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	<title>Quartoinferiore266 &#187; Diario</title>
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	<description>giornale di detenuti </description>
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		<title>Sciopero della spesa</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Sep 2014 16:57:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/domino.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-98" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/domino.jpg" alt="domino" width="200" height="252" /></a></p>
<p>Dal carcere di Quarto Inferiore, ad Asti, i detenuti annunciano che, a partire da oggi, mercoledì 10 settembre, inizieranno uno sciopero della spesa. Il motivo della protesta, come già per l’analoga protesta di Brissogne, è l’aumento del prezzo delle bombolette del gas, articolo il cui prezzo sta aumentando anche in altre carceri.<br />
Ad Asti il rincaro si è verificato a luglio. Immediatamente i detenuti hanno scritto una lettera alla direzione contestando la variazione di prezzo, da 1,20 euro a 2 euro, e richiedendo una verifica dei prezzi delle bombolette di gas e degli altri prodotti con i prezzi che gli stessi articoli hanno nei supermercati fuori, come prescrive l’ordinamento penitenziario. Ma fino ad ora nessuno ha dato loro una risposta.<br />
Così hanno deciso di iniziare uno sciopero della spesa che, eccezion fatta per tabacco, sigarette, cartine e francobolli, riguarda tutti gli altri articoli acquistabili in carcere.<br />
Di certo se, dopo Brissogne ed Asti, iniziative simili dovessero diffondersi anche in altri penitenziari, i profitti di chi lucra sulla spesa dei detenuti comincerebbero a risentirne, fornendo così una buona indicazione sul che fare, in carcere, per far sentire la propria voce.</p>
<p>Seguiranno presto aggiornamenti sullo stato della protesta.</p>
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		<title>Il timbro della censura</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Sep 2014 16:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da una settimana è stata imposta la censura sulla posta a due detenuti e redattori del giornalino QuartoInferiore266. La censura implica l&#8217;apertura di tutte le lettere in entrata e uscita, delle guardie saranno addette a sfogliarle e leggerle, poi timbrarle e infine consegnarle; nel procedimento...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/17566_comic-censura.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-93" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/17566_comic-censura-300x222.jpg" alt="17566_comic-censura" width="300" height="222" /></a></p>
<p>Da una settimana è stata imposta la censura sulla posta a due detenuti e redattori del giornalino QuartoInferiore266. La censura implica l&#8217;apertura di tutte le lettere in entrata e uscita, delle guardie saranno addette a sfogliarle e leggerle, poi timbrarle e infine consegnarle; nel procedimento le missive sospette vengono bloccate e consegnate al giudice esecutore del provvedimento e al detenuto verrà consegnata solo la notifica del trattenimento. La motivazione ufficiale dell&#8217;imposizione della censura è il fatto che, nonostante i due detenuti abbiano un divieto d&#8217;incontro, si scrivano e riescano a comunicare attraverso posta ordinaria. Dall&#8217;ultima settimana di Agosto circola nel carcere di Asti un giornale scritto dai detenuti che denuncia le condizioni nel carcere, le prepotenze delle guardie e pubblicizza episodi di protesta. Pare che sia questo che abbia generato l&#8217;allerta, del carcere di Asti se n&#8217;è  già sentito parecchio parlare e non bene: la denuncia di pestaggi violenti da parte delle guardie sui detenuti ha smosso l&#8217;opinione pubblica e varie associazioni che si occupano di carcere, spingendo all&#8217;apertura di un osservatorio costante di ciò che accade tra le mura.<br />
La condizione essenziale perché un direttore di un penitenziario possa ambire ad un salto di carriera è che nel proprio curriculum personale non vi siano incidenti, un direttore viene giudicato sulla base del criterio del non aver mai fatto parlare di sé e del carcere gestito.<br />
