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Trapianto di cellule della retina e alcune cavie tornano a vedere
by ... Wednesday, Nov. 08, 2006 at 6:38 PM mail:

Lo studio, pubblicato su "Nature", è stato condotto sui topolini Apre nuove speranze per la cura delle malattie degenerative

LONDRA - Riacquistare la vista grazie ad un trapianto di cellule della retina. Per la prima volta, in un esperimento condotto su topi, un gruppo di ricercatori è riuscito a ripristinare parzialmente la facoltà visiva, trapiantando negli animali cellule precursori della retina.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, si deve all'équipe del London Institute of Ophthalmology ed ha utilizzato un nuovo approccio sviluppato alla University of Michigan, presso il Kellogg Eye Center. I risultati sono stati accolti con grande interesse dalla comunità scientifica e potrebbero aprire la strada ad una cura per moltissime malattie degenerative della retina, compreso il diabete che affligge milioni di persone.

Gli scienziati hanno utilizzato cellule staminali adulte e quindi, già con una destinazione precisa: fotorecettori, cioè cellule della retina, "in fieri".

Nelle retinopatie si ha una degenerazione per cui i fotorecettori che costituiscono la retina, ovvero le cellule chiamate coni e bastoncelli, muoiono. Sono i fotorecettori a tradurre gli impulsi visivi in un messaggio che poi, viaggiando sul nervo ottico, arriva al cervello, che lo traduce in immagini. Senza fotorecettori al cervello non arriva nulla e la capacità visiva è persa.


E' da tempo che si tenta il trapianto di cellule nella retina per ricostituire coni e bastoncelli, ma finora non c'erano sono stati progressi significativi. Una delle coordinatrici dello studio, la dottoressa Jane Sowden, si è detta sorpresa dei risultati ottenuti: "Abbiamo riscontrato che la retina matura, che finora si credeva non avesse la capacità di rigenerarsi, è invece in grado di sopportare lo sviluppo di nuovi fotorecettori funzionali", ha spiegato.

I ricercatori guidati da Robin Ali, dell'istituto londinese, hanno invece pensato di trapiantare cellule "semi-adulte", cioè già abbastanza sviluppate e avviate a diventare cellule della retina, ma senza aver ancora raggiunto lo stadio di maturazione completa.

Ha funzionato: trapiantando cellule della retina "in fieri", gli scienziati hanno ottenuto un miglioramento parziale della funzione visiva nei topi.

Le cellule trapiantate hanno ultimato il loro sviluppo trasformandosi in fotorecettori, e si sono integrate nella retina, allacciando contatti con le terminazioni del nervo ottico, diventando così funzionali.

"E' una ricerca sorprendente, che in futuro potrebbe portare ad un trapianto per curare la cecità nell'uomo", ha commentato alla Bbc il professor AndrewBrick dell'università di Bristol.

Il cammino verso un'applicazione clinica è ancora molto lungo, ma già nel giro di cinque anni si potrebbero avere i primi sviluppi verso un utilizzo di questa nuova procedura anche sull'uomo.

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Fuoco ai lager!
by Animal Liberation Front Wednesday, Nov. 08, 2006 at 7:15 PM mail:

Ogni giorno si accendono le luci dei laboratori:
sadismo e torure, sangue e urla nei lager-laboratori di vivisezione.

Se ti dico che voglio sperimentare sui tuio figli o fratelli o parenti o amici... che ne pensi!?
magari dirai che l'uomo è più "importante" degli animali con il tuo becero specismo, ma importante per cosa?

Guerre, inquinamento, torture, repressione, devastazione della natura e sfruttamento e governo, governare, governanti...

...certo l'uomo è molto importante!

sono sicuro di questo periodo andrai a comprarti una bella pelliccia!

ONE SOLUTION...LIBERATION!

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Scienza?
by stop vivisection Wednesday, Nov. 08, 2006 at 7:20 PM mail:

vivisettori e squoiatori...
siete solo criminali! siete solo criminali!
siete solo criminali! siete solo criminali!
ASSASSINI!

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coni e bastoncelli
by VIVI-SEZIONE BOIA Wednesday, Nov. 08, 2006 at 7:23 PM mail:

i coni e i bastoncelli...ficcateli nel culo!

gli occhi usali per guardare la natura di cui tu fai parte e le atrocità che subiscono gli animali

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chi crede alle frottole?
by coniglio Wednesday, Nov. 08, 2006 at 8:28 PM mail:

Ah, quando trapiantavano retine perche' sui conigli funzionava non avevano pensato che quest'ultimi non avevano lacrimazione come invece gli umani hanno, e cosi' i trapiantati hanno avuto qualche problemuccio, i camici bianchi i loro assegnoni e i conigli occhi scavati.
Che merda!

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vabbè
by e Wednesday, Nov. 08, 2006 at 11:55 PM mail:

vabbè pero' i topi fanno schifo a tutti, sticazzi,mo se dovemo preoccupà pure dei topi............

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Cercasi cavie volontarie
by Ricercatore Thursday, Nov. 09, 2006 at 12:06 AM mail:

Avete ragione, la sperimentazione su animali non è per niente gradevole, ma spesso è l'unica possibilità per fare ricerca.

Chi non è d'accordo, è invitato ad offrirsi come cavia umana volontaria. Salverà la vita di un coniglietto o un topolino, ma dimostrerà di non essere spacista: la sua vita vale quanto quella di un animaletto!

Sono aperte le iscrizioni!

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vorrei vederli i paladini dei topi
by Gianni Thursday, Nov. 09, 2006 at 8:17 AM mail:

se avessero un figlio cieco...

e anche quando si ammalano, mi piacerebbe sapere quanto stanno attenti a rifiutare ogni medicina che possa essere stata sperimentata su animali...

facile fare demagogia con le fotografie truculente...

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Vivisezione: domande e risposte
by coniglio Thursday, Nov. 09, 2006 at 12:08 PM mail:






Cosa vuol dire vivisezione o sperimentazione animale?
Per vivisezione o "sperimentazione in vivo" si intende qualsiasi esperimento eseguito su animali o umani. Ogni anno solo in Italia un milione di animali, quasi 3000 al giorno tutti i giorni, vengono utilizzati per prove inutili e ripetitive, inapplicabili per la salute umana, ancora richieste da leggi antiquate e superate. Gli stessi test sono ripetuti successivamente, con altre forme e tempi, sui destinatari ultimi del prodotto in sperimentazione: noi umani. E questo, senza alcuna garanzia di legge e, spesso, senza consenso informato.



Per saperne di più:
Opuscolo "Apriamo gli occhi sulla vivisezione"

Chi conduce questi esperimenti e con quali regole?
Industrie chimico-farmaceutiche, cosmetiche, belliche, istituti pubblici ed università. Anche grazie a generosi contributi dello Stato che permette l'immissione in commercio di migliaia di sostanze che si rivelano poi tossiche e nocive, riconosciute tali solo dopo mesi o anni a seguito dei danni provocati alla salute umana. Eppure, con la sperimentazione sugli animali, erano state garantite come innocue. L'attuale legge in vigore, la n. 116 del 1992, ha rivelato l'esistenza solo in Italia di più di 500 laboratori di sperimentazione animale, la gran parte dei quali addirittura sprovvisti di autorizzazione, in cui avviene di tutto con scarse possibilità di controllo.



