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ONG 19/04/2004
ALT

De-cooperazione

La libertà è una grande realtà. Ma significa, soprattutto, libertà dalle menzogne.
(D. H. Lawrence)


Nel movimento dei movimenti esistono ed abitano moltitudini di persone, strutture, organizzazioni, che intervengono nel sociale come cooperative, organizzazioni non governative (ong), associazioni.
La co-operazione è un filo che lega questi soggetti; un termine che oltre ad esplicitare il “lavorare assieme”, racchiude ed alberga concetti quali solidarietà, lotta all'ingiustizia, mutualità, autonomia di scelta e li ricompatta nello slogan “un mondo diverso è possibile”.
Parrebbero partners, compagni di strada, quindi.
Ma chi ha vissuto o vive di cooperazione spesso si scontra con molte contraddizioni interne.
Sono strutture riconosciute dallo Stato che ne ha previsto norme ad hoc per disciplinarle e finanziarle; sono spesso legate a centri di potere come partiti, sindacati, diocesi…
Si definiscono: strutture autonome, non governative, apolitiche e apartitiche, …
Difficile valutare se l'apoliticità è praticabile quando ci si occupa di ingiustizie e ci si dichiara creatori e ricercatori di “nuovi mondi possibili” .
Difficile dichiararsi non-governativi quando si richiedono e si ottengono fondi dati dal governo.
Difficile credere nell'autonomia, quando il quadro è così complesso.
Cooperazione è anche esternalizzazione dei servizi pubblici, dove sempre più spesso il risparmio economico va a discapito della qualità dei servizi. Cooperazione è anche sfruttamento mascherato da lavoro nobile (coop. Sociali).
Cooperazione è anche completatamento dell'opera degli eserciti nella follia della guerra - carezze dopo lo stupro - (ong).
Un quadro contrastante, un quadro che fa male, un quadro che cerca risposte.
La mistificazione condivisa da questi soggetti è la reale co-operazione che attuano.
Crediamo che solo una critica radicale vera, cruda e dirompente possa permettere nuove sperimentazioni, possa liberare desideri, intelligenze e creazione.
Da qui vogliamo iniziare un dibattito demistificante che scuota nelle fondamenta il senso della im/possibile de/cooperazione.

La cooperazione vissuta:
Cos'è il Mal d'Africa
Genesi dell’auto-aiuto: la cooperazione internazionale.
Riflessioni ondivaghe sul tema della cooperazione

EUROMAYDAY 004 13/04/2004
ALT

Flexworkers unite!

Anche quest'anno come tutti i primi maggio dal 2001 la premiata ditta del precariato e cognitariato e' lieta di invitare tutt* alla mayday parade, la festa di strada in cui le vite di migliaia di persone si incrociano, ritrovandosi in un immaginario comune. Quest'anno centinaia di persone hanno partecipato alla campagna adotta una catena la mattina, picchettando catene commerciali, call center, banche, immobiliari , agenzie interinali, strade e piazze. Nel pomeriggio 100.000 persone sono sfilate insieme a oltre 40 carri da tutta italia e non solo in un clima di gioia e conflitto, ritrovandosi per un giorno con migliaia di fratelli e sorelle.
E quest'anno la mayday parade si fa europea con due parade contemporanee a Milano e barcellona, e molti altri appuntamenti europei, da Dublino alla Finlandia fino a Stoccolma, e italiani [ SudMayday, Napoli, L'Aquila e non solo ].

Leggi la feature completa, la descrizione di tutte le azioni e della parade in categoria lombardia

Aggiornamenti, appuntamenti e infos su Imc lombardia | www.euromayday.org | chainworkers | globalproject
BLOCCHI A MELFI 26/04/2004
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Cariche contro i blocchi alla FIAT di Melfi

Da una settimana gli operai dello stabilimento FIAT di Melfi stanno bloccando l'ingresso alla fabbrica per protesta. I metalmeccanici lottano contro le condizioni di lavoro nella fabbrica: 5000 provvedimenti disciplinari in un anno, licenziamenti dei delegati sindacali e turni massacranti la dicono lunga. E pensare che al suo "debutto in società" (nel 1993) lo stabilimento di Melfi era stato presentato come un miracolo della tecnologia, in cui l'adozione di un'organizzazione del lavoro di avanguardia, il toyotismo, avrebbe assicurato migliori rapporti tra azienda, lavoratori e territorio. Oggi nessuno crede piu' a quella favola: gli operai chiedono di eliminare la doppia battuta (due settimane consecutive di turni di notte), maggiori diritti sindacali e salari uguali a quelli degli altri metalmeccanici impiegati nelle fabbriche italiane FIAT.

In questa settimana si sono susseguite manifestazioni, blocchi e trattative (fallite) con l'azienda, che firma accordi separati con i sindacati più amici. Il governo dichiara di non voler entrare nella vertenza, in quanto riguarda un'azienda privata. Ma la polizia ha scelto di difendere gli interessi padronali. Quando 35 operai hanno deciso di forzare i blocchi per recarsi a lavorare, la polizia li ha scortati caricando gli operai che hanno opposto solo resistenza passiva, e ferendo 13 persone. La carica della polizia ha generato un'estensione della protesta: in solidarietà con gli operai di Melfi, sono entrati in sciopero lavoratori di altri stabilimenti in tutta Italia, e non solo del gruppo FIAT. I blocchi comunque continuano. E uno sciopero di tutto il settore è stato indetto per il 28 aprile.

Testimonianze da Radio Onda d'Urto: 1 2 3
BLOCCHI A MELFI 26/04/2004
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Cariche contro i blocchi alla FIAT di Melfi

Da una settimana gli operai dello stabilimento FIAT di Melfi stanno bloccando l'ingresso alla fabbrica per protesta. I metalmeccanici lottano contro le condizioni di lavoro nella fabbrica: 5000 provvedimenti disciplinari in un anno, licenziamenti dei delegati sindacali e turni massacranti la dicono lunga. E pensare che al suo "debutto in società" (nel 1993) lo stabilimento di Melfi era stato presentato come un miracolo della tecnologia, in cui l'adozione di un'organizzazione del lavoro di avanguardia, il toyotismo, avrebbe assicurato migliori rapporti tra azienda, lavoratori e territorio. Oggi nessuno crede piu' a quella favola: gli operai chiedono di eliminare la doppia battuta (due settimane consecutive di turni di notte), maggiori diritti sindacali e salari uguali a quelli degli altri metalmeccanici impiegati nelle fabbriche italiane FIAT.

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BUCHI FINANZIARI 25/02/2004
ALT

Allarme Sicilia!

Nel silenzio dei media asserviti, nella noncuranza dei politici dell' opposizione, in Sicilia sta maturando il più grosso buco finanziario dall' unità d'Italia.
Il presidente della Regione Sicilia è inquisito per associazione mafiosa, così come i plenipotenziari del partito che regge le fila della politica del centrodestra nell'isola. Mentre l'Italia si interroga su come sia potuta avvenire la truffa di Parmalat, l'Ars siciliana scava voragini nei conti, voragini che dovranno essere ricoperte dal prossimo esecutivo. Forte della percentuale bulgara con la quale il centrodestra è stato eletto alla guida della Regione Sicilia, e dell'appoggio "romano" dei colleghi di parte politica, la giunta della CDL sta perseguendo una folle politica di spesa e di laissez faire. Dall'inizio del mandato l'Ars siciliana ha elevato i propri stipendi, tassato il non-tassabile, condonato l'incondonabile , riportando indietro l' isola di 30 anni. Stretti dai vincoli di bilancio i politici siciliani si sono dati alla politica delle tre carte.

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