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Rapporto su Diaz e Bolzaneto
by di LIANA MILELLA Monday, Aug. 27, 2001 at 1:41 AM mail: www.repubblica.it

http://www.repubblica.it/online/politica/gottoquindici/rischiano/rischiano.html Consegnata a Scajola la relazione sui fatti di Genova Lungo colloquio del ministro col capo della polizia Rapporto su Diaz e Bolzaneto Ecco le teste che salteranno Rischiano il capo della prevenzione Angelo La Barbera, il questore di Genova Francesco Colucci e altri funzionari di LIANA MILELLA

http://www.repubblica.it/online/politica/gottoquindici/rischiano/rischiano.html



Consegnata a Scajola la relazione sui fatti di Genova
Lungo colloquio del ministro col capo della polizia

Rapporto su Diaz e Bolzaneto
Ecco le teste che salteranno
Rischiano il capo della prevenzione Angelo La Barbera,
il questore di Genova Francesco Colucci e altri funzionari

di LIANA MILELLA


ROMA - Per la
perquisizione-blitz alla scuola Diaz salteranno delle teste di alti responsabili della polizia sia a Roma che a Genova. Quante, e in che misura, devono ancora deciderlo il ministro dell'Interno Claudio Scajola e il capo della polizia Gianni De Gennaro che
ieri, per tre lunghe ore, hanno cominciato a discuterne avendo sotto gli occhi le 30 pagine della relazione del superispettore Pippo Micalizio. Alle 20 e 30 hanno deciso di aggiornarsi a oggi quando, dopo la mozione di sfiducia al Senato, il responsabile politico del Viminale avrà le mani libere per districare l'odiosa vicenda delle scuole Diaz e Pertini dove 62 persone sono finite in ospedale dopo l'intervento della polizia.

Chi ha letto la relazione del questore Micalizio - ex capo della squadra mobile di Milano, ex vicecapo della Dia e dell'Antidroga e oggi sovrintendente nell'Italia meridionale con base a Catania - parla di un rapporto "impietoso" verso i colleghi con proposte di procedimenti disciplinari per il capo della prevenzione, il prefetto Arnaldo La Barbera, e per uno dei suoi vice, il questore Gianni Luperi. "Censurabile" viene definito il comportamento di Francesco Gratteri, anche lui questore e capo dello Sco, per il quale Micalizio rimette la decisione nelle mani di De Gennaro e Scajola. Se queste sono le responsabilità romane, altrettanto pesanti sono quelle genovesi. Per il questore Francesco Colucci c'è un giudizio di "assoluta inadeguatezza" e la proposta di "immediato trasferimento ad altro incarico". A seguire vanno le "colpe" di tutti i massimi dirigenti della questura ligure: provvedimenti disciplinari e trasferimenti per il capo della Digos Spartaco Mortola, per il suo vice Alessandro Perugini, per il responsabile della Mobile Nando Dominici e, naturalmente, per Vincenzo Canterini, il capo del reparto mobile di Roma che, con i suoi uomini, ha compiuto la perquisizione, e quindi il pestaggio.

Chi, da un poliziotto che indagava sui poliziotti, si sarebbe aspettato cautele è decisamente rimasto deluso, perché la relazione di Micalizio - come del resto quelle di Salvatore Montanaro sulla caserma di Bolzaneto, anch'essa già sul tavolo del ministro Scajola, e quella di Lorenzo Cernetig sulla conduzione complessiva dell'ordine pubblico
(che sarà consegnata oggi) - sono di un assoluto rigore. Il fulcro del corposo dossier sulla Diaz è questo: "Il blitz non è stato né premeditato, né tantomeno è scaturito da una volontà di vendetta contro i contestatori". Parlare di una "persecuzione", come s'è pur fatto in questi giorni, sarebbe sbagliato. Però, e su questo il rapporto assume toni assai duri, l'operazione di polizia giudiziaria è stata organizzata, diretta ed eseguita talmente "male" da determinare il nefasto esito finale.
Non solo. Tutti i funzionari presenti con un grado elevato e che sarebbero potuti intervenire per arginare il disastro sono responsabili "per non averlo fatto". Lo è quindi La Barbera, l'ex questore di Palermo, Napoli e Roma, e da pochi mesi all'Antiterrorismo, che è arrivato appositamente a Genova, ha diretto un briefing di coordinamento, e alla fine è pure andato in via Battisti. Lo è, ma con una responsabilità definita "minore e più sfumata" Gratteri, che per il suo incarico di capo dello Sco, non poteva avere, in
un'operazione divenuta di ordine pubblico, un suo peso specifico.
E i 70 uomini del reparto mobile di Roma? Per loro sarà la magistratura, dopo il confronto con le vittime, a individuare singole responsabilità penali. E il vicecapo della polizia e commissario per il G8 Ansoino Andreassi? La relazione di Micalizio, come quelle di Montanaro e Cernetig, ricostruiscono i fatti, ma non possono toccare il vicario di De Gennaro che, per il suo grado, resta "al di fuori" della loro giurisdizione. Ma ruolo e responsabilità nei fatti di Genova non sono né sminuite, né messe in secondo piano.

