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No al mega cementificio Duz-Moretton-Grigolin
by ecologia sociale Friday, Aug. 04, 2006 at 1:31 PM mail:

Assemblea mercoledì 9 agosto a S. Giorgio di Nogaro ore 21.00 volantino al link

http://www.ecologiasociale.org/pg/grigolin.html

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cemento ovunque
by farc (talpa) Saturday, Aug. 05, 2006 at 10:03 PM mail:

sarebbe interessante una ricognizione sui luoghi dove si getta cemento che a guardare dal mio villaggio si butta un pò qui un pò là...lì cha'al è restaat un blec di praat (...laddove cè un avanzo di prato )

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Messaggero Veneto 6 agosto
by es Sunday, Aug. 06, 2006 at 12:33 PM mail:

Messaggero Veneto 6 ...
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DOMENICA, 06 AGOSTO 2006

Pagina 15 - Udine

Il consiglio comunale: un’opera non compatibile con un’area agricola e turistica

Stop pure da Porpetto e da Bagnaria Arsa Ora la parola passa a San Giorgio Terzo d’Aquileia e a Torviscosa

Anche Cervignano boccia il progetto del cementificio




CERVIGNANO. Il Consiglio comunale di Cervignano ha espresso all'unanimità parere contrario al cementificio. Lo ha fatto con un documento nel quale si afferma che «tenuto conto della vocazione del territorio per una agricoltura di qualità e per il turismo, la costruzione in zona del cementificio non è compatibile». Si sono già pronunciate in maniera analoga i Comuni di Porpetto e Bagnaria Arsa; nei prossimi giorni toccherà a San Giorgio di Nogaro, a Terzo e Torviscosa.
Con un'autentica mossa a sorpresa, la maggioranza ha spiazzato l'opposizione, sorprendendo alcuni dei presenti in aula (che si aspettavano una conclusione favorevole al cementificio) ed evitando addirittura la discussione sul richiesto parere in merito all'impatto ambientale che può causare il cementificio, la cui costruzione è prevista sul territorio del confinante Comune di Torviscosa. Una conclusione che può contribuire a bloccare l'opera nella Bassa friulana.
È accaduto che all'introduzione del relativo punto iscritto all'ordine del giorno il sindaco Paviotti ha annunciato la lettura di un documento da parte l'assessore all'ambiente Enrico Dissabo. Premesso che i tempi ristretti non consentono un esame ancora più approfondito, ed evidenziata la mancanza del parere dell'Arpa (che ha la pratica ancora in istruttoria), l'assessore ha snocciolato tutti i punti già emersi in analoghe riunioni consiliari nei Comuni vicini. La sorpresa al termine quando l'assessore, «tenuto conto della vocazione del territorio per una agricolura di qualità e per il turismo - ha annunciato - la costruzione, in zona, del cementificio non è compatibile e pertanto il Consiglio esprime parere negativo».
Il sindaco ha posto ai voti il documento, approvato, ovviamente, all'unanimità e così quello che poteva essere un “casus belli”, anche tra la stessa maggioranza, è stato rapidamente chiuso.
Sul problema si sono già pronunciati in maniera analoga i Comuni di Porpetto e Bagnaria Arsa e, nei prossimi giorni toccherà a San Giorgio, a Terzo oltre che ovviamente a Torviscosa. È anche da ricordare che la scelta di Torviscosa quale sede del cementificio è successiva alla bocciatura da parte del Comune di Romans d'Isonzo.
Se in consiglio comunaòe a proposito del cementificio non ci sono state dunque discussioni e polemiche, non è stato così per quanto riguarda l'approvazione del Piano relativo all'istituzione della zona artigianale commerciale, nonché residenziale, con annesso asilo nido, sulla cosiddetta ex area Rossato, lungo la statale Trieste - Venezia. Nonostante il documento ritornasse in aula per la quarta volta, e nonostante l'assenza di osservazioni da parte del Comitato cittadino che si oppone alla zona, (ma la mancanza delle pur possibili osservazioni era voluta, come hanno dichiarato i membri dello stesso presenti in aula) la discussione si è protratta al limite delle tre ore, con qualche punta polemica e con inviti a riflettere da parti della minoranza: alla fine, come era scontato, il Piano è stato approvato a maggioranza. Resta l’annunciata denuncia alla magistratura da parte del Comitato per eventuali irregolarità, riferite essenzialmente alla catalogazione sei corsi d'acqua incidenti nella zona.
Alberto Landi





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DOMENICA, 06 AGOSTO 2006

Pagina 15 - Udine

E a San Giorgio avanza la protesta ambientalista




SAN GIORGIO. Mentre si moltiplicano le bocciature dei Comuni coinvolti dal parere di impatto ambientale al progetto del cementificio di Torviscosa, a San Giorgio, in attesa del consiglio comunale di giovedì, gli ambientalisti affilano le armi di fronte ai possibili “tentennamenti” dell’amministrazione sangiorgina che non avrebbe ancora chiara la posizione da prendere.
Duro l’attacco sferrato tramite volantino all’amministrazione regionale, nella fattispecie al vicepresidente Moretton e al sindaco di Torviscosa Duz, nel volantino, distribuito ieri dal Coordinamento di Difesa ambientale della Bassa Friulana, che ha organizzato per mercoledì a Zuccola un’assemblea pubblica. Documento nel quale si sottolineano le motivazioni ambientali per bocciare il megacementificio, «che - si legge - sono evidenti e risapute: emissioni in atmosfera incontrollabili, possibilità (anzi certezza) che l’impianto venga usato anche come inceneritore, notevole incremento del traffico pesante, svalutazione del patrimonio edilizio, con l’aggiunta che la nostra zona è già penalizzata per il traffico e per l’inquinamento e proprio in questa fase sta per andare a regime la megacentrale a turbogas che cambierà la qualità dell’aria in tutta la zona a causa delle pericolosissime polveri ultrafini».
Il volantino conclude rivolgendosi al sindaco e agli amministratori sangiorgini sostenendo che le cose sono estremamente chiare e che quella del «cementificio è un’operazione speculativa che ai cittadini dei nostri comuni non porta nulla di buono ma solo danni. Il comune di san Giorgio non ha quindi nessuna motivazione per chiedere inutili rinvii ma anzi deve respingere subito la cosa». (f.a.)

