{"id":3834,"date":"2021-01-06T20:58:17","date_gmt":"2021-01-06T19:58:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3834"},"modified":"2021-01-06T20:58:17","modified_gmt":"2021-01-06T19:58:17","slug":"sulla-rivolta-al-carcere-di-modena-a-marzo-2020-e-non-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=3834","title":{"rendered":"Sulla rivolta al carcere di Modena a marzo 2020 e non solo"},"content":{"rendered":"<p><em><a href=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Modena-340-SantAnna.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-3835\" src=\"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Modena-340-SantAnna.jpg\" alt=\"\" width=\"437\" height=\"242\" srcset=\"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Modena-340-SantAnna.jpg 500w, https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/Modena-340-SantAnna-300x166.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 437px) 100vw, 437px\" \/><\/a>Riceviamo e pubblichiamo con richiesta di massima diffusione.<\/em><strong><\/p>\n<p>Un messaggio non recepito<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 questa la percezione che abbiamo riguardo a quello che successe neanche un anno fa nelle carceri italiane. La percezione che, da un lato, in tanti non abbiano compreso il significato di quei giorni: delle urla sprigionate dai petti delle persone recluse, del piombo sparato a Modena contro i detenuti in rivolta. Dall\u2019altro, che non sia stato compreso il significato del successivo coro dei media, secondo il quale i rivoltosi sarebbero stati pilotati da una regia esterna (anarchici o mafiosi) e le morti sarebbero avvenute per overdose, dopo l\u2019assalto alle infermerie delle carceri.<br \/>\nA nostro parere \u00e8 importante mettere a fuoco alcuni aspetti, perlopi\u00f9 taciuti o messi in secondo piano a livello mediatico: per esempio, considerare in quante carceri (non solo in Italia, ma in tutto il mondo) si siano estese proteste e rivolte in corrispondenza dell\u2019avvento della pandemia COVID-19 e quali decisioni siano state prese dalle autorit\u00e0. Qui, a differenza che in altri luoghi del pianeta in cui sono stati rilasciati migliaia di detenuti, non c\u2019\u00e8 stata esitazione nell\u2019uso del \u201cpugno duro\u201d, nella rappresaglia per le proteste, nell\u2019incutere intenzionalmente terrore nelle persone recluse in modo trasversale. Decisioni prese dall\u2019alto che hanno provocato una ferita che si far\u00e0 sentire sulla pelle delle presenti e future persone incarcerate.<br \/>\nAltro fattore importante \u00e8 considerare come il D.A.P., i dirigenti sanitari, i direttori e le varie figure interne al sistema penitenziario stiano palesando le stesse negligenze di tutti i burocrati di Stato che decidono sulle vite degli altri, dentro e fuori le galere.<br \/>\nDopo le rivolte di marzo alcuni giornalisti hanno interpellato i dirigenti sanitari del carcere di Modena, chiedendo loro come venissero gestiti il metadone e altri farmaci dentro il carcere. La risposta \u00e8 stata \u201cnon lo so\u201d. Alle richieste di chiarimenti su cosa avessero fatto le varie autorit\u00e0 \u00e8 seguito il classico rimbalzo di uffici, silenzi, \u201cno comment\u201d.<br \/>\nSi potrebbero anche sciorinare le affermazioni dei vari rappresentanti delle forze di polizia penitenziaria sul fatto che nessun atto di tortura o violenza sia stato perpetrato sui reclusi, se non nei momenti utili a riportare l\u2019ordine nelle carceri.<br \/>\nFrasi che suonano stonate: tutti sanno che dietro a certe parole c\u2019\u00e8 una violenza organizzata da parte delle Forze dell\u2019Ordine, il benestare di chi li comanda e la copertura di chi fa finta di non vedere.<br \/>\nCos\u00ec reagisce l\u2019autorit\u00e0. L\u2019autorit\u00e0 \u00e8 il Ministro di Giustizia, \u00e8 il capo del D.A.P., \u00e8 il direttore del carcere, \u00e8 l\u2019agente violento, \u00e8 il medico connivente, \u00e8 il garante per i diritti dei detenuti che si gira dall\u2019altra parte. L\u2019autorit\u00e0 \u00e8 chi ha il potere di negare di avere una responsabilit\u00e0, o meglio, LA responsabilit\u00e0 del massacro avvenuto nelle carceri.<br \/>\nCos\u00ec \u00e8 andata \u2013 e sta andando \u2013 la gestione da parte dello Stato delle morti avvenute in carcere nei mesi di marzo e aprile.