Per saperne di più
Decreto Legislativo 116 in materia di protezione
degli animali utilizzati a fini
sperimentali o ad altri fini scientifici

Quali animali sono utilizzati negli esperimenti?
Soprattutto topi e ratti (per il 95%), ma anche gatti, cani, primati non umani, porcellini d'India, mucche, suini, cavalli, pecore, capre, piccioni, furetti, rettili, pesci, uccelli... Ma nessuna specie può essere modello sperimentale di un'altra specie. Gli animali sono simili a noi nel percepire il dolore, l'apprensione, la paura; ma sono diversi per i meccanismi di assimilazione, per struttura fisica e biochimica. Ed in seguito vengono utilizzati anche umani: prima "volontari" sani (pagati profumatamente, e spesso ignari dei pericoli che corrono), e poi malati, in genere anziani abbandonati nelle corsie ospedaliere, malati terminali, carcerati, bambini orfani, immigrati.



Per saperne di più:
Statistiche sull'uso di animali

Quali esperimenti vengono effettuati?
Tutti, anche quelli che non puoi immaginare. Tra i più comuni: test di tossicità acuta e cronica, irritazione della pelle ed inalazione, avvelenamento, induzione di cancro in varie parti del corpo. Gli animali sono obbligati ad ingerire sostanze di ogni genere dalle creme ai pesticidi; vengono privati dei genitori per esperimenti psicologici; vengono irradiati con raggi di ogni tipo; vengono torturati con elettrodi nel cervello; vengono modificati geneticamente nel tentativo di renderli più simili all'uomo, ma non basta cambiare 1, 2, e nemmeno 1000 geni per ottenere un uomo in miniatura.



Per saperne di più
Mostra fotografica sulla vivisezione

L'uso di animali serve alla salute umana?
Gli esperimenti sugli animali non solo non sono necessari, non solo non sono utili, ma sono, spesso, dannosi, perché portano a risultati fuorvianti, o inutili, che danno un falso senso di sicurezza per la successiva sperimentazione sull'uomo. Che, per legge, deve comunque esserci.
Come facciamo a sapere che un risultato trovato su una data specie animale è applicabile all'uomo? Semplice, proviamo la sostanza da sperimentare sull'uomo, e solo DOPO possiamo dire che quella specie, per quella determinata sostanza, si comporta in modo simile all'uomo. Così avviene.
Sperimentando su varie specie animali si trovano sempre risultati discordanti: come sapere A PRIORI, qual è la specie che, in quel caso, è la più simile all'uomo? Non è possibile.
Ad esempio, gli effetti tossici della diossina sono stati studiati su molte specie animali: per il porcellino d'India e il ratto, questa sostanza è MOLTO TOSSICA. Per il criceto è INNOCUA. Le altre specie danno risultati intermedi. Ebbene, da questi risultati, cosa possiamo dedurre per l'uomo? Sarà più simile al criceto o al porcellino d'India? NON SI SA, a priori. Solo dopo che l'uomo sarà venuto in contatto con questa sostanza, si potrà conoscere la risposta. Ma allora, i test su animali saranno stati inutili.
I veri progressi della medicina si sono sempre avuti grazie a osservazioni cliniche, a studi epidemiologici, a innovazioni tecnologiche (quali l'invenzione del microscopio, dei moderni strumenti di diagnosi, ecc.).



Per saperne di più
- Sperimentazione animale nello studio del cancro: un'analisi critica
- Dispendiosa e inattendibile

I chirurghi non si devono esercitare su animali prima di operare sugli umani?
Molti chirurghi si allenano su maiali e altri animali di laboratorio. Molti altri chirurghi - di oggi e di ieri - hanno ammesso che lavorare sugli animali crea confusione. Anche con un limitato bagaglio di conoscenze mediche, il buon senso ci suggerisce che gli interventi di ortopedia saranno molto diversi in un cane, per esempio, piuttosto che in un umano. Gli oftalmologi hanno perfezionato la cheratotomia radiale sui conigli, e poi l'hanno provata sugli umani. Solo dopo aver completamente accecato parecchie persone, sono riusciti finalmente a correggere la procedura.
Il campo della neurochirurgia offre un altro esempio. Le procedure di bypass extracranico-intracranico (EC-IC) per la malattia dell'arteria carotide inoperabile venne provata e perfezionata su cani e conigli. I neurochirurghi eseguirono migliaia di EC-IC prima di scoprire che l'operazione faceva piu' male che bene. Furono di piu' i pazienti che morirono o soffrirono di infarto (cerebrale) a causa di questa operazione di quanti invece ne furono salvati.
Lo stesso vale per la chirurgia a scopo di trapianto. Centinaia di gatti, cani, maiali e primati sono stati scarificati nel tentativo di perfezionare operazioni di straferimento di organi da una creatura ad un'altra. Nonostante il numero enorme di operazioni di prova sugli animali, la prima operazione sugli umani falli'. Trasferire le informazioni apprese sugli animali al corpo umano, si rivela sempre fuorviante. Soltanto le prove sugli umani forniscono tecniche affidabili.



Per saperne di più
- Pratica chirurgica e test su animali

Perché così tante persone ci credono?
Perché viene compiuta un'operazione di mistificazione. Riprendiamo il precedente esempio della diossina: se si scopre, dopo un contatto fortuito con l'uomo, che la diossima è tossica, si leggerà sui giornali, sulle riviste, sui futuri libri di testo: "Scoperta la tossicità della diossina. Questo risultato era già noto da studi su animali: per il porcellino d'india la sostanza è molto tossica". E' vero, non è una bugia: vengono solo nascosti dei dati.
Se, viceversa, si scopre che la diossina per l'uomo è innocua, si leggerà sui giornali, sulle riviste, sui futuri libri di testo: "Scoperta l'innocuità della diossina. Questo risultato era già noto da studi su animali: per il criceto la sostanza è innocua".
Capito il trucco? Si nascondono i dati che non fanno comodo.



Per saperne di più
La truffa dei test su animali: la prova definitiva

Perché allora continuano?
Per interessi commerciali (con un esperimento su animali si può dimostrare qualunque cosa, dalla tossicità all'innocuità di una sostanza, basta trovare la specie adatta a quanto si vuole dimostrare) e di carriera (gli esperimenti su animali portano a veloci pubblicazioni su riviste scientifiche), e per inerzia, "perché così si è sempre fatto". I ricercatori sembrano non voler prendere in considerazione altre strade, diverse dal dogma della vivisezione instillato loro all'Università.



Per saperne di più
- La vivisezione non serve: parola di vivisettori
- 50 disastri della sperimentazione animale

Nel passato, gli esperimenti su animali non ci hanno fornito delle cure per le malattie umane?
Per decenni, il pubblico è stato portato erroneamente a credere che gli esperimenti sugli animali avessero portato a "cure miracolose" e "conquiste mediche". Ma la verità è che gli esperimenti sugli animali non hanno contribuito a curare una sola malattia umana. La ragione è semplice: la sperimentazione animale non può produrre alcuna cura semplicemente perché è basata su una premessa che è scientificamente falsa. Di conseguenza, il tasso di incidenza delle malattie sta crescendo, così come stanno crescendo le percentuali di morte per malattia.
L'unico progresso significativo contro le malattie nel 20esimo secolo è stato il controllo delle malattie infettive all'inizio del secolo, che è stato ottenuto grazie a migliori condizioni di nutrizione e di igiene, e non grazie agli esperimenti su animali.
La domanda principale è: se la metodologia usata nella ricerca biomedica - esperimenti su animali - è valida, allora perché non si materializzano le cure cosiì miracolose trovate sui topi?



Per saperne di più
La Sperimentazione Animale in Occidente dalle Origini a Oggi

Quali prove preliminari alla "fase clinica" potrebbero essere praticate allora?
Lo sviluppo di colture in vitro di cellule e tessuti, di rilevazioni microscopiche, di sistemi molecolari, di modelli matematici implementati da apposito software, e di manichini computerizzati sta facendo capire che test scientifici ed incruenti sono già praticati e praticabili. Non si utilizzano già più animali per test di impatto automobilistico e gravidanza; molte aziende di cosmetici hanno indirizzato le loro ricerche in altre direzioni.
Senza animali quindi si può. Anche l'Unione Europea è impegnata in questa direzione: ha finanziato la creazione di un apposito istituto, l'"ECVAM - Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi" di Ispra (Varese).