Viene quindi spiegata la solerzia nel disporre la misura della censura ai due detenuti che raccolgono gli articoli della sezione, li inviano fuori e poi ricevono il giornale stampato da distribuire tra i compagni e affiggere nelle bacheche.<br />
L&#8217;intento è di mantenere muti i detenuti, con loro le rabbie , le lamentele e la possibilità di far superare a queste i muri di cinta, per la pace delle guardie, per la carriera del direttore.</p>
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		<title>Una testimonianza sulla sanità in Istituto</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Sep 2014 19:52:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salve a tutti, sono un detenuto della Casa Circondariale di Asti. Inizio col raccontarvi la mia storia. Sono arrivato in questo carcere il 28 Febbraio 2014, dopo la solita routine: sono passato dall&#8217;infermeria prima di poter essere assegnato alla sezione. Quando sono stato in infermeria...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/norman_rockwell_sala_d_attesa.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-85" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/norman_rockwell_sala_d_attesa-300x127.jpg" alt="norman_rockwell_sala_d_attesa" width="510" height="216" /></a></p>
<p>Salve a tutti, sono un detenuto della Casa Circondariale di Asti.<br />
Inizio col raccontarvi la mia storia.<br />
Sono arrivato in questo carcere il <strong>28 Febbraio </strong>2014, dopo la solita routine: sono passato dall&#8217;infermeria prima di poter essere assegnato alla sezione. Quando sono stato in infermeria con la mia cartella clinica proveniente da un altro carcere ho subito esposto il mio problema: insufficienza renale. Il dottore, quando gli ho detto che avevo delle visite prenotate all&#8217;ospedale di Alba, mi ha risposto che dovevo farle all&#8217;ospedale di asti perché ero recluso ad Asti e non più ad Alba. Da quel momento ho dovuto aspettare: dal 28 Febbraio al 26 giugno per riuscire a fare un&#8217;ecografia reno-vescicale.<br />
Nel frattempo, se urinavo sangue o avevo dolore, visto che non avevo ancora fatto nessuna visita, mi veniva dato del Tachidol o Tachipirina. Quando il dolore era forte chiedevo di essere portato al pronto soccorso, ma mi è sempre stato negato. Quando finalmente ho fatto l&#8217;ecografia, il risultato dell&#8217;esame è stato subito dato agli assistenti che mi accompagnavano; io pensavo che il dottore del carcere mi avrebbe chiamato subito, in giornata o al più tardi il giorno successivo, per comunicarmi l&#8217;esito, invece mi sono dovuto segnare io alla visita medica; ma quando, il<strong> 1 Luglio</strong>, sono riuscito ad andare del medico del carcere per chiedergli i risultati lui mi ha detto che non ne sapeva niente! Io quindi gli ho chiesto se riteneva normale questa situazione e lui è rimasto zitto, dicendo solo che il giorno dell&#8217;ecografia non c&#8217;era lui&#8230; Così ho dovuto fare richiesta, tramite domandina, per avere copia della mia cartella clinica, ma mi hanno consegnato solo quattro fogli: nell&#8217;ecografia è risultato che ho un rene che appare volumetricamente ai limiti inferiori della norma, ma ho dovuto aspettare ancora fino al <strong>14 Luglio</strong> per poter fare una visita dal nefrologo. Ma nella cartella che gli assistenti hanno portato allo specialista, invece che l&#8217;esito dell&#8217;ecografia c&#8217;era quello dei raggi della spalla&#8230; Il nefrologo ha richiesto ulteriori esami, per poi rivedermi. In particolare avrebbero dovuto controllarmi la pressione con una macchinetta attaccata per 24 ore, invece qui nel carcere mi viene misurata ogni 3-4 giorni e se è alta o bassa non mi danno nessuna medicina. Non parliamo se ho mal di testa: qui passano due giorni per avere un “Tachidol”!<br />
Ieri sera, <strong>18 Agosto</strong>, mi sono alzato dal letto intorno alle 9 di sera e sono andato in bagno: ho urinato sangue. Ne ho tenuta un po&#8217; dentro un bicchiere di plastica, poi ho chiesto di chiamare l&#8217;infermeria. Alle 10,30 è arrivato il dottore, gli ho fatto vedere le urine e lui mi ha detto che l&#8217;unica cosa che poteva fare era farmi fare gli esami delle urine, io gli ho spiegato del fatto del rene, che quell&#8217;esame l&#8217;avevo già fatto, e lui mi ha detto:“ Ma sa già tutto lei!”, per poi dirmi di segnarmi comunque alla visita medica il giorno dopo e di farmi fare l&#8217;esame delle urine. Così oggi, <strong>19 Agosto</strong>, mi sono segnato alla visita, ho portato le urine al dottore e lui mi farà fare gli stessi esami che ho già fatto ad inizio Luglio&#8230;<br />
