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	<title>Quartoinferiore266</title>
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	<description>giornale di detenuti </description>
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		<title>Trasferimenti</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 15:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrispondenze]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Pare che questo giornale dei detenuti stia dando fastidio alla direzione del carcere astigiano. L&#8217;ennesima dimostrazione, dopo l&#8217;imposizione della censura e le punizioni a chi ha affisso clandestinamente il giornale sulle bacheche, è il trasferimento di due detenuti e redattori. Riceviamo da uno di loro, appena arrivato nel carcere di Piacenza, una lettera: &#8220;Piacenza, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/trasloco-casa.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-108" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/trasloco-casa-300x200.jpg" alt="trasloco-casa" width="434" height="289" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pare che questo giornale dei detenuti stia dando fastidio alla direzione del carcere astigiano. L&#8217;ennesima dimostrazione, dopo l&#8217;imposizione della censura e le punizioni a chi ha affisso clandestinamente il giornale sulle bacheche, è il trasferimento di due detenuti e redattori.<br />
Riceviamo da uno di loro, appena arrivato nel carcere di Piacenza, una lettera:</p>
<p><em>&#8220;Piacenza, 20 settembre 2014</em></p>
<p><em>Dopo il trasferimento di A. per chissà quale meta, ecco anche il mio turno ad appena un giorno di distanza. Non so se i tre rapporti disciplinari a mio carico, la faccenda dei saluti e del giornaletto, possano aver influito, però ieri mi hanno fatto preparare le masserizie e caricato sul blindato. Sono partito intorno alle 15, e alle 17 mi trovavo già a Piacenza. Di qualsiasi articolo in mio possesso ho potuto portare in cella solo una piccola parte: tre paia di calzini, tre magliette, tre libri etc. Le mie irose proteste e la pretesa di avere una copia scritta del regolamento interno mi sono valse una risposta dell’ispettore che mi ha informato che il regolamento interno non esiste! Il limite alla disponibilità dei miei effetti era stato giustificato come restrizioni necessarie a condividere dei piccoli spazi, invece mi trovo in cella da solo. Le dimensioni sono pressoché le stesse di Asti e Torino, ma le condizioni igieniche, lo stato della struttura e il malfunzionamento generale fanno quasi invidia ai Nuovi Giunti delle Vallette. Devo ancora farmi un’idea d’insieme ma posso descrivere la sezione per sommi capi: un corridoio lordissimo con 20 celle e 5 in disuso, tutte su un lato del corridoio, per due persone; pessimo stato delle suppellettili, bagni chiusi con un pezzo di lamiera ondulata come porta e mancanza dei più elementari oggetti utili alla pulizia, come secchi, stracci o scope utilizzabili; sull’altro lato del corridoio, ci sono un lavatoio puzzolente, scrostato e completamente coperto di muffa, una saletta disadorna con un vecchio calcio balilla non funzionante e con un ping pong, una sala con il frigo e dei materassi marci depositati sul pavimento; infine in mezzo al corridoio, dal lato delle celle e più o meno davanti alla guardiola, ci sono docce dalle quali scorre acqua quasi sempre fredda. In questo vecchio padiglione ci sono sei sezioni. Dimenticavo: alle finestre ci sono delle griglie con quadratini dal lato inferiore ad un centimetro. Bene … sono passato da una sezione per definitivi in ottime condizioni ad una per imputati, seppure aperta, davvero rovinosa. Mi sembra di ricominciare la detenzione. Naturalmente in un paio di giorni mi abituerò, non c’è problema … non ci siamo lamentati finora e non inizieremo adesso perché non abbiamo motivi. Son di buon umore, in buona salute e intento a guardarmi intorno, per superare l’iniziale disorientamento e valutare come organizzarmi per la permanenza.&#8221;</em></p>