Per saperne di più
Introduzione alle alternative alla sperimentazione animale

http://www.mclink.it/personal/MC3478/info/vivis_faq.htm

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leggete ottusi assassini
by capite qualcosa Thursday, Nov. 09, 2006 at 12:14 PM mail:




50 disastri della sperimentazione animale
Traduzione della pagina: "Fifty Disasters of Animal Testing", a cura di Monica Gallina.

In questa pagina vengono riportati solo alcuni esempi di casi in cui il risultato ottenuto sugli animali e quello ottenuto sugli esseri umani è stato discordante, e ha provocato gravi danni: malattie e morti. Si possono senz'altro trovare casi in cui il risultato su una data specie animale, o su più specie, è stato lo stesso ottenuto nell'uomo.

Ma lo si è saputo solo dopo. Per saperlo, si è dovuto provare sull'uomo. Sempre e comunque. E perciò i test su animali in ogni caso non sono serviti a niente, perchè non hanno saputo dare un risultato affidabile a priori.



--------------------------------------------------------------------------------

1. Il benzene non venne ritirato dal mercato, e si è continuato a utilizzarlo come componente chimico industriale nonostante prove cliniche ed epidemiologiche avessero dimostrato che l'esposizione ad esso provoca la leucemia negli esseri umani, perché esperimenti finanziati dai produttori non sono riusciti a riprodurre la leucemia nei topi. [1]

2. Fumare veniva considerato non cancerogeno in quanto il cancro causato dal fumo è difficile da riprodurre in animali da laboratorio. Di conseguenza in molti continuarono a fumare e morire di cancro. [2]

3. Esperimenti effettuati su ratti, criceti, cavie, topi, scimmie e babbuini non rilevarono alcun legame tra fibra di vetro e cancro. Non fino al 1991 quando, grazie a studi compiuti su esseri umani, l'OSHA lo classificò come cancerogeno. [3][4][5]

4. Nonostante l'arsenico sia considerato cancerogeno per gli esseri umani già da decenni, gli scienziati hanno trovato pochissime prove negli animali a supporto di questa conclusione fino al 1977. [6] Questa è stata la posizione ufficialmente accettata finché non fu possibile alla fine riprodurre il cancro negli animali. [7][8][9]

5. Molti esseri umani hanno continuato ad essere esposti all'amianto ed a morire perché gli scienziati non riuscivano riprodurre il cancro negli animali in laboratorio.

6. Lo sviluppo di pacemakers e valvole cardiache è stato ritardato a causa delle differenze fisiologiche tra gli animali, sui quali furono progettati, e gli esseri umani cui erano destinati.

7. Modelli animali di malattie cardiache non sono riusciti a dimostrare che una dieta ricca di grassi e colesterolo aumenta il rischio di malattie coronariche ed arteriose. Invece di cambiare le proprie abitudini alimentari per prevenire questi disturbi, la gente ha continuato il proprio stile di vita con un falso senso di sicurezza.

8. I pazienti ricevevano farmaci dannosi od inefficaci a causa di modelli animali di ictus.

9. Studi sugli animali avevano previsto che i beta-bloccanti non avrebbero abbassato la pressione sanguigna. Come conseguenza di ciò il loro sviluppo fu bloccato. [10][11][12] Persino i ricercatori che praticano esperimenti su animali hanno dovuto ammettere il fallimento di modelli animali di ipertensione al riguardo, ma nel frattempo ci sono state migliaia di vittime di ictus.

10. I chirurghi ritenevano di aver perfezionato la cheratotomia radiale, un tipo di chirurgia che permette di migliorare la vista senza l'ausilio degli occhiali, sui conigli, ma la procedura ha reso ciechi i primi pazienti umani (la cornea del coniglio è in grado di rigenerarsi nella parte inferiore mentre quella umana solo in superficie). L'intervento chirurgico viene oggi praticato solo sulla superficie.

11. Si supponeva che trapianti combinati di cuore e polmoni fossero stati "perfezionati" sugli animali, ma i primi 3 pazienti umani sono deceduti nei primi 23 giorni dopo il trapianto. [13] Su 28 pazienti operati tra il 1981 ed il 1985, 8 sono deceduti durante l'intervento e 10 hanno sviluppato la bronchiolite obliterante, una complicazione polmonare che i cani sui quali furono condotti gli esperimenti non avevano sviluppato. Dei 10 pazienti che avevano sviluppato la bronchiolite obliterante, 4 morirono e 3 non hanno mai più potuto respirare senza l'ausilio di un respiratore. La bronchiolite obliterante, si è poi rivelata essere il maggior rischio legato all'operazione. [14]

12. La Ciclosporina A inibisce il rigetto degli organi, ed il suo sviluppo fu uno spartiacque per il successo nei trapianti di organi. Se le prove su esseri umani non avessero superato i risultati poco promettenti ottenuti sugli animali, il farmaco non sarebbe mai stato rilasciato. [15]

13. Gli esperimenti su animali hanno fallito nel prevedere la tossicità renale causata dall'anestetico generale metoxyiflurano. Molta gente ha perso tutte le funzioni renali.

14. Gli esperimenti su animali hanno ritardato l'uso di rilassanti muscolari durante l'anestesia generale.

15. Le ricerche su animali hanno fallito nel rivelare i batteri come causa di ulcere ed hanno ritardato il loro trattamento con antibiotici.

16. Più della metà dei 198 nuovi farmaci rilasciati tra il 1976 ed il 1985 furono o ritirati o riclassificati in seguito a gravi ed imprevisti effetti collaterali. [16] Questi effetti collaterali, tra gli altri, includevano complicazioni quali disritmia letale, attacchi cardiaci, insufficienza renale, crisi epilettiche, arresto respiratorio, insufficienza epatica ed ictus.

17. Il Flosint, un farmaco contro l'artrite, venne testato su topi, scimmie e cani; tutti tollerarono il farmaco molto bene. Invece, negli esseri umani ha provocato dei decessi.

18. Lo Zelmid, un antidepressivo, fu testato su topi e cani senza incidenti ma causò gravi problemi neurologici negli esseri umani.

19. Il Nomifensine, un altro antidepressivo, fu associato ad insufficienza epatica e renale, anemia e decessi negli esseri umani. Eppure i test sugli animali avevano indicato che il farmaco si potesse usare senza alcun effetto collaterale.

20. L'Amrinone, un farmaco usato contro l'insufficienza cardiaca, fu testato su numerosi animali e rilasciato senza alcun problema. Negli esseri umani però sviluppò la trombocitopenia, cioè la mancanza di cellule ematiche necessarie per la coagulazione del sangue.

21. Il Fialuridine, un farmaco antivirale, causò danni al fegato in 7 pazienti su 15. Cinque di loro morirono e due dovettero ricorrere ad un trapianto di fegato. [17] Eppure il farmaco aveva funzionato bene sulle marmotte [18][19]

22. Il Clioquinol, un farmaco antidiarroico, ebbe risultati positivi nei test effettuati su topi, gatti, cani e conigli. Nel 1982 però dovette essere ritirato in tutto il mondo perché responsabile di cecità e paralisi negli esseri umani.