Intanto sto ancora aspettando la copia completa della mia cartella clinica, <strong>richiesta un mese e mezzo fa</strong>, per farla vedere al mio medico curante fuori.<br />
Con questo ringrazio e saluto tutti.</p>
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		<title>Per un &#8220;Ciao&#8221; di troppo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2014 20:50:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/seminario-valerio-foto2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-68" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/09/seminario-valerio-foto2-300x192.jpg" alt="seminario-valerio-foto2" width="300" height="192" /></a></p>
<p>Il 2 di maggio di quest&#8217;anno M., un recluso della sezione 2B di questo carcere, viene tradotto presso l&#8217;ospedale di Asti per effettuare una visita prenotata da tempo. Mentre passa nel corridoio dell&#8217;ospedale con la scorta vede un amico: le manette ai polsi non l&#8217;hanno trasformato in un automa, né in un orso, né in un maleducato, e allora gli rivolge un saluto. Un semplice “Ciao”.<br />
Ma basta quel “Ciao” per fare imbestialire gli agenti della scorta. M. viene rimproverato ad alta voce di fronte a tutti gli altri utenti dell&#8217;ospedale che passano nel corridoio, e poi preso per le braccia e strattonato con forza. Tornati al furgone M. spiega agli agenti di non sapere che fosse vietato rivolgersi agli altri durante un trasferimento e che in ogni caso si era limitato ad un “Ciao”. Uno degli agenti della scorta non trova di meglio da fare che rispondergli arrogantemente “M., non sono mica nato ieri!”, per poi strattonarlo di nuovo e sbatterlo nella celletta che c&#8217;è dentro al furgone, mettendogli una mano sulla faccia per farlo entrare e facendolo sbattere contro il sedile.<br />
Il divieto di rivolgere la parola ad altri durante un trasferimento, negli articoli che regolano l&#8217;”Ordinamento Penitenziario” non c&#8217;è, e non possiamo sapere se ci sia tra le disposizioni interne di questo carcere visto che queste vengono tenute segretissime dall&#8217;Amministrazione. Se questo divieto ci fosse, poi, nella teoria dei codici il suo rispetto andrebbe ottenuto anche “attraverso il chiarimento delle ragioni” che lo motivano e non&#8230; a manate sulla faccia.<br />
Sta il fatto che M. viene riportato, pieno di lividi, in Istituto. Arrivato in sezione chiede di parlare con l&#8217;Ispettore, e l&#8217;Ispettore che lo riceve gli propone di ricomporre “amichevolmente” la faccenda: se M. non sporge denuncia contro l&#8217;assistente, l&#8217;assistente non farà rapporto. M. accetta, anche se mastica amaro, ma dopo dieci giorni viene convocato dal Consiglio di Disciplina – giusto il tempo di far sparire i lividi. Alla faccia dell&#8217;Ispettore e delle sue ricomposizioni pacifiche, l&#8217;assistente il suo bel rapporto l&#8217;ha fatto e M., sulla base di quel rapporto, viene sanzionato con tre giorni di “esclusione dalle attività ricreative e sportive”: cella chiusa tutto il giorno, niente socialità e campo sportivo.<br />
Allora M. fa querela, forte anche della testimonianza di un altro detenuto che ha assistito ai fatti. Ma aspettando che un Pubblico Ministero prenda in mano il racconto di M., decida di dargli credito a discapito del racconto dell&#8217;agente e che un giudice, sentiti i testimoni, stabilisca “come sono andate veramente le cose”, M. la sua condanna l&#8217;avrà già scontata, e senza processo: un mese e mezzo di carcere, a causa della “liberazione anticipata” sfumata grazie alla sanzione comminatagli dal consiglio di disciplina. Due mesi e mezzo di carcere, e un bel po&#8217; di lividi, per un “Ciao” detto nel momento sbagliato.</p>
