Scendiamo nelle strade! La metropoli ha oggi del tutto assunto le sembianze di un grosso alveare in cui spostarsi da una gabbia all'altra solo secondo binari prestabiliti dalla produzione e dal consumo. Nel disegno superiore di un mondo finalizzato – tramite sfruttamento, alienazione e controllo sociale – al sopruso del più forte sul più debole, strade e piazze di gran parte della città stanno diventando solo grigi confini di ciò che è privato, chiuso, sprangato. Le opportunità d'incontro sono indirizzate unicamente verso non-luoghi finalizzati al profitto, chi per differente cultura è abituato al vivere comune viene emarginato fin da subito in quartieri-ghetto lontani dalla vista della “onesta cittadinanza”.
Molti spazi d'aggregazione alternativa, e di critica radicale a questo presente senza futuro, vengono spesso sequestrati, a volte devastati dai cani da guardia del potere, come il 6 aprile di quest'anno a Bologna il circolo anarchico Fuoriluogo. Altre volte, il clima di intolleranza e odio xenofobo alimentato da partiti di governo e rigurgiti fascisti – non certo combattuto, semmai agevolato, dal resto delle istituzioni – spinge anonimi ad attaccare, a volte bruciare – come il 18 maggio, sempre di quest'anno, il centro di documentazione Il Grimaldello di Genova – spazi di chi da tempo si batte proprio contro il razzismo e la guerra civile.
Su chi si oppone ai progetti dei potenti, alla guerra permanente all'estero nonché alla guerra interna contro immigrati e diseredati, alla mercificazione del sapere e la precarietà del nostro vivere, piovono denunce e arresti, accuse di associazione a delinquere e custodie cautelari, proprio come ultimamente sugli anarchici a Bologna, sui fiorentini dello spazio liberato 400colpi e solidali, ventilate dai pennivendoli della carta stampata anche a Genova.
Dunque scendiamo nelle strade, senza autorizzazione, per dimostrare che la passione per la libertà è realmente più forte di qualsiasi autorità, per rompere il silenzio e ritrovarsi simili a molti altri nella gioia di un'aggregazione diversa e della condivisione. Solo coi frutti dell'uguaglianza e della solidarietà possiamo abbattere i cancelli dell'isolamento e della discriminazione che media e politici costruiscono per dividerci. Solo ritrovandoci uniti contro i veri colpevoli delle nostre sofferenze riusciremo a spezzare le sbarre della repressione. Contro le privatizzazioni dei beni comuni e le soverchianti logiche del profitto. Coscienti dell'importanza del dono e della gratuità ma anche dell'urgenza del sostegno ai nostri compagni sotto attacco.