23. L'Eraldin, un farmaco contro le malattie cardiache, causò morte e cecità negli esseri umani nonostante non avesse provocato alcun effetto indesiderato negli animali. Quando immesso sul mercato, i ricercatori affermarono che si fosse distinto per la completezza degli studi di tossicità effettuati su animali. Successivamente i ricercatori non furono in grado di riprodurre questi risultati su animali. [20]

24. L'Opren, un farmaco contro l'artrite, uccise ben 61 persone. Sono stati inoltre documentati più di 3.500 casi di reazioni gravi ad esso. L'Opren era stato testato su scimmie ed altri animali senza causare problemi.

25. Lo Zomax, un'altra medicina contro l'artrite, fu responsabile della morte di 14 persone e causa di sofferenze per molte altre.

26. Le dosi dell'Isoprotenerol, un farmaco usato nel trattamento dell'asma, furono calcolate utilizzando animali. Sfortunatamente si è dimostrato essere troppo tossico negli esseri umani. 3.500 persone sofferenti d'asma morirono nella sola Gran Bretagna a causa di sovradosaggio. E' ancora difficile riprodurre questi risultati negli animali. [21][22][23][24][25][26]

27. Il Methysergide, un farmaco usato nel trattamento del mal di testa, ha portato a fibrosi retroperitoneale, o gravi cicatrci del cuore, dei reni e dei vasi sanguigni nell'addome. [27] I ricercatori non sono stati in grado di riprodurre questi effetti negli animali. [28]

28. Il Suprofen, una medicina contro l'artrite, fu ritirata dal mercato quando i pazienti cominciarono a soffrire di tossicità renale. Prima del suo rilascio, i ricercatori dissero questo al riguardo: "Eccellente profilo di sicurezza. Nessun effetto a livello cardiaco, renale o del sistema nervoso centrale in nessuna specie." [29][30]

29. Il Surgam, un altro farmaco contro l'artrite, fu studiato per avere un fattore di protezione dello stomaco che prevenisse ulcere nello stomaco, un effetto collaterale comune a parecchi farmaci contro l'artrite. Nonostante risultati promettenti nei test su animali provocò ulcere in pazienti umani. [31][32]

30.Il Selacryn, un diuretico, fu ampiamente sperimentato sugli animali ma dovette essere ritirato dal mercato nel 1979 dopo che 24 persone morirono a causa di un'insufficienza epatica indotto dal farmaco. [33][34]

31. Il Perhexiline, un farmaco per il cuore, fu ritirato dal mercato quando si scoprì che produceva un'insufficienza epatica che non si era riscontrata nei test su animali. Anche dopo che fu individuato quel particolare tipo di insufficienza epatica, non la si poté riprodurre negli animali. [35]

32. Il Domperidone, progettato per curare nausea e vomito, produceva nell'uomo un battito cardiaco irregolare e dovette essere ritirato dal mercato. I ricercatori non furono in grado di riprodurre questo effetto nei cani nemmeno con un dosaggio di 70 volte superiore rispetto la dose normale. [36][37]

33. Il Mitoxantrone, una cura contro il cancro, produceva scompenso cardiaco negli esseri umani. Fu ampiamente testato su cani senza che si riscontrasse questo effetto. [38][39]

34. Il Carbenoxalone sarebbe dovuto servire nella prevenzione delle ulcere gastriche ma nei pazienti causava ritenzione idrica al punto da provocare scompenso cardiaco. Dopo che i vivisettori scoprirono ciò che causava negli esseri umani lo testarono su topi, ratti, scimmie e conigli ma non riuscirono mai a riprodurre questo effetto su di essi. [40][41]

35. Il Clindamycin, un antibiotico, causa una condizione nell'intestino detta colite pseudomembranosa. Eppure fu testato per un anno intero ogni giorno su cani e topi; non solo, essi furono anche in grado di tollerare dosi dieci volte maggiori di quelle tollerate dagli esseri umani. [42][43][44]

36. Gli esperimenti su animali non suffragarono mai l'efficacia di farmaci simili al valium durante il loro sviluppo od in seguito. [45][46]

37. Le compagnie farmaceutiche Pharmacia ed Upjohn interruppero i test clinici sulle loro compresse Linomide (roquinimex) per il trattamento della sclerosi multipla dopo che diversi pazienti soffrirono di attacchi cardiaci. Su 1.200 pazienti, 8 soffrirono di attacchi cardiaci legati alla somministrazione del farmaco. Gli esperimenti su animali non avevano in alcun modo previsto questo.

38. Il Cylert (pemoline), un farmaco usato nel trattamento delle malattie da carenza di attenzione e iperattività, causò insufficienza epatica in 13 bambini. Di essi, undici o morirono o necessitarono di un trapianto di fegato.

39. L'Eldepryl (selegiline), un farmaco usato nel trattamento del morbo di Parkinson si scoprì essere causa di pressione sanguigna molto alta. Quest'effetto collaterale non fu riscontrato negli animali.

40. La combinazione di due farmaci utilizzati nelle diete dimagranti, fenfluramine e dexfenfluramine, si scoprì essere legata ad anomalie delle valvole cardiache e ritirata dal mercato nonostante studi compiuti su animali non mostrarono mai alcuna anomalia cardiaca. [47]

41. Il farmaco contro il diabete "troglitazone", meglio conosciuto come Rezulin, fu testato su animali senza causare problemi significativi ma causò danni al fegato negli esseri umani. I produttori ammisero che almeno un paziente era deceduto ed un altro dovette essere sottoposto a trapianto del fegato come risultato della somministrazione del farmaco. [48]

42. La digitale è stata usata per secoli per curare malattie cardiache. Eppure, gli esperimenti su farmaci derivati dalla digitale furono ritardati perché essa causava pressione alta negli animali. Fortunatamente le prove sugli esseri umani ebbero la meglio e come risultato, il digoxin, una sostanza analoga alla digitale ha salvato innumerevoli vite. Molte più persone sarebbero potute sopravvivere se i test sugli animali fossero stati ignorati e la digitale fosse stata rilasciata prima. [49][50][51][52]

43. L'FK 506, ora chiamato Tacrolimus, è un agente anti-rigetto il cui uso fu quasi completamente abbandonato prima di effettuare analisi cliniche, a causa di grave tossicità negli animali. [53][54] Studi sugli animali suggerirono che la combinazione di FK 506 con cyclosporin si sarebbe potuta rivelare più efficace. [55] In realtà negli esseri umani si è rivelato essere esattamente l'opposto. [56]

44. Esperimenti su animali suggerirono che l'uso dei corticosteroidi sarebbe stato di aiuto nel caso di shock settico, una grave infezione batterica del sangue. [57][58] Gli esseri umani invece reagirono in modo differente. Questo trattamento aumentò i decessi causati da shock settico. [59]

45. Nonostante l'inefficacia della penicillina nei conigli, Alexander Fleming usò l'antibiotico su di un paziente molto grave dal momento che non aveva altro con cui provare. Per fortuna i primi test Fleming non li fece su cavie o criceti perché la penicillina li uccide. Howard Florey, il premio Nobel a cui si co-attribuisce la scoperta della penicillina disse: "Cohe fortuna che non avessimo questi esperimenti su animali, negli anni '40 perché altrimenti la penicillina non avrebbe mai ottenuto una licenza e, probabilmente, l'intera gamma degli antibiotici non sarebbe mai stata realizzata."

46. Il rilascio del Fluoride, un farmaco che previene la carie, fu posticipato perché causava cancro nei topi. [60][61][62]

47. I due farmaci notoriamente pericolosi, il thalidomide ed il DES furono testati su animali e rilasciati per essere usati su esseri umani. Il risultato fu la sofferenza e la morte di migliaia di persone.

48. Esperimenti effettuati su animali trassero in inganno i ricercatori sulla rapidità con cui l'HIV si replica. A causa di queste false informazioni, i pazienti non ricevettero terapie immediate e le loro vite vennero accorciate.