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		<title>Vaglia, lamette e botte</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2014 11:59:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carcere di Quarto Inferiore, Asti Quando ad un detenuto di questa prigione arriva un vaglia passano almeno due settimane prima che possa spendere i soldi ricevuti. Bisogna infatti attendere che l&#8217;agente responsabile si rechi all&#8217;ufficio postale, prelevi la somma e poi la depositi sul conto...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: right;"><em><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/guantoni-da-boxe_2967348.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-52" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/guantoni-da-boxe_2967348-300x184.jpg" alt="guantoni-da-boxe_2967348" width="300" height="184" /></a></em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Carcere di Quarto Inferiore, Asti</em></p>
<p>Quando ad un detenuto di questa prigione arriva un vaglia passano almeno due settimane prima che possa spendere i soldi ricevuti.<br />
Bisogna infatti attendere che l&#8217;agente responsabile si rechi all&#8217;ufficio postale, prelevi la somma e poi la depositi sul conto corrente.<br />
Accade quindi molto spesso che un detenuto non possa neppure comprarsi le sigarette benché disponga del denaro necessario. <span id="more-51"></span>Lunedì, giorno della settimana in cui vengono appunto consegnati tabacco e sigarette, un ragazzo marocchino appena arrivato nella sezione B2 si è trovato proprio in questa situazione. Dopo aver ricevuto dalle guardie solo risposte sbrigative e provocazioni, lui si rifiuta di entrare in cella per protesta. I secondini cercano di intimidirlo fino a che il clima non si esaspera, portandolo ad afferrare qualche lametta da barba e minacciare di ingoiarla in mezzo al corridoio. Soltanto dopo alcune ore, quando tutti gli altri detenuti sono ormai chiusi nelle celle, una “squadretta” irrompe in sezione. Ma basta tendere leggermente uno specchio oltre le sbarre per osservare riflessa la scena di cinque uomini in divisa che atterrano il ragazzo, gli levano le lamette di mano e lo colpiscono ripetutamente per poi trascinarlo in isolamento. Chi prova ad intervenire, anche soltanto per chiedere cosa stia succedendo, viene bruscamente zittito. Nelle mattine dei giorni successivi tutti lo sentono urlare in cerca d&#8217;aiuto, ma presto viene trasferito in un altro carcere. D&#8217;altronde ci è capitato di sentire il consiglio professionale rivolto, all&#8217;ora del cambio turno, da un secondino navigato al giovane collega “ Trattali pure come bestie perché questo sono&#8230;”. Anche se oggi le guardie si fanno chiamare “assistenti”, i costumi del mestiere uniscono le generazioni.</p>
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		<title>Al buio, ripicche</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2014 11:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Carcere di Quarto Inferiore, Asti Le sera del 20 Agosto nella sezione B2 manca la luce. Nulla di insolito, senonché un detenuto che versa in precarie condizioni di salute viene colto da un malore. Il secondino di turno non si trova al suo posto, ma...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/buio-pesto-copia.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-49" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/buio-pesto-copia-300x180.jpg" alt="buio pesto copia" width="300" height="180" /></a></em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Carcere di Quarto Inferiore, Asti</em></p>
<p>Le sera del 20 Agosto nella sezione B2 manca la luce.<br />
Nulla di insolito, senonché un detenuto che versa in precarie condizioni di salute viene colto da un malore. Il secondino di turno non si trova al suo posto, ma ha lasciato la sezione vuota per andare a far quattro chiacchiere con i colleghi. Senza elettricità non funziona neppure il campanello che consente di richiamare l&#8217;attenzione delle guardie da dentro le celle, quindi non resta altra soluzione che battere con forza sulle sbarre e gridare per chiedere soccorso. Dopo un quarto d&#8217;ora abbondante il secondino si presenta, intimando stizzito di fare silenzio e percorrendo il corridoio con ostentata flemma.<span id="more-48"></span><br />
“Si muova! C&#8217;è un ragazzo che sta male!” gli dicono in molti, a cui risponde con disinvoltura” Calma, non c&#8217;è nessuna fretta&#8230;”. Nonostante si trovi in evidente difetto, questo elemento non trova di meglio da fare che esibire carta e penna, minacciando un rapporto disciplinare a tutta la sezione per il trambusto fatto&#8230; tutto questo ancor prima di avvertire gli infermieri perché assistano il malato. Un detenuto prova a spiegargli la situazione e le circostanze d&#8217;emergenza che hanno inevitabile fare una battitura, ma è inutile. Il detenuto in questione non è uno abituato ad obbedire tacendo, perciò quando si sente perfino zittire con prepotenza reagisce 1e colma la guardia d&#8217;insulti.<br />
