<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Nueter</title>
	<atom:link href="http://www.autistici.org/nueter/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.autistici.org/nueter</link>
	<description>Foglio di agitazione anarchica di Bologna e provincia</description>
	<lastBuildDate>Thu, 02 Aug 2012 13:10:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.4.1</generator>
		<item>
		<title>Rencontre Internationale de l’Anarchisme</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/rencontre-internationale-de-l%e2%80%99anarchisme</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/rencontre-internationale-de-l%e2%80%99anarchisme#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 23:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[8 - 12 Agosto 2012]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Internazionale Anarchica]]></category>
		<category><![CDATA[Rencontre international de l'anarchisme]]></category>
		<category><![CDATA[St. Imier]]></category>
		<category><![CDATA[svizzera]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=324</guid>
		<description><![CDATA[Dal 8 al 12 agosto 2012 a St-Imier (Giura Bernese, CH) si terrà un incontro internazionale tra libertari di ogni genere ma anche gente qualsiasi interessata a fare conoscenza o conoscere meglio i differenti movimenti anarchici. Questo “Mondiale dell’Anarchismo” sarà una commemorazione della prima internazionale anti-autoritaria che fu organizzata nel 1872 in risposta all’internazionale di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>D<em>al 8 al 12 agosto 2012 a St-Imier (Giura Bernese, CH) si terrà un incontro internazionale tra libertari di ogni genere ma anche gente qualsiasi interessata a fare conoscenza o conoscere meglio i differenti movimenti anarchici.</em></p>
<p>Questo “Mondiale dell’Anarchismo” sarà una commemorazione della prima internazionale anti-autoritaria che fu organizzata nel 1872 in risposta all’internazionale di Marx.</p>
<p>Il mondo nel frattempo è cambiato notevolmente, per lo meno sotto certi aspetti, le correnti libertarie si sono evolute nel tempo e questo incontro ne sarà rappresentativo. Una cosa però è certa: il tempo non ha diminuito in nessun modo l’oppressione dei potenti sui più deboli. Questo incontro esporrà metodi di resistenza molteplici sotto forme variate e diverse.</p>
<p><strong><em>La Federazione Giurassiana</em></strong></p>
<p>L’Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIT) è stata fondata nel 1864. Delle sezioni si sviluppano rapidamente alla Chaux-De-Fonds, al Locle, a St-Imier e nel resto del Giura Svizzero. Molti degli e delle operai/ie che aderiscono sono ancora dei/delle lavoratori/trici a domicilio. Hanno il gusto della lettura e dell’indipendenza. All’arrivo di Bakounine nella regione nel 1869 il loro incontro non sarà senza conseguenze. La convergenza di idee che essi/esse scoprono fanno della Federazione Giurassiana il polo libertario dell’AIT in opposizione alla tendenza marxista. Sopraffatto da questa opposizione, Marx fa tutto in suo potere per eliminare questa corrente. Nel 1872 crede di essere riuscito nel suo intento. Al congresso dell’Aia, riesce a far partecipare il massimo di delegati/e che gli sono concessi, dei quali alcuni/e si presentano come rappresentanti di sezioni che si riveleranno poi inesistenti. Grazie a questa maggioranza fittizia fa votare l’esclusione di Bakounine, di James Guillaume e manca per un pugno di voti quella di Adhémar Schwitzgübel, tutti delegati del Giura. Scandalizzate, le sezioni di tendenza anti-autoritaria dell’AIT, tra cui quella della Spagna, dell’Italia, della Francia, del Belgio e degli Stati Uniti, organizzano un congresso a St-Imier dove le risoluzioni prese sono chiaramente libertarie. L’AIT anti-autoritaria sopravvive alla branca marxista fino alla fine del secolo.140 anni dopo il congresso di St-Imier, lo sfruttamento e l’alienazione dei lavoratori e delle lavoratrici sono sempre brutali. L’illusione marxista si è dissipata in seguito alle dittature comuniste. Il capitalismo vive di crisi in crisi, crisi sociale, crisi politica, alle quali si aggiunge oramai anche la crisi ecologica.</p>
<p><strong><em>E il movimento anarchico?</em></strong></p>
<p>Questi incontri internazionali d’agosto 2012 saranno l’occasione di fare il bilancio della storia del movimento anarchico, le sue idee, le sue realizzazioni, i suoi desideri, le sue sconfitte; quello che ne resta oggi; le lotte che sono le sue e quelle che condivide con altri movimenti: antimilitarismo, antirazzismo, antisessismo, autogestione, decrescita, educazione, femmismo, internazionalismo, non violenza, ecc.<br />
Un certo numero di atelier e di manifestazioni sono previste già fin d’ora: conferenze storiche, conferenze tematiche, teatri, concerti, esposizioni, cinema, saloni del libro, radio, campeggi libertari, fiere dell’autogestione e dei prodotti biologici, atelier pratici, ristorazione, ecc.<br />
Questa manifestazione internazionale sarà pubblica ed aperta all’insieme del movimento anarchico internazionale, ma anche all’insieme della popolazione senza discriminazioni. Le zone gratuite e a prezzo libero saranno privilegiate per permettere a tutte e tutti di poter partecipare.<br />
Il comitato organizzatore si riserva il diritto di accogliere tale o tale partecipante. Le decisioni saranno prese in funzione delle idee e delle pratiche che ci sono proprie, ossia quelle dell’Internazionale anti-autoritaria. Espressioni e manifestazioni di razzismo, di sessismo, di xenofobia, di omofobia e di ogni forma di violenza e di discriminazione, non saranno tollerate.<br />
Sulla base di quanto detto, tutte le persone, strutture o organizzazioni possono chiedere di associarsi a questa iniziativa e proporre luoghi di esposizione, di dibattito, di conferenze, degli spettacoli, degli interventi, degli atelier e altro ancora. Siamo anche alla ricerca di volontari!</p>
<p><em>Il Comitato d’organizzazione degli Incontri Internazionali dell’Anarchismo di St-Imier 2012.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/rencontre-internationale-de-l%e2%80%99anarchisme/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La casa (e la facoltà) è di chi l’abita</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/la-casa-e-la-facolta-e-di-chi-l%e2%80%99abita</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/la-casa-e-la-facolta-e-di-chi-l%e2%80%99abita#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 23:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna 0.0]]></category>
		<category><![CDATA[borse di studio]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[la casa è di chi l'abita]]></category>
		<category><![CDATA[lotte sociali]]></category>
		<category><![CDATA[problema alloggi]]></category>
		<category><![CDATA[studentesse e studenti]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=322</guid>
