<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nueter &#187; n. 9</title>
	<atom:link href="http://www.autistici.org/nueter/n-9/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.autistici.org/nueter</link>
	<description>Foglio di agitazione anarchica di Bologna e provincia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Aug 2012 13:10:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>Rencontre Internationale de l’Anarchisme</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/rencontre-internationale-de-l%e2%80%99anarchisme</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/rencontre-internationale-de-l%e2%80%99anarchisme#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 23:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[8 - 12 Agosto 2012]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale Anarchica]]></category>
		<category><![CDATA[Rencontre international de l'anarchisme]]></category>
		<category><![CDATA[St. Imier]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=324</guid>
		<description><![CDATA[Dal 8 al 12 agosto 2012 a St-Imier (Giura Bernese, CH) si terrà un incontro internazionale tra libertari di ogni genere ma anche gente qualsiasi interessata a fare conoscenza o conoscere meglio i differenti movimenti anarchici. Questo “Mondiale dell’Anarchismo” sarà una commemorazione della prima internazionale anti-autoritaria che fu organizzata nel 1872 in risposta all’internazionale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D<em>al 8 al 12 agosto 2012 a St-Imier (Giura Bernese, CH) si terrà un incontro internazionale tra libertari di ogni genere ma anche gente qualsiasi interessata a fare conoscenza o conoscere meglio i differenti movimenti anarchici.</em></p>
<p>Questo “Mondiale dell’Anarchismo” sarà una commemorazione della prima internazionale anti-autoritaria che fu organizzata nel 1872 in risposta all’internazionale di Marx.</p>
<p>Il mondo nel frattempo è cambiato notevolmente, per lo meno sotto certi aspetti, le correnti libertarie si sono evolute nel tempo e questo incontro ne sarà rappresentativo. Una cosa però è certa: il tempo non ha diminuito in nessun modo l’oppressione dei potenti sui più deboli. Questo incontro esporrà metodi di resistenza molteplici sotto forme variate e diverse.</p>
<p><strong><em>La Federazione Giurassiana</em></strong></p>
<p>L’Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIT) è stata fondata nel 1864. Delle sezioni si sviluppano rapidamente alla Chaux-De-Fonds, al Locle, a St-Imier e nel resto del Giura Svizzero. Molti degli e delle operai/ie che aderiscono sono ancora dei/delle lavoratori/trici a domicilio. Hanno il gusto della lettura e dell’indipendenza. All’arrivo di Bakounine nella regione nel 1869 il loro incontro non sarà senza conseguenze. La convergenza di idee che essi/esse scoprono fanno della Federazione Giurassiana il polo libertario dell’AIT in opposizione alla tendenza marxista. Sopraffatto da questa opposizione, Marx fa tutto in suo potere per eliminare questa corrente. Nel 1872 crede di essere riuscito nel suo intento. Al congresso dell’Aia, riesce a far partecipare il massimo di delegati/e che gli sono concessi, dei quali alcuni/e si presentano come rappresentanti di sezioni che si riveleranno poi inesistenti. Grazie a questa maggioranza fittizia fa votare l’esclusione di Bakounine, di James Guillaume e manca per un pugno di voti quella di Adhémar Schwitzgübel, tutti delegati del Giura. Scandalizzate, le sezioni di tendenza anti-autoritaria dell’AIT, tra cui quella della Spagna, dell’Italia, della Francia, del Belgio e degli Stati Uniti, organizzano un congresso a St-Imier dove le risoluzioni prese sono chiaramente libertarie. L’AIT anti-autoritaria sopravvive alla branca marxista fino alla fine del secolo.140 anni dopo il congresso di St-Imier, lo sfruttamento e l’alienazione dei lavoratori e delle lavoratrici sono sempre brutali. L’illusione marxista si è dissipata in seguito alle dittature comuniste. Il capitalismo vive di crisi in crisi, crisi sociale, crisi politica, alle quali si aggiunge oramai anche la crisi ecologica.</p>
<p><strong><em>E il movimento anarchico?</em></strong></p>