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		<title>Qualcosa da raccontare</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Sep 2014 16:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dappertutto]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte capita che durante i saluti al carcere delle Vallette si riesca a comunicare con i detenuti. Per questo qualche giorno fa un gruppo di solidali è tornato sotto le mura del carcere, per raccontare le storie di lotta dei rinchiusi di Asti e Aosta che, ad agosto e settembre, hanno portato avanti uno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.autistici.org/macerie/"><img class="aligncenter size-medium wp-image-102" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/l_enfer_dans_la_ville_nella_citta_l_inferno_1958_portrait_w858-700x5161-300x221.jpg" alt="l_enfer_dans_la_ville_nella_citta_l_inferno_1958_portrait_w858-700x5161" width="300" height="221" /></a></p>
<p>A volte capita che durante i saluti al carcere delle Vallette si riesca a comunicare con i detenuti. Per questo qualche giorno fa un gruppo di solidali è tornato sotto le mura del carcere, per raccontare le storie di lotta dei rinchiusi di Asti e Aosta che, ad agosto e settembre, hanno portato avanti uno sciopero parziale della spesa per protestare contro l’aumento delle bombolette del gas &#8211; nei prossimi giorni, appena avremo notizie più precise, vi aggiorneremo su come stanno andando avanti le lotte ad Aosta e Asti -.</p>
<p>Il prezzo del gas a Torino era già aumentato nel mese di maggio, passando da 1 euro a 1 euro e 30 centesimi. Un aumento di molto inferiore rispetto agli 80 centesimi di Asti e all’euro tondo di Aosta e che, forse per questo, non ha innescato brontolii e proteste. Anche da dentro le mura delle Vallette avevano però qualcosa da raccontare; sì è venuti così a conoscenza della vicenda di Manuela e del suo compagno, entrambi detenuti nel carcere torinese. A seguito di un vetro rotto alla donna viene affibbiato l’ appellativo di pericolosa e per questo viene messa in isolamento. Il compagno, saputa la notizia, si organizza con gli amici di sezione e insieme decidono di compilare la domandina per il rifiuto del vitto. Per tre giorni oltre un centinaio dei detenuti del blocco C rifiuta il vitto in solidarietà con Manuela e per la fine dell’isolamento. Il quarto giorno il suo compagno, riconosciuto come uno dei responsabili della protesta, viene convocato dal comandante e con l’inganno ammanettato e trasferito nel carcere di Novara perdendo così la possibilità di vedere Manuela e il loro bambino.</p>
<p>A volte capita che chi rimane abbia voglia di narrare questa piccola esperienza di lotta e che da fuori se ne raccolga la voce. Ci si saluta con la promessa di rivedersi presto, con la consapevolezza che ogni episodio di resistenza in carcere può diventare motivo ed esperienza per nuove lotte.</p>
<p><em>Da Macerie</em></p>
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		<title>Sciopero della spesa</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 16:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal carcere di Quarto Inferiore, ad Asti, i detenuti annunciano che, a partire da oggi, mercoledì 10 settembre, inizieranno uno sciopero della spesa. Il motivo della protesta, come già per l’analoga protesta di Brissogne, è l’aumento del prezzo delle bombolette del gas, articolo il cui prezzo sta aumentando anche in altre carceri. Ad Asti il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/domino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-98" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/domino.jpg" alt="domino" width="200" height="252" /></a></p>
<p>Dal carcere di Quarto Inferiore, ad Asti, i detenuti annunciano che, a partire da oggi, mercoledì 10 settembre, inizieranno uno sciopero della spesa. Il motivo della protesta, come già per l’analoga protesta di Brissogne, è l’aumento del prezzo delle bombolette del gas, articolo il cui prezzo sta aumentando anche in altre carceri.<br />