		<description><![CDATA[Si svegliano tardi e passano le giornate in piazza Verdi, ogni tanto studiano e spesso si lamentano, ma si divertono un sacco lontano da mamma e papà. Tanti luoghi comuni accompagnano gli student@, ma la vita da fuori sede in una città come Bologna non è tutta rose e fiori. L’Alma Mater Studiorum si presenta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si svegliano tardi e passano le giornate in piazza Verdi, ogni tanto studiano e spesso si lamentano, ma si divertono un sacco lontano da mamma e papà. Tanti luoghi comuni accompagnano gli student@, ma la vita da fuori sede in una città come Bologna non è tutta rose e fiori. L’Alma Mater Studiorum si presenta come la miglior università d’Italia, composta, innovativa, attenta, la più antica nel mondo che custodisce saperi e strabilianti laureati. Peccato che proprio l’Alma Mater non viene minimamente incontro ai suoi principali frequentatori. Affitti pesantissimi, case fatiscenti, mezzi inesistenti, agevolazioni manco a parlarne. Nulla di nuovo, Bologna vive e specula sugli student@ da decenni e i costi di una laurea le famiglie li conoscono molto bene. Qualche mese fa Alma Laurea con un alone democratico quasi solidale ed un’ipocrisia indecente  pubblica il rapporto “Formazione e cultura “ che guarda un po’ mette in luce quello che migliaia di student@ sanno benissimo: prezzi troppo alti per le case. Student@ che sanno benissimo anche come il prezzo che si paga per una maledetta laurea non rispecchia minimamente il livello promesso, student@ che sanno benissimo che è assurdo pagare per un’università pubblica retta da gerarchie accademiche complice del marcio mercato del lavoro. Insomma Alma Laurea ci dice che la metà degli student@ dell’Unibo arriva da fuori regione e che solo 29 student@ su 100 sono soddisfatti dell’alloggio. Ci si lamenta dei prezzi delle stanze e delle spese annesse. Ma cerchiamo di capire cosa fa un student@ quando si approccia all’Unibo.<br />
Scelta la famosa Alma Mater per i propri studi, che promette più di quel che può dare, ci si chiede come poter avere una borsa di studio o agevolazioni per la vita universitaria. Si arriva così all’Er-go, che non è un ente caritatevole, ma un azienda vera e propria a cui è affidata la gestione dei “benefici” connessi al diritto allo studio. I bandi devono essere letti con estrema attenzione e serietà: l’Er-go non ammette errori né imprecisioni. Se si rientra nei canoni ristrettissimi per fare domanda di borsa di studio inizia un’ avventura burocratica snervante. L’ Er-go assegna le borse in ritardo (a dicembre… peccato che l’anno accademico inizia a settembre!) e arrivano anche tardi. È  un ricatto continuo: se non si raggiunge il numero di crediti richiesto non solo la borsa non viene assegnata per il prossimo anno ma l’Er-go rivuole indietro tutto. Giammai fraintendere i vari complicatissimi bandi: l’Er-go non si lascia sfuggire nulla, può arrivare una riduzione della borsa o il suo annullamento. Se si vuole chiedere aiuto ai pochi dipendenti dell’Er-go o mandate un e-mail che avrà risposta in tempi non definiti o chiamate il call center: ovviamente la chiamata non è gratuita. Bene, passiamo all’alloggio. Se si è assegnatari di casa dello studente, di cui tralascerò le descrizioni, è consigliabile pregare qualsiasi cosa  per capitare in una delle poche vicino al centro; se no per andare a lezione è possibile che un autobus non basti. L’Alma Mater prevede reali agevolazioni per i trasporti pubblici? No. Se invece si deve cercare la casa si  conoscerà quel terribile mondo fatto da padroni di casa che affittano stanze a prezzi assurdi (300/380 euro in centro o appena fuori mura), che oltre a case abbastanza normali allestiscono scantinati, soffitte, tane per topi a abitazioni per fuori sede appena arrivati in città. La manutenzione è inesistente fatta spesso pagare agli inquilini di turno. Nel magma studentesco aggiungete quelli che cercano di lavorare part-time (quando trovano l’occupazione): lavori in nero quasi sempre e retribuiti al minimo.<br />
Sempre l’Alma Laurea ci informa che gli student@ sono entusiasti dell’ambiente culturale bolognese. Ma chi porta il naso oltre la cineteca sa bene che per partecipare a dibattiti, concerti, mostre e proiezioni gratuite bisogna entrare nelle varie realtà di movimento che sempre attente nelle loro varie sfaccettature, oltre il lato strettamente politico, valorizzano  idee di chi crea qualcosa  dal basso e si pongono come ponte fra varie città ospitando artisti, gruppi ecc. Arriva l’estate e con questa “Bologna estate”: idee non del tutto originali, in concorrenza con serate lasciate in mano a locali privati, che occupa piazza Verdi con invadenti tavolini, prezzi imbarazzanti e un controllo delle forze dell’ordine più che fastidioso.<br />
È  chiaro che se l’Alma Mater e la città in generale sono troppo scarse per i nostri bisogni, se non a  volte ostacolanti, non dobbiamo aspettarci un miglioramento o avventurarci in inconcludenti elemosine. La critica alla situazione economica–abitativa dei frequentatori dell’università non è separata dall’analisi generale di tutto ciò che comprende la “carriera” accademica. Innanzitutto è bene ribadire sempre, per quanto può sembrar scontato o ridondante, che l’istruzione pubblica non deve essere pagata. Una tassa da quasi 2 mila euro non è proprio alla portata di tutti… è bene inoltre ricordare che l’Alma Mater per quanto goda nel vedersi ai primi posti delle classifiche sull’università offre ancora un servizio scadente:  a maggior parte delle lezioni sono ancora terribilmente frontali per non parlare dell’insufficienza di laboratori o strutture concernenti le varie discipline. Pochissimi spazi per la ricerca, regime accademico ben solido e tutta la drammaticità che riguarda le riforme sull’istruzione. È chiaro che il generale malcontento deve autorganizzarsi al di là delle pagliacciate delle votazioni studentesche, gli student@ hanno tutte le potenzialità per cambiare tutto  il sistema accademico. La casa più frequentata da migliaia di fuori sede è sicuramente la facoltà, e nella cosiddetta città degli inquilini, se il padrone di casa non è gradito non si paga più l’affitto, si seguono le regole degli abitanti… e la casa diventa di chi l’abita.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/la-casa-e-la-facolta-e-di-chi-l%e2%80%99abita/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Privatizzare facendo finta di liberalizzare</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/privatizzare-facendo-finta-di-liberalizzare</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/privatizzare-facendo-finta-di-liberalizzare#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 22:56:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
		<category><![CDATA[privatizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[servizi pubblici]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=320</guid>