<p>Questi incontri internazionali d’agosto 2012 saranno l’occasione di fare il bilancio della storia del movimento anarchico, le sue idee, le sue realizzazioni, i suoi desideri, le sue sconfitte; quello che ne resta oggi; le lotte che sono le sue e quelle che condivide con altri movimenti: antimilitarismo, antirazzismo, antisessismo, autogestione, decrescita, educazione, femmismo, internazionalismo, non violenza, ecc.<br />
Un certo numero di atelier e di manifestazioni sono previste già fin d’ora: conferenze storiche, conferenze tematiche, teatri, concerti, esposizioni, cinema, saloni del libro, radio, campeggi libertari, fiere dell’autogestione e dei prodotti biologici, atelier pratici, ristorazione, ecc.<br />
Questa manifestazione internazionale sarà pubblica ed aperta all’insieme del movimento anarchico internazionale, ma anche all’insieme della popolazione senza discriminazioni. Le zone gratuite e a prezzo libero saranno privilegiate per permettere a tutte e tutti di poter partecipare.<br />
Il comitato organizzatore si riserva il diritto di accogliere tale o tale partecipante. Le decisioni saranno prese in funzione delle idee e delle pratiche che ci sono proprie, ossia quelle dell’Internazionale anti-autoritaria. Espressioni e manifestazioni di razzismo, di sessismo, di xenofobia, di omofobia e di ogni forma di violenza e di discriminazione, non saranno tollerate.<br />
Sulla base di quanto detto, tutte le persone, strutture o organizzazioni possono chiedere di associarsi a questa iniziativa e proporre luoghi di esposizione, di dibattito, di conferenze, degli spettacoli, degli interventi, degli atelier e altro ancora. Siamo anche alla ricerca di volontari!</p>
<p><em>Il Comitato d’organizzazione degli Incontri Internazionali dell’Anarchismo di St-Imier 2012.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/rencontre-internationale-de-l%e2%80%99anarchisme/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La casa (e la facoltà) è di chi l’abita</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/la-casa-e-la-facolta-e-di-chi-l%e2%80%99abita</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/la-casa-e-la-facolta-e-di-chi-l%e2%80%99abita#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 23:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna 0.0]]></category>
		<category><![CDATA[borse di studio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[la casa è di chi l'abita]]></category>
		<category><![CDATA[lotte sociali]]></category>
		<category><![CDATA[problema alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[studentesse e studenti]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=322</guid>
		<description><![CDATA[Si svegliano tardi e passano le giornate in piazza Verdi, ogni tanto studiano e spesso si lamentano, ma si divertono un sacco lontano da mamma e papà. Tanti luoghi comuni accompagnano gli student@, ma la vita da fuori sede in una città come Bologna non è tutta rose e fiori. L’Alma Mater Studiorum si presenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si svegliano tardi e passano le giornate in piazza Verdi, ogni tanto studiano e spesso si lamentano, ma si divertono un sacco lontano da mamma e papà. Tanti luoghi comuni accompagnano gli student@, ma la vita da fuori sede in una città come Bologna non è tutta rose e fiori. L’Alma Mater Studiorum si presenta come la miglior università d’Italia, composta, innovativa, attenta, la più antica nel mondo che custodisce saperi e strabilianti laureati. Peccato che proprio l’Alma Mater non viene minimamente incontro ai suoi principali frequentatori. Affitti pesantissimi, case fatiscenti, mezzi inesistenti, agevolazioni manco a parlarne. Nulla di nuovo, Bologna vive e specula sugli student@ da decenni e i costi di una laurea le famiglie li conoscono molto bene. Qualche mese fa Alma Laurea con un alone democratico quasi solidale ed un’ipocrisia indecente  pubblica il rapporto “Formazione e cultura “ che guarda un po’ mette in luce quello che migliaia di student@ sanno benissimo: prezzi troppo alti per le case. Student@ che sanno benissimo anche come il prezzo che si paga per una maledetta laurea non rispecchia minimamente il livello promesso, student@ che sanno benissimo che è assurdo pagare per un’università pubblica retta da gerarchie accademiche complice del marcio mercato del lavoro. Insomma Alma Laurea ci dice che la metà degli student@ dell’Unibo arriva da fuori regione e che solo 29 student@ su 100 sono soddisfatti dell’alloggio. Ci si lamenta dei prezzi delle stanze e delle spese annesse. Ma cerchiamo di capire cosa fa un student@ quando si approccia all’Unibo.<br />