Ad Asti il rincaro si è verificato a luglio. Immediatamente i detenuti hanno scritto una lettera alla direzione contestando la variazione di prezzo, da 1,20 euro a 2 euro, e richiedendo una verifica dei prezzi delle bombolette di gas e degli altri prodotti con i prezzi che gli stessi articoli hanno nei supermercati fuori, come prescrive l’ordinamento penitenziario. Ma fino ad ora nessuno ha dato loro una risposta.<br />
Così hanno deciso di iniziare uno sciopero della spesa che, eccezion fatta per tabacco, sigarette, cartine e francobolli, riguarda tutti gli altri articoli acquistabili in carcere.<br />
Di certo se, dopo Brissogne ed Asti, iniziative simili dovessero diffondersi anche in altri penitenziari, i profitti di chi lucra sulla spesa dei detenuti comincerebbero a risentirne, fornendo così una buona indicazione sul che fare, in carcere, per far sentire la propria voce.</p>
<p>Seguiranno presto aggiornamenti sullo stato della protesta.</p>
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		<title>Il timbro della censura</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 16:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una settimana è stata imposta la censura sulla posta a due detenuti e redattori del giornalino QuartoInferiore266. La censura implica l&#8217;apertura di tutte le lettere in entrata e uscita, delle guardie saranno addette a sfogliarle e leggerle, poi timbrarle e infine consegnarle; nel procedimento le missive sospette vengono bloccate e consegnate al giudice esecutore [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/17566_comic-censura.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-93" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/17566_comic-censura-300x222.jpg" alt="17566_comic-censura" width="300" height="222" /></a></p>
<p>Da una settimana è stata imposta la censura sulla posta a due detenuti e redattori del giornalino QuartoInferiore266. La censura implica l&#8217;apertura di tutte le lettere in entrata e uscita, delle guardie saranno addette a sfogliarle e leggerle, poi timbrarle e infine consegnarle; nel procedimento le missive sospette vengono bloccate e consegnate al giudice esecutore del provvedimento e al detenuto verrà consegnata solo la notifica del trattenimento. La motivazione ufficiale dell&#8217;imposizione della censura è il fatto che, nonostante i due detenuti abbiano un divieto d&#8217;incontro, si scrivano e riescano a comunicare attraverso posta ordinaria. Dall&#8217;ultima settimana di Agosto circola nel carcere di Asti un giornale scritto dai detenuti che denuncia le condizioni nel carcere, le prepotenze delle guardie e pubblicizza episodi di protesta. Pare che sia questo che abbia generato l&#8217;allerta, del carcere di Asti se n&#8217;è  già sentito parecchio parlare e non bene: la denuncia di pestaggi violenti da parte delle guardie sui detenuti ha smosso l&#8217;opinione pubblica e varie associazioni che si occupano di carcere, spingendo all&#8217;apertura di un osservatorio costante di ciò che accade tra le mura.<br />
La condizione essenziale perché un direttore di un penitenziario possa ambire ad un salto di carriera è che nel proprio curriculum personale non vi siano incidenti, un direttore viene giudicato sulla base del criterio del non aver mai fatto parlare di sé e del carcere gestito.<br />
Viene quindi spiegata la solerzia nel disporre la misura della censura ai due detenuti che raccolgono gli articoli della sezione, li inviano fuori e poi ricevono il giornale stampato da distribuire tra i compagni e affiggere nelle bacheche.<br />
L&#8217;intento è di mantenere muti i detenuti, con loro le rabbie , le lamentele e la possibilità di far superare a queste i muri di cinta, per la pace delle guardie, per la carriera del direttore.</p>
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		<title>Rivolta</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 06:52:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dappertutto]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva dalla cronaca la notizia di una rivolta nel carcere di Cremona. Una lettera di un detenuto aiuta a delineare il clima attorno a quel momento e a capire bene cos&#8217;è successo. Erano due giorni che nell&#8217;unica sezione chiusa del carcere lombardo accadeva qualcosa a scuotere la routine. Domenica 25 agosto i detenuti vengono evacuati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/rivolte12.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-90" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/rivolte12-300x225.jpg" alt="rivolte12" width="391" height="293" /></a></p>