		<description><![CDATA[È cosa nota: nel lessico politico contemporaneo la torsione del linguaggio è giustificata dall’obiettivo di far passare per buono ciò che è – per sua stessa definizione – cattivo. Si direbbe: “addolcire la pillola”. Così ciò che è restaurazione dei privilegi e della dittatura di classe viene fatto passare come “le riforme che l’Italia si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È cosa nota: nel lessico politico contemporaneo la torsione del linguaggio è giustificata dall’obiettivo di far passare per buono ciò che è – per sua stessa definizione – cattivo.<br />
Si direbbe: “addolcire la pillola”.<br />
Così ciò che è restaurazione dei privilegi e della dittatura di classe viene fatto passare come “le riforme che l’Italia si aspetta da vent’anni”. Di fronte alla crisi, la borghesia, anziché mettere mano al portafoglio per attenuarne gli effetti e “salvare la barca”, si adopera per il suo affondamento avendo messo da parte la scialuppa di salvataggio.<br />
Il cambio della guardia a Palazzo Chigi non ha cambiato l’indirizzo di governo ma ha inciso decisamente sul linguaggio: abolito il termine privatizzare per sostituirlo con liberalizzare. Se a questo cambio di passo corrispondesse una coerente politica sarebbe un novità da salutare positivamente; il fatto rimane invece quello di accaparrare ulteriori risorse e posizioni di comando per le classi dirigenti che si identificano, giorno dopo giorno, proprio con la borghesia.<br />
Le privatizzazioni sono stati il tormentone degli ultimi 20 anni. Il risultato di queste politiche – fallimentari – sono sotto gli occhi di tutti: aumento di tre volte del costo dei servizi e loro dequalificazione. Dall’acqua all’energia, dalla salute alla scuole, dai trasporti alla gestione del territorio gli esempi si sprecano. Ecco allora che il governo “dei tecnici” mette a posto il termine con il quale definire la prosecuzione della stessa politica. Ragione vorrebbe che la cambiasse ma questo significherebbe mettere a repentaglio l’esistenza stessa delle classi dirigenti; chi sosterrebbe, nell’attuale quadro politico, un simile indirizzo?<br />
Accanto alle più note vicende di tassisti, farmacie e autotrasporto, nelle settimane scorse era assurta agli onori della cronaca la questione dell’acqua pubblica. Il clamore era legato al fatto che questa vicenda era stata elemento catalizzatore della campagna referendaria della primavera scorsa, culminata con la vittoria dei quesiti referendari che indicavano nel mantenimento nella sfera pubblica tutti i servizi “essenziali” anche definiti “beni comuni”. Infatti nelle “bozze” del governo si intravedeva un passo avanti nell’ulteriore privatizzazione dell’acqua, non solo come gestione del servizio ma proprio come proprietà. Di fronte alla proteste il governo faceva qualche precisazione che provocava il giubilo dei comitati referendari. In realtà l’indirizzo di governo mantiene l’obiettivo: semplicemente lo persegue per mezzo della liberalizzazione del comparto servizi. Le “bozze” che erano circolate anticipavano la volontà del governo di rimettere in moto l’accaparramento delle utility municipali da parte di grandi gruppi industriali; poi nel testo del decreto legge (che entra immediatamente in vigore) è stata lasciata una formula alquanto ambigua (tale da lasciare spazio agli ascari della politica): cioè il governo non “vieta” la gestione dell’acqua – e degli altri servizi sociali – da parte di società controllate dagli enti locali (comuni o province). Il fatto che non lo vieti non significa affatto che non voglia favorire le aziende private a mettere le mani sulle sorgenti, le reti, gli acquedotti e i sistemi di potabilizzazione. Infatti il riconoscimento delle “aziende speciali” a gestire servizi di interesse economico generale si accompagna alla norma che vieta la costituzione di monopoli di fatto anche a livello municipale. Tradotto in pratica ci dovranno essere almeno due società, una delle quali potrebbe anche essere a proprietà pubblica (ma a gestione privata), che gestiscono il servizio idrico. E le società “troppo piccole” (quelle dove il controllo dal basso è più agevole) o indebitate dovranno fondersi per “stare sul mercato”.<br />
Un discorso analogo si farà per i trasporti; analogamente si estenderà il carattere paritetico delle scuole private; ciò già avviene per l’energia (gas e elettricità).<br />
Questo a dimostrazione dell’inutilizzabilità degli strumenti “legali” per affermare libertà e diritti che vadano contro gli interessi della classi dirigenti.<br />
Il governo si fa beffa dell’intenzione espressa dai 26 milioni di persone che hanno votato a favore del mantenimento dell’acqua come bene pubblico indisponibile, come bene comune non commercializzabile. A questo non potendo più opporre il mantra della privatizzazione come sistema più efficiente risponde con il surrogato della liberalizzazione accompagnato da norme attuative che impongono i privati come soggetti indispensabili al processo.<br />
D’altra parte anche la liberalizzazione delle professioni va nella stessa direzione: favorire il capitale d’investimento e trasformare la piccola borghesia in proletariato salariato.<br />
Non saremo certo noi a ergerci a baluardo di interessi corporativi ma il ragionamento mette in evidenza, ancora una volta, la voracità del capitale multinazionale e la supina acquiescenza delle classi dirigenti (tutte, sia i politici che i tecnici che le grandi organizzazioni padronali); i commenti più diffusi dei politici (in particolare PD e terzo polo) di fronte alle proteste delle categorie professionali era che le “vere liberalizzazioni” non sarebbero state quelle degli ordini e delle categorie ma quelle dei servizi, dove, per altro, c’è la “ciccia” dei flussi di cassa e dei grandi profitti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/privatizzare-facendo-finta-di-liberalizzare/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Oltre le scosse</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/oltre-le-scosse</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/oltre-le-scosse#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 22:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[circolo anarchico Berneri]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza terremoto]]></category>
		<category><![CDATA[emilia-romagna]]></category>
		<category><![CDATA[oltre le scosse]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[xm24]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=317</guid>
		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo il comunicato della campagna di aiuti ai terremotati del Circolo Anarchico C. Berneri Come Circolo Berneri lanciamo dal basso una campagna di solidarietà alle popolazioni della Bassa colpite dal terremoto. Chi Sono migliaia gli sfollati per lo più organizzati alla meglio in piccoli e medi accampamenti che non sono assistiti dalla Protezione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>R<em>iceviamo e pubblichiamo il comunicato della campagna di aiuti ai terremotati del Circolo Anarchico C. Berneri</em></p>