Scelta la famosa Alma Mater per i propri studi, che promette più di quel che può dare, ci si chiede come poter avere una borsa di studio o agevolazioni per la vita universitaria. Si arriva così all’Er-go, che non è un ente caritatevole, ma un azienda vera e propria a cui è affidata la gestione dei “benefici” connessi al diritto allo studio. I bandi devono essere letti con estrema attenzione e serietà: l’Er-go non ammette errori né imprecisioni. Se si rientra nei canoni ristrettissimi per fare domanda di borsa di studio inizia un’ avventura burocratica snervante. L’ Er-go assegna le borse in ritardo (a dicembre… peccato che l’anno accademico inizia a settembre!) e arrivano anche tardi. È  un ricatto continuo: se non si raggiunge il numero di crediti richiesto non solo la borsa non viene assegnata per il prossimo anno ma l’Er-go rivuole indietro tutto. Giammai fraintendere i vari complicatissimi bandi: l’Er-go non si lascia sfuggire nulla, può arrivare una riduzione della borsa o il suo annullamento. Se si vuole chiedere aiuto ai pochi dipendenti dell’Er-go o mandate un e-mail che avrà risposta in tempi non definiti o chiamate il call center: ovviamente la chiamata non è gratuita. Bene, passiamo all’alloggio. Se si è assegnatari di casa dello studente, di cui tralascerò le descrizioni, è consigliabile pregare qualsiasi cosa  per capitare in una delle poche vicino al centro; se no per andare a lezione è possibile che un autobus non basti. L’Alma Mater prevede reali agevolazioni per i trasporti pubblici? No. Se invece si deve cercare la casa si  conoscerà quel terribile mondo fatto da padroni di casa che affittano stanze a prezzi assurdi (300/380 euro in centro o appena fuori mura), che oltre a case abbastanza normali allestiscono scantinati, soffitte, tane per topi a abitazioni per fuori sede appena arrivati in città. La manutenzione è inesistente fatta spesso pagare agli inquilini di turno. Nel magma studentesco aggiungete quelli che cercano di lavorare part-time (quando trovano l’occupazione): lavori in nero quasi sempre e retribuiti al minimo.<br />
Sempre l’Alma Laurea ci informa che gli student@ sono entusiasti dell’ambiente culturale bolognese. Ma chi porta il naso oltre la cineteca sa bene che per partecipare a dibattiti, concerti, mostre e proiezioni gratuite bisogna entrare nelle varie realtà di movimento che sempre attente nelle loro varie sfaccettature, oltre il lato strettamente politico, valorizzano  idee di chi crea qualcosa  dal basso e si pongono come ponte fra varie città ospitando artisti, gruppi ecc. Arriva l’estate e con questa “Bologna estate”: idee non del tutto originali, in concorrenza con serate lasciate in mano a locali privati, che occupa piazza Verdi con invadenti tavolini, prezzi imbarazzanti e un controllo delle forze dell’ordine più che fastidioso.<br />
È  chiaro che se l’Alma Mater e la città in generale sono troppo scarse per i nostri bisogni, se non a  volte ostacolanti, non dobbiamo aspettarci un miglioramento o avventurarci in inconcludenti elemosine. La critica alla situazione economica–abitativa dei frequentatori dell’università non è separata dall’analisi generale di tutto ciò che comprende la “carriera” accademica. Innanzitutto è bene ribadire sempre, per quanto può sembrar scontato o ridondante, che l’istruzione pubblica non deve essere pagata. Una tassa da quasi 2 mila euro non è proprio alla portata di tutti… è bene inoltre ricordare che l’Alma Mater per quanto goda nel vedersi ai primi posti delle classifiche sull’università offre ancora un servizio scadente:  a maggior parte delle lezioni sono ancora terribilmente frontali per non parlare dell’insufficienza di laboratori o strutture concernenti le varie discipline. Pochissimi spazi per la ricerca, regime accademico ben solido e tutta la drammaticità che riguarda le riforme sull’istruzione. È chiaro che il generale malcontento deve autorganizzarsi al di là delle pagliacciate delle votazioni studentesche, gli student@ hanno tutte le potenzialità per cambiare tutto  il sistema accademico. La casa più frequentata da migliaia di fuori sede è sicuramente la facoltà, e nella cosiddetta città degli inquilini, se il padrone di casa non è gradito non si paga più l’affitto, si seguono le regole degli abitanti… e la casa diventa di chi l’abita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/la-casa-e-la-facolta-e-di-chi-l%e2%80%99abita/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Privatizzare facendo finta di liberalizzare</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/privatizzare-facendo-finta-di-liberalizzare</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/privatizzare-facendo-finta-di-liberalizzare#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 22:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[servizi pubblici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=320</guid>