<br \/>\n<strong>Il carcere rispecchia la societ\u00e0 che lo circonda, concetto sempre pi\u00f9 vero; la corrispondenza tra dentro e fuori le mura delle carceri, tra il modo in cui vengono gestite le emergenze e quindi le persone, \u00e8 sempre pi\u00f9 tangibile.<\/strong> Forse \u00e8 sempre stato cos\u00ec, ma ancora \u2013 troppo spesso \u2013 non ci si accorge di questo.<\/p>\n<p><strong>La voce di chi vorrebbero mettere a tacere<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lo scorso 20 novembre cinque uomini coraggiosi, cinque detenuti, hanno restituito, con un esposto alla Procura di Ancona, un\u2019altra realt\u00e0 dei fatti.<\/strong> Le storie che fino a quel giorno erano state raccontate anonimamente sono state messe nero su bianco da cinque persone che a Modena durante la rivolta c\u2019erano, poco importante se in modo attivo o passivo. Quello che importa \u00e8 che quanto da loro raccontato si scontra con le ripetute falsit\u00e0 dell\u2019autorit\u00e0: contro i suoi silenzi assordanti e le menzogne raccontate in difesa dei suoi uomini e donne in divisa, contro un massacro mascherato da suicidio di massa per overdose. Silenzi e travisamenti voluti dalle autorit\u00e0 per non permettere che verit\u00e0 sia fatta.<br \/>\nLo Stato \u00e8 efficiente quando vuole esserlo.<br \/>\nAll\u2019inizio di marzo il D.A.P. dava ordine alle guardie di sminuire il problema sanitario legato al virus, invitava a non mettersi le mascherine per non allarmare i detenuti che, come abbiamo visto, sono giustamente suscettibili quando si sentono in trappola di fronte alla possibile morte.<br \/>\nMentre i mezzi stampa intimavano di restare a casa, i detenuti hanno ben capito che solo uscendo dal carcere avrebbero potuto preservare la propria salute. Alcuni, nel trambusto delle rivolte di marzo, lo hanno addirittura fatto senza chiedere il permesso a nessuno. Tentando, e in alcuni casi riuscendovi, di evadere materialmente di prigione. Anche in massa.<br \/>\nUscire dal carcere senza le chiavi \u00e8 ai nostri giorni qualcosa di molto raro, che ha rappresentato un\u2019ulteriore messa in discussione della cristallizzazione su ci\u00f2 che \u00e8 possibile o giusto fare quando ci si sente alle strette.<br \/>\nLa paura inculcata a tutti in tempo di pandemia, nelle carceri, dove appunto era palese il maldestro tentativo di sminuirne la pericolosit\u00e0, ha provocato delle rotture anzich\u00e9 un addomesticamento. Rotture che hanno acceso i riflettori, riportandole al centro del dibattito, su alcune questioni di sempre.<br \/>\nMa perch\u00e9 cos\u00ec tanto timore? Forse perch\u00e9 la sanit\u00e0 in carcere \u00e8 generalmente lenta, negligente o addirittura assente? E questo \u00e8 un problema reale e radicato. Non \u00e8 un vezzo polemico di qualche detenuto schizzinoso, \u00e8 la realt\u00e0: <strong>la sanit\u00e0 in carcere \u00e8 assente o malfunzionante<\/strong>. Lo sa chiunque in carcere ci sia stato o chi abbia familiari o amici all\u2019interno. Ma allora, se il problema c\u2019era gi\u00e0 prima di marzo, gi\u00e0 prima delle rivolte, <strong>perch\u00e9 quando i detenuti l\u2019hanno sollevato tramite la distruzione di intere carceri o sezioni \u2013 unico modo per dare voce alla richiesta di \u201cSanit\u00e0!\u201d \u2013 il DAP e il Ministero della Giustizia hanno voluto spostare l\u2019attenzione su altro?<\/strong> Perch\u00e9 hanno volutamente sollevato tutto quel can-can mediatico rispetto ad un possibile \u201csvuota-carceri\u201d che avrebbe fatto uscire non si sa quanti \u201cmafiosi\u201d? Perch\u00e9 coscientemente hanno scelto di parlare in quel modo? Di passare un messaggio distorto e manipolato? Forse perch\u00e9 quelle rivolte sono un segnale verso tutti gli sfruttati e sfruttate di questo paese? Forse perch\u00e9 il carcere \u00e8 pi\u00f9 vicino di quanto si creda a tutte le persone nel momento in cui i bisogni primari non riescono ad essere pi\u00f9 soddisfatti? Forse perch\u00e9 legalit\u00e0 ed illegalit\u00e0 non sono come ci vengono raccontate, visto che le leggi sono fatte da uomini e donne potenti, ricche, senza scrupoli e trasversalmente reazionarie?