49. Ricerche condotte su animali ritardarono lo sviluppo del vaccino anti-polio, secondo il dottor Albert Sabin, il suo inventore. I primi vaccini contro la rabbia e la polio funzionarono bene sugli animali ma storpiarono o uccisero i pazienti a cui furono somministrati.

50. I ricercatori che lavoravano con animali si sono ammalati o sono deceduti a causa dell'esposizione a malattie che, anche se innocue per gli animali ospiti (come l'epatite B), sono potenzialmente o effettivamente mortali per gli uomini.



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http://www.mclink.it/personal/MC3478/info/50disastri.htm

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Sperimentazione sugli animali: le ragioni scientifiche
by Mario Campli Thursday, Nov. 09, 2006 at 7:53 PM mail:

Se è concepibile intavolare un dibattito sulla liceità della ricerca sugli animali dal punto di vista etico, se è addirittura accettabile rilevare l'ingiustizia delle sofferenze inutili e gratuite degli animali dal punto di vista morale, è assolutamente fuori luogo discutere l'utilità e la validità della sperimentazione animale dal punto di vista scientifico. Le tesi degli animalisti secondo le quali la sperimentazione animale nella ricerca biomedica è dannosa, inutile e rappresenta addirittura una frode scientifica sono semplicemente (a volte mostruosamente) false.

Nonostante l'affermazione da parte degli attivisti animalisti che un numero crescente di medici e scienziati si batte per l'abolizione della sperimentazione animale, l'impiego degli animali nella ricerca biomedica continua. In campo scientifico se una tesi supera ogni possibile controllo, trova automaticamente il consenso da parte dell'intera comunità scientifica; così non è, evidentemente, per le idee dei cosiddetti comitati "scientifici" antivivisezionisti, che propugnano non la riduzione ma la completa abolizione di ogni forma di sperimentazione sugli animali perché questa sarebbe una pratica fallace e totalmente sostituibile. In tutto il mondo scienziati e ricercatori cercano di fare a meno della sperimentazione sugli animali, se questa è evitabile: nel corso degli ultimi venti anni il numero degli animali utilizzati nella sperimentazione è progressivamente diminuito, e tutte le pratiche sperimentali che hanno contribuito a restringere il campo di impiego degli animali nella ricerca sono state elaborate e sviluppate non dagli animalisti ma proprio da quegli scienziati accusati dagli antivivisezionisti di crudeltà contro gli animali. È anche vero, però, che tenendo da parte le frange più estremiste del movimento antivivisezionista, gli animalisti hanno contribuito non poco a diffondere ed aumentare la sensibilità dell'opinione pubblica e degli scienziati verso i diritti degli animali.

Una tesi contro la sperimentazione animale cara agli antivivisezionisti è quella secondo la quale l'impiego degli animali nella ricerca sarebbe sostenuto da una sorta di "congiura" internazionale della lobby degli industriali farmaceutici e cosmetici. Anche questa tesi viene esaminata solo marginalmente, dal momento che l'industria non ha alcun bieco interesse a perseverare ciecamente nella pratica della sperimentazione animale. Soprattutto i test per la tossicità vengono effettuati dall'industria cosmetica e farmaceutica per motivi burocratici più che scientifici, e potrebbero effettivamente essere ridotti o sostituiti da metodi alternativi senza nocumento per la società e con un discreto risparmio per l'industria. Anche nella ricerca farmacologica le grandi imprese farebbero volentieri a meno della sperimentazione animale, che rappresenta un costo notevolissimo che grava solo sulle spalle dell'industria. Invece la "osservazione clinica" e la sperimentazione clinica sull'uomo, propugnate come alternative dagli antivivisezionisti, non costano nulla all'industria farmaceutica. Prima dell'avvento dell'ingegneria genetica i cavalli venivano utilizzati per la produzione dei sieri antiveleni da impiegare in caso di morso di vipera e dei sieri utilizzati per la profilassi antitetanica; i diabetici, per sopravvivere, dovevano impiegare l'insulina porcina o bovina estratta dal pancreas di migliaia di animali macellati. Oggi una insulina assolutamente identica all'insulina umana, e moltissimi vaccini assolutamente sicuri vengono prodotti con le tecniche del DNA ricombinante. Paradossalmente si tratta di tecniche più costose del precedente sfruttamento degli animali, ma che permettono di ottenere prodotti sicuri come se fossero sintetizzati dal nostro stesso organismo. Eppure l'industria farmaceutica non mostra di avere difficoltà o preferenze per la commercializzazione di tali prodotti: quale interesse aprioristico dovrebbe privilegiare per perseverare nella pratica della vivisezione?

La sperimentazione e la ricerca sugli animali sono pratiche relativamente comuni nel campo della ricerca biomedica, affiancate alla sperimentazione e la ricerca sull'uomo. Si tratta di qualcosa di più ampio e sfumato della "vivisezione" contro la quale si battono i movimenti animalisti: la propaganda antivivisezionista diffonde da trent'anni foto, filmati e relazioni (spesso sempre le stesse) su agghiaccianti ed inutili esperimenti che fanno molta presa sulla emotività delle persone di buon cuore, ma non sono affatto esemplificativi di cosa sia veramente la sperimentazione animale. Chiunque può e deve battersi contro gli esperimenti inutili e crudeli, ma questa non deve essere una giustificazione per la completa abolizione dell'impiego degli animali nella ricerca. La "vivisezione" non è solo e non è più una scimmia chiusa in gabbia con un fascio di cavi elettrici che le fuoriescono dal cranio; sperimentazione animale significa ricerca farmacologica, nuove tecniche chirurgiche, allevamento di animali per sfruttarne tessuti o sostanze organiche, collaudo di materiali e dispositivi da impiegare sull'uomo. Antibiotici e vaccini, antiipertensivi, farmaci antiulcera, antiasmatici sono classi di medicinali messi a punto e sviluppati grazie alla sperimentazione animale, che ha permesso alla moderna medicina di ottenere risultati conclusivi in patologie importantissime. La mortalità delle malattie che nel passato falcidiavano l'umanità è stata abbattuta anche oltre il 90%: l'epidemia di influenza "spagnola" agli inizi del '900 fece più vittime della prima guerra mondiale, mentre oggi una influenza non terrorizza più nessuno; alcuni flagelli dell'umanità sono praticamente scomparsi dalla faccia del pianeta o si curano con poche iniezioni, come la polmonite o la meningite; milioni di persone in tutto il mondo sopravvivono nonostante la cardiopatia ipertensiva o il diabete o l'insufficienza renale grazie alla terapia. I farmaci hanno praticamente cancellato la necessità di rischiosi interventi chirurgici come le resezioni gastriche per l'ulcera peptica, un tempo comuni, e d'altra parte nuovi strumenti e tecniche chirurgiche meno invasive sono state messe a punto sperimentando sugli animali, come nel caso della chirurgia laparoscopica e miniinvasiva. Oggigiorno un numero sempre maggiore di interventi chirurgici viene convertito all'impiego di una tecnica che, al prezzo dell'impiego di apparecchiature sofisticate e di una maggiore difficoltà per il chirurgo, offre la cura da molte patologie ad un costo in termini di dolore, morbilità, invalidità temporanea del paziente incomparabilmente minori rispetto al passato. Ma prima di riuscire a compiere una colecistectomia laparoscopica sull'uomo se ne sono eseguite tantissime sul maiale. Qualunque nuova tecnica chirurgica, qualunque nuovo materiale chirurgico (nuovi fili di sutura riassorbibili e dotati di migliori caratteristiche, reti protesiche utilizzate nella riparazione delle ernie, cristallini artificiali per la cura della cataratta, protesi valvolari per la sostituzione delle valvole cardiache, protesi vascolari per rimpiazzare aorte e carotidi malate, e moltissimi altri dispositivi impiantabili) prima di essere sperimentati sull'uomo, vengono provati prima sugli animali, per garantire un margine di sicurezza e minimizzare i rischi. La chirurgia dei trapianti e la ricerca sugli organi artificiali (rene, macchina cuore-polmone, cuore e pancreas artificiali impiantabili etc.) è stata ed è possibile solo grazie allo studio preventivo sugli animali. La chirurgia non è una professione, è un "mestiere" che richiede notevole manualità, e la manualità non si impara leggendo i libri: si apprende muovendo le mani. Prima sui cadaveri, ma poi anche sugli animali, perchè una tecnica chirurgica non deve essere eseguita in modo semplicemente "elegante", ma deve essere efficace, e l'efficacia la si può testare solo dai risultati che determina su un corpo vivo, man mano che la guarigione procede. E prima di "provare" su un uomo, qualunque chirurgo vuole essere tranquillo di essere in grado di eseguire l'intervento bene e con profitto; in caso contrario il paziente (o i suoi eredi...) avranno motivo di lamentarsi del trattamento subito. Alcuni interventi, come quelli di microchirurgia per il reimpianto di estremità amputate, sono possibili solo grazie all'accurato training del chirurgo, che si addestra e continua ad allenarsi a confezionare microanastomosi vascolari operando dei piccoli topi. È il sacrificio di questi animali che consente ad un operaio che ha visto schizzare via due dita della mano per un incidente con la sega elettrica di riacquistare un arto totalmente efficiente. Anche le nuove prospettive che si aprono, sia nel campo dei trapianti come in quello della produzione di sostanze attive grazie agli animali transgenici, sono assolutamente entusiasmanti: farmaci oggi costosissimi, che devono essere estratti lavorando particolari tessuti di un grandissimo numero di cadaveri umani (con tutti i rischi connessi della possibile trasmissione di malattie) saranno ottenuti con poca spesa e in totale sicurezza dal latte di pecore e capre geneticamente modificate, e maiali transgenici potranno fornire cuori da trapiantare nell'uomo senza alcun rischio di rigetto.

