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SICILIA: sospese le ricerche
by boat pople Sunday, Aug. 07, 2005 at 9:03 PM mail:

sospese le ricerche per il barcone affondato

dal Manifesto:

Ricerche sospese: la barca non si trova
Crescono i timori per il barcone con 130 persone scomparso nei giorni scorsi nel Canale di Sicilia. Scettica la Capitaneria di Porto: «notizie frammentarie». Trasferiti a Lampedusa i 169 immigrati testimoni del naufragio. Trovati 19 cadaveri al largo delle Canarie
CINZIA GUBBINI
Sono state sospese le ricerche del barcone con a bordo circa 130 persone, che secondo la testimonianza di un gruppo di immigrati sbarcati mercoledì sera nell'isola di Linosa si sarebbe trovata in difficoltà mentre tentava la traversata verso l'Italia. Gli immigrati hanno raccontato di aver visto dei cadaveri butatti in mare, anche se il parroco di Linosa, don Giovanni Frangipane, sostiene che gli immigrati hanno parlato di «qualcosa» gettato in mare «forse addirittura dei bagagli per alleggerire l'imbarcazione». Lo scafo, inoltre, avrebbe tentato di invertire la rotta a causa del mare molto agitato. La Capitaneria di Porto di Palermo ha fatto sapere ieri con un comunicato che «le ricerche dell'ipotetico barcone continuano nell'ambito della normale attività di vigilanza aereo marittima antimmigrazione clandestina», mentre le condizioni metereologiche hanno continuato ad essere pessime, con un mare a forza cinque. Si perdono le speranze, dunque, di ritrovare la barca nonostante segnalazioni analoghe a quelle degli immigrati di Linosa siano arrivate anche da alcuni etiopi che vivono a Cuneo e a Foggia. Questi hanno ricevuto telefonate da alcuni loro parenti che raccontavano di essere in balia delle onde e di avere dei morti a bordo. A quanto pare, tuttavia, le autorità iniziano a dubitare dell'esistenza del barcone, visto che il comunicato definisce le notizie raccolte dai 169 immigrati sbarcati a Linosa «frammentarie e alquanto imprecisate». Eppure, non sarebbe la prima volta che una carretta del mare fa perdere le tracce, portando con sé il suo carico umano. I naufragi, nel mare che lambisce le coste a sud dell'Europa, d'altronde, continuano: ieri è arrivata la notizia che diciannove africani subshariani sono morti mentre cercavano di raggiungere le isole Canarie. Solo due i sopravvissuti.

Intanto i testimoni del presunto naufragio nel Canale di Sicilia sono stati trasportati ieri pomeriggio a Lampedusa da una motovedetta della Marina Militare, ma fino a tarda sera per il mare agitato è stato impossibile procedere al trasbordo. Il centro di permanenza dell'isola - che può contenere soltanto 190 persone - inoltre è già pieno: sono 223 i detenuti. Si pensa, quindi, che già oggi cominceranno i trasferimenti (o le espulsioni) per svuotare il centro lampedusano, che può contenere soltanto 190 persone.

L'emergenza è invece terminata a Linosa, la più piccola isola delle Pelagie, dove gli sbarchi sono molto rari. Tant'è che nell'isola non esitono luoghi in cui sia possibile accogliere chi arriva dopo un lungo viaggio in mare e i 169 immigrati (tra cui tre donne e una decina di minori) sono stati tenuti nella palestra della scuola. Tra l'altro ieri pomeriggio sono girate voci preoccupanti rispetto al trattamento riservatogli. Secondo alcuni turisti in vacanza a Linosa, le cui testimonianza sono molto difficili da verificare, nella notte di giovedì tre immigrati sono stati pestati dai carabinieri. Un consigliere municipale di Napoli, Pino d'Estasio, ha ad esempio ricevuto una telefonata in cui veniva informato che alcuni immigrati sarebbero stati pestati dalle forze dell'ordine: «Sono stato avvertito da alcune persone che si trovano sull'isola - ha detto D'Estasio - Mi hanno raccontato di aver saputo da fonte certa che tre immigrati sono stati malmenati perché avevano tentato di fuggire». Sicuramente tre persone hanno cercato di scappare dalla palestra e sono state immediatamente riacciuffate dai carabinieri sulla base delle segnalazioni degli abitanti dell'isola - talmente piccola che è davvero difficile nascondersi. Ma al presidio della Guardia medica non sono arrivati feriti. E'stato trasferito con un elicottero all'ospedale Cervello di Palermo, invece, un immigrato malato di diabete e che ha accusato un malore, cosicché gli immigrati arrivati a Lampedusa verso le sette di ieri sera erano 168. Ed è stata proprio la notizia che la tappa successiva in Italia non sarebbe stata la Sicilia bensì Lampedusa, ad aver fatto scattare una piccola protesta tra gli immigrati. Un nervosismo acuito dalle condizioni poco confortevoli. Per dirne una, agli immigrati è stato proibito fumare: nella palestra non si poteva, ed è stato considerato troppo scomodo farli uscire, perché avrebbero dovuto essere piantonati.

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