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rinforzi e li massacriamo
by news groups Monday, Aug. 06, 2001 at 2:50 PM mail: giuseppe_scano@hotmail.com

La verità sul blitz alla "Diaz"

6 Agosto 2001

La verità sul blitz alla "Diaz" nei colloqui via radio La Procura sta acquisendo alcuni
nastri registrati: l'appello lanciato da un vicequestore è significativo
"Rinforzi, e li massacriamo"

MASSIMO CALANDRI MARCO PREVE

LA VERITA' sull'irruzione alla scuola Diaz e sui «ritardati» interventi delle forze di
polizia dopo le richieste d'aiuto dei genovesi, potrebbe essere rivelata da alcuni nastri
che la Procura sta acquisendo: contengono le registrazioni dei colloqui viaradio con la sala
operativa della questura durante i giorni del vertice. «Mandate un contingente, che li
massacriamo», dice al suo apparecchio un vicequestore dopo una giornata di guerriglia
urbana: è la sera di sabato 21 luglio, quella del blitz all'istituto scolastico. Ma più o
meno contemporaneamente, dalla questura parte una telefonata al servizio di emergenza medica
«118»: la polizia chiede l'invio di ambulanze in via Cesare Battisti, nei pressi della Diaz.
Anche questa chiamata entra a far parte del «filone» di indagine che fino a sabato è stato
gestito direttamente dal procuratore aggiunto Francesco Lalla, e che a partire da oggi sarà
curato dal collega Giancarlo Pellegrino insieme al pugno di sostituti procuratori che hanno
preferito rinunciare alle vacanze. E lascia davvero perplessi scoprire che nell'operazione
alla Diaz non si fosse preso in considerazione l'uso dei cellulari per portare via gli
eventuali arrestati (alla fine saranno 93), ma fosse stato assolutamente previsto l'utilizzo
di autolettighe. L'irruzione di quel sabato notte regala altri dubbi anche a dare
un'occhiata alle relazioni interne della polizia: ad esempio quella sottoscritta dal
dirigente della Digos genovese, Spartaco Mortola, che secondo indiscrezioni avrebbe fatto
presente ai superiori romani le sue «forti perplessità» circa l'intervento nel complesso di
via Battisti. Basta dare un'occhiata all'annotazione firmata dopo la ricognizione alla Diaz
e un'ora prima dell'arrivo di La Barbera e duecento agenti: «A seguito dell'episodio (un
lancio di pietre contro alcune auto della polizia, n.d.r.), ipotizzando la presenza dei
responsabili degli incidenti di piazza, lo scrivente si recava sul luogo al fine di svolgere
una opportuna ricognizione. Giunto in piazza Merani avevo modo di accertare che sulla
stessa, con funzioni di 'vedette', intenti a bere birra sostavano alcuni giovani. La stessa
situazione veniva rilevata nelle strade circostanti l'edificio scolastico Diaz. Davanti a
questo, inoltre, sostavano circa 150 persone, nella quasi totalità vestite di nero, che
erano in possesso di un consistente numero di bottiglie di vetro contenente birra». Ieri in
tribunale hanno continuato a lavorare i sostituti procuratori Anna Canepa ed Enrico Zucca,
che stamane proseguiranno con gli interrogatori. In programma c'è anche un sopralluogo alla
Fiera del Mare, altro teatro delle presunte violenze della polizia. E oggi il Tribunale del
Riesame decide anche sulle istanze di carcerazione presentate dai legali di tre manifestanti
(due torinesi, un tedesco) coinvolti negli scontri.
Intanto, alla questura di Genova ci si prepara alla rivoluzione, che comincerà con l'arrivo
del sostituto di Francesco Colucci e si completerà a settembre con l'avvicendamento di buona
parte dei funzionari che lo stesso Colucci aveva voluto nei postichiave del palazzo di via
Diaz. In partenza ci sono il capo della Digos, Spartaco Mortola, vicequestore, che comunque
avrebbe dovuto lasciare il capoluogo ligure prima dell'autunno. Difficilmente resterà a
Genova, e lo ha più volte dichiarato, il suo braccio destro, quell'Alessandro Perugini
filmato e fotografato mentre prende a calci un giovane manifestante romano in via Carlo
Barabino e coinvolto come testimone (era uno dei funzionari responsabili della gestione
degli arrestati) nell'inchiesta sui presunti «orrori» della caserma di Bolzaneto.

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