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Milano - Autogestione al Berchet, in arrivo le punizioni
by dal corriere Tuesday, Jan. 31, 2006 at 9:57 AM mail:

Ieri il primo scrutinio. Durante la protesta di dicembre incendiati due bagni e danni per tremila euro. Il preside del liceo: sette in condotta contro i comportamenti illegali.

Si sono presi la scuola contro la volontà degli insegnanti, hanno trascinato i compagni «in un’azione illegale», hanno permesso che alcuni «esterni» entrassero nel liceo e incendiassero due bagni: per loro è in arrivo il sette in condotta. Linea dura al liceo classico Berchet. Contro chi ha organizzato l’autogestione di dicembre, contro chi si è fatto trascinare nella protesta, chi ha approfittato del picchetto per starsene a casa, chi «non prende seriamente il suo impegno di studente».
Guerra aperta a tutti i «comportamenti scorretti»: gli insegnanti non hanno dimenticato il dicembre nero che ha visto una scuola tranquilla come il liceo classico di via Commenda trasformarsi in teatro di scontri e di vandalismi. Due bagni incendiati il 19 dicembre (i responsabili non sono ancora stati identificati), polemiche tra professori e contestatori, gite saltate (le prime punizioni), un fiume di proteste e tremila euro di danni.
«Ebbene - spiega il preside del liceo, Innocente Pessina -, visto che noi siamo prima di tutto educatori, abbiamo deciso di valutare la condotta dei nostri ragazzi caso per caso, esaminando con cura ogni comportamento dall’inizio dell’anno a oggi».
Saranno tanti, allora, i sette in condotta. «Altro che il nove generalizzato», continua Pessina. Gli scrutini sono cominciati ieri: sotto accusa le assenze «strategiche», le sbirciatine al compito del vicino di banco, le scuse per non essere interrogati, i ritardi cronici. Ma soprattutto, gli atteggiamenti avuti durante l’autogestione. I più colpevoli: i rappresentanti degli studenti (quelli che fanno capo al collettivo) che hanno rotto la trattativa con i docenti (per organizzare una cogestione) e votato l’autogestione. «Hanno un ruolo istituzionale e, per questo, hanno una responsabilità aggiuntiva: hanno trascinato gli altri nella protesta». Per loro, il sette in condotta è quasi una certezza. «Non puniamo l’autogestione in quanto tale - sottolinea il preside -, ma il fatto che i ragazzi abbiano voluto compiere a tutti i costi un’azione illegale, pur sapendo di andare contro la nostra volontà. La nostra linea è questa: non vogliamo essere superficiali sul comportamento. Scuola non significa solo libri e lezioni».
Anche altri berchettiani rischiano un votaccio in condotta. Soprattutto i «furbi» (così li chiamano i professori) che durante i giorni di autogestione sono rimasti a casa. «Hanno raccontato ai genitori - sbotta Pessina - che non si poteva entrare, ma nelle classi si faceva lezione regolarmente. Anche questo è un atteggiamento da punire: hanno approfittato della protesta per stare a letto. Almeno i contestatori ci hanno messo la faccia».
Ieri, dunque, il via agli scrutini. Per ora, soltanto qualche otto: «Il voto sul comportamento - aggiunge il preside - non viene dato alla leggera. Tutte le motivazioni sono messe a verbale». Finita la verifica sul primo quadrimestre, sarà poi la volta del consiglio di istituto, nel quale sarà deciso chi dovrà pagare i danni di dicembre.
Nessuna sospensione, però. Il preside è chiaro: «Solo se verranno scoperti i responsabili dell’incendio scatteranno simili punizioni. A quel punto, se si dovesse trattare di miei studenti, non escludo il sei in condotta. E una cosa è certa: in quel caso farò denuncia anche in Procura».

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