<p>Arriva dalla cronaca la notizia di una rivolta nel carcere di Cremona. Una lettera di un detenuto aiuta a delineare il clima attorno a quel momento e a capire bene cos&#8217;è successo.<br />
Erano due giorni che nell&#8217;unica sezione chiusa del carcere lombardo accadeva qualcosa a scuotere la routine. Domenica 25 agosto i detenuti vengono evacuati nel cortile dell&#8217;aria perché la sezione è stata intasata dal fumo causato dal rogo di un materasso e di altri oggetti. Un ragazzo ha manifestato così la sua rabbia dopo un diverbio con una guardia.<br />
La cella annerita è stata fatta ridipingere da un altro detenuto, poi obbligato a fermarsi nella cella da lui “restaurata”. Egli arrivava da un&#8217;altra sezione in cui le celle sono aperte durante il giorno, quindi con questo spostamento perdeva un briciolo di comodità in più. Organizza così un fuocherello nella cella con il giornale e la spazzatura.<br />
All&#8217;interno delle mura del carcere di Cremona tanti hanno maturato i benefici, ma non riescono ad accedere alle misure alternative perché l&#8217;educatore non si fa vedere e non conclude le relazioni da inoltrare per le richieste al Magistrato di Sorveglianza. L&#8217;ennesima assenza delle educatore in aggiunta ad altre magagne accumulate fa montare la rabbia così Martedì 27 Agosto, alle 11 di mattina di ritorno dal passeggio un gruppo numeroso di detenuti ha iniziato a sfasciare le finestre della sezione e le luci della saletta della socialità, ricavando sbarre di ferro dalle inferriate. Dopo qualche minuto gli altri attorno hanno capito che non si trattava di qualcosa di simbolico e si sono uniti tutti alla protesta. Si sono aperte le porte delle celle, che se non hanno i blindi chiusi possono facilmente essere aperte con un coltello di plastica. Poi tutti si sono impegnati a riempire il corridoio di coperte, secchi d&#8217;acqua e sgabelli. Hanno ipotizzato un intervento della celere con gas lacrimogeni, quindi qualcuno ha consigliato e distribuito pezze bagnate per difendersi dal fumo tossico, intanto le telecamere venivano divelte o coperte con stracci. Un uomo con una spranga in mano camminava avanti ed indietro davanti al gabbiotto delle guardie, un altro andava in giro con un bastone e una maglietta in testa, un altro detenuto muscoloso passeggiava con un coperta avvolta al braccio a mò di scudo e un lenzuolo trasformato in arma avendogli appeso qualcosa di pesante. Nelle celle sono depositati legni e mazze. Per un paio d&#8217;ore i detenuti hanno avuto il controllo della sezione, mentre una decina di loro era scesa negli uffici a parlare con il direttore e l&#8217;educatore.<br />
Dopo il ritorno della delegazione vengono smontate le barricate e ritornano in cella con la rassicurazione di qualche promessa da parte della direzione.<br />
Pochi giorni dopo chi, secondo le guardie, è stato il promotore della protesta, viene trasferito altrove; non si hanno notizie di ulteriori ritorsioni.</p>
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		<title>Una testimonianza sulla sanità in Istituto</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 19:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Salve a tutti, sono un detenuto della Casa Circondariale di Asti. Inizio col raccontarvi la mia storia. Sono arrivato in questo carcere il 28 Febbraio 2014, dopo la solita routine: sono passato dall&#8217;infermeria prima di poter essere assegnato alla sezione. Quando sono stato in infermeria con la mia cartella clinica proveniente da un altro carcere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/norman_rockwell_sala_d_attesa.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-85" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/norman_rockwell_sala_d_attesa-300x127.jpg" alt="norman_rockwell_sala_d_attesa" width="510" height="216" /></a></p>