<p>Come <a title="Vai al sito del Circolo Berneri" href="http://circoloberneri.indivia.net/" target="_blank">Circolo Berneri</a> lanciamo dal basso una campagna di solidarietà alle popolazioni della Bassa colpite dal terremoto.</p>
<p><em><strong>Chi</strong></em></p>
<p>Sono migliaia gli sfollati per lo più organizzati alla meglio in piccoli e medi accampamenti che non sono assistiti dalla Protezione Civile né dalla Croce Rossa. A fronte di situazioni in totale balia di se stesse si stanno anche creando delle reti solidali di mutuo soccorso tra diversi attendamenti che si coordinano per rispondere ai bisogni quotidiani.</p>
<p><em><strong>Come</strong></em></p>
<p><a title="Vai al sito di XM24" href="http://www.ecn.org/xm24/" target="_blank">XM24</a> e il Circolo Berneri saranno aperti come punti di raccolta bolognesi. Per informazioni aggiornate visita il <em><a title="Vai al Sito del Circolo Berneri" href="http://circoloberneri.indivia.net" target="_blank">Sito del Circolo Berneri</a></em></p>
<p><em><strong>Dove</strong></em></p>
<p>Ciò che raccoglieremo lo invieremo direttamente alla Libera Officina di Modena che si sta occupando di raccogliere nel proprio spazio beni e viveri da convogliare in due punti di distribuzione nella Bassa al di fuori dei normali circuiti dell’assistenza.</p>
<p><em><strong>Perché</strong></em></p>
<p>Siamo convinti che un meccanismo solidale e decentralizzato sia la risposta più efficace alla crisi-terremoto perché portata avanti dagli interessati e calibrata dagli stessi.</p>
<p><em><strong>Riportiamo di seguito cosa serve:</strong></em></p>
<p>cibo, scatolame a lunga conservazione (sughi pronti, tonno, latte etc.), alimenti per celiaci; acqua (a grande richiesta); gazebo e zampironi; materiale per igiene personale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/oltre-le-scosse/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nasce il Coordinamento dei Collettivi Antagonisti</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/nasce-il-coordinamento-dei-collettivi-antagonisti</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/nasce-il-coordinamento-dei-collettivi-antagonisti#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 22:47:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento dei collettivi antagonisti]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[studentesse e studenti]]></category>
		<category><![CDATA[studenti medi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=314</guid>
		<description><![CDATA[L’alternativa alla miseria della società in cui viviamo è naturalmente un modello sociale diverso, che dobbiamo costruire a partire dalle lotte che conduciamo, dagli spazi che abitiamo e che liberiamo, dall’organizzazione che ci diamo, un modello basato sulla condivisione invece che sulla competizione, sull’autogestione invece che sulla proprietà privata, sulla reale uguaglianza sociale eliminata l’oppressione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’alternativa alla miseria della società in cui viviamo è naturalmente un modello sociale diverso, che dobbiamo costruire a partire dalle lotte che conduciamo, dagli spazi che abitiamo e che liberiamo, dall’organizzazione che ci diamo, un modello basato sulla condivisione<br />
invece che sulla competizione, sull’autogestione invece che sulla proprietà privata, sulla reale uguaglianza sociale eliminata l’oppressione di genere, di razza e di classe, in cui si affermi la<br />
dignità dell’essere umano la cui vita e libertà siano poste prima del profitto, del denaro, della merce, in cui si possa avere un libero sviluppo degli individui all’interno di tale cornice. Un altro modello a partire dalle scuole! Sono edifici spesso tristi, lugubri, svuotati di ogni sapere critico, colpiti dai tagli delle recenti riforme, annichiliti da chi ha scelto di imporre un modello di apprendimento funzionale alla società del consumo e della competizione. Ma sono anche<br />
i luoghi nei quali in questi anni delle esperienze significative hanno aperto percorsi innovativi, diversi, alternativi… contrari. Queste esperienze hanno preso il nome di “collettivi” e si sono nel tempo radicati e radicalizzati imparando dapprima ad organizzarsi in maniera autonoma, a gestire le proprie assemblee in maniera orizzontale (senza rappresentanti e rappresentati) e a costruire da lì un modo nuovo di pensare al comune e alla sua gestione dentro e fuori dagli istituti. Hanno poi aperto orizzonti, affrontato tematiche sempre più ampie ed interessanti, andando a centrare il nucleo del problema, collegando tasselli su tasselli, riforme, manovre, imposizioni e tagli: non è possibile pensare oggi ad un altro modello di istruzione senza pensare ad un’alternativa al capitalismo finanziario. Abbiamo cominciato a confrontarci, a prendere consapevolezza delle nostre esigenze, dei nostri bisogni e dei desideri che ognuno di noi ha e abbiamo scoperto di essere incompatibili con il sistema nel quale viviamo, di avere diritto ad un’esistenza completamente diversa da quella che ci hanno proposto.<br />
Abbiamo scoperto di essere nati “avversi” al mondo che hanno costruito sulle spalle nostre e delle nostre famiglie, di viaggiare in direzione – ostinata e contraria – qualcuno direbbe. A partire da questo minimo comune denominatore, dalla nostra incompatibilità e dalla volontà comune di costituirsi come alternativa e come opposizione reale a ciò che si vive, abbiamo deciso di riunirci in un coordinamento di collettivi nati in diversi istituti nell’arco degli ultimi due anni di sommovimento studentesco e sociale. Con la speranza che esso possa divenire un luogo nel quale le diverse esperienze conflittuali ed alternative possano ritrovarsi periodicamente (una, due volte al mese) senza perdere le singole specificità, componendo le differenze e dando vita ad un motore in grado di dare più forza alle lotte e più spazio ai bisogni e ai desideri di tutt*.<br />
<em>Coordinamento Collettivi Antagonisti — Collettivo Lucha — Collettivo Isart — Collettivo Fermi — CopeInLotta — Movimento Autonomo Rosa Luxemburg</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/nasce-il-coordinamento-dei-collettivi-antagonisti/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Anarchia e democrazia diretta</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-9/anarchia-e-democrazia-diretta</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-9/anarchia-e-democrazia-diretta#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Aug 2012 22:44:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 9]]></category>
		<category><![CDATA[autogestione]]></category>
		<category><![CDATA[critica alla democrazia occidentale]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia diretta]]></category>