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Messaggero Veneto 8 agosto
by es Tuesday, Aug. 08, 2006 at 10:39 AM mail:

MARTEDÌ, 08 AGOSTO 2006

Pagina 12 - Udine

Incontro sul cementificio

Domani l’assemblea pubblica per discutere il progetto

SAN GIORGIO




SAN GIORGIO. In attesa dei pareri allo Studio di impatto ambientale per il cementificio di Torviscosa da parte dei comuni di San Giorgio di Nogaro, Torviscosa e Terzo D’Aquileia, dopo i no di Porpetto, Bagnaria Arsa e Cervignano, il mondo politico e quello ambientalista si sta surriscaldando e preannuncia una dura battaglia contro la realizzazione della “megastruttura” da 100 milioni di euro della Cementi Nord Est.
Già domani sera si terrà un’assemblea pubblica a San Giorgio, ore 21 a Zuccola, mentre giovedì ci sarà consiglio comunale. La posizione della maggioranza sangiorgina appare ancora “incerta”, non si conosce invece ancora la posizione della minoranza. Intanto a Torviscosa, oltre al consigliere ambientalista Mareno Settimo, prende posizione il coordinatore comunale di Forza Italia, Paolo Sartori, che evidenzia come «dopo la tanto contestata megacentrale, il sindaco e la sua giunta stanno regalando ai torviscosini, anche un megacementificio. Non erano certo questi gli atti concreti che Fi, esattamente un anno fa, richiedeva all’amministrazione comunale per risollevare il territorio dalla profonda crisi economica – dice – certamente i pochi fatti riportati dai quotidiani inducono a condividere le forti perplessità già esposte dalla minoranza di Torviscosa in consiglio comunale, specie per quanto riguarda l’impatto che questo impianto avrebbe sull’ambiente, e le ripercussioni sulla viabilità locale. Noi diciamo che i cittadini di Torviscosa non meritano di subire questo ulteriore aggravio ambientale. È nostra impressione che tutti gli impianti scartati dal resto della Regione possano venire accettati solo dall’amministrazione torviscosina. Già nel 2005 – continua Sartori – appena appresa la notizia del possibile insediamento di un cementificio, una delegazione di Fi si era rivolta al sindaco per un chiarimento, e in quella occasione ci era stato assicurato che non vi era alcuna ipotesi di tale tipo e che ci sarebbe stata da parte della giunta la massima trasparenza e informazione su ogni nuova iniziativa di insediamento industriale. Stesso comportamento, e stessa negazione, in consiglio comunale alle richieste del gruppo “Il mio Paese”, mentre invece si stava già lavorando al progetto con l’intento che il “caso” venisse fuori a cose fatte. È inamissibile che il sindaco continui con questo comportamento di scarsa considerazione per il consiglio comunale e i cittadini.
Francesca Artico

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Messaggero Veneto 10 agosto
by es Thursday, Aug. 10, 2006 at 4:12 PM mail:

Messaggero Veneto 10...
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GIOVEDÌ, 10 AGOSTO 2006

Pagina 14 - Udine

San Giorgio di Nogaro. Preoccupano i dati forniti dall’Arpa sulle emissioni di azoto

La messa in funzione della centrale a turbogas ha già fatto elevare le emissioni in atmosfera dei Nox e la situazione potrebbe peggiorare

Cementificio, oggi in consiglio l’analisi dell’impatto ambientale




SAN GIORGIO DI NOGARO. Giornata decisiva oggi per il cementificio da 100 milioni di euro della Cementi Nord Est: saranno infatti chiamati a dare parere, praticamente in contemporanea, sullo Studio di impatto ambientale (Sia) il consiglio comunale di San Giorgio di Nogaro e quello di Torviscosa, domani toccherà a Terzo D’Aquileia. Occhi puntati soprattutto su San Giorgio, alle 19, dopo i no di Cervignano, Porpetto e Bagnaria Arsa, in quanto è ormai certo che Torviscosa (riunione alle 18) darà parere favorevole.
Mentre appare praticamente certa la posizione contraria di Terzo.
Intanto ieri sera nel corso di un’affollata assemblea pubblica a San Giorgio il consigliere ambientalista di Torviscosa, Mareno Settimo, ha presentato una lunga relazione, con dati dell’Arpa del Fvg, sulle emissioni soprattutto dei Nox (ossidi di azoto) che già con la messa in funzione della centrale a turbogas raggiungono concentrazioni piuttosto alte.
«Le emissioni in atmosfera conseguenti alla messa a regime della centrale a turbogas e con l’attivazione del nuovo cementificio di tonnellate/anno degli Nox - ha detto- saranno superiori di circa dieci volte rispetto alla situazione esistente durante il periodo di funzionamento della sola centrale a carbone (323 t/a per la centrale a carbone e circa 3.300 t/a la sommatoria delle emissioni degli Nox, tra il turbogas e il cementificio). Va tenuto presente che nel Sia della centrale a turbogas, relativamente allo scenario di partenza, si afferma che le concentrazioni medie annue di Nox al suolo nella zona della centralina di rilevamento dell’Arpa a Torviscosa, sono comprese tra un minimo di 0,89 pg/m3 ed un massimo di 1,56 pg/m3. Sempre nel Sia della centrale relativamente allo scenario finale - continua Settimo- si afferma che le concentrazioni medie dei Nox al suolo nella zona della centralina sono comprese tra un minimo di 1,56 pg/m3 ed un massimo di 2,23 pg/m3. Nel 2005 la centralina dell’Arpa ha rilevato una media annuale degli Nox pari al 31,1 pg/m3 (30 microgrammi al metrocubo sono il massimo consentito), dati questi meno rassicuranti di quelli riportati nel Sia del cementificio. Gli elaborati presentati dalla Cementi Nord Est su questi rilevamenti sono incompleti, tenuto anche presente che le medie annue degli Nox registrate dalla centralina nel 2004 e nel 2005 sembrano essere di gran lunga superiori a quelle calcolate e prospettate dagli estensori dello Studio di impatto ambientale. Infine- ha concluso l’ambientalista - le emissioni dei Nox dai camini della centrale a turbogas e da quelli del cementificio saranno praticamente simili (1.695 t/a per il turbogas e tra i 1.500 e 1,800 t/a per il cementificio), e questo la dice lunga su quello che sarà lo scenario finale con la messa a regime di ambuedue impianti: per questo va detto no».
Francesca Artico

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Messaggero Veneto 11 agosto + commenti
by es Friday, Aug. 11, 2006 at 10:24 AM mail:

Messaggero Veneto 11...
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VERGOGNA per Scaini (Pdci) a Torviscosa servo di Duz ed infiltrato nel comitato No Tav Friuli. Il cementificio è fatto anche in funzione della TAV!!!
VERGOGNA anche per Michele Macoratti a S. Giorgio di Nogaro(ex RC) totalmente sottomesso alla dittatura di Del Frate

E Metz in Regione cosa intende fare sulla Cava di Raveo e sul Cementificio di Torviscosa???