<p>Salve a tutti, sono un detenuto della Casa Circondariale di Asti.<br />
Inizio col raccontarvi la mia storia.<br />
Sono arrivato in questo carcere il <strong>28 Febbraio </strong>2014, dopo la solita routine: sono passato dall&#8217;infermeria prima di poter essere assegnato alla sezione. Quando sono stato in infermeria con la mia cartella clinica proveniente da un altro carcere ho subito esposto il mio problema: insufficienza renale. Il dottore, quando gli ho detto che avevo delle visite prenotate all&#8217;ospedale di Alba, mi ha risposto che dovevo farle all&#8217;ospedale di asti perché ero recluso ad Asti e non più ad Alba. Da quel momento ho dovuto aspettare: dal 28 Febbraio al 26 giugno per riuscire a fare un&#8217;ecografia reno-vescicale.<br />
Nel frattempo, se urinavo sangue o avevo dolore, visto che non avevo ancora fatto nessuna visita, mi veniva dato del Tachidol o Tachipirina. Quando il dolore era forte chiedevo di essere portato al pronto soccorso, ma mi è sempre stato negato. Quando finalmente ho fatto l&#8217;ecografia, il risultato dell&#8217;esame è stato subito dato agli assistenti che mi accompagnavano; io pensavo che il dottore del carcere mi avrebbe chiamato subito, in giornata o al più tardi il giorno successivo, per comunicarmi l&#8217;esito, invece mi sono dovuto segnare io alla visita medica; ma quando, il<strong> 1 Luglio</strong>, sono riuscito ad andare del medico del carcere per chiedergli i risultati lui mi ha detto che non ne sapeva niente! Io quindi gli ho chiesto se riteneva normale questa situazione e lui è rimasto zitto, dicendo solo che il giorno dell&#8217;ecografia non c&#8217;era lui&#8230; Così ho dovuto fare richiesta, tramite domandina, per avere copia della mia cartella clinica, ma mi hanno consegnato solo quattro fogli: nell&#8217;ecografia è risultato che ho un rene che appare volumetricamente ai limiti inferiori della norma, ma ho dovuto aspettare ancora fino al <strong>14 Luglio</strong> per poter fare una visita dal nefrologo. Ma nella cartella che gli assistenti hanno portato allo specialista, invece che l&#8217;esito dell&#8217;ecografia c&#8217;era quello dei raggi della spalla&#8230; Il nefrologo ha richiesto ulteriori esami, per poi rivedermi. In particolare avrebbero dovuto controllarmi la pressione con una macchinetta attaccata per 24 ore, invece qui nel carcere mi viene misurata ogni 3-4 giorni e se è alta o bassa non mi danno nessuna medicina. Non parliamo se ho mal di testa: qui passano due giorni per avere un “Tachidol”!<br />
Ieri sera, <strong>18 Agosto</strong>, mi sono alzato dal letto intorno alle 9 di sera e sono andato in bagno: ho urinato sangue. Ne ho tenuta un po&#8217; dentro un bicchiere di plastica, poi ho chiesto di chiamare l&#8217;infermeria. Alle 10,30 è arrivato il dottore, gli ho fatto vedere le urine e lui mi ha detto che l&#8217;unica cosa che poteva fare era farmi fare gli esami delle urine, io gli ho spiegato del fatto del rene, che quell&#8217;esame l&#8217;avevo già fatto, e lui mi ha detto:“ Ma sa già tutto lei!”, per poi dirmi di segnarmi comunque alla visita medica il giorno dopo e di farmi fare l&#8217;esame delle urine. Così oggi, <strong>19 Agosto</strong>, mi sono segnato alla visita, ho portato le urine al dottore e lui mi farà fare gli stessi esami che ho già fatto ad inizio Luglio&#8230;<br />
Intanto sto ancora aspettando la copia completa della mia cartella clinica, <strong>richiesta un mese e mezzo fa</strong>, per farla vedere al mio medico curante fuori.<br />
Con questo ringrazio e saluto tutti.</p>
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		<title>Nello sciopero</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 09:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrispondenze]]></category>