		<category><![CDATA[graeber]]></category>
		<category><![CDATA[occupy]]></category>
		<category><![CDATA[proposte di lettura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=312</guid>
		<description><![CDATA[Esce ora in italiano con il titolo Critica alla democrazia occidentale un breve testo di David Graeber scritto nel 2007 (eleuthera 2012, 119 pp, 10 euro). L’antropologo, considerato uno dei teorici del movimento statunitense Occupy, offre diverse considerazioni non scontate e ci aiuta a comprendere le idee che stanno alla base di un nuovo movimento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Esce ora in italiano con il titolo Critica alla democrazia occidentale un breve testo di David Graeber scritto nel 2007 (eleuthera 2012, 119 pp, 10 euro). L’antropologo, considerato uno dei teorici del movimento statunitense Occupy, offre diverse considerazioni non scontate e ci aiuta a comprendere le idee che stanno alla base di un nuovo movimento, quello Occupy appunto, erede di tutte quelle mobilitazioni altermondialiste iniziate a Seattle nel 1999.<br />
Graeber riflette sul concetto di democrazia, termine sul quale è sempre difficile mettersi d’accordo, e scrive che la democrazia non è quella occidentale, rappresentativa e caratterizzata dal sistema di produzione capitalista, ma è una modalità di autorganizzazione comunitaria caratterizzata dal consenso, opposta alla dinamica maggioranza/minoranza. La “vera” democrazia è democrazia diretta, è un processo di discussione pubblica aperto ed egualitario, è, in altri termini, anarchia; non a caso la stessa parola “democrazia” è stata per secoli sinonimo di caos e di sommossa: proprio come accade oggi al termine “anarchia”.<br />
Graeber ci fa vedere come pratiche di autorganizzazione, di associazione volontaria, di mutuo appoggio, di rifiuto del potere statale – ovvero tutto ciò di cui si costituisce l’anarchia – esistono e sono esistite in diversi tempi e luoghi, spesso molto lontani dall’Occidente.<br />
La tesi di Graeber deve qualcosa a quella del mutuo appoggio di Kropotkin. Il mutuo appoggio, scriveva il vecchio Pëtr, esiste affianco e nonostante il conflitto, pur esistente, tra animali (e tra  persone). Allo stesso modo Graeber sostiene che comunità diverse tra loro per cultura e tradizione si danno forme democratiche (di democrazia diretta), nonostante la presenza dello Stato e del capitalismo. La democrazia esiste cioè non grazie allo Stato e al capitalismo ma contro di essi.<br />
Oggi con l’odierna crisi dello Stato e della democrazia rappresentativa occidentale, può così prosperare la “vera” democrazia, l’anarchia.<br />
Il movimento globale che, in forme plurali e asimmetriche, con più o meno consapevolezza, si rivolta contro questo distruttivo sistema, è democratico nel senso profondo del termine. Ha cioè metodi e obiettivi anarchici: ovvero la cooperazione tra individui e comunità autorganizzate (dice Graeber) e (aggiungiamo noi) la riappropriazione di tutta la ricchezza sociale e ambientale che l’1% della popolazione del pianeta detiene a discapito del restante 99%.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-9/anarchia-e-democrazia-diretta/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’Antifascismo che viene</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-8/lantifascismo-che-viene</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-8/lantifascismo-che-viene#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 17:56:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 8]]></category>
		<category><![CDATA[Antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[coordinamento antifascista]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio antifascista]]></category>
		<category><![CDATA[rete antifascista]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=307</guid>
		<description><![CDATA[Negli ultimi anni, ma soprattutto negli ultimi mesi, c’è stato un aumento dell’attività neofascista a Bologna. Come attività non intendiamo i pestaggi, le aggressioni e le violenze, di cui è possibile avere un’idea ad esempio seguendo l’ottimo Ecn.org/Antifa bensì la presa di spazi pubblici per promuovere la loro becera e inumana ideologia. Poco importa se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi anni, ma soprattutto negli ultimi mesi, c’è stato un aumento dell’attività neofascista a Bologna. Come attività non intendiamo i pestaggi, le aggressioni e le violenze, di cui è possibile avere un’idea ad esempio seguendo l’ottimo <a title="Vai al sito" href="www. ecn.org/antifa/" target="_blank">Ecn.org/Antifa</a> bensì la presa di spazi pubblici per promuovere la loro becera e inumana ideologia. Poco importa se questo avviene tramite partiti dichiaratamente neofascisti o neonazisti, oppure attraverso associazioni “civetta” che servono a tentare di mascherare le stesse persone. Poco importa se questo avviene rivendicando apertamente discorsi fascisti e xenofobi oppure mimetizzato in un discorso falsamente rivoluzionario. Come scrive il Nodo Sociale Antifascista: «L’ideologia fascista da sempre si è alimentata di discorsi rivoluzionari e libertari per virarli verso l’autoritarismo. Per questo la resistibile ascesa del fascismo porta sempre con sé persistenti fenomeni di collaborazionismo e mimetismo politico. Per questo i neofascisti sono tanto interessati a fare discorsi “di sinistra”, “anticapitalisti”, “rivoluzionari”, “antimperialisti”. Non da oggi è la loro strategia. Ma le idee portate avanti dai neofascisti attuali non sono che una versione aggiornata e travestita delle idee del fascismo storico. Alla lobby giudaico-pluto-massonica, cara alla propaganda nazista, subentra oggi la lobby mondialista. Al razzismo si sostituisce il “no all’immigrazione” e il “no<br />
al multiculturalismo”. E tuttavia il neofascismo continua a negare lo sterminio nazista, a esaltare il regime fascista, a praticare lo squadrismo “patriottico” contro immigrati, compagni, gay e lesbiche.»</p>
<p>L’unico modo con cui questi porci hanno potuto prendere sale di quartiere o piazze è stato grazie alla sorda e viscida complicità del Comune di Bologna e in particolare dell’amministrazione filo-fascista del Quartiere S. Stefano. Il problema, quindi, non sono la decina di fascistelli in sé — la cui incidenza sul piano politico è pari a quella di una caramella — ma l’assoluta connivenza dell’amministrazione e delle forze dell’ordine che li difendono e concedono loro agibilità politica. Li abbiamo visti in piazza Galvani e alla Sala dell’Agelo, protetti da cordoni di polizia e blindati, per citare i fatti più recenti, ma anche l’anno scorso ci sono stati episodi simili in via Guerrazzi e al Baraccano.</p>