Come risultato ottiene che il rapporto collettivo diventi solo per lui. Si è trovato un capro espiatorio su cui sfogare la frustrazione. Nel carcere di Asti i rapporti alla sezione vengono agitati continuamente, per ricattare i detenuti ogni volta che c&#8217;è una grana di cui non si trova il responsabile. Un po&#8217; sono una ripicca e un po&#8217; un incentivo a fare la spia. Ne abbiamo le tasche piene, tanto più laddove l&#8217;irresponsabile negligenza di chi ci controlla avrebbe potuto causare gravi conseguenze per uno di noi.</p>
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		<title>Il prezzo del gas</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2014 11:52:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questa lettera è stata inviata molti mesi or sono, firmata dai detenuti di tutte le sezioni del carcere di Asti. La direzione, sempre pronta a far osservare il regolamento quando si tratta di punire chi tiene in cella una bomboletta in più del consentito, non...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/CAMPINGAZ-BOMBOLA-C-206_329398.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-46" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/CAMPINGAZ-BOMBOLA-C-206_329398-300x300.png" alt="CAMPINGAZ-BOMBOLA-C-206_329398" width="300" height="300" /></a><br />
Questa lettera è stata inviata molti mesi or sono, firmata dai detenuti di tutte le sezioni del carcere di Asti. La direzione, sempre pronta a far osservare il regolamento quando si tratta di punire chi tiene in cella una bomboletta in più del consentito, non si è mostrata altrettanto solerte in questo caso. Da allora non c&#8217;è stata infatti nessuna risposta. Un prezzo maggiorato di ottanta centesimi, moltiplicato per tutte le bombolette usate ogni settimana per prepararsi da mangiare, per il numero di carcerati che cucinano&#8230; vi figurate che rendita alle nostre spalle? Siamo sicuri che, con un sciopero anche di una sola settimana, i signori correrebbero ai ripari con molta fretta.<span id="more-45"></span></p>
<p><em>“I sottoscritti componenti della sezione * , con la presente chiedono alla S.V. Di voler verificare il costo delle bombolette del gas acquistabili dal sopravvitto, attualmente ad un costo di 2euro.</em><br />
<em> Tale richiesta è avanzata dal fatto che nel carcere di Torino la medesima è venduta ad un costo di euro 1,20.</em><br />
<em> La preghiamo di volere verificare questa discrepanza e di voler provvedere in tal senso.</em><br />
<em> Inoltre le chiediamo di voler verificare i costi di tutti i generi acquistabili nel sopravvitto e di volerci informare, in modo da averne un riscontro, così come previsto dall&#8217;Ordinamento Penitenziario.”</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Presidio sotto il carcere</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2014 11:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Osservando le mura del carcere da fuori abbiamo immaginato l&#8217;orrore di dover stare chiusi dentro una cella, di dover sentire il suono metallico della chiave nel blindato ritmare il tempo. Senza vederlo percepiamo un equilibrio precario; i detenuti sono spesso atomizzati, ognuno di fronte all&#8217;educatore,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/manifesto.jpg"><img class=" wp-image-26 aligncenter" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/manifesto-300x212.jpg" alt="manifesto" width="369" height="261" /></a><br />
Osservando le mura del carcere da fuori abbiamo immaginato l&#8217;orrore di dover stare chiusi dentro una cella, di dover sentire il suono metallico della chiave nel blindato ritmare il tempo.<br />
Senza vederlo percepiamo un equilibrio precario; i detenuti sono spesso atomizzati, ognuno di fronte all&#8217;educatore, ognuno sottoposto al proprio“trattamento”, in attesa dei propri benefici, ma a tratti si riscoprono uniti, si ritrova la coesione nel trovarsi nella stessa condizione, nel non volere cedere un piccolo ritaglio d&#8217;aria in più o nel volerlo conquistare.<br />