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		<description><![CDATA[È arrivata una lettera di un detenuto dal carcere di Brissogne, racconta passaggi della protesta contro l&#8217;aumento del prezzo delle bombolette del gas. In attesa di organizzarsi meglio. Lunedì 11 agosto, all&#8217;arrivo dei bolli e dei tabacchi – la porzione di spesa che arriva il lunedì – si ha la conferma che qui a Brissogne [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/Alberto_in_Detenuto_in_attesa_di_giudizio.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-82" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/Alberto_in_Detenuto_in_attesa_di_giudizio-216x300.gif" alt="Alberto_in_Detenuto_in_attesa_di_giudizio" width="216" height="300" /></a></em></p>
<p><em>È arrivata una lettera di un detenuto dal carcere di Brissogne, racconta passaggi della protesta contro l&#8217;aumento del prezzo delle bombolette del gas.</em><br />
<em> In attesa di organizzarsi meglio.</em></p>
<p>Lunedì 11 agosto, all&#8217;arrivo dei bolli e dei tabacchi – la porzione di spesa che arriva il lunedì – si ha la conferma che qui a Brissogne le cartucce di butano da 190 g costeranno non più 1.50 euro, ma 2.50 euro.<br />
Le cartelle della spesa si consegnano al giovedì, l&#8217;ipotesi, spontanea, che è venuta in mente a tutti è: «non segniamo il gas a spesa». Giovedì 14, dopo la compilazione dei libretti della spesa, si sa che gran parte del carcere ha aderito all&#8217;iniziativa. Evidentemente nelle sezioni aperte se ne discute meglio che nell&#8217;unica chiusa perché, la settimana successiva, quella che inizia il 18, la proposta che gira è quella di un&#8217;astensione totale della spesa.<br />
Anche questa accolta da gran parte dei detenuti.<br />
Parte una lettera al direttore dell&#8217;Istituto, che promette – questa è una voce, non viene appeso nulla nelle bacheche delle sezioni – di contattare altre carceri per confrontare il prezzo delle bombole. Pare che l&#8217;aumento sia dovuto a una valvola di sicurezza che impedisce la fuoriuscita del gas qualora la cartuccia venga rimossa dal fornello.<br />
La settimana che inizia il 25, con la consapevolezza che non arriverà niente a spesa, iniziano i primi malumori. Non sembra essere cambiato niente, la direzione tace, lo scoramento serpeggia; si sente la mancanza soprattutto di caffè e zucchero (i tabacchi e i bolli si sono sempre comprati).<br />
Il comandante, con dei colloqui informali, ribadisce che l&#8217;aumento è definitivo e inesorabile. In tanti, la maggior parte, il 28 segna la spesa nonostante un caloroso saluto il 27 che con petardi e megafonate supporta l&#8217;iniziativa. Questa settimana arriveranno le merci.<br />
In pochissimi continuano l&#8217;astensione, con l&#8217;ipotesi di organizzare meglio lo sciopero – a partire da un&#8217;accumulazione di scorte per resistere meglio.<br />
Per la cronaca, di seguito i prezzi del gas in diverse carceri: Asti 2 euro/ Vercelli 2 euro/ Alessandria San Michele 1.80 euro/ San Vittore 1.17 euro (probabilmente le vecchie bombole)/ Busto Arsizio 2.07 euro/ Aosta 2.50 euro.</p>
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		<title>Vallette. Ritardi e ricatti</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 21:50:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Corrispondenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto è cominciato mercoledì sera 14 agosto h.21:30. Una delle ragazze si è sentita male, le è stato chiesto cosa avesse dalle agenti e le hanno detto che avrebbero chiamato il medico. Alle 22:10 il medico non era ancora arrivato, così visto il pianto della ragazza tutte quante abbiamo cominciato a chiamare le agenti che [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/bianconiglio2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-73" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/bianconiglio2.jpg" alt="bianconiglio2" width="1" height="1" /></a><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/bianconiglio2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-73" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/bianconiglio2.jpg" alt="bianconiglio2" width="1" height="1" /></a><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/orologio_dali.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-75" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/orologio_dali-300x243.jpg" alt="orologio_dali" width="437" height="354" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Tutto è cominciato mercoledì sera 14 agosto h.21:30.<br />