<p>Quello che si è mosso, però, in tutte queste occasioni è stato di gran lunga più importante sul piano politico e sociale di questa città: ogni volta che i fascisti hanno provato a farsi vedere, protetti da polizia e Comune la risposta popolare antifascista è stata trasversale e di massa. Bologna ha ribadito che l’azione diretta antifascista è l’unica risposta adeguata a chi promuove idee di odio, violenza e sopraffazione.</p>
<p>Non lo nascondiamo, per noi è una questione di metodo: ogni qual volta la canaglia fascista ha tentato di uscire allo scoperto, la costruzione di percorsi orizzontali, inclusivi e trasversali è stata la chiave per mobilitazioni<br />
antifasciste partecipate e popolari. Il coordinamento tra tutte le forze antifasciste, pur nelle loro differenze, attivamente voluto e costruito con impegno, può costituire quella base su cui edificare un discorso non solo di risposta “emergenziale” alla minaccia fascista bensì un discorso sul piano culturale, sociale e politico che metta al centro i valori dell’antirazzismo e dell’antifascismo per una società aperta, plurale, meticcia.</p>
<p>In un momento in cui la crisi colpisce duramente le classi popolari e in est-europa il nazionalismo autoritario sembra prendere il sopravvento come nel caso ungherese, in un momento in cui gli antifascisti vengono uccisi — come il giovanissimo compagno anarchico russo Nikita Kalin — o arrestati — come a Nizhny Novgorod — un percorso orizzontale di antifascismo appare quantomai necessario.</p>
<p>La costituzione di una rete o coordinamento antifascista, in questo momento, oltre che auspicabile, è possibile, raccogliendo quanto di buono è stato fatto in termini di percorso comune e condiviso nell’ultimo anno: le realtà antagoniste, le associazioni, la cosiddetta “società civile”, le individualità che hanno partecipato alle mobilitazioni dei mesi scorsi, ma anche tutte quelle che partendo da una base comune vi parteciperanno.</p>
<p>Come anarchiche e anarchici, non possiamo che ribadire il nostro impegno per un’azione diretta antifascista, autorganizzata e orizzontale, contro tutti i<br />
fascismi, contro tutti gli autoritarismi, per un mondo di libere ed eguali.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-8/lantifascismo-che-viene/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mele Marce? La Questura di Bologna non è mai stanca…</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-8/mele-marce-la-questura-di-bologna-non-e-mai-stanca</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-8/mele-marce-la-questura-di-bologna-non-e-mai-stanca#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 17:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 8]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[mele marce]]></category>
		<category><![CDATA[questura di bologna]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[SAP]]></category>
		<category><![CDATA[Uno Bianca]]></category>
		<category><![CDATA[violenza dello Stato]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=305</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni fatti sono ormai noti: 4 poliziotti delle volanti sospesi dal servizio e agli arresti, perché “pescati” a malversare dei “delinquenti” dopo la “normale” sequenza di intimidazioni, minacce e percosse. Se non ci fosse stata la malversazione (si parla di 600 euro in un caso e 900 euro in un altro) tutto sarebbe finito nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni fatti sono ormai noti: 4 poliziotti delle volanti sospesi dal servizio e agli arresti, perché “pescati” a malversare dei “delinquenti” dopo la “normale” sequenza di intimidazioni, minacce e percosse. Se non ci fosse stata la malversazione (si parla di 600 euro in un caso e 900 euro in un altro) tutto sarebbe finito nel novero delle “normali” funzioni di pubblica sicurezza; al massimo con qualche lavata di capo per un eccesso di zelo.</p>
<p>La difesa d’ufficio del corpo viene dai vertici della questura che, com’è ormai ovvio e ritrito, parlano delle solite mele marce, isolate dal corpo sano che è stato interpretato dai colleghi della mobile (i celerini, per capirci). La stampa evoca scaramanticamente la Uno Bianca, mettendo subito in chiaro che non c’è connessione, che è tutta un’altra storia. Peccato che il contesto, gli uffici, le connessioni siano proprio le stesse. Punto di snodo il SAP, quel sindacato di polizia che raccorda la difesa corporativa alla coltivazione di un humus di securitarismo cameratesco e maschio, necessario, a loro dire, ad affrontare le insidie della strada.</p>
<p>Che il SAP sia di “destra” non rappresenta scandalo; che il suo segretario sia stato a sua volta un picchiatore delle volanti nessuno lo menziona.</p>
<p>Anche questa vicenda finirà presto nel dimenticatoio; già il Viminale ha inviato una signora in doppio petto ad “investigare” e rimettere le cose al loro posto.</p>
<p>Nessuna connessione verrà rilevata dalla dott.sa Stradiotto con altri fatti di cronaca e con la sequela dei fatti che alle cronache sono sfuggite perché le vittime non hanno trovato modo di denunciare i torti (sempre in sequenza, intimidazioni, minacce, percosse) subiti. Nonostante che dall’interno della stessa questura si levino voci che mettono in evidenza il “sistema” attraverso il quale si esercita la pubblica sicurezza. Nonostante il fatto che i “casi” e le mele marce siano una sequela lunga, articolata, inoppugnabile. Nonostante i<br />
“servizi di sicurezza ed investigazione”, privati e pubblici, siano i gangli di un sistema nel quale si effettuino le operazioni coperte e si sviluppino le iniziativa personali, dove gruppi “interforze” possono godere di sostegno, logistica, armi e munizioni fuori ordinanza e le “provviste” siano ottenute con tutti i mezzi necessari allo scopo.</p>
<p>Anche nei primi anni ‘90 mettevamo in luce come i fatti che si verificavano in città, in provincia e nella regione fossero da ricondurre ad un sistema. Di fronte alle faide che si scatenarono nei gruppi “interforze” lo stato espiò con il sacrificio della banda della Uno Bianca. Quella mattanza non poteva essere opera di una “banda” per quanto criminale, per quanto determinata. Le operazioni “militari” (significativa la rapina all’ufficio postale di via Emilia Levante del 15/1/1990) e le ricorrenze con i comunicati della Falange Armata portavano ad intravedere un complesso sistema di gestione della “crisi”: eravamo a pochi anni dall’esplosione di tangentopoli e la “banda” verrà “sgominata” solo dopo la ri-stabilizzazione del potere.</p>
<p>Quando quelle circostanze venivano denunciate in tempi non sospetti le reazioni erano scontate: pregiudizio ideologico, falsità, forzatura dei fatti.</p>
<p>Oggi a chi voglia mettere in evidenza il sistema di gestione dell’ordine pubblico si risponde con le stesse rime: voi, nemici dello stato, non siete credibili perché odiate la polizia a prescindere.</p>
<p>Eppure la gran parte delle cosiddette mele marce di ieri e di oggi sono al loro posto, hanno avuto avanzamenti di carriera, sono andate in pensione con le gratifiche di servizio. Ricompensate per il loro silenzio, la loro complicità, la loro dedizione al servizio. Questo fa scuola.</p>