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VENERDÌ, 11 AGOSTO 2006

Pagina 13 - Udine

Ieri sera in contemporanea i consigli comunali. L’impianto, nell’area della Caffaro, costerà 100 milioni di euro

Cementificio, sì di due Comuni

San Giorgio di Nogaro e Torviscosa danno parere favorevole




SAN GIORGIO DI NOGARO. San Giorgio di Nogaro e Torviscosa danno parere positivo al cementificio da 100 milioni di euro della Cementi Nord Est, rompendo con Cervignano e Travanut. A San Giorgio hanno dato parere favorevole, presentando un documento che pregiudica il parere ad alcune richieste alla Regione soprattutto per la viabilità, l’intera maggioranza eccetto il consigliere di "Costruiamo il Futuro" Dri. Contraria l’intera opposizione. A Torviscosa ha votato a favore l’intera maggioranza e il consigliere di minoranza di Comunisti Italiani, Scaini. Astenuti i consiglieri de "Il Mio Paese", Passaro e Taverna, contrari Settimo, Bignolin e Schiozzi. Questo voto sancisce di fatto l’allenaza Duz - Del Frate, contro l’asse Paviotti - Travanut, soprattutto dopo il durissimo attacco lanciatogli dal capogruppo di maggioranza di San Giorgio, il diessino Ermilio Taverna. Taverna ha infatti sostenuto che le motivazioni addotte da Cervignano al parere negativo, ovvero uno sviluppo legato ai processi dell’agroalimentare, all’archeologia e al turismo, non sono quelle vere "altre sono le motivazioni e non si cambia parere in poche ore: Travanut vuole collegare la Tav a Cervignano"! Questa sarebbe la vera ragione del no. Argomentata e condivisa dal pubblico, diversi amministratori dei comuni coinvolti, ambientalisti e gente comune, l’esposizione del consigliere di minoranza Enzo Bertoldi, che ha ribadito che lo studio presentato dalla proprietà "non dà certezze e il cementificio rappresenta il fallimento di Agenda 21 per scelte condivise. Il documento che è stato presentato è come una cambiale in bianco per la Regione: questo territorio ha bisogno della cultura delle certezze e non di parlare bene e razzolare male. Non si accetta un cementificio per risolvere i problemi della viabilità". Anche il consigliere di maggioranza Stefano Dri, che ha votato contro, ha sottolineato il fallimento di Agenda 21, attaccando il sindaco di Torviscosa che “prima fa i proclami sull’agroalimentare e dopo quattro mesi presenta il cementificio”.
Francesca Artico

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E RAI3 ?
by es Saturday, Aug. 12, 2006 at 2:48 PM mail:

Ha fatto un servizio dal titolo (circa) "Cementificio: molti consensi e qualche perplessità" mentre 4 comuni hanno detto no e solo 2 si. Cos'ha da dire la Signora Zigaina (giornalista della RAI) questa volta dopo che ha censurato il 1° maggio No Tav a Cervignano???

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Messaggero Veneto 13 agosto
by es Sunday, Aug. 13, 2006 at 11:51 AM mail:

Messaggero Veneto 13...
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DOMENICA, 13 AGOSTO 2006

Pagina 12 - Udine

Nel documento approvato si esprime la preoccupazione ambientale legata anche all’ormai prossimo avvio di un centro agroalimentare

Cementificio, c’è il quarto voto contrario

Il consiglio comunale di Terzo di Aquileia ha espresso parere negativo all’insediamento




TERZO DI AQUILEIA. Il progetto per la realizzazione del cementificio Grigolin a Torviscosa spacca la Bassa friulana e rischia di mandare in fumo anni di lavoro congiunto fra le varie amministrazioni per individuare una strategia di sviluppo globale per tutto il territorio. Anche il consiglio comunale di Terzo d'Aquileia ha espresso all’unanimità parere negativo all’insediamento, portando così a quattro i Comuni che hanno respinto il progetto.
A votare contro sono stati, infatti, anche i consigli di Cervignano, Porpetto e Bagnaria Arsa mentre sull’altro fronte hanno dato il via libera al cementificio, Torviscosa e San Giorgio di Nogaro, evidenziando così anche una netta frattura all’interno del centro sinistra della Bassa.
Le tensioni che si stanno registrando a livello politico- amministrativo, peraltro, si accompagnano a una crescente preoccupazione che si registra nell’ambito di alcune categorie, dagli agricoltori agli operatori turistici, molti dei quali stanno già pensando a una possibile mobilitazione nel caso in cui il cementificio dovesse ricevere il via libera definitivo da parte della Regione.
I motivi che stanno alla base di questa “opposizione” sono stati ben illustrati nel documento con cui il consiglio comunale di Terzo d’Aquileia ha espresso il suo parere negativo, dove si evidenzia che:«L’insediamento ipotizzato non appare adeguato all’idea di sviluppo del territorio e alle sue ambizioni non esclusivamente industriali nel contesto dell’auspicato avvio di un centro agroalimentare di qualità, tendente anche all’espletamento dell’intero ciclo di produzione».
Secondo gli amministratori di Terzo, il cementificio, dunque, sarebbe negativo, per il particolare e qualificato progetto di sviluppo agricolo, sul quale si sono impegnate gran parte della amministrazione della Bassa friulana ma sarebbe anche controproducente, come sta scritto sul documento approvato, pure per la vocazione turistica del territorio. «Senza contare che ci troviamo a ridosso della laguna di Marano - evidenzia il sindaco di Terzo, Fulvio Tomasin - con tutto il suo delicato ecosistema e sarebbe interessante sapere, in proposito, anche come la pensa quel Comune. Insomma le valutazioni dovrebbero comprendere tutto il territorio e non solo una sua parte. Fra le altre cose - aggiunge il primo cittadino - non si riesce neppure a capire bene come mai il sito su cui dovrebbe sorgere il cementificio si trova al di fuori della Zona industriale Aussa Corno».
Il consiglio di Terzo ha inoltre espresso perplessità per la carenza d’informazione che circonda il progetto. «È paradossale - conclude Tomasin - che i Comuni debbano esprimersi senza poter conoscere prima i pareri dell’Arpa e dell’Azienda sanitaria, visto che, con questo insediamento ci troveremo in presenza anche di emissioni di polveri ultrasottili, senza peraltro contare che il cementificio sorgerebbe a poca distanza dalla centrale turbogas».
Patrizia Artico