Una delle ragazze si è sentita male, le è stato chiesto cosa avesse dalle agenti e le hanno detto che avrebbero chiamato il medico.<br />
Alle 22:10 il medico non era ancora arrivato, così visto il pianto della ragazza tutte quante abbiamo cominciato a chiamare le agenti che però rimanevano sedute in rotonda a farsi i loro discorsi “troppo importanti” per recarsi fino alla cella dove questa ragazza si contorceva dal dolore sdraiata a terra, mentre il medico continuava a non farsi vivo!<br />
Così dopo aver chiamato per parecchio e continuando a sentire il pianto della ragazza, abbiamo iniziato una sonora battitura, alla fine il medico è arrivato alle 23:15. “Tempo di morire” a sufficienza!<br />
Ieri la ragazza stava male di nuovo così è stato chiamato il 118, lei è ancora in ospedale.<br />
A noi è toccata la punizione per la battitura.<br />
Così eccoci qua chiuse da ieri pomeriggio e per tutto oggi.<br />
E già, da quando le celle per Legge sono aperte, ad ogni minima trasgressione ci puniscono chiudendoci dentro! La punizione resta comunque valida anche se si chiama aiuto con una battitura necessaria, visto e considerato che la ragazza in questione è ancora in ospedale e ciò conferma la nostra ragione nel preoccuparci per lei. Buon Ferragosto.<br />
Così funzionano le cose al C.C. Lo Russo e Cutugno di Torino.<br />
A noi detenute tutto questo pare assurdo, eppure è la realtà in cui viviamo ogni giorno. La doppia carcerazione che ognuno di noi paga in questo squallido luogo è ingiustificabile, siamo detenute e in più sempre sottoposte a regole che non esistono e punizioni che vengono inventate al momento tanto per il gusto di farci sentire impotenti e punibili per ogni più piccolo gesto anche se<br />
questo è giustificato da motivi ben più gravi, uno a caso quello della mala sanità perché qui dentro ci puoi anche morire visti i tempi di soccorso così labili e quasi inesistenti, trattati con sufficienza dalle agenti penitenziarie che a quanto pare pensano che a sentirci male noi detenute ci proviamo gusto o addirittura che lo facciamo per creare disturbo alle loro importanti mansioni lavorative!</p>
<p>Bene cari amici, questo è quanto.<br />
Un saluto a tutti</p>
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		<title>Per un &#8220;Ciao&#8221; di troppo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 20:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Diario]]></category>

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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/seminario-valerio-foto2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-68" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/seminario-valerio-foto2-300x192.jpg" alt="seminario-valerio-foto2" width="300" height="192" /></a></p>
<p>Il 2 di maggio di quest&#8217;anno M., un recluso della sezione 2B di questo carcere, viene tradotto presso l&#8217;ospedale di Asti per effettuare una visita prenotata da tempo. Mentre passa nel corridoio dell&#8217;ospedale con la scorta vede un amico: le manette ai polsi non l&#8217;hanno trasformato in un automa, né in un orso, né in un maleducato, e allora gli rivolge un saluto. Un semplice “Ciao”.<br />
Ma basta quel “Ciao” per fare imbestialire gli agenti della scorta. M. viene rimproverato ad alta voce di fronte a tutti gli altri utenti dell&#8217;ospedale che passano nel corridoio, e poi preso per le braccia e strattonato con forza. Tornati al furgone M. spiega agli agenti di non sapere che fosse vietato rivolgersi agli altri durante un trasferimento e che in ogni caso si era limitato ad un “Ciao”. Uno degli agenti della scorta non trova di meglio da fare che rispondergli arrogantemente “M., non sono mica nato ieri!”, per poi strattonarlo di nuovo e sbatterlo nella celletta che c&#8217;è dentro al furgone, mettendogli una mano sulla faccia per farlo entrare e facendolo sbattere contro il sedile.<br />