Si inizia a parlare, a discutere, ad organizzarsi.<br />
Se tendiamo l&#8217;orecchio possiamo sentire un bisbiglio. Qui fuori abbiamo il compito di stabilire un ponte tra interno ed esterno, di far uscire quelle urla che paiono bisbigli lontani, di non permettere che i detenuti siano isolati.<br />
<strong>Il presidio sarà Sabato 30, l&#8217;appuntamento è alle ore 18 sotto il carcere di Asti, strada Quarto Inferiore 266.</strong></p>
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		<title>Debiti</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2014 11:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Otto Euro, non un soldo in più, non un soldo di meno. Ecco quanto valgono ventiquattro ore da torturati nelle carceri italiane. In quanti, qui in sezione, han passato gli ultimi due mesi con il naso all&#8217;insù e gli occhi sgranati sul televisore, tra un...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/Senzanome.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-16" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/Senzanome-212x300.jpg" alt="Senzanome" width="212" height="300" /></a></p>
<p>Otto Euro, non un soldo in più, non un soldo di meno. Ecco quanto valgono ventiquattro ore da torturati nelle carceri italiane.<br />
In quanti, qui in sezione, han passato gli ultimi due mesi con il naso all&#8217;insù e gli occhi sgranati sul televisore, tra un titolo di un telegiornale e una diretta dal parlamento? E in quanti, capendo poco o nulla dei dibattiti romani, si son buttai periodicamente nei corridoi giurando che sì, che l&#8217;indulto era dietro l&#8217;angolo e l&#8217;amnistia cosa oramai sicura e che ben presto saremmo usciti (quasi) tutti?<span id="more-15"></span><br />
Ma a stare con le mani in mano e a bocca aperta di fronte ad un televisore non si guadagna nulla, se non illusioni e prese in giro.<br />
Ed è una bella presa in giro, anche macabra e insultante, quella che ci arriva da questi due mesi di discussione nelle stanze del governo e poi nelle aule del parlamento. Ci pagheranno otto euro per ogni giorno che ci hanno mantenuti stipati in tre o in quattro in celle progettate per un detenuto solo, costretti a passare le giornate sopra al letto e a mangiare con il piatto in mano, obbligati a chiedere “permesso?”- se ce ne avanza la pazienza – ad ogni movimento .<br />
E qui ad Asti, tutto sommato, ci è andata bene; l&#8217;Italia è piena di prigioni con celle molto più piccole delle nostre, dove è davvero difficile scendere dal letto senza mettere il piede sulla faccia al nostro concellino.<br />
Otto euro, sempre che non ci scalino il mantenimento. Chi di noi, avendone la scelta accetterebbe oggi di essere pagato otto euro per vivere in quella maniera, per passare una giornata così?<br />
E chi li accetterebbe, tra la gente fuori? Nessuno, ovviamente.<br />
Ma noi di scelte non ne abbiamo molte: il “risarcimento” c&#8217;è, ed è giusto prenderselo, che siano gli otto euro o il giorno su dieci di sconto.<br />
Ma che nessuno pensi di essere stato risarcito fino in fondo, sempre che un risarcimento sia possibile: il debito dell&#8217;Amministrazione e dello Stato nei nostri confronti c&#8217;è ancora, ed è ancora molto alto.</p>
<p><em>L&#8217;8 gennaio 2013, la corte Europea dei Diritti dell&#8217;Uomo (CEDU) condannava lo stato italiano a risarcire con 99&#8217;600 euro sette detenuti che avevano denunciato di essere reclusi condizioni inferiori agli agli standard minimi di vivibilità stabiliti dalle convenzioni internazionali: celle inferiori ai 7 metri quadri per recluso singolo più 4 metri quadri aggiuntivi per ogni ulteriore detenuto, lunghi periodi senza acqua calda, ventilazione e luce insufficienti.</em><br />
<em> Con la stessa sentenza la Corte imponeva all&#8217;Italia di adeguare le proprie strutture carcerarie agli standard europei.</em><br />
<em> Dopo più di un anno, per evitare di pagare altri salati risarcimenti ai reclusi ed essere multato dall&#8217;Europa, il Governo italiano ha aggiunto alla legge 354 del 1975 che regolamenta l&#8217;ordinamento penitenziario l&#8217;articolo 35ter.</em><br />
<em> Questo articolo dispone, per chi è stato recluso in condizioni inferiori agli standard internazionali:</em><br />