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DOMENICA, 13 AGOSTO 2006

Pagina 12 - Udine

CERVIGNANO

Paviotti e Travanut: «Resta da risolvere il problema traffico»




CERVIGNANO. Il sindaco di Cervignano, Pietro Paviotti, e il capo gruppo di maggioranza Mauro Travanut, sembra non abbiano digerito bene il durissimo attacco portato loro, “apertis verbis” dai colleghi Del Frate e Taverna, con quest’ultimo che, nel corso del consiglio comunale in San Giorgio, ha testualmente dichiarato:«Altre sono le motivazioni (sottinteso per il parere negativo per il cementificio, n.d.r.) e non si cambia parere in poche ore. Travanut vuole portare la Tav a Cervignano».
Per cui le motivazioni espresse, all’unanimità, dal consiglio comunale di Cervignano, che si è richiamato “alla vocazione del territorio per un’agricoltura di qualità e per il turismo”, sono considerate una autentica “bufala”, in seno alla maggioranza sangiorgina.
Pacatamente, ma fermamente, risponde Paviotti. «Premetto - afferma il sindaco - che il nostro giudizio non ha nulla a che vedere con la Tav. Resta fermo lo spirito di collaborazione con Torviscosa e l’intesa di ragionare insieme per lo sviluppo della Zona industriale che ha dato lavoro anche a cervignanesi». Riguardo al cementificio continua:«Quale sia la strategia da seguire, non può essere impostata in 20 giorni tanti quanti ne abbiamo avuti a disposizione. Il nostro parere contrario non è stato dato a cuor leggero, ma tenendo conto che non viene risolto il problema del traffico, non si parla del disinquinamento del Canale Banduzzi e suscita perplessità il problema polveri ultrasottili». Replica, a muso duro, Mauro Travanut al collega capogruppo di San Giorgio. «Le due cose, cementificio e Tav - afferma -, non sono minimamente né paragonabili, né omogenee. La Tav è obbligata a passare a sud dell’autostrada e interessa un intero territorio. Non inizia né finisce a Cervignano mentre il cementificio è puntiforme». Riguardo al “pollice verso” espresso dal consiglio comunale, non nasconde che:«All’inizio - dice - non si era tutti concordi, ma poi si è arrivati alla sintesi che non è stata affatto un compromesso».
Alberto Landi

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Messaggero Veneto 15 agosto
by es Tuesday, Aug. 15, 2006 at 2:51 PM mail:

Messaggero Veneto 15...
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MARTEDÌ, 15 AGOSTO 2006

Pagina 13 - Udine

Solo Torviscosa (dove è previsto l’impianto) e San Giorgio hanno votato a favore

Cementificio, anche Grado dice no

Il sindaco Marin: impatto devastante, pronti a ricorrere al giudice

L’IMPIANTO CONTESTATO

Travanut: convocherò tutti i sindaci interessati Paiaro (Carlino): un danno all’immagine di Lignano




TORVISCOSA. C'è fermento ormai in tutta la Bassa friulana per l'ipotizzata realizzazione del cementificio Grigolin a Torviscosa. Non solo, le proteste si allargano anche a Grado dove il sindaco, Roberto Marin, pur non essendo il suo Comune fra quelli chiamati ufficialmente a fornire un parere sull'insediamento, già minaccia ricorsi. E’ possibile che anche altri Comuni della Bassa si aggreghino a Grado.
«Ci avevano detto che ci sarebbe stata una proroga per il rilascio dei pareri - afferma Marin - e noi avevamo quindi mandato una lettera alla Regione chiedendo di essere inseriti fra i Comuni chiamati ad esprimere una posizione. In questa lettera abbiamo detto chiaramente che non siamo più disponibili a tollerare insediamenti industriali che possano avere un impatto pesante sul territorio. E' evidente che se non saremo ascoltati assumeremo tutte le iniziative che riterremo opportune, compresi eventuali ricorsi contro il progetto del cementificio».
Intanto il consigliere regionale dei Ds, Mauro Travanut, anche capogruppo di maggioranza nel consiglio comunale di Cervignano, annuncia che, entro agosto, riunirà tutti i sindaci dei Comuni che hanno espresso un parere per cercare di trovare una soluzione condivisa, tenendo conto che 4 di questi, Bagnaria Arsa, Porpetto, Terzo di Aquileia e la stessa Cervignano hanno votato contro mentre Torviscosa e San Giorgio di Nogaro hanno votato a favore. «Parlando come capogruppo di maggioranza a Cervignano ribadisco che la contrarietà del consiglio è avvenuta dopo un'amplissima discussione in cui è stato evidenziato che questo territorio ha una sua storia, a partire proprio da Torviscosa, già dissanguata sotto l'aspetto ambientale, senza contare che ci troviamo in un contesto complesso, dove convivono, il particolare eco-sistema lagunare, il turismo marino e quello archeologico, senza contare l'elemento agricolo. Una struttura, quindi, che non tollera ulteriori sfregi ambientali. Per questi motivi, anch'io, se fossi stato presente in consiglio comunale (Travanut doveva partire per l'estero, n.d.r. ) avrei sicuramente espresso il mio voto contrario. Detto questo però - rimarca -, come consigliere regionale mi sforzo di comprendere anche le ragioni di Torviscosa e di San Giorgio di Nogaro, il cui assenso ha sicuramente delle motivazioni valide. Per questo motivo, al più presto, promuoverò degli incontri con tutti i sindaci per cercare, appunto, una soluzione concertata».
Se il Cervignanese, sul cementificio, è in "agitazione", il Sangiorgino è in "fibrillazione", soprattutto i sindaci dei comuni come Carlino e Marano non coinvolti dal parere, ma che comunque verranno interessati dalla realizzazione dell’impianto. Durissima la reazione del sindaco di Carlino, Claudio Paiaro, che sottolinea come "i sindaci di sinistra" stiano facendo scelte fondamentali per il territorio senza un serio confronto. «Non sono per il no al cementificio ad ogni costo - dice -, ma per il dialogo ed il rispetto dei comuni vicini. Si parla sempre di azione territoriale di raffronto, come la legge Iacop prevede, ma nella Bassa non viene capita. Si devono costituire gli Aster, ma con quale volontà se innanzi a decisioni così importanti non vengono chiamati al tavolo anche i comuni contigui, per esempio Carlino, non tenendo conto delle caratteristiche del nostro territorio delle problematiche della viabilità, esempio Porpetto, il cui grido di sofferenza del sindaco non viene ascoltato? E non si tiene neppure in giusta considerazione l’immagine di Lignano e Marano! I sindaci di sinistra chiusi e non disponibili vogliono solo disporre ed imporre lasciando gli altri nell’angolo. Allora chiedo: perchè sì al cementificio e nò all’inceneritore di rifiuti che potrebbe portare alle famiglie sicuri vantaggi economici? Da un lato i sindaci di sinistra dispotici, dall’altra un centro destra assente: quindi nessuna condizione politica. Abbiamo bisogno di scelte pianificate e coraggiose, vigili sul territorio e meno sottoposte al potere economico, ma più attente alla volontà del cittadino. Auspico in una decisa presa di posizione del vicepresidente della Provincia.»
Francesca Artico
Patrizia Artico