		<description><![CDATA[È cosa nota: nel lessico politico contemporaneo la torsione del linguaggio è giustificata dall’obiettivo di far passare per buono ciò che è – per sua stessa definizione – cattivo. Si direbbe: “addolcire la pillola”. Così ciò che è restaurazione dei privilegi e della dittatura di classe viene fatto passare come “le riforme che l’Italia si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È cosa nota: nel lessico politico contemporaneo la torsione del linguaggio è giustificata dall’obiettivo di far passare per buono ciò che è – per sua stessa definizione – cattivo.<br />
Si direbbe: “addolcire la pillola”.<br />
Così ciò che è restaurazione dei privilegi e della dittatura di classe viene fatto passare come “le riforme che l’Italia si aspetta da vent’anni”. Di fronte alla crisi, la borghesia, anziché mettere mano al portafoglio per attenuarne gli effetti e “salvare la barca”, si adopera per il suo affondamento avendo messo da parte la scialuppa di salvataggio.<br />
Il cambio della guardia a Palazzo Chigi non ha cambiato l’indirizzo di governo ma ha inciso decisamente sul linguaggio: abolito il termine privatizzare per sostituirlo con liberalizzare. Se a questo cambio di passo corrispondesse una coerente politica sarebbe un novità da salutare positivamente; il fatto rimane invece quello di accaparrare ulteriori risorse e posizioni di comando per le classi dirigenti che si identificano, giorno dopo giorno, proprio con la borghesia.<br />
Le privatizzazioni sono stati il tormentone degli ultimi 20 anni. Il risultato di queste politiche – fallimentari – sono sotto gli occhi di tutti: aumento di tre volte del costo dei servizi e loro dequalificazione. Dall’acqua all’energia, dalla salute alla scuole, dai trasporti alla gestione del territorio gli esempi si sprecano. Ecco allora che il governo “dei tecnici” mette a posto il termine con il quale definire la prosecuzione della stessa politica. Ragione vorrebbe che la cambiasse ma questo significherebbe mettere a repentaglio l’esistenza stessa delle classi dirigenti; chi sosterrebbe, nell’attuale quadro politico, un simile indirizzo?<br />
Accanto alle più note vicende di tassisti, farmacie e autotrasporto, nelle settimane scorse era assurta agli onori della cronaca la questione dell’acqua pubblica. Il clamore era legato al fatto che questa vicenda era stata elemento catalizzatore della campagna referendaria della primavera scorsa, culminata con la vittoria dei quesiti referendari che indicavano nel mantenimento nella sfera pubblica tutti i servizi “essenziali” anche definiti “beni comuni”. Infatti nelle “bozze” del governo si intravedeva un passo avanti nell’ulteriore privatizzazione dell’acqua, non solo come gestione del servizio ma proprio come proprietà. Di fronte alla proteste il governo faceva qualche precisazione che provocava il giubilo dei comitati referendari. In realtà l’indirizzo di governo mantiene l’obiettivo: semplicemente lo persegue per mezzo della liberalizzazione del comparto servizi. Le “bozze” che erano circolate anticipavano la volontà del governo di rimettere in moto l’accaparramento delle utility municipali da parte di grandi gruppi industriali; poi nel testo del decreto legge (che entra immediatamente in vigore) è stata lasciata una formula alquanto ambigua (tale da lasciare spazio agli ascari della politica): cioè il governo non “vieta” la gestione dell’acqua – e degli altri servizi sociali – da parte di società controllate dagli enti locali (comuni o province). Il fatto che non lo vieti non significa affatto che non voglia favorire le aziende private a mettere le mani sulle sorgenti, le reti, gli acquedotti e i sistemi di potabilizzazione. Infatti il riconoscimento delle “aziende speciali” a gestire servizi di interesse economico generale si accompagna alla norma che vieta la costituzione di monopoli di fatto anche a livello municipale. Tradotto in pratica ci dovranno essere almeno due società, una delle quali potrebbe anche essere a proprietà pubblica (ma a gestione privata), che gestiscono il servizio idrico. E le società “troppo piccole” (quelle dove il controllo dal basso è più agevole) o indebitate dovranno fondersi per “stare sul mercato”.<br />
