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scorie e militari
by No alle scorie Tuesday, Jun. 17, 2003 at 9:40 PM mail:

Scorie nucleari: risorse utilizzabili per fini bellici


Scorie nucleari: risorse utilizzabili per fini bellici



E' improbabile che i militari rinuncino al totale controllo di un patrimonio spendibile per la guerra stoccandolo in una qualsiasiminiera o tunnel, fuori dalla loro piena disponibilità.

La Sogin ha posposto i criteri rigorosamente tecnico-scientifici d'individuazione del sito di stoccaggio e ha privilegiato i criteri più fumosi e meno verificabili della sicurezza antiterrorismo affidandone la valutazione alla sensibilità militare del generale Jean coadiuvato dal Sisde. In base a questi insondabili parametri neanche il complesso militare Sella del Diavolo-Sant'Elia è del tutto
al riparo dal rischio di diventare la pattumiera radioattiva d'Italia.

Il presidente della commissione Ambiente della Camera, Pietro Armani, ha fatto sua l'opzione militare e ha indicato i poligoni tra i siti ideali (8 aprile 03). Il generale Jean ha puntualizzato che uno dei requisiti è il "rispetto aereo" della zona. Gli spazi aerei dichiarati "Proibiti, Ristretti, Pericolosi (Danger) " alla navigazione civile sono quelli militarizzati.

In Sardegna, il cielo libero da schiavitù militare è ben poca cosa.
Da circa mezzo secolo, Le F A tengono sotto sequestro, non solo un abnorme estensione di terra e la stragrande maggioranza dello spazio aereo che sovrasta l'isola, ma anche le immense zone aere e marittime che la circondano a est e ovest. La gabbia d'interdizioni militari in terra, in mare e in cielo che imprigiona la Sardegna non ha termini di raffronto con nessun'altra regione d'Italia.

Non ripetiamo le preoccupazioni argomentate nelle e-mail inviate il 19 aprile alla stampa, a tutti i parlamentari sardi, ad alcuni consiglieri regionali, a movimenti e associazioni di base.

Ribadiamo che troppi indizi fanno ritenere che la sciagurata scelta sia ricaduta su di un poligono della Sardegna, senza escludere del tutto dalla lista dei sospetti le altre strutture militari dell'isola.
Riproponiamo le forti inquietudini che il sito prescelto sia

Il Poligono Interforze Salto di Quirra

Motiviamo le ragioni dell'allarme:

1) E' il poligono più vasto d'Europa ed è situato in una delle zone più spopolate d'Europa. Il tipo di esercitazioni/sperimentazioni, rivolto in prevalenza da terra verso il mare, consente maggiore
sicurezza rispetto a Capo Teulada, perennemente bombardato da terra, dal mare e dal cielo;

2) la clientela pagante del poligono, le grandi multinazionali produttrici di sofisticati ordigni bellici, non dovrebbero avere ragioni per opporsi, anzi godrebbero dell'ulteriore vantaggio di
disporre di una discarica legale di rifiuti pericolosi e, al contempo, di risorse utilizzabili nella sperimentazione di nuovi sistemi d'arma.

Alcuni intrecci societari meriterebbero un approfondimento. Ad esempio: la Fiat Avio è una delle imprese che "affittano" stabilmente il poligono Perdas-Quirra per sperimentare e collaudare i costosi ordigni di morte a tecnologia avanzata; Fiat Avio e un' altra ditta del gruppo Fiat ( Sorim ) sono presenti anche a Saluggia nel deposito di scorie nucleari, recentemente, sono state inglobate nella Sogin;


3) le attività del poligono sono protette da una doppia muraglia di "riservatezza", al segreto militare si somma il segreto industriale;

4) Sono immediatamente disponibili le gallerie della miniera d'arsenico di Baccu Locci, in parte già comprese nel demanio militare la cui linea di confine spezza il complesso in disuso

5) "La scienza di Stato", ignorante delle acquisizioni della letteratura medica, ha spudoratamente conclamato che la causa della "Sindrome Quirra/Escalaplano" è la vecchia miniera d'arsenico, di
conseguenza, non ci sarebbero problemi a spostare di poco la perimetrazione del poligono per metterla sotto totale controllo militare, ovviamente, per salvaguardare la popolazione dal terribile
arsenico! Inoltre, se lo stoccaggio delle scorie nucleari dovesse produrre "effetti collaterali", la "scienza di Stato" accerterebbe facilmente che l'agente killer è sempre la solita miniera.

6) Il contesto socio-culturale è tra i più favorevoli. Isolamento e povertà sono fertile humus per soffocare proteste e far ingurgitare qualsiasi abuso. Sindacati e politici, destri e sinistri, sono sempre
stati pronti a scendere in piazza per difendere il poligono della morte e chiederne il potenziamento; i pochi che hanno osato denunciare la "sindrome Quirra-Escalaplano" sono stati prontamente emarginati; le coraggiose campagne stampa non hanno scosso l'indifferenza dell'isola verso le "strane" patologie che devastano le comunità coinvolte, loro malgrado, dalle attività della macchina bellica.



Comitato sardo Gettiamo le Basi

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Titolo Autore Data
La Sardegna, un bene da salvare Blackengine Tuesday, Jun. 24, 2003 at 12:54 PM
io avrei un idea: ... Tuesday, Jun. 17, 2003 at 9:45 PM
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