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Messaggero Veneto 17 agosto
by es Friday, Aug. 18, 2006 at 2:59 PM mail:

GIOVEDÌ, 17 AGOSTO 2006

Pagina 12 - Udine

Torviscosa. La minoranza chiede chiarimenti sulla Valutazione d’impatto ambientale

Anche Marano boccia il progetto per l’industria Il sindaco Pizzimenti: bisogna tener conto di un ecosistema delicato come quello lagunare

Cementificio della Bassa: un esposto in Procura




TORVISCOSA. Il consigliere di minoranza di Torviscosa, Mareno Settimo, ha presentato un esposto alla Procura di Udine, per chiedere che venga verificato «se con l’approvazione della deliberazione di parere di Valutazione di impatto ambientale del cementificio della Cementi Nord Est da parte del comune di Torviscosa siano stati tutelati i principi della Costituzione e in particolare il diritto alla salute dei cittadini di Torviscosa e dei comuni limitrofi». Il documento è stato inviato anche al direttore del Servizio valutazione impatto ambientale della Regione.
Nel testo si evidenzia che l’impianto «una volta a regime produrra ogni giorno 3.600 tonnellate di Clincker, 2.500 di cemento, 500 di Premiscelati e 147 di calcestruzzo per la cui produzione verranno bruciati 86 milioni di metri cubi l’anno di metano e biomasse per 236 mila mc l’anno. Il camino del forno verrà a trovarsi - si legge - a soli 1.300 metri da Castions delle Mura, a 1.500 dai casali Fornasir e a circa 2.000 dal centro di Torviscosa e Cervignano, nel raggio di ricaduta delle polveri e delle emissioni. La messa a regime della centrale a turbogas e con l’attivazione del nuovo cementificio le tonnellate di ossidi di azoto NOx emessi in atmosfera dai due impianti saranno di circa dieci volte superiori rispetto alla situazione esistente nel peirodo di funzionamento della sola centrale a carbone (dovrebbe essere dismessa antro sei mesi dall’entrata a regime di quella a turbogas). Le emissioni di NOx della vecchia centrale ammontano a circa 232 tn/anno, mentre le emissioni della centrale a turbogas saranno di circa 1696 tn/anno. Le emissioni del nuovo cementificio saranno comprese tra le 1600 e 1800 tn/anno. Pertanto le polveri totali sospese aumenteranno notevolmente rispetto alla situazione attuale: dalle 57 tn/anno della centrale a carbone si passerà alle 80- 90 tn/anno emesse dal cementificio».
Settimo sottolinea inoltre che con l’attivazione del cementificio «ricompariranno in modo massiccio anche gli So2, con effetti sulla formazione delle polveri sottili ed ultrafini. Va sottolineato che allo stato attuale, come rilevato dalla centralina dell’Arpa, i valori degli Nox superano il valore limite stabilito dalla normativa attuale che è di 30 pg/mc, mentre i valori medi attuali riscontrati sono di 31,1 pg/mc per il 2005. Va anche ribadito che la normativa vigente stabilisce che per i Pm10 il valore limite è di 40 pg/mc., mentre nel 2010 sarà di 20 pg/mc.: i valori medi registrati a Torviscosa sono stati di 23,7 pg/mc. nel 2005. Pertanto- conclude- visto che la Costituzione italiana tutela il diritto alla salute e che spetta al sindaco tutelarla, chiedo tale verifica».
Intanto continua la mobilitazione dei sindaci del territorio. Sulla vicenda interviene anche il sindaco di Marano che attacca «chi prende decisioni su un impianto impattante dal punto di vista ambientale senza tener conto di un ecosistema delicato come quello lagunare. Siamo stufi - afferma Graziano Pizzimenti- che gli altri prendano decisioni e noi ne subiamo gli effetti (non sono stati chiamati a dare parere al Via) e non mi riferisco solo in questo caso, ma a decenni di scelte politiche che hanno prodotto effetti devastanti sulla laguna e su chi con essa ci vive, creando difficoltà di cui noi abbiamo solo gli effetti negativi che hanno dei risultati deleteri all’economia del paese. Noi pretendiamo di essere coinvolti e non solo quando qualcuno vuole diventare per qualcosa comune capofila e poi per le decisioni importanti per la vita e l’economia del nostro paese veniamo tralasciati o addirittura abbandonati. Siamo stufi di aspettare che qualcuno trovi la situazione ai problemi ambientali in laguna che altri hanno compiuto».
Francesca Artico

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Messaggero Veneto 18 agosto
by es Friday, Aug. 18, 2006 at 3:01 PM mail:

VENERDÌ, 18 AGOSTO 2006

Pagina 13 - Udine

Il sindaco Delzottto: «La Regione cala dall’alto progetti di forte impatto ambientale»

«Snobbata la legge 1 sulla pianificazione che parla di processi partecipativi»