<\/p>\n<p><strong>Il significato del piombo e della noncuranza<\/strong><\/p>\n<p><strong>Quel piombo sparato a Modena dagli agenti sui detenuti ha un significato ben preciso. Non solo lo Stato, personificato da agenti in divisa, ha sparato su degli uomini che vengono considerati dai pi\u00f9 solo monnezza, tossici, buoni a nulla, ecc, ma ha sparato in realt\u00e0 su tutti e tutte.<\/strong> Il significato che noi diamo a quel piombo \u00e8 questo: lo Stato ci sta dicendo, ci ha detto, che oggi nel 2021 in una repubblica parlamentare europea esso si sente libero di sparare, e non \u00e8 detto che in futuro non sia disponibile a farlo nelle piazze, durante le lotte sul posto di lavoro, nei campi, nei quartieri, o dovunque qualcuno decida di riprendersi il maltolto. Infatti, Mattarella ha ripetuto questo messaggio in altra occasione e in modo pi\u00f9 velato, cio\u00e8 dopo gli scontri di fine ottobre 2020 nelle piazze di varie citt\u00e0. \u201cManderemo l\u2019esercito\u201d disse. E tutti sappiamo che i militari non usano i manganelli, non sono addestrati per questo. L\u2019intensit\u00e0 della violenza di chi sta al potere sta aumentando, in parte ce lo stanno promettendo, in parte \u00e8 un crescendo gi\u00e0 in atto. Non \u00e8 necessario andare lontano per averne prova ed essere certi che le autorit\u00e0 (di dittature o democrazie indifferentemente) facciano un uso sistematico della violenza in difesa dei loro interessi e della loro tutela.<br \/>\nMentre i media di una democratica Italia dipingono con toni di condanna omicidi e incarcerazioni d\u2019oltremare, provando a spostare lontano lo sguardo dell\u2019opinione pubblica, noi qui ascoltiamo la voce di chi sta in carcere, le urla di chi viene ammazzato di botte nelle caserme o nelle questure. E sappiamo che non siamo poi cos\u00ec tanto al sicuro. Non \u00e8 una lettura di parte questa, \u00e8 una lettura che non ha paura di guardare la realt\u00e0 in faccia, nonostante la sua brutalit\u00e0.<br \/>\nPer restare in Italia, il 7 aprile 2020, nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, oltre 300 agenti speciali entravano a freddo nelle celle manganellando a sangue. \u00c8 stato forse un errore? \u00c8 scappata la mano? I 300 agenti della penitenziaria a volto coperto si trovavano l\u00ec per caso?<br \/>\nIl 9 marzo 2020, ad Ascoli Piceno, moriva \u2013 uno tra 14 morti \u2013 Salvatore Piscitelli. \u00c8 stato ufficialmente dichiarato che sia morto in ospedale, in seguito al trasferimento dal carcere di Modena, dove si sarebbe imbottito di metadone. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che in ospedale Salvatore non \u00e8 mai stato portato. Le guardie non l\u2019hanno soccorso e hanno urlato \u201cFatelo morire!\u201d a chi chiamava aiuto.<br \/>\nLe 14 morti avvenute nelle carceri o durante i trasferimenti dopo le rivolte dell\u20198 marzo, sono avvenute per mano delle autorit\u00e0 e per loro noncuranza.<\/p>\n<p><strong>Dire la verit\u00e0, nient\u2019altro che la verit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Oggi che cinque detenuti hanno messo la faccia raccontando la verit\u00e0 e il loro vissuto su quello che \u00e8 successo nelle carceri di Modena ed Ascoli, come ha risposto lo Stato?<br \/>\nLi ha sottoposti ad una fortissima pressione psicologica, riportandoli nel carcere di Modena, dove erano state perpetrate gran parte delle violenze e gli assassinii di 9 persone. Li ha chiusi in celle con i vetri delle finestre rotti, isolandoli, dando loro acqua sporca da bere, consegnando coperte bagnate all\u2019occorrenza, cercando di limitare il pi\u00f9 possibile i contatti con i loro cari. Dopo gli interrogatori queste 5 persone sono state nuovamente trasferite, verso 5 differenti destinazioni. Divide et impera.<br \/>\nE poi come mai questo \u201cno comment\u201d rispetto all\u2019esposto, da parte dell\u2019autorit\u00e0 del carcere? Di solito aprono il megafono dei giornali per piangere ogni cosa che non va ed ora invece stanno zitti. Perch\u00e9?<br \/>\nSappiamo che quando le autorit\u00e0 tacciono spesso non \u00e8 sintomo di cose belle. In un modo o nell\u2019altro in questo paese \u2013 ma in realt\u00e0 ovunque ci sia potere \u2013 <strong>tutti sappiamo (in modo pi\u00f9 o meno consapevole), che chi si espone raccontando la verit\u00e0 rischia la propria vita.