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PRESENTAZIONE A ROMA LA TORTURA NEL BEL PAESE
by Paolo Dorigo n.214 progressivo Saturday, Mar. 18, 2006 at 11:59 PM mail: contatti@paolodorigo.it

PRESENTAZIONE A ROMA IL 22 MARZO ALLE ORE 18 A TRASTEVERE ALLE ORE 18 IN VIA DEI RIARI 57 DEL LIBRO LA TORTURA NEL BEL PAESE: TUTTE/I LE/I COMPAGNE/I ROMANE/I SONO INVITATE A PARTECIPARE

Le giuste differenze di percorso e di varietà di interessi non hanno impedito la realizzazione da parte di Romano Nobile di Ares2000 di questo importante primo passo nel disvelamento nel nostro paese della realtà della tortura-strategia di annientamento, dei prigionieri irriducibili e delle persone scomode o semplicemente utili a ricerche "scientifiche" o "mediche", cosicchè alla presentazione saranno presenti oltre a Romano Nobile, Vittorio Trupiano e Giovanni Russo Spena, due aderenti alla associazione vittime armi elettroniche-mentali (http://www.associazionevittimearmielettroniche-mentali.org) che parleranno delle loro esperienze e forme di resistenza all'annientamento della tortura tecnologica e degli opportunismi ed ipocrisie e falsità nello stesso mondo della sinistra oltre che in campo medico a proposito di questa realtà.
Il libro sarà presentato ad aprile e maggio in oltre 10 città italiane.
per informazioni oltre all'editore (http://www.malatempora.com) è possibile consultare l'avae-m (334-3657064) ed i suoi siti.
Sul libro esiste già un post con un'intervista integrale ad una delle persone oggetto di questi trattamenti.
http://italy.indymedia.org/news/2006/03/1013158.php

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SOLIDARIETA' CON DIANA !
by Paolo Dorigo n.215 progressivo Sunday, Mar. 19, 2006 at 12:07 AM mail:

http://www.ilmanifesto.it/ricerca/ric_view.php3?page=/Quotidiano-archivio/16-Marzo-2006/art67.html&word=Diana;Blefari
41 BIS
«Diana Blefari rischia di morire in carcere»
SA. M.
Non si alza praticamente mai dal letto, mangia poco e non rivolge la parola a nessuno. Soprattutto non esce mai dalla sua cella. (...) si lascia morire un po' ogni giorno. Diana Blefari Melazzi, la «compagna Maria» non ha nemmeno quarant'anni, ed è arrivata al braccio del 41 bis cinque mesi fa. Da allora si è lasciata andare ogni giorno un po' più a fondo. Prima ha cominciato a rifiutare i colloqui con la famiglia, poi quelli con l'avvocato, infine si è ficcata nel letto sotto le coperte. Prima per molte ore ogni giorno, poi per giornate intere. Dalla sua cella, due metri per tre, al pian terreno con una piccola finestra buia, non esce più. «Negli ultimi mesi sono stato a trovarla tre volte, l'ultima una settimana fa - dice il segretario del Prc aquilano Giulio Petrilli - e l'ho trovata sempre nel letto con le coperte tirate fin sul viso. Non risponde alle domande e in generale non parla con nessuno». I limiti imposti dal regime carcerario del 41 bis erano già strettissimi. Due ore d'aria al giorno e due di socialità. Un ora di colloquio al mese con i familiari solo attraverso un vetro, censura della posta. (...)
Un mese fa, dopo averla vista peggiorare tanto rapidamente, il direttore del carcere delle Costarelle ha deciso di inviare Diana nell'ospedale di Sollicciano per una visita psichiatrica. Nella lettera che accompagnava il suo ritorno all'Aquila i medici fiorentini, che spiegavano anche di non aver potuto fare una vera e propria visita visto che la donna rifiutava di rispondere a ogni domanda, hanno dato un'indicazione molto chiara: deve essere trasferita prima possibile in un carcere ordinario. Solo lì sarà possibile seguirla in modo stabile. Da quella lettera è passato più di un mese senza che nessuno intervenisse. Eppure provare a mettere Diana a contatto con operatori sanitari e in un contesto sociale sarebbe, hanno scritto i medici, l'unico modo per provare a tirarla fuori dal buco nero in cui si è infilata e da cui potrebbe non riuscire più ad uscire.


FIN QUI LA CRONACA DEL MANIFESTO

CONOSCENDO IL FATTO DI COME E' GESTITO IL CARCERE DE
L'AQUILA DOVE CI SONO SIA SEZIONI PER INFAMI BASTARDI
STUPRATORI E PENTITI COME MANIERO, E COMPAGNE IN 41 BIS,
COME ALL'AQUILA
INVITIAMO IL DAP A PROVVEDERE A METTERE LA COMPAGNA
IN CONDIZIONI DI SOPRAVVIVENZA DECENTE E DECOROSA COME
A LEI NECESSARIO.
OGNI SITUAZIONE CONSEGUENTE A CIO' CHE SEGRATAMENTE IL
DAP OPERA NELLE CARCERI SPECIALI NON SARA' IMPUNITO !
PAOLO DORIGO
E CON NOI MILIONI DI PROLETARI !


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