La maggior parte degli esempi appena citati rappresenta campi nei quali non esiste alcuna alternativa valida all'impiego degli animali da laboratorio. È perciò vuota e priva di significato l'argomentazione degli antivivisezionisti secondo la quale, seppure nel passato la sperimentazione sugli animali può avere contribuito al progresso della conoscenza medica, si tratta di un metodo oggi non più praticabile perchè sostituibile con altre tecniche. Quello che accade, nella ricerca di base come nell'industria farmaceutica, è che non esistono metodi "alternativi" alla sperimentazione animale. Esistono tecniche "complementari", che possono ridurre l'impiego degli animali, ma non possono sostituirlo completamente. I metodi proposti dagli antivivisezionisti sono in genere o fantasie irrealizzabili, oppure utili complementi che non possono sostituire la sperimentazione in vivo. Ricordo che uno dei "cavalli di battaglia" degli antivivisezionisti è sempre stato l'impiego delle simulazioni al calcolatore: peccato che le simulazioni computerizzate siano dei modelli, e che i dati per costruire un modello di simulazione aderente alla realtà debbano essere ricavati dalla realtà: se non si conosce il comportamento di una sostanza in un organismo, è un po' difficile costruire un modello matematico che lo simuli a partire da variabili note. Difatti non esistono alternative all'uso di modelli animali per effettuare studi di farmacocinetica (ADME, Assorbimento, Distribuzione, Metabolismo ed Escrezione di un farmaco); sebbene gli animalisti affermino che i dati ottenuti in questo modo non sono attendibili, non si comprende con quali altre tecniche ricavarli.

Il motivo fondamentale per cui non è possibile fare a meno della sperimentazione animale è rappresentato dalla complessità dei sistemi biologici, una complessità che si stratifica su molti livelli. A ciascun livello emergono caratteristiche nuove, e l'organizzazione, le interazioni e le relazioni che si instaurano tra le varie strutture non possono essere dedotte dallo studio delle caratteristiche delle singole parti costituenti. Dalla complessità dell'organizzazione emerge l'informazione che non è scritta nelle strutture dell'organizzazione stessa. In altre parole, studiare un omogenato cellulare non è la stessa cosa che studiare una cellula integra. E studiare una coltura cellulare non è la stessa cosa che studiare un tessuto in vitro. E studiare un tessuto in vitro non è la stessa cosa che studiare un organo isolato. E studiare un organo isolato non è la stessa cosa che studiare un intero organismo. Quindi studiare gli effetti e le interazioni di una sostanza o di un dispositivo con un sistema in vitro o con un organo perfuso non può fornire le stesse indicazioni dello studio su un intero organismo. Una rapida esemplificazione di questo concetto la si può ritrovare la si può trovare nella storia della ricerca di una importante classe di farmaci antibatterici: i sulfamidici. Lo studio di un composto, il prontosil, che sulle culture in vitro dei batteri non dimostrava alcuna efficacia, subì una svolta quando venne sperimentato su topi infetti. All'interno dell'organismo, infatti, il prontosil veniva trasformato in sulfanilammide, una sostanza antibatterica molto attiva che divenne capostipite di una famiglia di farmaci molto efficaci e fruttò al suo scopritore il premio Nobel per la Medicina. Questo non è che un singolo esempio del ruolo insostituibile svolto dalla sperimentazione animale nella ricerca biomedica.

In effetti basta scorrere l'intero elenco dei premi Nobel per la Medicina, anno per anno, per rendersi conto che tutti i più significativi progressi della conoscenza in campo medico e biologico sono stati resi possibili dalla sperimentazione animale. Prima dell'avvento della medicina sperimentale e dello studio comparato che ha fornito alla fisiologia e alla patologia una solida base empirica non era stato compiuto alcuno straordinario progresso nella cura delle malattie; la medicina che noi oggi conosciamo e utilizziamo con successo è nata dal sacrificio di milioni di animali, un sacrificio che va riconosciuto, rispettato ma anche apprezzato per gli indubbi vantaggi che ha apportato all'umanità, e per i risultati promettenti che mostra nei moltissimi campi di ricerca nei quali si fa uso della sperimentazione animale. Se la ricerca biomedica ha imboccato vicoli ciechi ed è stata fonte di errori (innumerevoli, secondo gli antivivisezionisti, e vanamente coperti dall'omertà degli scienziati) questo è proprio per come procede la scienza, che impara dai propri sbagli. Denunciare l'inutilità della sperimentazione animale in base alla possibilità che questa possa condurre ad errori dimostra la fondamentale ignoranza del metodo scientifico. Nessuno glissa su errori e fallimenti, visto che il progresso della conoscenza è fatto proprio dal superamento degli errori. Ma nel campo della ricerca biomedica proprio per questo, prima di sbagliare sull'Uomo, che resta sempre l'obbiettivo ultimo della ricerca, si tenta di ridurre in ogni modo il margine di rischio. La Scienza cerca di spiegare il noto attraverso l'ignoto: cerca, cioè, nuove teorie, nuovi modelli per dare conto di fatti e fenomeni osservati. Nessuno può predire quale strada, quale ricerca potrà dare una risposta alle domande che si pongono gli scienziati. E rinunciare di principio alla sperimentazione animale significa rinunciare ad una possibile via di progresso della conoscenza che potrebbe essere di beneficio all'umanità.