Cementificio nella Bassa anche Lignano è contraria




TORVISCOSA. Si allarga a macchia d’olio nella Bassa Friulana la protesta dei primi cittadini contro il progetto di realizzazione dell’impianto di cementificio della Cementi Nord Est di Torviscosa. Dopo il duro attacco del sindaco di Grado, Marano e Carlino, a intervenire oggi è il sindaco di Lignano, Silvano Delzotto, alquanto «allibito del modo di ragionare della Regione che cala dall’alto progetti a forte impatto ambientale (vedi anche rigasificatore) senza che vengano direttamente coinvolte anche le aree limitrofe ai comuni interessati».
«Tutto questo - continua Delzootto - senza tener in minimo conto Agenda 21 (che Lignano ha largamente applicato nella sua progettualità) e la legge uno sulla pianificazione territoriale, gli Aster, che parlano di processi partecipativi di condivisione, di coinvolgimento e di coesione del territorio. Quello che non capisco è perchè a livello regionale si porta avanti un ufficio preposto ad Agenda 21, e questo ci fa piacere, e poi in realtà non lo si applica minimamente su interventi a scopo industriale fortemente impattanti evidenziando una netta contraddizione. Sono d’accordo con Grado, Carlino e Marano: su questi progetti non si dice di no a priori, ma ci deve essere condivisione. A questo punto - evidenzia l’amministratore - vorrei capire dove vogliamo andare: cioè qual’è la filosofia turistica per Grado, Lignano (60-70% del turismo costiero) e Aquileia, per la quale si è fatta addirittura una legge speciale, che rappresenta una delle principali entrate regionali, visto anche che la stessa Regione ha molto investito sul settore turistico. Vorrei capire infatti quale futuro si intende dare alla costa se industriale o turistico, ovvero se si intende salvaguardare questa importantissima "industria". Quello che mi sconvolge è che per aver tagliato di malavoglia quattro alberi per far posto ad una piscina che sta attirando tantissimi atleti e gente da tutta Europa, sono stato attaccato da tutte le parti, mentre su rigasificatore e cementificio tutto viene trattato superficialmente, come sul caso degli ossidi di azoto e le polveri sottili. Pertanto - conclude Del Zotto - ci attiveremo presso la Regione per chiedere un coinvolgimento per capire megli le modalità dell’intervento, e soprattutto per sapere il perchè di queste scelte: quì si tratta del futuro del territorio!».
Ricordiamo che i comuni coinvolti sono stati San Giorgio e Torviscosa che hanno dato parere positivo con prescrizioni, e Cervignano, Porpetto, Bagnaria Arsa e Terzo d’Aquileia i cui consigli comunali si sono espressi negativamente all’unanimità.
Sul fronte del no appare decisa anche la minoranza sangiorgina (con il distinguo di Benedetta Bratta che non ha espresso contrarietà al cementificio, ma per le informazioni insufficenti che non hanno permesso una valutazione complessiva del progetto): Lorenzo Appolonia, vede più svantaggi che vantaggi nel nuovo insediamento in quanto «gli 80 (più 80 dell’indotto) nuovi posti di lavoro a bassa specializzazione non creano ricchezza». Mentre per Flavio D’Agostini questo insediamento esula da ogni ragionevole concetto e contesto di sviluppo, va contro la riqualificazione del sito industriale di Torviscosa e di sviluppo sostenibile e «costituisce un gesto aggresivo nei confronti dei comuni coinvolti: rivelandosi un ulteriore atto di vassallaggio nei confronti di poteri, interessi e decisioni prese altrove e che niente hanno a che vedere con il territorio, anzi vanno contro». Importantissima e dettagliata la relazione di Enzo Bertoldi, che sottolinea come lo Studio di Impatto ambientale non tenga conto «delle effettive peculiarità del nostro comune». Evidenzia inoltre come la Regione si sia posta l’obiettivo di trasformare il territorio del Friuli Venezia Giulia di infrastrutture atte a servire 13 milioni di abitanti: «ne stanno discutendo e noi (il territorio) non siamo coinvolti, la Provincia progetta infrastrutture di un certo tipo, la Regione ne progetta altre con altri obiettivi: ci piacerebbe conoscere quello che i nostri regionali hanno in testa per questo territorio e cosa bolle in pentola! Siamo contrari a una situazione poco chiara dal punto di vista tecnico, dei programmi e delle prospettive!»
Francesca Artico

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ma
by Anticom e antifa Friday, Aug. 18, 2006 at 3:23 PM mail:

Ma come cazzo fate a trovare un lavoro se non volete il TAV, non volete il ponte, non volete il cementificio, non volete....
fare un cazzo ecco quel che non volete.

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vieni da noi...
by ufficio di collocamento Saturday, Aug. 19, 2006 at 2:27 PM mail:

...che lavoro ce n'è quanto ne vuoi

No Tav, No Cementificio, No Idioti

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Messaggero Veneto 19 agosto
by es Saturday, Aug. 19, 2006 at 2:33 PM mail:

Messaggero Veneto 19...
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SABATO, 19 AGOSTO 2006

Pagina 12 - Udine

Torviscosa. Il documento di Palazzo Belgrado è stato inviato alla Regione. Il 30 agosto si riunirà la Commissione

Cementificio, stop della Provincia

Il Settore ambiente boccia il progetto per l’impianto da realizzare nella Bassa Sotto accusa le conseguenze sul territorio e il sovraccarico alla viabilità locale




TORVISCOSA. Stop della Provincia al cementificio della Bassa. L’Area ambiente di Palazzo Belgrado ha emesso parere negativo al progetto di realizzazione della Cementi Nord Est (Gruppo Grigolin) di Torviscosa. Dopo aver visionato lo Studio di impatto ambientale e i relativi elaborati progettuali, gli uffici hanno messo in evidenza le criticità del progetto sia dal punto di vista ambientale (la qualità dell’aria), sia tecnico (il sovracarico della viabilità).
Il 30 agosto si riunirà la commissione Ambiente per esaminare il progetto. «La principale fonte di impatto ambientale dell’impianto - si legge nel documento - è costituita dalle polveri aerodisperse. In proposito si evidenzia che la centralina adibita al rilevamento dell’aria sita a Torviscosa rileva come lo stato della qualità dell’aria sia già fortemente critico. I dati del 2004 e del 2005 evidenziano rispettivamente 18 e 19 superamenti del limite (50 ugr/mc Nox in media giornaliera). Ora, con il limite dei 7 superamenti previsti per il 2010, anche con riferimento alla media annuale, i valori rilevati (22,2 pg/mc nel 2004 e 22,6 pg/mc nel 2005), seppur in linea con gli attuali limiti previsti, non sono conformi ai 20 pg/mc previsti nel 2010».
«Ne risulta pertanto - continua il documento della Provincia - che la qualità dell’aria nel territorio dell’insediamento risulta essere un annunciato fattore limitante e non compatibile con le caratteristiche dello stabilimento. Si evidenzia inoltre che nelo Studio di impatto ambientale sulla presenza in termini di mitigazione degli impatti nulla viene detto in merito al particolare ultrafine Pm 2.5 e Pm 1».
Il documento inviato alla Regione ribadisce inoltre che l’impianto di cementificio «è tipicamente caratterizzato dalla movimentazione di materie prime voluminose e pesanti e pertanto particolare attenzione deve essere prestata all’impatto dei trasporti, sia delle materie prime che del prodotto finito. Il progetto - continua - prevede inoltre che a regime verranno movimentati 356 camion, 2 treni e 4 navi al giorno. Lo stato della viabilità dell’area risulta già in forte sofferenza, tanto che vi sono progetti di rivisitazione della stessa ai fini di allentare la morsa del traffico sia sulla Statale 14, sia sulla Provinciale 80. Un incremento del 9,5% e del 7,4% del traffico su gomma e sulle due arterie citate non è compatibile con lo stato di sofferenza in atto, in particolare per la presenza lungo la Statatle 14 della strettoia di Chiarisacco, e sulla Provinciale 80 della strettoia di località Villalta».
«Si rileva - conclude il documento - che non è stata verificata presso l’ente competente (il Commissario delegato per la laguna di Grado e Marano) la possibilità di utilizzo del canale Banduzzi, già gravato da problemi ambientali; inoltre non è si è pensato a soluzioni alternative alla viabilità».
Un parere contrario, seppur giunto con qualche giorno di ritardo, decisamente significativo quello espresso dalla Provincia.
Francesca Artico

