{"id":3570,"date":"2020-04-01T13:43:00","date_gmt":"2020-04-01T11:43:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3570"},"modified":"2020-04-01T13:43:00","modified_gmt":"2020-04-01T11:43:00","slug":"colombia-aggiornamenti-sulla-situazione-carceraria-e-la-repressione-delle-proteste-del-22-marzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3570","title":{"rendered":"Colombia &#8211; Aggiornamenti sulla situazione carceraria e la repressione delle proteste del 22 marzo"},"content":{"rendered":"<p><em>riceviamo e pubblichiamo un testo scritto da compagnx della Colombia sulla situazione carceraria e la dura repressione delle rivolte del 22 marzo, che ha portato all&#8217;omicidio di 23 detenuti nella prigione di La Modelo, a Bogot\u00e0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/602x338_cmsv2_3a0a4342-1d13-5bff-b37f-9c1a86611865-4585120.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-3571\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/602x338_cmsv2_3a0a4342-1d13-5bff-b37f-9c1a86611865-4585120-300x168.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"168\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/602x338_cmsv2_3a0a4342-1d13-5bff-b37f-9c1a86611865-4585120-300x168.jpg 300w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/602x338_cmsv2_3a0a4342-1d13-5bff-b37f-9c1a86611865-4585120.jpg 602w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>&#8220;La sera dello scorso 22 marzo, a seguito di alcune manifestazioni pacifiche portate avanti da delle persone private della libert\u00e0 in diverse carceri della Colombia, sono scoppiate delle rivolte. Le autorit\u00e0 carcerarie hanno risposto in modo sproporzionato. Un vero massacro compiuto da agenti dello Stato, le loro azioni si sono concluse con l\u2019omicidio di 23 prigionieri nella prigione di La Modelo, a Bogot\u00e0. Ben lungi dal dare delle risposte o offrire una riparazione alle famiglie delle persone assassinate, le autorit\u00e0 colombiane hanno giustificato l\u2019azione della polizia. Hanno inoltre annunciato l\u2019apertura di inchieste giudiziarie, non per stabilire le responsabilit\u00e0 degli agenti dello Stato, all\u2019origine di questo massacro, ma per trovare i \u201cresponsabili\u201d dell\u2019organizzazione delle proteste pacifiche del 22 marzo e per identificare le persone in possesso di cellulari che hanno permesso di registrare dei video dell\u2019attacco e dell\u2019assassinio dei prigionieri da parte dei membri dei corpi di polizia. Le autorit\u00e0 carcerarie e il governo portano avanti una campagna di censura per nascondere il massacro che hanno commesso. Cercano di mettere a tacere ogni parola di denuncia e informazione. Le autorit\u00e0 colombiane hanno appena annunciato lo stato di eccezione per le prigioni, senza aver fornito alcun dettaglio sugli effetti di questa misura amministrativa.<!--more--><\/p>\n<p><strong>Liberazione\u00a0per\u00a0ragioni\u00a0umanitarie<\/strong><\/p>\n<p>La crisi umanitaria e la lotta per denunciarla portata avanti dalla popolazione incarcerata non sono una novit\u00e0 nelle prigioni colombiane. Il sistema penale e i responsabili dell\u2019istituzione giudiziaria che lo mettono in opera ambiscono pi\u00f9 alla riconoscenza mediatica che alla presa in carico dei problemi sociali legati alla delinquenza. Questa gestione irrazionale ha condotto alla sovrappopolazione delle carceri (che all\u2019ora attuale sono in realt\u00e0 dei depositi di gente proveniente da classi sociali povere). A questa situazione si aggiungono la concezione fascista secondo cui i poveri non hanno alcun diritto, e la tradizione di corruzione dell\u2019amministrazione pubblica colombiana. In questo contesto, chi gestisce il sistema penitenziario si arricchisce, allorch\u00e9 coloro che sono privati\/e della libert\u00e0 non hanno alcun mezzo di accedere a un processo che rispetti le leggi, a un\u2019alimentazione sana, a delle necessit\u00e0 vitali come l\u2019acqua potabile (e a volte pi\u00f9 semplicemente l\u2019acqua e basta), l\u2019igiene e l\u2019accesso alle cure, a delle condizioni di lavoro decenti, a dei programmi di reinserimento sociale, a delle riduzioni di pena, a dei permessi di uscita alle liberazioni condizionali o ai domiciliari.