Ovviamente, era il dossier sulla Diaz quello più spinoso e che adesso dovrebbe fare il maggior numero di "vittime". Ma non sono indolori neppure quelli su Bolzaneto e sull'ordine pubblico. Sulla caserma - il relatore Montanaro è il sovrintendente per l'Italia centrale - si sconta, almeno fino a ieri, la mancanza di denunce ai pm sui pestaggi, per cui
è difficile identificare chi ha abusato di mani e manganelli. Ma, puntualmente, il superispettore ha ricostruito la mappa dei funzionari presenti, degli agenti impegnati, dei turni di servizio. Infine i due giorni delle manifestazioni di Genova che si sono risolte in guerriglia urbana. Cernetig - commissario a Trieste per il Triveneto - ha descritto "errori, inadeguatezze e inefficienze" nell'organizzazione complessiva. La relazione è talmente dettagliata da soffermarsi pure a verificare perché, nelle strade in cui passavano i cortei, la questura non abbia ordinato di togliere i cassonetti, soprattutto quelli con le bottiglie,
divenuti altrettanti proiettili contro le forze di polizia. È facile capire come, per tutto questo, Scajola e De Gennaro debbano restare ancora a lungo insieme anche oggi.

(1 agosto 2001)

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scetticismo
by Spartaco Wednesday, Aug. 01, 2001 at 9:07 AM mail:

Io so cosa vuol dire per gli uomini del regime "pagare" : verranno trasferiti,se ne faranno un viaggetto per andare a opprimere i manifestanti pacifici in altre città.E' sempre stato così,mentre il popolo paga duramente con la galera evenutali colpe anche minime,per gli uomini del regime,parlamentari,burocrati,alti gradi militari,e capi vari c'è sempre l'impunità :SEMPRE!

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UNA DOMANDA
by [ k i d . a ] Wednesday, Aug. 01, 2001 at 9:52 AM mail:

Una pura e semplice domanda.

Se io sono il ministro e i miei sottoposti fanno una cazzata, mi sembra che le ipotesi siano due:
A) In quanto ministro, sapevo tutto, quindi mi assumo le responsabilità e mi dimetto (insieme a quei fascisti del cazzo che hanno diretto il blitz in prima persona).
B) In quanto ministro, non sapevo un cazzo, quindi mi dimetto perchè sono un incompetente (e vanno affanculo anche quei fascisti del cazzo che hanno diretto il blitz in prima persona).

Non vedo nessuna di queste due reazioni.

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risposta alla domanda
by Steel Wednesday, Aug. 01, 2001 at 12:56 PM mail:

Il ministro sapeva e non si dimetterà certo per questo, in quanto l'organizzazione dei pestaggi e dei massacri, canzoncine inneggianti a pinochet ecc. comprese, è stata meticolosa e ben orchestrata. Il presunto rigore degli ispettori e le presunte azioni disciplinari nei confronti dei delinquenti che hanno ordinato e gestito i massacri, sono solo pappetta predigerita per chi crede (e in Italia è la stragrande maggioranza) ancora alle panzane televisive ed ha bisogno di essere imboccato.
La realtà vera è che da ora in avanti avremo a che fare con gruppi organizzati di squadristi in divisa, che approfitteranno sempre e comunque di ogni occasione per scatenare il terrore fra la folla.

A noi non resta altro che l'amarezza nel constatare con quanta facilità questo stupido popolo si è fatto scippare la libertà di cui immeritatamente ha goduto dal dopoguerra ad oggi.

