha (ANP).
Ancora una volta, gli occupanti israeliani hanno minacciato di assassinare il militante Ahmed Sa’adat, deputato al consiglio legislativo palestinese e segretario generale del FPLP [come fecero con il precedente segretario, Abu Ali Mustafa, nell’agosto 2001, con razzi che fecero strage nella sede FPLP di Ramallah], se sarà liberato.

Fonti giornalistiche israeliane hanno dichiarato che l’esercito occupante sionista ha fatto un raid su Ariha, sabato scorso, ed arrestato un membro di Al fatah, mettendo in guardia contro ogni tentativo di liberare Ahmed Sa’adat ed i suoi compagni, accusati di aver liquidato il ministro sionista del turismo, Ze’evi, quattro anni fa.

Per ora, mofaz, il ministrro della guerra, aveva dichiarato : “Se Sa’adat ed i suoi compagni saranno liberati, non resteranno per lungo tempo liberi, noi regoleremo i conti con loro” [alla mafiosa, proprio].

Sa’adat ed i suoi compagni sono detenuti nel carcere palestinese di Ariha, con dei carcerieri europei, secondo l’accordo firmato tra l’occupazione e l’autorità palestinese e dei partiti internazionali. Le fonti sioniste pensano che Sa’adat sarà liberato da Hamas, dopo che l’Autorità aveva liberato 50 membri della Jihad islamica in seguito alla vittoria di Hamas alle elezioni legislative.

Da parte sua, Khaled Mechaal, presidente dell’ufficio politico di Hamas, così come da parte di Abu Mazen, sembrerebbe che ci sia un accordo per la liberazione di Sa’adat, il che lascia presagire delle reazioni da parte degli apparati militari e della sicurezza israeliani

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