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SABATO, 19 AGOSTO 2006

Pagina 12 - Udine

Il sindaco: decisione tardiva




SAN GIORGIO. «La Provincia, seppur chiamata a dare un parere, non si è espressa nei tempi previsti (11 agosto) facendo così scattare sul cementificio il silenzio assenso, così come previsto per legge». Contrattacca così il sindaco Pietro Del Frate alle critiche per il parere positivo ma “condizionato” al progetto del cementificio. «Il consiglio comunale di San Giorgio ha approvato un ordine del giorno che lasciava aperta la porta nel quale si chiede non solo all’azienda di perfezionare lo Studio di Via, ma soprattutto alla Regione di dare soluzione ai problemi ambientali e viari del territorio. Il documento chiede un forte impegno per la viabilità alla Regione. Va premesso che un protocollo è stato firmato da comuni e Provincia, nel quale San Giorgio si impegnava ad approvare una variante urbanistica; la Provincia finanziava la pista ciclabile dal cimitero di San Giorgio al confine con Porpetto e a progettare il secondo accesso all’area industriale della Ziac».
«In questi giorni siamo stati messi a conoscenza dall’assessore regionale Sonego che, su sua richiesta, il Servizio Viabilità della Provincia ha individuato un tracciato che permetterebbe di garantire un’alternativa alla Sp80 collegando la Statale 14 da viale Trieste (verso Torviscosa) sino alla Sp80 con dei cavalcavia. Se a fianco a questo viene realizzato il raccordo ferroviario significherebbe eliminare le rotaie dall’abitato di San Giorgio e Porto Nogaro e relativi attraversamenti. La Regione sta finanziando grossi interventi di collegamento delle strutture del territorio all’Interporto di Cervignano: questo dimostra che è possibile realizzare una viabilità diversa da quella prevista dal Piano provinciale. E’condizione essenziale che la Regione assicuri il divieto di transito ai mezzi pesanti all’uscita del casello di Porpetto in modo tale che tutto venga dirottato al casello di Palmanova. La Regione ipotizza anche un terzo tracciato dalla Sp80 (via Toppo) sino alla complanare di Muzzana. Opere sono indispensabili a prescindere dal cementificio, perchè rappresentanod elle soluzioni soprattutto per Chiarisacco, Zellina, San Giorgio e Porpetto». (f.a.)



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Messaggero Veneto 21 agosto
by es Tuesday, Aug. 22, 2006 at 11:51 PM mail:

LUNEDÌ, 21 AGOSTO 2006

Pagina 11 - Udine

I tre primi cittadini chiedono alla Regione di tener conto dell’ecosistema lagunare. Sarà organizzato un consiglio comunale congiunto

Impianti industriali, stop dai Comuni costieri

Lignano, Grado e Marano contro cementificio e rigassificatore: un danno per il turismo




MARANO. Vertice a Marano Lagunare tra sindaci delle cittadine costiere di Grado, Lignano e Marano per formulare un’azione comune contro la Regione su cementificio e rigassificatore. I tre primi cittadini si sono detti fortemente preoccupati per i progetti dei due impianti che dovrebbero essere realizzati in prossimità della costa: il rigassificatore dell’Endesa nel Golfo di Trieste e il cementificio della Cementi Nord Est di Torviscosa.
I sindaci Graziano Pizzimenti, di Marano, Silvano Delzotto, di Lignano e, Roberto Marin, di Grado, hanno sottolineato la totale mancanza di coinvolgimento delle amministrazioni locali su questi progetti, progettando consigli e giunte comunali congiunte per deliberare un documento da inviare alla Regione. Pizzimenti ha ribadito che non viene tenuto in nessuna considerazione il delicato equilibrio del ecosistema lagunare; mentre Delzotto ha accusato la Regione di calare dall’alto progetti senza nessuna condivisione con il territorio, «alla faccia di Laguna 21», evidenziando che non è ancora chiara la politica che intende attuare per la costa: ovvero se «industriale o turistica».
Marin ha riaffermato la sua intenzione di ricorrere a tutte le vie legali «per fermare questi impianti dall’impatto devastante».
Intanto, c’è preoccupazione anche tra la popolazione: il portavoce del comitato per la viabilità sangiorgina, Bruno Bernardis, evidenzia come da vent’anni queste persone chiedano una strada alternativa per permettere che la zona industriale possa svilupparsi: «Con i già 3.000 mezzi pesanti giornalieri che transitano sulla Provinciale 80 - afferma - e la ferrovia a fianco, la nostra vita è insopportabile. Con l’acquisizione del Feraul da parte del Consorzio della Ziac dovremo assorbire decine di migliaia di mezzi pesanti che porteranno materiale per portare a quota della strada l’area. In merito al cementificio è chiaro che le materie prime che arriveranno dalla Croazia non potranno arrivare a Torviscosa tramite il canale Banduzzi chiuso per le note vicende, per cui passeranno da Porto Nogaro e quindi alla Sp80 e Statale 14. Se quanto promesso dall’assessore regionale Sonego, risponde al vero: venga a illustrare a San Giorgio il progetto di viabilità alternativa con finanziamenti certi e con date di inizio parallele al cementificio».
Cluadio Coianiz, storiografo della vita di San Giorgio, ha inviato una lettera aperta ai sindaci della fascia costiera della Bassa Friulana, nella quale evidenzia le ragioni per bocciare il cementificio, ricordando che nel 1994 per un’impianto analogo nella Ziac si mobilitarono tutte le persone che in zona traevano sostentamento dal turismo.
Francesca Artico

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Messaggero Veneto 22 agosto
by es Tuesday, Aug. 22, 2006 at 11:54 PM mail:

MARTEDÌ, 22 AGOSTO 2006

Pagina 12 - Udine

«Uno scambio di impianti»

