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ARGENTINA 10/12/2002
ALT

Argentina: preparando il 19 e 20

La rivolta del 20 dicembre del 2001, repressa brutalmente causando la morte di 33 persone e tantissimi feriti e che ha fatto cadere 5 governi nei successivi 14 giorni, è stata l'inizio di un cammino di lotte e organizzazione dal basso. Non è stata una rivoluzione politica ma una rivoluzione dei modi soggettivi del fare società, una rivoluzione dei corpi che reclamano la vita e la cooperazione sociale.
Ad un anno dalle rivolte del 19 e 20 dicembre l'Argentina continua ad essere un laboratorio delle nuove forme della politica.
Le organizzazioni di piqueteros e i lavoratori disoccupati, le reti del trueque, le assemblee popolari, le fabbriche autogestite e occupate: una molteplicità di realtà, esperienze e saperi formano il tessuto di una nuova società e creano reti di interazione, autorganizzazione e contropotere che si oppongono alla politica corrotta del governo argentino, del FMI [ 1 | 2] e del mercato globale.
In questa chiave l'Argentina diventa globale e la chiamata[ 1| 2] ad azioni e proteste elettroniche contro il mercato finanziario e il neoliberismo si diffonde in tutto il pianeta.

E mentre si avvicina il 20 dicembre il clima politico argentino si fa teso: gli ultimi mesi hanno visto un aumento della repressione che ha colpito i movimenti, con il chiaro intento di contenere le azioni con la paura. A questo si aggiunge la campagna di disinformazione dei media mainstream che cerca di ridurre la protesta sociale ad un problema di ordine pubblico. Così mentre i piqueteros reclamano alimenti per le mense popolari, i media diffondono notize e allarmi di possibili saccheggi chiedono maggiori misure di sicurezza nelle aree più povere della provincia di Buenos Aires.
L'organizzazione di saccheggi mirati e la promessa di minimi compensi per attaccare i supermercati, sono trame tessute dalle frange menemiste delle alte sfere del peronismo in opposizione all'attuale presidente Duhalde e fanno intuire l'inizio -con ogni mezzo possibile- della campagna elettorale per le prossime elezioni presidenziali.

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