Un discorso analogo si farà per i trasporti; analogamente si estenderà il carattere paritetico delle scuole private; ciò già avviene per l’energia (gas e elettricità).<br />
Questo a dimostrazione dell’inutilizzabilità degli strumenti “legali” per affermare libertà e diritti che vadano contro gli interessi della classi dirigenti.<br />
Il governo si fa beffa dell’intenzione espressa dai 26 milioni di persone che hanno votato a favore del mantenimento dell’acqua come bene pubblico indisponibile, come bene comune non commercializzabile. A questo non potendo più opporre il mantra della privatizzazione come sistema più efficiente risponde con il surrogato della liberalizzazione accompagnato da norme attuative che impongono i privati come soggetti indispensabili al processo.<br />
D’altra parte anche la liberalizzazione delle professioni va nella stessa direzione: favorire il capitale d’investimento e trasformare la piccola borghesia in proletariato salariato.<br />
Non saremo certo noi a ergerci a baluardo di interessi corporativi ma il ragionamento mette in evidenza, ancora una volta, la voracità del capitale multinazionale e la supina acquiescenza delle classi dirigenti (tutte, sia i politici che i tecnici che le grandi organizzazioni padronali); i commenti più diffusi dei politici (in particolare PD e terzo polo) di fronte alle proteste delle categorie professionali era che le “vere liberalizzazioni” non sarebbero state quelle degli ordini e delle categorie ma quelle dei servizi, dove, per altro, c’è la “ciccia” dei flussi di cassa e dei grandi profitti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/privatizzare-facendo-finta-di-liberalizzare/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oltre le scosse</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/oltre-le-scosse</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/oltre-le-scosse#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 22:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[circolo anarchico Berneri]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[emilia-romagna]]></category>
		<category><![CDATA[oltre le scosse]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[xm24]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=317</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della campagna di aiuti ai terremotati del Circolo Anarchico C. Berneri Come Circolo Berneri lanciamo dal basso una campagna di solidarietà alle popolazioni della Bassa colpite dal terremoto. Chi Sono migliaia gli sfollati per lo più organizzati alla meglio in piccoli e medi accampamenti che non sono assistiti dalla Protezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>R<em>iceviamo e pubblichiamo il comunicato della campagna di aiuti ai terremotati del Circolo Anarchico C. Berneri</em></p>
<p>Come <a title="Vai al sito del Circolo Berneri" href="http://circoloberneri.indivia.net/" target="_blank">Circolo Berneri</a> lanciamo dal basso una campagna di solidarietà alle popolazioni della Bassa colpite dal terremoto.</p>
<p><em><strong>Chi</strong></em></p>
<p>Sono migliaia gli sfollati per lo più organizzati alla meglio in piccoli e medi accampamenti che non sono assistiti dalla Protezione Civile né dalla Croce Rossa. A fronte di situazioni in totale balia di se stesse si stanno anche creando delle reti solidali di mutuo soccorso tra diversi attendamenti che si coordinano per rispondere ai bisogni quotidiani.</p>
<p><em><strong>Come</strong></em></p>
<p><a title="Vai al sito di XM24" href="http://www.ecn.org/xm24/" target="_blank">XM24</a> e il Circolo Berneri saranno aperti come punti di raccolta bolognesi. Per informazioni aggiornate visita il <em><a title="Vai al Sito del Circolo Berneri" href="http://circoloberneri.indivia.net" target="_blank">Sito del Circolo Berneri</a></em></p>
<p><em><strong>Dove</strong></em></p>