Il sindaco: no al cementificio per autorizzare un inceneritore

SAN GIORGIO




SAN GIORGIO. «Non vorrei che il parere negativo dato dalla Provincia al cementificio di Torviscosa fosse una furbata: ovvero che a fronte dell’emergenza rifiuti che si presenterà tra due mesi dovuta alle mancate autorizzazione da parte dell’ente provinciale, vista la disponibilità data dal sindaco di Carlino ad ospitare un’inceneritore, si pensasse a “uno scambio” di impianti».
A lanciare questa pesante “accusa” nei confronti della Provincia di Udine è il sindaco di San Giorgio di Nogaro, Pietro Del Frate, che, dopo aver polemizzato per il parere emesso fuori tempo massimo, ipotizza un possibile scambio di impianti grazie alla disponibilità dimostrata dal sindaco di Carlino, Claudio Paiaro, a ospitare l’inceneritore di rifiuti. Paiaro infatti in una recente dichiarazione sul cementificio, chiamando in causa il vicepresidente della Provincia, Paride Cargnelutti, ha auspicato «una decisa presa di posizione su queste tematiche (cementificio e inceneritore di rifiuti) che stanno preoccupando i cittadini», ribadendo come questo impianto porterebbe portare «sicuri vantaggi economici alle famiglie».
Dunque è guerra aperta tra l’amministrazione sangiorgina e quella provinciale che prendendo lo spunto dal parere sul cementificio si sta allargando riportando a galla “vecchie ruggini”. Sul parere espresso dalla Provincia di Udine sull’impianto di produzione di clincker e macinato di cemento della Cementi Nord Est di Udine (gruppo Grigolin) interviene anche il consigliere provinciale della Margherita (nonchè sindaco di Trivignano) Francesco Martines, che polemizza sulla convocazione per il 30 agosto della commissione Ambiente. «Che senso ha discutere in commissione del parere sul cementificio - afferma - visto che questo è già stato espresso e inviato alla Regione. Con questo modo di operare il presidente della commissione Ambiente, Pier Mauro Zanin, ha tolto autorevolezza alla commssione stessa e all’importante ruolo che riveste per le problematiche ambientali».
Ricordiamo che sul cementificio (la Grigolin investirà per l’impianto di Torviscosa 100 milioni di euro con un ritorno occupazionale di 80 addetti interni e 80 dell’indotto) si sono espressi a favore, con richiesta di documento di integrazione alla Regione soltanto i comuni di San Giorgio e Torviscosa, contrari oltre alla Provincia di Udine, i comuni di Cervignano, Porpetto, Bagnaria Arsa, e Terzo D’Aquileia. Secondo Del Frate i sì espressi sono vincolati soprattutto alla viabilità (356 mezzi pesanti al giorno, e altrettanti quelli che trasporteranno le materie prime dalle 4 navi giornaliere all’impianto), nodo questo per il quale si sarebbe già impegnato l’assessore regionale Sonego.
Francesca Artico

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Messaggero Veneto 29 agosto
by es Tuesday, Aug. 29, 2006 at 9:39 PM mail:

Messaggero Veneto 29...
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MARTEDÌ, 29 AGOSTO 2006

Pagina 12 - Udine

Torviscosa. La minoranza chiede l’annullamento dell’atto per un vizio di forma

Il consiglio comunale aveva dato il via libera all’impianto della Bassa ma il documento non è stato dichiarato subito esecutivo

Delibera contestata: stop al progetto del cementificio




TORVISCOSA. La delibera del consiglio comunale di Torviscosa sul cementificio rischia l’annullamento a causa di un “vizio di forma”. A presentare richiesta di annullamento, è il consigliere di minoranza, Mareno Settimo, con una lettera inviata al sindaco di Torviscosa Roberto Duz e alla Direzione centrale ambiente, lavori pubblici, Servizio valutazione impatto ambientale, della Regione, nel quale spiega le motivazioni della richiesta riservandosi di presentare un esposto alla Procura.
Secondo quanto sottolineato da Settimo la delibera del 10 agosto, con la quale il consiglio comunale ha espresso parere favorevole alla realizzazione di un impianto di produzione di clincker e macinazione cemento da parte della Cementi Nord Est, è stata pubblicata all’Albo pretorio comunale il 16 agosto, data nella quale l’amministrazione comunale l’ha anche inviata alla Regione Fvg (in particolare, alla Direzione centrale ambiente lavori pubblici, Servizio di Via) con una lettera accompagnatoria nella quale si sottolinea che la delibera costituisce il parere in merito al cementificio.
«La deliberazione è stata ricevuta dalla Regione il 17 agosto – si legge nel documento della minoranza – e in sede di dibattito consiliare per la delibera in oggetto non è stata attivata la procedura di immediata esecutività (di fatto si sono dimenticati di effettuare la seconda votazione). Si deve tener presente – prosegue l’opposizione – che per diventare esecutiva una “normale deliberazione” deve rimanere esposta all’Albo pretorio per 15 giorni consecutivi e che nel certificato di pubblicazione viene riportata la formula: “Il sottoscritto certifica che copia della presente deliberazione è stata affissa all’Albo Pretorio per 15 giorni consecutivi dal 16 agosto 2006 al 31 agosto 2006 e che contro la stessa non sono stati prodotti reclami o denunce”».
«Tenuto presente – continua il documento – che nell’attestato di esecutibilità della delibera del consiglio comunale del 10 agosto (e inviata alla Regione il 16 agosto) sta scritto che “la presente deliberazione è divenuta esecutiva in data primo settembre 2006 per la compiuta pubblicazione. Addì 01.09.06 l’impiegato responsabile...” si formula reclamo contro tale deliberazione».
Ma quali sono i motivi per cui l’opposizione contesta la procedura? «Dalla documentazione consultata – si legge – risulta che l’amministrazione comunale in data 16 agosto ha inviato alla Regione una delibera non esecutiva e quindi, a tutti gli effetti giuridici, palesemente nulla in ogni sua parte». Ma non solo: secondo Mareno Settimo «non corrisponde al vero che la delibera sia stata affissa all’Albo pretorio per 15 giorni e che contro non sono state presentate denunce, in quanto il sottoscritto ha formalmente presentato alla Regione carabinieri Friuli Venezia Giulia, stazione di Torviscosa, un esposto contro la deliberazione. Infine, che non corrisponde al vero che non sono stati prodotti reclami in quanto il 28 agosto con il deposito di questo documento ho presentato un formale atto contro la deliberazione del 10 agosto».
Settimo conclude riservandosi, qualora non venisse annullata la delibera, di procedere contro la deliberazione.
Francesca Artico

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