<em> un risarcimento in denaro di 8euro al giorno ( contro i 20 ipotizzati inizialmente dal Governo e quelli ben più sostanziosi disposti dalla CEDU) per chi è a piede libero e per chi, ancora detenuto, deve farsi risarcire meno di 15 giorni di detenzione inappropriate.</em><br />
<em> un risarcimento tramite una riduzione di pena di un giorno ogni dieci patiti in condizioni inappropriate.</em><br />
<em> I risarcimenti per chi è in stato di detenzione verranno disposti, su istanza, dal magistrato di sorveglianza. Quelli per chi è a piede libero dal tribunale ordinario, sempre su istanza.</em><!--more--></p>
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		<title>La perquisizione ( o meglio il &#8220;buon giorno&#8221; )</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Aug 2014 11:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[quartoinferiore266@autistici.org]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una perquisizione arriva senza preavviso nelle prime ore del mattino. Quando sei ancora disteso a rigirarti nel letto puoi avvertire i rumori delle guardie che si preparano. Durante una perquisizione locale ordinaria vengono scelte alcune celle, per esempio la metà di quelle presenti in sezione,...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/perquisizioni..jpg"><img class="size-medium wp-image-13 aligncenter" src="https://www.autistici.org/quartoinferiore266/wp-content/uploads/2014/08/perquisizioni.-300x193.jpg" alt="perquisizioni." width="300" height="193" /></a><br />
Una perquisizione arriva senza preavviso nelle prime ore del mattino. Quando sei ancora disteso a rigirarti nel letto puoi avvertire i rumori delle guardie che si preparano. Durante una perquisizione locale ordinaria vengono scelte alcune celle, per esempio la metà di quelle presenti in sezione, che sono poi passate al setaccio con più o meno rigore secondo lo scrupolo degli agenti.<span id="more-12"></span><br />
Si procede talvolta all&#8217;alba o più spesso intorno alle otto, cioè quando di solito avviene la battitura, ovvero quando le guardie in servizio passano di cella in cella a battere con una spranga apposita sulle sbarre della finestra e così verificano che siano intatte. In questi casi le guardie sono invece due per cella, tante da riempire l&#8217;intera sezione, accompagnate da cani quando sono alla ricerca di droga. Da principio una guardia munita di guanti ti invita ad abbandonare la tua cella, frugandoti all&#8217;uscita e al rientro, a controllo finito. E se, svegliato così all&#8217;improvviso , hai bisogno di andare in bagno non puoi, o ti tocca fare quel che devi con la porta aperta e la guardia sull&#8217;uscio.<br />
Se infatti durante le perquisizioni di locali e abitazioni private l&#8217;interessato ha diritto ad essere presente e verificare l&#8217;operato dei funzionari di polizia, in carcere non è così.<br />
I detenuti sono costretti ad uscire dalla sezione, radunati nei cortili del passeggio o semplicemente sulle scale, per rientrare solo quando le guardie ritengono di aver rovistato abbastanza. Anche quando nelle celle non viene trovato nulla di rilevante, sono prelevati tutti quegli oggetti non consentiti che rendono la vita del detenuto più comoda. Non basta che gli spazi personali dove molti trascorrono , volenti o nolenti, lunghi anni di vita vengano ribaltati e messi a soqquadro … bisogna rimuovere le mensole arrangiate con pezzi di carta, che i cani salgano sui letti riempendoli di peli, sequestrare le bombolette del gas oltre il limite permesso o i pesi, costruiti con bottiglie riempite di sale e legate insieme per fare un po&#8217; di esercizio. Non importa neppure che la palestra sia chiusa per il periodo estivo o magari inagibile, i pesi devono comunque scomparire perché così è previsto o perché l&#8217;ha disposto il comandante. Ognuno può immaginare come si sentirebbe a subire un&#8217;invadenza simile, ma in prigione vale solo l&#8217;arbitrio, almeno finché non gli si pone un limite.<br />
Ad Asti nell&#8217;ultimo mese ci sono state almeno quattro perquisizioni, nelle sezioni A1,B1 e B2.<br />
Nella sezione B1 la perquisizione è avvenuta con i cani. In tutti i casi non c&#8217;è stato alcun esito, soltanto lenzuola disfatte, vestiti e lettere sparse, la prepotenza di rito.</p>
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