<p>Ciò che raccoglieremo lo invieremo direttamente alla Libera Officina di Modena che si sta occupando di raccogliere nel proprio spazio beni e viveri da convogliare in due punti di distribuzione nella Bassa al di fuori dei normali circuiti dell’assistenza.</p>
<p><em><strong>Perché</strong></em></p>
<p>Siamo convinti che un meccanismo solidale e decentralizzato sia la risposta più efficace alla crisi-terremoto perché portata avanti dagli interessati e calibrata dagli stessi.</p>
<p><em><strong>Riportiamo di seguito cosa serve:</strong></em></p>
<p>cibo, scatolame a lunga conservazione (sughi pronti, tonno, latte etc.), alimenti per celiaci; acqua (a grande richiesta); gazebo e zampironi; materiale per igiene personale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/oltre-le-scosse/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nasce il Coordinamento dei Collettivi Antagonisti</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/nasce-il-coordinamento-dei-collettivi-antagonisti</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/nasce-il-coordinamento-dei-collettivi-antagonisti#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 22:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento dei collettivi antagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[studentesse e studenti]]></category>
		<category><![CDATA[studenti medi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=314</guid>
		<description><![CDATA[L’alternativa alla miseria della società in cui viviamo è naturalmente un modello sociale diverso, che dobbiamo costruire a partire dalle lotte che conduciamo, dagli spazi che abitiamo e che liberiamo, dall’organizzazione che ci diamo, un modello basato sulla condivisione invece che sulla competizione, sull’autogestione invece che sulla proprietà privata, sulla reale uguaglianza sociale eliminata l’oppressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’alternativa alla miseria della società in cui viviamo è naturalmente un modello sociale diverso, che dobbiamo costruire a partire dalle lotte che conduciamo, dagli spazi che abitiamo e che liberiamo, dall’organizzazione che ci diamo, un modello basato sulla condivisione<br />
invece che sulla competizione, sull’autogestione invece che sulla proprietà privata, sulla reale uguaglianza sociale eliminata l’oppressione di genere, di razza e di classe, in cui si affermi la<br />
dignità dell’essere umano la cui vita e libertà siano poste prima del profitto, del denaro, della merce, in cui si possa avere un libero sviluppo degli individui all’interno di tale cornice. Un altro modello a partire dalle scuole! Sono edifici spesso tristi, lugubri, svuotati di ogni sapere critico, colpiti dai tagli delle recenti riforme, annichiliti da chi ha scelto di imporre un modello di apprendimento funzionale alla società del consumo e della competizione. Ma sono anche<br />
i luoghi nei quali in questi anni delle esperienze significative hanno aperto percorsi innovativi, diversi, alternativi… contrari. Queste esperienze hanno preso il nome di “collettivi” e si sono nel tempo radicati e radicalizzati imparando dapprima ad organizzarsi in maniera autonoma, a gestire le proprie assemblee in maniera orizzontale (senza rappresentanti e rappresentati) e a costruire da lì un modo nuovo di pensare al comune e alla sua gestione dentro e fuori dagli istituti. Hanno poi aperto orizzonti, affrontato tematiche sempre più ampie ed interessanti, andando a centrare il nucleo del problema, collegando tasselli su tasselli, riforme, manovre, imposizioni e tagli: non è possibile pensare oggi ad un altro modello di istruzione senza pensare ad un’alternativa al capitalismo finanziario. Abbiamo cominciato a confrontarci, a prendere consapevolezza delle nostre esigenze, dei nostri bisogni e dei desideri che ognuno di noi ha e abbiamo scoperto di essere incompatibili con il sistema nel quale viviamo, di avere diritto ad un’esistenza completamente diversa da quella che ci hanno proposto.<br />
Abbiamo scoperto di essere nati “avversi” al mondo che hanno costruito sulle spalle nostre e delle nostre famiglie, di viaggiare in direzione – ostinata e contraria – qualcuno direbbe. A partire da questo minimo comune denominatore, dalla nostra incompatibilità e dalla volontà comune di costituirsi come alternativa e come opposizione reale a ciò che si vive, abbiamo deciso di riunirci in un coordinamento di collettivi nati in diversi istituti nell’arco degli ultimi due anni di sommovimento studentesco e sociale. Con la speranza che esso possa divenire un luogo nel quale le diverse esperienze conflittuali ed alternative possano ritrovarsi periodicamente (una, due volte al mese) senza perdere le singole specificità, componendo le differenze e dando vita ad un motore in grado di dare più forza alle lotte e più spazio ai bisogni e ai desideri di tutt*.<br />