Non è possibile, infatti, "saltare" il passaggio della ricerca sugli animali per andare a sperimentare direttamente sull'uomo. Il desiderio di qualunque malato e il dovere di qualunque medico è di applicare il miglior metodo di cura disponibile al momento. Quindi, se è necessario sperimentare una nuova terapia, bisogna avere molto più che astratte teorie per poter fondare un giudizio di equiparabilità tra il nuovo metodo e un metodo vecchio ma sicuro e affermato. Perchè non è certo sulle ipotesi del biochimico che ha sintetizzato una nuova molecola che ci si può basare per conoscere il meccanismo d'azione del farmaco. E purtroppo non possono essere sufficienti nemmeno le simulazioni al computer o le prove in vitro, visto che quando aumenta la complessità dei sistemi viventi aumentano anche, in modo esponenziale, le interazioni tra le parti, per cui una scimmia, o un uomo, sono qualcosa di più che la semplice somma delle singole cellule che li costituiscono. Chi mette in discussione la utilità della sperimentazione animale dimostra di non conoscere affatto come si fa della ricerca biomedica. Non è che il ricercatore si sveglia una mattina fulminato da una folgorante intuizione, disegni una nuova molecola (o un nuovo apparato) dal nulla e automaticamente conosca siti molecolari di interazione, meccanismi di effetto, interazioni con altre sostanze, velocità di assorbimento ed escrezione, modalità di degradazione, tossicità etc. etc. E quindi passa immediatamente alla sperimentazione sull'uomo. Quando si arriva a praticare la sperimentazione sull'uomo si tratta sempre di soggetti, sani o ammalati ma informati, per i quali si è cercato di non solo di rendere nullo o quasi il rischio, ma di fare in modo che l'esperimento non precluda ad una cura efficace; si cerca in pratica di fare in modo che la sperimentazione sull'uomo dia solo conferme della validità, e non sia un mezzo per indagare sulla validitàdella terapia. La sperimentazione umana si fa per la verifica finale "sul campo" della ricerca effettuata su altri modelli, teorici e pratici, di crescente complessità. Anche perchè molto spesso si tratta di testare sostanze che non hanno un effetto clamoroso su dei malati terminali che non hanno nulla da perdere, e il costo della sperimentazione sull'uomo (in termini di rischi per la sua salute) deve essere il più basso possibile. Resta il fatto che la sperimentazione umana è un corollario successivo alla sperimentazione animale; e, per rendersi conto di quanto in genere chi fa questi studi è disposto ad impegnarsi, si sappia che spesso, quando serve sperimentare un farmaco su volontari sani, i soggetti che si prestano all'esperimento sono in genere gli studenti delle facoltà di medicina e biologia.

Non è possibile negare, come alcuni antivivisezionisti fanno, i successi della medicina moderna. La sperimentazione animale ha segnato la nascita e lo sviluppo delle vaccinazioni, grazie alle quali sonostate sconfitte malattie terrificanti alle quali l'umanità aveva da sempre pagato un elevatissimo tributo di vittime innocenti. Oggi la poliomielite è praticamente sconosciuta, mentre solo poche generazioni fa era tristemente nota quasi in ogni famiglia, e il vaiolo è stato completamente eradicato dalla faccia del pianeta, ed è diventato solo un capitolo dei libri di storia della medicina. I bambini non muoiono più di difterite, la mortalità perinatale è scesa a valori bassissimi; morire "di parto" non era un evento raro. Se la durata media della vita prevedibile per un italiano oggi supera gli 80 anni, mentre al tempo dell'antica Roma arrivava a stento ai 35 anni (e gli antichi romani vivevano sicuramente in un modo e in un mondo molto più "naturali" dei nostri) lo dobbiamo all'aumento della ricchezza e ai progressi in campo igienico e medico resi possibili dalla evoluzione delle conoscenze scientifiche, ottenuta con la sperimentazione sugli animali prima, sull'uomo poi.

La propaganda degli antivivisezionisti si basa sulla presunta differenza di ciascuna specie che renderebbe fuorvianti per l'uomo i risultati degli esperimenti sugli animali. Sono citati, a mo' di esempio, casi di sostanze attive che avrebbero effetti diversi sull'animale e sull'uomo. In verità non ci sono differenze fondamentali tra la fisiologia dei mammiferi utilizzati nei laboratori e quella dell'uomo. A fronte della apparente diversità tra uomini e animali, le similitudini sono assai più numerose di quanto la gente comune possa pensare: i meccanismi di controllo endocrino, i processi metabolici, la meccanica della respirazione, della circolazione ematica, l'architettura del sistema nervoso, la risposta infiammatoria agli stimoli flogistici sono in gran parte i medesimi. Alcuni processi metabolici sono addirittura uguali in tutti gli esseri viventi, dai batteri e protozoi all'uomo. Comunque si deve tenere conto del fatto che non si pretende che l'animale di laboratorio rispecchi fedelmente le condizioni studiate nell'uomo: esso rappresenta un modello, impiegato per studiare un processo particolare. A questo punto anche le differenze che si possono riscontrare tra uomo e animale sono preziose, perchè possono rendere più facile la comprensione dei meccanismi d'azione di sostanze attive, o dei fenomeni non altrimenti studiabili nell'uomo. Per fare un esempio concreto, una intera famiglia di linfociti umani, i linfociti "B", sono denominati così perchè sono stati identificati grazie agli studi sull'apparato immunitario degli uccelli, che è diverso dal nostro e comprende un organo inesistente nell'uomo, la "Borsa di Fabrizio", nel quale i linfociti B (Bursali) vengono a maturazione. La chiave di lettura della sperimentazione animale è molto meno semplicistica di quello che gli antivivisezionisti vogliono far credere: sperimentare un farmaco sugli animali non significa somministrare tot milligrammi di sostanza a cento cavie e sedersi ad aspettare di osservarne gli effetti per poi decidere, in base al risultato, se impiegare o meno la sostanza sull'uomo. Sperimentare un farmaco non significa "osservare" degli effetti, ma "capire" perchè tali effetti si manifestano. E così è facile smontare i falsi miti propalati dagli antivivisezionisti. Gli animalisti affermano, ad esempio, che la penicillina non sarebbe mai stata utilizzata sull'uomo se prima gli scienziati l'avessero sperimentata sui porcellini d'India: la penicillina, infatti, sarebbe estremamente tossica sulle cavie. In realtà le cavie reagiscono alla somministrazione di questo antibiotico nello stesso modo di alcuni pazienti sottoposti a terapie a lungo termine: l'effetto di alterazione della penicillina sulla normale flora batterica intestinale determina l'evoluzione di una forma di colite per la quale è responsabile nell'uomo e nella cavia lo stesso agente microbico, il Clostridium difficile. Un altro "cavallo di battaglia" che non manca mai di essere citato dagli antivivisezionisti è il caso del talidomide, un tranquillante che, tra gli anni '50 e '60, somministrato a donne in gravidanza, determinò gravi malformazioni neonatali (amelia, focomelia). Tale caso è per gli antivivisezionisti un lampante esempio di come la sperimentazione animale fornisca indicazioni fallaci e non utilizzabili sull'uomo, dal momento che il farmaco era stato "ampiamente provato sugli animali" senza evidenziare gli effetti teratogeni. La verità, invece, è che il caso del talidomide è un buon esempio di come possa essere rischioso introdurre nella terapia umana farmaci non sufficientemente testati sugli animali: il farmaco non era mai stato provato in femmine gravide di animali, e quando venne lanciato l'allarme per l'osservazione di deformità dei feti umani venuti in contatto con il tranquillante durante la gravidanza, si constatò che questa sostanza causava anomalie fetali anche nei conigli, nei ratti, nei topi, nei criceti ed in parecchie specie di scimmie. Se il farmaco fosse stato studiato con maggiore rigore -come da allora è divenuta consuetudine- non sarebbe mai stato commercializzato come sedativo utilizzabile anche in gravidanza (c'è anche da aggiungere che il talidomide è un farmaco assai utile e tuttora utilizzato per il trattamento dei gravi dolori associati alle lesioni acute dei pazienti affetti dalla lebbra).