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo del covid-19 non pu\u00f2 che far peggiorare la situazione. Le condizioni di vita in prigione (caratterizzate tra le altre cose dalla sovrappopolazione e la sottoalimentazione) sono particolarmente favorevoli alla diffusione del contagio. La presa in carico di questa situazione drammatica deve andare oltre delle semplici misure di restrizione delle visite, visto che attualmente \u00e8 impossibile garantire alle migliaia di persone in carcere l\u2019accesso alle cure, ai servizi sanitari, alla possibilit\u00e0 di restare in vita. L\u2019unica decisione presa dall\u2019arrivo del virus \u2013 il divieto di visita \u2013 \u00e8 la prova del livello di indifferenza per l\u2019integrit\u00e0 e la vita di migliaia di cittadini\/e, e del disprezzo di un reale senso democratico.<\/p>\n<p>La disperazione di uomini e donne privati\/e della libert\u00e0 deve essere presa sul serio. Non \u00e8 un capriccio. Queste persone non sono solo preoccupate per le loro condizioni materiali in prigione. Si preoccupano anche delle condizioni di vita delle loro famiglie (la maggior parte di loro sono padri e madri di famiglia) obbligate a confinarsi, abbandonate a se stesse, senza che nessuno si chieda come faranno a mangiare. Perch\u00e9 la maggior parte di queste persone dipendono da forme di lavoro quotidiano informale che sono rese impossibili dal confino.<\/p>\n<p>Di fronte al disprezzo da parte delle autorit\u00e0, i prigionieri hanno cominciato a mobilitarsi per difendere le proprie vite e le proprie famiglie, chiedendo che vengano prese delle decisioni per evitare il contagio e la morte di migliaia di persone. La popolazione carceraria esige la liberazione per ragioni umanitarie, decreti di riduzione delle pene, l\u2019attenuazione delle misure di libert\u00e0 condizionale e di arresti domiciliari, la liberazione delle persone affiliate a sindacati, malate e anziane, nell\u2019ambito di un\u2019urgenza sociale e sanitaria dichiarata dal governo.<\/p>\n<p>La disperazione delle persone incarcerate si \u00e8 espressa nel tentativo di evasione di centinaia di persone dal carcere di Modelo a Bogot\u00e0. Si \u00e8 conclusa con un vero massacro, celebrato dai difensori della \u201cpulizia sociale\u201d. Cercando di giustificare e legittimare questo massacro, hanno fatto circolare l\u2019idea che i\/le prigionieri\/e possedevano delle armi. Ma questo non corrisponde alla realt\u00e0: i\/le prigionieri\/e hanno forzato le griglie e le porte per raggiungere la strada, senza armi. Le persone ammazzate sono i nuovi \u201cfalsi positivi\u201d, abbattuti in una esecuzione extragiudiziaria, sottoposte a una pena di morte applicata nell\u2019impunit\u00e0 e la connivenza generale. Ecco la risposta tradizionale di chi ha il potere in Colombia di fronte a qualsiasi domanda di giustizia sociale, ecco come viene negato il dolore delle famiglie povere che esigono delle risposte per le loro sorelle e fratelli assassinate\/i.<\/p>\n<p>Liberazione per motivi umanitari! Per la difesa delle donne e degli uomini privati di libert\u00e0!&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>riceviamo e pubblichiamo un testo scritto da compagnx della Colombia sulla situazione carceraria e la dura repressione delle rivolte del 22 marzo, che ha portato all&#8217;omicidio di 23 detenuti nella prigione di La Modelo, a Bogot\u00e0 &nbsp; &#8220;La sera dello scorso 22 marzo, a seguito di alcune manifestazioni pacifiche portate avanti da delle persone private <a href='https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3570' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[14],"tags":[9,536,531,537,408],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3570"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3570"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3570\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3572,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3570\/revisions\/3572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3570"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3570"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3570"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}