Il divieto di rivolgere la parola ad altri durante un trasferimento, negli articoli che regolano l&#8217;”Ordinamento Penitenziario” non c&#8217;è, e non possiamo sapere se ci sia tra le disposizioni interne di questo carcere visto che queste vengono tenute segretissime dall&#8217;Amministrazione. Se questo divieto ci fosse, poi, nella teoria dei codici il suo rispetto andrebbe ottenuto anche “attraverso il chiarimento delle ragioni” che lo motivano e non&#8230; a manate sulla faccia.<br />
Sta il fatto che M. viene riportato, pieno di lividi, in Istituto. Arrivato in sezione chiede di parlare con l&#8217;Ispettore, e l&#8217;Ispettore che lo riceve gli propone di ricomporre “amichevolmente” la faccenda: se M. non sporge denuncia contro l&#8217;assistente, l&#8217;assistente non farà rapporto. M. accetta, anche se mastica amaro, ma dopo dieci giorni viene convocato dal Consiglio di Disciplina – giusto il tempo di far sparire i lividi. Alla faccia dell&#8217;Ispettore e delle sue ricomposizioni pacifiche, l&#8217;assistente il suo bel rapporto l&#8217;ha fatto e M., sulla base di quel rapporto, viene sanzionato con tre giorni di “esclusione dalle attività ricreative e sportive”: cella chiusa tutto il giorno, niente socialità e campo sportivo.<br />
Allora M. fa querela, forte anche della testimonianza di un altro detenuto che ha assistito ai fatti. Ma aspettando che un Pubblico Ministero prenda in mano il racconto di M., decida di dargli credito a discapito del racconto dell&#8217;agente e che un giudice, sentiti i testimoni, stabilisca “come sono andate veramente le cose”, M. la sua condanna l&#8217;avrà già scontata, e senza processo: un mese e mezzo di carcere, a causa della “liberazione anticipata” sfumata grazie alla sanzione comminatagli dal consiglio di disciplina. Due mesi e mezzo di carcere, e un bel po&#8217; di lividi, per un “Ciao” detto nel momento sbagliato.</p>
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		<title>Sciopero della spesa nel carcere di Brissogne</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Aug 2014 18:42:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dappertutto]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/carrello-spesa-vuoto.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-61" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/carrello-spesa-vuoto.jpg" alt="carrello-spesa-vuoto" width="300" height="300" /></a></p>
<p>Nel carcere di Brissogne (Aosta) le bombolette del gas segnate per la spesa il 14 agosto, e arrivate il 20, sono state pagate 2.50 euro al posto di 1.50 euro, quasi il doppio del loro prezzo fino a quel momento. Le sbrigative motivazioni fornite dalla direzione affermano che il rincaro è dovuto al fatto che le nuove bombolette distribuite sono dotate di una valvola di sicurezza che non permette la fuoriscita di gas nel caso si svitasse il fornello. Ma l’aumento di questo bene indispensabile, senza il quale non è possibile neanche farsi un caffè, si sta verificando in parecchie carceri e non sembra legato alla novità dell’articolo.<span id="more-60"></span><br />
Ad Aosta i detenuti, in principio, si sono rifiutati di comprare le bombolette, smaltendo e condividendo quelle rimaste di riserva in cella. Per la seguente spesa, dal 21 Agosto, si sono organizzati, in molti, per uno sciopero della spesa. Non aquistano più i prodotti della ditta che commercia il gas e che si occupa della gestione di vitto e sopravvitto del carcere valdostano, esclusa solo dal commercio di tabacco e di valori bollati. La ditta in questione è la “Ias Morgante srl”, affiliata al colosso “Arturo Berselli &amp; C. Spa”, società che dal 1930 vince i bandi indetti dal Ministero della Giustizia per il mantenimento dei detenuti della quasi totalità delle carceri dell&#8217; Italia.<br />
Non si sa dire con certezza da cosa dipenda questo diffuso rincaro del prezzo del gas &#8211; dipende forse da un generale aumento del costo del gas, magari collegato al conflitto in Ucraina? Oppure dalle politiche dei prezzi del sopravvitto? &#8211; di certo questo sciopero della spesa, nel suo piccolo dà una buona indicazione su come creare danno a chi, sulle spalle dei detenuti, ci guadagna.</p>
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