La propaganda degli antivivisezionisti e' ricca di leggende come queste, che, volendo, possono essere esaminate in dettaglio. Al di là della loro oggettiva falsità, tutti questi esempi mostrano che per molti antivivisezionisti la lotta contro la sperimentazione animale è anche la lotta contro la ricerca farmaceutica e l'impiego di farmaci, ritenuti pericolosi per la salute. Naturalmente tali antivivisezionisti non si rendono conto che nessun medico promette mai guarigioni miracolose e certe. I medici sanno perfettamente che i farmaci sono sostanze che interferiscono con il normale funzionamento dell'organismo, e sanno anche che i farmaci non hanno effetti "benefici": sono sostanze "attive" dotate di svariati effetti, che vanno somministrate a giudizio del medico, se e quando i vantaggi determinati dalla assunzione del medicamento superano gli svantaggi (cioè gli "effetti collaterali"). È il medico, che in scienza e coscienza, applicando le proprie conoscenze con diligenza, prudenza e perizia, decide che il tale farmaco è utilizzabile o meno sul tale paziente, per ottenere un certo beneficio. Solo i maghi, i guaritori e gli stregoni assicurano la guarigione certa. I medici possono assicurare solo le migliori cure possibili, perchè proprio grazie agli studi e alle conoscenze accumulate conoscono i propri limiti. Con tutti questi limiti, tuttavia, e pur conoscendo le proporzioni mondiali del business farmacologico, attorno al quale inevitabilmente ruotano anche interessi economici non proprio limpidi, rimane il fatto non contestabile che i farmaci, ottenuti con la ricerca sugli animali, funzionano: la riduzione della morbilità, il miglioramento della qualità della vita e della durata e della aspettativa di vita per la popolazione generale sono diretta conseguenza del miglioramento delle cure mediche. Che poi alcuni farmaci vengono ritirati dal mercato è anche la normale conseguenza di un processo evolutivo che vede l'introduzione di nuove sostanze, più efficaci e meno pericolose. Episodi grossolani come quello del talidomide non si sono mai più verificati, perchè la scienza impara anche dai propri errori. Forse gli antivivisezionisti ritengono che la ricerca si possa fare con la sfera di cristallo, e che gli scienziati, ispirati direttamente dalla divinità, possano sfornare soluzioni puntuali e perfette per i problemi dell'umanità. Purtroppo non è così: ogni nuova scoperta ha le sue fondamenta nelle conoscenze e negli errori del passato. A fronte delle decine e centinaia di farmaci che nel corso della storia della farmacologia moderna sono stati ritirati dal mercato perchè inutili o pericolosi, rimangono decine e centinaia di migliaia di farmaci che sono stati utilizzati e ancora vengono impiegati da miliardi di persone, con grande beneficio.

Non si creda che gli anivivisezionisti si battano solo contro l'uso dei farmaci; essi hanno avuto anche il coraggio (o la sfrontatezza) di attaccare la chirurgia dei trapianti, con tutto quel che ne consegue. A parte qualsiasi considerazione sulla storia dei trapianti, che ovviamente, dopo la fase sperimentale sugli animali ha trascorso un periodo travagliato di sperimentazione anche sull'uomo, con risultati via via sempre più incoraggianti, gli antivivisezionisti sono arrivati a negare i vantaggi attuali della chirurgia dei trapianti. La sopravvivenza entro un anno dal trapianto cardiaco è passata dal 20% nel 1968 al 95% nel 1984, e attualmente sopravvivono trapiantati che subirono l'operazione più di venti anni fa! Le casistiche aggiornate presentano risultati ancora più entusiasmanti, sopratutto nel campo del trapianto renale che è ormai un intervento di routine, e di trapianto delle cornee, che è in grado di ridare la vista a persone altrimenti condannate alla cecità. L'alternativa al trapianto d'organo, spesso, è la morte o una gravissima invalidità, e a fronte di queste prospettive gli antivivisezionisti non offrono alcun valido trattamento; citano però oscuri e misteriosi pamphlet dai quali emergono invariabilmente dati molto negativi e giudizi assai critici sui trapianti e su quant'altro di buono c'è nella Medicina moderna. Questa tecnica, abbastanza abituale, sfrutta o vere e proprie falsità, o travisamenti della realtà, e cita personaggi sconosciuti oppure assai noti (e, in genere, molto datati), ma che hanno poco a che fare con la ricerca biomedica, e mancano perciò delle competenze tecniche per esprimere giudizi motivati.

Chi conosce come si fa la ricerca biomedica sa che nessuno scienziato elabora dal nulla una complessa teoria che poi può passare a sperimentare direttamente sull'uomo. La sperimentazione inizia dalle primissime fasi ideative, e a volte sono osservazioni sperimentali casuali che possono indirizzare all'elaborazione di nuove applicazioni pratiche. Si studia per valutare la fattibilità di nuove idee, e poi si continua a sperimentare, durante tutto il lungo iter che conduce fino alla ricerca sull'uomo, allo scopo di ottenere quelle conoscenze che ci permettono di combattere il dolore e le sofferenze degli uomini ammalati. Anche sapendo che per questo sono stati sacrificati degli animali. Sperando che un domani questo non sia più necessario. Ma il malato bisognoso chiede ora l'aiuto dei medici, e non può aspettare futuri, fantascientifici sviluppi di tecniche che forse un giorno potranno soppiantare la ricerca sugli animali. Alla fine il discorso si riduce a questo: vogliamo mettere le sofferenze degli uomini e quelle degli animali sullo stesso piano, o dobbiamo preoccuparci delle sofferenze degli uomini prima di quelle degli animali?

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il vivisettore: il peggiore degli uomini
by s.t. Tuesday, Nov. 14, 2006 at 10:07 AM mail:

Ancora con questo pippone copia e incollato di campli. Ma vai a cagare sbudella animali, bella scusa quella di salvare vite, ma quando??!!
Questi camici bianchi (rossi) dovrebbero dirci cosa provano a vedere un cane inchiodato a un tavolo di contenzione...qualcosa ancora proveranno se continuano a tagliargli le corde vocali (...senza anestesia...), e si, questi criminali impuniti e a piede libero PROVANO FASTIDIO.

Sono giorni che qualcuno posta sta merda, vi rode il culo che sempre piu' gente sta scoprendo le vostre malefatte? Beh questo e' niente. ne avete fatte tante durante i secoli che solo ala stregua dei preti vi si puo' considerare: assassini.

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voci
by dissonanti Thursday, Nov. 23, 2006 at 12:57 PM mail:

http://www.voceditalia.it/index.asp?T=naz&R=cro&ART=1754

qualcosa del giusto disgusto verso questi aguzzini e verso molti giornalisti loro complici è filtrato...

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bla bla bla
by cavia umana Thursday, Nov. 23, 2006 at 1:13 PM mail:

Dal titolo: "Trapianto di cellule della retina e alcune cavie tornano a vedere".
Che culo! E quante migliaia sono morte tra atroci dolori?
E che c'entriamo noi con le "cavie"?
E perche' non vi trovate un lavoro serio?

Quanto costa 'sto baraccone?
Chi lo paga?

Perche' non v'ammazzate tutti maledetti vigliacchi?

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DI VIVISEZIONE NON SI PARLA
by W LA CENSURA Thursday, Nov. 23, 2006 at 3:08 PM mail:

...MA VI PAGANO?

VI VERGOGNATE OGNI TANTO?

VI CAGATE SOTTO EH???!!!!!

E MO DITE CHE L'ALTO TRAFFICO E CAZZATE VARIE

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