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ARGENTINA: occupazione El Tigre, supermercato
by margherita, bossa, zoe y tro Wednesday, Sep. 11, 2002 at 6:42 PM mail:

intervista a Enrique

SUPERMERCATO EL TIGRE – ROSARIO

Enrique

D Da quanto avete occupato il supermercato e come?
R abbiamo occupato 13 mesi fa. All'inizio non eravamo molto organizzati.
Faceva molto freddo, avevamo un'ambulanza, che ci aveva dato il sindacato che era posteggiata nel parcheggio del supermercato. Abbiamo deciso di cacciare la gente che gestiva economicamente questo posteggio per organizzarlo noi e
per costituire cosi' un fondo per la lotta. Un giorno abbiamo detto il posto e' nostro, bisogna forzare un paio di lucchetti, sfondare un po' di porte e il locale e' nostro. Non avevamo un piano ci ha mossi il bisogno per l'urgenza
che avevano creato i licenziamenti.
D Quanti eravate sotto padrone?
R 360 impiegati.
D Quanti all'occupazione?
R 80 e per tutti i 13 mesi 32 compagni hanno continuato la lotta.
D Qual'era il conflitto con l'azienda?
R Nell'ottica neoliberista i padroni hanno impugnato le leggi sul fallimento. Presentarono fallimento, e cosi' hanno lasciato i lavoratori in mezzo ad una strada e noi abbiamo cominciato a pensare a come poter recuperare i nostri posti di lavoro. Le scelte erano due: o l'assistenzialismo di uno stato sociale, che in Argentina vuol dire miseria,
o comiciare la lotta. Abbiamo optato per la seconda. Scegliendo consapevolmente, ci siamo messi contro tutti e contro tutto questo sistema che protegge i padroni e che e' il Governo. E contro il potere giudiziale.
Ma questo e' il cammino della dignita' e con immenso orgoglio posso dire, che ieri, 6 di settembre, i nostri compagni sono tornati a lavorare. E si vedeva sul loro volto che quella era una vittoria. Perche' quello che vogliamo e' lavorare e non mendicare. Non ci interessa avere una carota davanti al muso e dover correre per cercare di acchiapparla. Vogliamo un
lavoro degno perche' a noi piace lavorare e quando riusciamo a creare le giuste condizioni di lotta affinche' un lavoratore possa farla propria, e' imbattibile. Questa e' piu' che altro una lotta morale, ieri abbiamo riaperto, e sono passate nel corso di una giornata circa mille
persone nel nostro supermercato, che piu' che altro venivano a solidarizzare compravano qualcosa, ma sopratutto davano appoggio. E' stato un giorno stupendo per noi.
D Durante l'assemblea avete detto che da quando avete occupato sono state ospitate molte attivita' all'interno del supermercato.
R Nei tragici giorni di dicembre la porta del Tigre e' stata una porta aperta a tutti quelli che lottavono contro lo stato e i sindacati corrotti, e tutta questa merda che ci ha portato alla rovina. C'e' un precedente pero' in tutto
questo. Durante i 13 mesi di occupazione un posto che era un nido di topi e che il padrone usava come magazzino, e' stato trasformato con l'aiuto degli studenti nel piu' importante ed attivo centro culturale di Rosario con 23 attivita' distinte.
D Lavorate in forma cooperativa?
R Si' perche'noi non produciamo nulla e quindi per ricevere prodotti, abbiamo dovuto darci una forma legale per poter lavorare. Noi non condividiamo piu' di tanto questa modalita', pero' siamo convinti che si possa lavorare cosi'
sotto controllo operaio.
D Pensi che questo cammino del controllo operaio dell'autogestione e della cooperativa sia un passo verso la creazione di un nuovo sistema che si oppone al sistema capitalistico?
R Credo che sia un meccanismo di difesa che oggi abbiamo noi lavoratori per poter recuparare il posto di lavoro e da qui elaborare tutti i processi per il cambio profondo di cui necessita la classe operaia. E' questo é quello di
cui abbiamo bisogno realmente e tutto questo aiuta, sono nuove forme. Per noi dicembre ha significato un nuovo modo: le assemblee popolari, la lotta.... prima qui in Argentina sembrava non ci fosse nessun problema, si diceva che
la classe operaia, che il popolo non aveva problemi. E poi arrivo' dicembre.
E lo provocarono i padroni stessi questo cambiamento, non noi.
D Che ha significato per voi personalmente questa lotta?
R Ho vissuto tutta la decade del 70' e per me e' stata una rivincita, un modo per sentirsi vivo. Io ho 50 anni e dico a mio figlio che ora sto ricominciando a lottare, perche' avevo abbandonato tutto, e questo,invece, mi fa sentire vivo. Noi diciamo sempre che questa generazione deve essere aiutata e
con i nostri errori alle spalle, ora abbiamo una forza che ci portera' alla vittoria. Io lotto per me non per gli altri, voglio vederlo questo cambiamento.
D Avete occupato un mezzo di distribuzione, non di produzione.come vedi il futuro?
R Abbiamo la legge contro. Ieri nell'allegria di riaprire il supermercato abbiamo ricevuto una minaccia di sgombero.
D Il padrone ha tentato di riprendere l'immobile?
R No, non gli importa perche' ha un debito di tre milioni e mezzo di dollari.

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