<p><em>La Questura di Bologna non è mai stanca</em></p>
<p><em>di giorno manganelli, di notte uno bianca</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-8/mele-marce-la-questura-di-bologna-non-e-mai-stanca/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Occupy Oakland: spring is coming</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-8/occupy-oakland-spring-is-coming</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-8/occupy-oakland-spring-is-coming#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 17:36:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 8]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[occupy]]></category>
		<category><![CDATA[occupy oakland]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Maggio 2012]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero generale]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero metropolitano]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero precario]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=301</guid>
		<description><![CDATA[Il movimento statunitense Occupy nonostante la repressione poliziesca e un naturale riflusso continua nella sua elaborazione critica della società attuale, dando vita a diverse iniziative pubbliche. A Oakland, il 2 novembre 2011 uno sciopero generale bloccò il porto e buona parte della città. Ora il movimento chiama alla prossima mobilitazione: il Primo Maggio 2012. Ecco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I<em>l movimento statunitense Occupy nonostante la repressione poliziesca e un naturale riflusso continua nella sua elaborazione critica della società attuale, dando vita a diverse iniziative pubbliche. A Oakland, il 2 novembre 2011 uno sciopero generale bloccò il porto e buona parte della città. Ora il movimento chiama alla prossima mobilitazione: il Primo Maggio 2012. Ecco cosa scrivono. Ci sembra calzante anche per la situazione italiana ed europea. Riprendiamo in mano il Primo Maggio, facciamone un’occasione di attacco ai nostri sfruttatori!</em></p>
<p> </p>
<p>È di nuovo tempo di sciopero generale, in un’epoca di tagli allo stato sociale, di razzismo contro gli immigrati e di enorme speculazione finanziaria. Nel 2011 la percentuale di lavoratori sindacalizzati negli USA era appena dell’11,8%, non più di 14,8 milioni di persone. Ma gli sfruttati sono milioni: milioni e milioni di persone infatti in questo paese sono disoccupati o sotto occupati, sono immigrati senza documenti, spesso sono lavoratori manuali. Ma ci sono anche coloro che lavorano da casa e che svolgono un lavoro riproduttivo senza ricevere nessun salario. Ci sono gli studenti che sono oggi indebitati fino al collo e devono fare più lavori alla volta per provare a pagarsi gli studi. Ci sono tutti coloro che sono rinchiusi in galera. Nel dicembre 2011 il tasso di disoccupazione a Oakland era di circa il 15%, e mentre in città le misure di austerity si fanno sempre più severe gli ultimi soldi pubblici sono divorati dalla corruzione, dalla militarizzazione esasperata che ha l’unico obiettivo di arginare il conflitto sociale.</p>
<p>Dopo lo sciopero generale del 2 novembre 2011 quando bloccammo il porto e buona parte della città dobbiamo re-immaginarci uno sciopero in una fase in cui la stragrande maggioranza dei lavoratori non è iscritta a nessun sindacato, dove gran parte di noi lotta per conquistare il privilegio ad avere un lavoro prima ancora che per avere miglioramenti delle condizioni di lavoro. Dobbiamo portare la lotta nelle strade, fin sotto gli uffici del governo locale. Un nuovo tipo di sciopero significa trovare soluzioni immediate per quelle comunità devastate dai tagli alla spesa sociale e dal continuo abuso delle autorità poliziesche, una soluzione che non Primo Maggio giornata di lotta internazionale sia solo il ricambio dei vertici politici. Tutti noi dobbiamo impegnarsi a dare vita a un nuovo movimento Occupy partendo dalla consapevolezza che non solo dobbiamo trovare modi<br />
per soddisfare i nostri bisogni al di là dello Stato, ma dobbiamo anche attaccare le istituzioni che ci costringono a una vita di sfruttamento, indebitamento e povertà crescente. Se non possiamo vivere, non possiamo nemmeno lavorare.</p>
<p>Il Primo Maggio è la giornata internazionale dei lavoratori in onore dei martiri di Haymarket del 1886 quando la polizia, difendendo come sempre gli interessi dell’1% della popolazione, ha attaccato e massacrato i lavoratori manuali che scioperavano per reclamare le otto ore di lavoro. Anche oggi, nonostante quel che ci dicono i media, il conflitto sociale è vivo e si dispiega quotidianamente contro tutti i lavoratori, gli studenti, gli immigrati, i disoccupati, i senza casa, le donne, i trans, i prigionieri.</p>
<p>Invece di cercare se abbiamo qualcosa in comune con i nostri padroni, è tempo di combatterli!</p>
<p>Il Primo Maggio 2012, in contemporanea alle lotte di ogni altro angolo del mondo, fermeremo la circolazione del capitale che arricchisce ogni giorno di più le classi dominanti e impoverisce tutti gli altri. Non ci verrà concesso nulla se non quel che otterremo con le nostre mani, rivendicando il diritto all’esistenza che continuamente provano a sottrarci.</p>
<p>Rivolta per una vita degna di essere vissuta! Sciopera/Blocca/Occupa!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-8/occupy-oakland-spring-is-coming/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Grecia: per l’autogestione della società</title>
		<link>http://www.autistici.org/nueter/n-8/grecia-per-lautogestione-della-societa</link>
		<comments>http://www.autistici.org/nueter/n-8/grecia-per-lautogestione-della-societa#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 17:27:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redcat</dc:creator>
				<category><![CDATA[n. 8]]></category>
		<category><![CDATA[autogestione]]></category>
		<category><![CDATA[circolo anarchico Berneri]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>
		<category><![CDATA[lotte sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento]]></category>
		<category><![CDATA[nikos]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.autistici.org/nueter/?p=297</guid>