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se ne sapete qualcosa scrivetelo per favore
by sempre più preoccupato Monday, Aug. 27, 2001 at 12:50 AM mail:

dopo l'irruzione della polizia alla Pertini ho letto di un ragazzo tedesco che è entrato in coma in seguito ai pestaggi; se quel ragazzo si sveglierà scoprirà di essere rimasto paralizzato per tutta la vita. non passa giorno senza che quel ragazzo mi venga in mente, alle volte penso che sarebbe meglio se non si svegliasse più, visto che la sua libertà gli è stata privata in maniera tanto brutale da qualcuno che probabilmente pestava gente inerme pensando di essere in un videogame. se sapete qualcosa su quel ragazzo per favore scrivetelo.

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LA NOSTRA PRETESA LIBERTA'
by IVAN HUD Monday, Aug. 27, 2001 at 1:41 AM mail:

Ma quale libertà? L'Italia nel dopoguerra non è mai stata libera. E' solo un'illusione la democrazia! Chi ha orchesstrato l'inganno di Genova è lo stesso che in Kosovo ed in Macedonia ha armato l'Uck per preparare guerre spaz- zatutto poco dopo. ( Ci sarà probabilmente una prossima guerra in Macedonia, con "intervento umanitario" magari richiesto dal Vaticano se va avanti così ).... E' lo stes-so occulto potere che progetta un unico governo mondiale. L'Italia è un punto strategico dell'Europa. Dominare l'Italia significa dominare l'Europa e costringere Francia e Germania a rimanere sotto il giogo anglo-americano. Gli altri non contano più nulla ormai a livello di dominio internazionale. Circa il nostro Paese, alla Destra vanno solo le briciole del potere, come accadeva prima alla Sinistra di governo. Chi regna davvero è altri, seppure non ufficialmente, cui è stata venduta segretamente l'Ita-lia nel 1949, con accordi preesistenti già prima della fine della Seconda Guerra mondiale. Questi da allora in poi, soprattutto a partire dal 1965, ha creato tutta una rete organizzativa fatta di uomini addestrati segretamente, armi ed esplosivi, che gli è serviva in varie circostanze per o- rientare di volta in volta la politica nazionale. Anche altrove è successo così, benché l'Italia sia stata teatro delle maggiore vicende in tal senso. In Francia per esempio il Maggio del Sessantotto è stato una farsa contro De Gaulle, che aveva scoperto dopo vari attentati nei suoi confronti dell'esistenza di codesta rete clandestina e l'aveva segnalata ad altri Paesi europei. Ma invano, perché proprio nel settembre del '68 è stato costretto a soccombere di fronte a nuove minacce dell'OAS. Chissà che la stessa invasione della Cecoslovacchia da parte dell'Urss non sia stata una controrisposta all'azione dell'OAS in Francia nel '68. Fantapolitica? No, le stragi successive, dal 69 ( Banca dell'Agricoltura )in poi, sono un fatto oggettivo. Tutte gestite ad arte, a parte qualche inconve-niente tecnico. Dopo la caduta del Muro, è evidente che le energie sono state dirottate in altra direzione e la rete organizzativa è stata aggiornata verso nuovi scopi. Le ultime guerre lo hanno dimostrato. La rete suddetta usa metodi differenziati quando opera all'esterno od all'inter-no dell'Alleanza, ma la sostanza non cambia. Genova è solo una tappa. La cd. strategia della tensione è il metodo che rimane invariato di decennio in decennio. D'altronde, che si può fare? Assolutamente nulla. I vertici militari han-no - si dice - doppia funzione, una pubblica ed una segre- ta. Quidi ciò significa che essi non dipendono veramente dallo Stato se non a titolo formale, ma da altri, che go- verna indisturbato. Ciò significa pure, in termini econo-mici, che esiste tutta una serie di finanziamenti illegali sotterranei viene dall'estero. E sono questi probabilmente che fanno muovere le marionette nel teatrino italico ed altrove. CI sono probabilmente politici di molti partiti ( al Centro soprattutto, ma anche a Destra e a Sinistra ) immischiati in queste faccende. Rassegnamoci, sono troppo forti! Si può solo credere nel coraggio di qualche giudice nel punire le violenze più macroscopiche, ma non verranno mai a galla i veri colpevoli, a meno di un patatrac colos-sale in sede internazionale. Speriamo nel Cielo...

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