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GERUSALEMME (CNN) -- La proposta di pace avanzata tramite le pagine del New York Times dal principe saudita Abdullah per risolvere la crisi mediorientale ha scatenato una serie di reazioni politico-diplomatiche a catena. Sostanzialmente tutte positive.
Dal presidente americano George W. Bush all'Alto commissario per la politica estera e la sicurezza dell'Unione Europea, Javier Solana, l'intera comunità internazionale sta cercando di capire fino a che punto quella di Riad rappresenti o meno un'ipotesi concreta e praticabile.
La proposta saudita prevede il completo ritiro israeliano dai territori palestinesi e il ripristino dei confini precedenti la guerra dei "sei giorni" del 1967 in cambio del completo riconoscimento dello Stato d'Israele da parte del mondo arabo.
Powell e Solana Interesse nei confronti della proposta saudita è stato immediatamente dimostrato dall'amministrazione americana. Lo stesso Bush ha espresso martedì il proprio appoggio al piano di pace saudita. Il suo portavoce Ari Fleischer ha telefonato a Abdullah esprimendo l'auspicio che Washington e Riad possano lavorare insieme ''per perseguire la pace in Medioriente''.
Il piano saudita aveva già ricevuto il consenso del segretario di Stato Colin Powell ed è stato appoggiato martedì anche dai Quindici dell'Unione europea. Mercoledì Solana avrà un faccia a faccia proprio con Abdullah, a Gedda, per poi dirigersi al Cairo e discutere degli ultimi sviluppi col presidente egiziano Hosni Mubarak.
Lo stesso Solana ha incontrato martedì Ariel Sharon e al termine del colloquio ha affermato che il primo ministro israeliano è disponibile a incontrare "qualsiasi" dirigente saudita per discuterte dell'iniziativa del principe Abdullah: "Sharon giudica l'idea interessante, vorrebbe conoscerne meglio il contenuto e sarebbe pronto a incontrare qualsiasi dirigente saudita, formalmente, informalmente, pubblicamente, discretamente o in qualsiasi altro modo, al fine di ottenere altre informazioni su questa iniziativa''.
Straw e Ivanov Il ministro degli esteri britannico Jack Straw ha espresso fiducia in una ripresa del dialogo in Medioriente e ha citato la proposta del principe saudita tra le iniziative politiche tese a costruire la pace. Per Straw ''il conflitto non sarà mai risolto solo con mezzi militari. Per questo, come gli aspetti della sicurezza non possono essere separati dalle iniziative politiche, così una strategia politica non può essere sostituita da una che sia attenta ai soli aspetti della sicurezza''.
Il ministro degli esteri russo, Igor Ivanov, da parte sua ha informato martedì mattina la comunità internazionale che la Russia è pronta a dare pieno appoggio al piano se esso sarà ''accolto favorevolmente dalle due parti in conflitto''.
Ivanov ha sottolineato che Mosca ''è al corrente'' della proposta saudita anche se non dispone di tutti i dettagli. Con una nota di ottimismo, ha poi aggiunto di considerare ''fondamentalmente positivi'' i primi segnali di risposta giunti dall'Autorità palestinese (Anp) e da Israele.
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