		<description><![CDATA[Il 5 dicembre 2011 ci è venuto a trovare Nikos, un compagno del Gruppo dei comunisti libertari di Atene, che in una conferenza pubblica al Circolo Berneri ci ha raccontato diverse cose interessanti sulla società, il movimento anarchico e le lotte in Grecia. Le sue parole sono state un utilissimo spunto di riflessione sulla situazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I<em>l 5 dicembre 2011 ci è venuto a trovare Nikos, un compagno del Gruppo dei comunisti libertari di Atene, che in una conferenza pubblica al Circolo Berneri ci ha raccontato diverse cose interessanti sulla società, il movimento anarchico e le lotte in Grecia. Le sue parole sono state un utilissimo spunto di riflessione sulla situazione greca di questi ultimi tempi, ma anche su quello che succede in Italia, sulle similitudini e le differenzi dei movimenti sociali nei due paesi. Se, come ci diceva Nikos, in Grecia la crisi economica si è tramutata oggi in una crisi dell’intero sistema sociale e politico capitalista, è bene cominciare a chiedersi a che punto siamo di questo processo qui in Italia. Forse molto più avanti di quanto venga generalmente percepito e di sicuro di quanto riportano i mass media. È bene allora cominciare a esserne consapevoli, per intensificare la lotta da tutti i lati contro questo sistema, per coniugare il necessario attacco con la costruzione di reti solidali e la sperimentazione di alternative autogestionarie.</em></p>
<p><em>Riportiamo qui un riassunto della conferenza: un punto di vista parziale, come ha sottolineato più volte lo stesso Nikos, ma a nostro avviso estremamente significativo.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Alla fine degli anni Novanta i movimenti anarchici greci hanno portato a maturazione un’evoluzione importante delle proprie impostazioni di lotta sia per quanto riguarda le tematiche affrontate sia per quanto riguarda la pratica dell’azione sovversiva quotidiana.</p>
<p>Molte/i compagne/i infatti hanno constatato come una lotta politica solida e radicata avesse bisogno di basarsi su relazioni sociali altrettanto solide, con le persone e con i luoghi; perciò si è deciso di smettere di agire solo nel centro di Atene e di cominciare a intervenire invece nei quartieri dove si viveva e lavorava. Qui accanto alle “solite” attività politiche e controculturali sono state costruite assemblee in cui fossero rilevanti tematiche relative al quartiere, come ad esempio la pianificazione urbana e l’uso degli spazi pubblici. Ciò ha permesso di costruire rapporti di fiducia, di solidarietà e al contempo di vincere delle battaglie su obiettivi specifici.</p>
<p>Queste assemblee locali si basano su tre principi:</p>
<p>1. la democrazia diretta, secondo cui l’unico strumento per raggiungere una decisione è sempre l’assemblea locale: durante le assemblee c’è il tentativo di raggiungere un consenso, senza che nessuno impedisca in alcun modo ad altri di dimostrare una posizione alternativa, riconoscendo invece i limiti propri e altrui, e concentrandosi su ciò su cui c’è accordo;</p>
<p>2. l’estraneità ai partiti politici e ai meccanismi istituzionali: in generale la società greca è stata abituata a lottare attraverso il partito e i sindacati controllati e le lotte sociali vedono una forte presenza del partito comunista di stampo stalinista. Ormai però lo stato greco è percepito dalla società in generale come qualcosa di ostile pertanto tante forme di delega sono automaticamente escluse;</p>
<p>3. la neutralizzazione delle gerarchie informali e invisibili che si creano dove ci sono diversi livelli di esperienza e partecipazione politica: ciò consiste nel non volere invocare o attendere l’intervento di esperti, ma nell’affrontare difficoltà ed esperienze insieme, come crescita collettiva, in un tentativo continuo di responsabilizzare tutti i partecipanti.</p>
<p>Dopo questo lungo percorso, nel dicembre 2008, quando l’assassinio di Alexis Grigoropoulos ha innescato una rivolta senza precedenti, le assemblee cittadine hanno iniziato ad occupare gli edifici municipali nei quartieri, bloccando le attività del sindaco, con la partecipazione anche di centinaia di persone. La questione centrale è stata quella di portare avanti la rivolta ed espanderla, di offrire solidarietà concreta agli arrestati, di resistere agli attacchi indiscriminati e brutali da parte dell’anti-sommossa. Da allora a oggi la situazione si è ulteriormente modificata: la crisi si è aggravata e però i processi di autorganizzazione si sono ulteriormente strutturati: oggi la questione che viene affrontata quotidianamente dalle assemblee è quella dell’autogestione come organizzazione politica e delle lotte del quartiere. Queste assemblee affrontano anche tematiche generali, con una forte connotazione di classe e una prospettiva internazionale; inoltre partecipano agli scioperi generali con le proprie modalità, nonostante non ci sia una percezione positiva dei sindacati e della partecipazione sindacale. Le assemblee locali sono diventate così un punto di riferimento e un modo attraverso il quale molti attivisti dei movimenti sociali trovano il modo di partecipare agli scioperi e alle agitazioni.</p>
<p>È significativo poi che oggi siano in atto tentativi di organizzazione alternativa del conflitto sia all’interno dei sindacati classici, sia attraverso assemblee parallele nei luoghi di lavoro che spesso riescono a coordinarsi con le assemblee locali.</p>
<p>Le assemblee locali si occupano di tematiche di classe, ma non da un punto di vista meramente lavorativo o settoriale, perché chi partecipa all’assemblea di quartiere si sente nello stesso momento abitante del quartiere e lavoratore, anche se è uno studente, un precario o un disoccupato.</p>
<p>Nel corso del 2011 la partecipazione di segmenti non politicizzati della società è aumentata sempre più: oggi solo ad Atene ci sono circa trenta assemblee locali in città e nelle periferie circostanti e si è arrivati al punto che durante le manifestazioni gli spezzoni delle assemblee locali sono più numerosi di quelli dei sindacati.</p>
<p>Queste assemblee locali da una parte chiedono e rivendicano della riforme da parte dello stato, come quando si oppongono a una tassa o chiedono più fondi alle municipalità per le scuole, ma allo stesso tempo si percepiscono come qualcosa di diverso dalle istituzioni, c’è tendenzialmente<br />
un rifiuto verso i partiti e le istituzioni, e non circoscrivono il loro agire politico dentro il quadro delle leggi borghesi.</p>
<p>Almeno per quanto riguarda le assemblee alle quali il gruppo di Nikos ha partecipato, il modo di reclamare qualcosa dallo stato o dal municipio non implica una legittimazione di queste istituzioni, perché l’idea diffusa è che le ricchezze appartengono ai cittadini e questi rivendicano semplicemente ciò che spetta loro.</p>
<p>Di fronte a una crisi del sistema capitalista e in generale della società greca non c’è nessuno spazio politico che può dire di proporre davvero delle soluzioni alternative. Tale incapacità indica quale debba essere uno degli obbiettivi principali del movimento anarchico, ovvero quello di cercare di costruire soluzioni concrete. La rivolta sociale deve portare alla trasformazione radicale dell’esistente, prima che altre formazioni politiche, sistemiche o fasciste, intervengano a proporre o imporre una svolta ancora più autoritaria della nostra società.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.autistici.org/nueter/n-8/grecia-per-lautogestione-della-societa/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