<em>Coordinamento Collettivi Antagonisti — Collettivo Lucha — Collettivo Isart — Collettivo Fermi — CopeInLotta — Movimento Autonomo Rosa Luxemburg</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/nasce-il-coordinamento-dei-collettivi-antagonisti/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anarchia e democrazia diretta</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/anarchia-e-democrazia-diretta</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/anarchia-e-democrazia-diretta#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 22:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[autogestione]]></category>
		<category><![CDATA[critica alla democrazia occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[graeber]]></category>
		<category><![CDATA[occupy]]></category>
		<category><![CDATA[proposte di lettura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=312</guid>
		<description><![CDATA[Esce ora in italiano con il titolo Critica alla democrazia occidentale un breve testo di David Graeber scritto nel 2007 (eleuthera 2012, 119 pp, 10 euro). L’antropologo, considerato uno dei teorici del movimento statunitense Occupy, offre diverse considerazioni non scontate e ci aiuta a comprendere le idee che stanno alla base di un nuovo movimento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esce ora in italiano con il titolo Critica alla democrazia occidentale un breve testo di David Graeber scritto nel 2007 (eleuthera 2012, 119 pp, 10 euro). L’antropologo, considerato uno dei teorici del movimento statunitense Occupy, offre diverse considerazioni non scontate e ci aiuta a comprendere le idee che stanno alla base di un nuovo movimento, quello Occupy appunto, erede di tutte quelle mobilitazioni altermondialiste iniziate a Seattle nel 1999.<br />
Graeber riflette sul concetto di democrazia, termine sul quale è sempre difficile mettersi d’accordo, e scrive che la democrazia non è quella occidentale, rappresentativa e caratterizzata dal sistema di produzione capitalista, ma è una modalità di autorganizzazione comunitaria caratterizzata dal consenso, opposta alla dinamica maggioranza/minoranza. La “vera” democrazia è democrazia diretta, è un processo di discussione pubblica aperto ed egualitario, è, in altri termini, anarchia; non a caso la stessa parola “democrazia” è stata per secoli sinonimo di caos e di sommossa: proprio come accade oggi al termine “anarchia”.<br />
Graeber ci fa vedere come pratiche di autorganizzazione, di associazione volontaria, di mutuo appoggio, di rifiuto del potere statale – ovvero tutto ciò di cui si costituisce l’anarchia – esistono e sono esistite in diversi tempi e luoghi, spesso molto lontani dall’Occidente.<br />
La tesi di Graeber deve qualcosa a quella del mutuo appoggio di Kropotkin. Il mutuo appoggio, scriveva il vecchio Pëtr, esiste affianco e nonostante il conflitto, pur esistente, tra animali (e tra  persone). Allo stesso modo Graeber sostiene che comunità diverse tra loro per cultura e tradizione si danno forme democratiche (di democrazia diretta), nonostante la presenza dello Stato e del capitalismo. La democrazia esiste cioè non grazie allo Stato e al capitalismo ma contro di essi.<br />
Oggi con l’odierna crisi dello Stato e della democrazia rappresentativa occidentale, può così prosperare la “vera” democrazia, l’anarchia.<br />
Il movimento globale che, in forme plurali e asimmetriche, con più o meno consapevolezza, si rivolta contro questo distruttivo sistema, è democratico nel senso profondo del termine. Ha cioè metodi e obiettivi anarchici: ovvero la cooperazione tra individui e comunità autorganizzate (dice Graeber) e (aggiungiamo noi) la riappropriazione di tutta la ricchezza sociale e ambientale che l’1% della popolazione del pianeta detiene a discapito del restante 99%.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/anarchia-e-democrazia-diretta/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