<\/strong><br \/>\nPotremmo raccontare storie come quella di Ilaria Alpi e di Miran Hrovatin i quali si permisero di indagare sul traffico di rifiuti tossici tra Italia e Somalia, o dei cinque anarchici che nel \u201970 mentre portavano una controinchiesta a Roma sulla strage del treno di Gioia Tauro del 1970 e su Piazza Fontana del 1969, morirono in un \u201cincidente\u201d vicino a Roma. Stavano portando i documenti ai loro compagni e all\u2019avvocato Edoardo Di Giovanni.<br \/>\nTutti sappiamo tramite la letteratura, la cinematografia, la storia, che quando c\u2019\u00e8 qualcosa di losco e si cerca di riportare alla luce i fatti per come sono andati, la macchina statale, la mano pesante della burocrazia, della salvaguardia delle poltrone, dell\u2019aguzzino che si muove nell\u2019ombra sicuro della propria incolumit\u00e0 si attiva eccome. <strong>Allora i corpi vengono cremati (come \u00e8 successo per alcuni detenuti deceduti a marzo), il tempo fatto passare, le carte fatte sparire, i silenzi si sovrappongono e i media parlano d\u2019altro spostando l\u2019attenzione lontano.<\/strong><br \/>\nIl tono oltremodo prudente dei giornalisti, anche di quelli in buonafede, usato nel raccontare i fatti di marzo non aiuta a comprendere la profondit\u00e0 della vicenda. Che significato hanno le umiliazioni inferte volutamente ai detenuti in seguito alle rivolte? Che significato hanno avuto gli spari, le manganellate, le botte, la privazione degli indumenti, la decisione di rasare in massa i prigionieri (come accaduto a Santa Maria Capua Vetere i primi di aprile)? Dobbiamo per forza pensare che la mano pesante dello Stato si abbatta solo lontano da noi? In Egitto, oppure in Cile con lo stupro di massa di centinaia di donne durante le rivolte del 2019? O nelle Filippine dove la polizia spara apertamente per strada alla gente in questi mesi?<\/p>\n<p><strong>Loro la chiamano istigazione, noi solidariet\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>Una riflessione che vogliamo condividere, un posizionamento. In quanto anarchiche e anarchici parteggiamo per chi \u00e8 messo alle strette e si ribella, per chi subisce le angherie di chi detiene il potere, per chi soffre.<br \/>\nQuesto prendere parte ci porta spesso a pagare con la nostra libert\u00e0, ma \u00e8 una scelta, che rivendichiamo e rilanciamo con cognizione di causa. Quando portiamo solidariet\u00e0 ai nostri compagni e alle nostre compagne in carcere o a chi si ribella contro le ingiustizie, lo Stato prova ad accusarci di \u201cistigazione a delinquere\u201d. E lo fa con crescente facilit\u00e0, anche se quest\u2019accusa da sempre rientra nelle armi d\u2019attacco usate dall\u2019autorit\u00e0 contro chi ad essa si ribella. Nel periodo del lockdown, nel maggio 2020, siamo arrivati al paradosso dell\u2019arresto di un pugno di anarchici, con pubbliche dichiarazioni della Procura che difendeva il valore \u201cpreventivo\u201d di quegli arresti, fatti per scongiurare il pericolo dell\u2019istigazione in un momento cos\u00ec delicato. Lo Stato sa di avere buone ragioni per temere che il malcontento esploda. Lo sa e ne ha paura. Per questo attacca, cerca di spezzare la solidariet\u00e0, camuffandola giuridicamente con la definizione di \u201cistigazione\u201d. Mai ci sono stati due concetti pi\u00f9 distanti tra loro! <strong>L&#8217;istigazione non la facciamo noi:<\/strong> i detenuti che nelle galere hanno detto BASTA non avevano bisogno dei nostri cori sotto le carceri per farlo, erano le condizioni disumane e vessatorie in cui li tenevano e li tengono ad averli istigati alla rivolta e alla fuga. Sono state le misure messe in atto dallo Stato nel momento della pandemia nei confronti dei carcerati ad averli istigati, perch\u00e9 lo Stato ha detto chiaramente &#8220;la vostra vita vale meno della nostra&#8221;.<br \/>\nLa solidariet\u00e0 \u00e8 non aver paura di sostenere tutto questo, di dare voce e corpo, con quanta pi\u00f9 forza possibile, a chi \u00e8 dietro le sbarre. <strong>Solidariet\u00e0 non sar\u00e0 MAI dire a qualcuno ci\u00f2 che deve fare, ma parlare con persone pensanti che vedono e vivono la stessa realt\u00e0 che viviamo noi.<\/strong> E che ad essa possono scegliere di reagire.<br \/>\n<strong>Non vogliamo attribuire significati impropri al coraggio di chi si \u00e8 ribellato, di chi si \u00e8 rivoltato o di chi ora lotta per la verit\u00e0, ma non possiamo non leggere i loro atti come l\u2019umana reazione alle pi\u00f9 profonde ingiustizie.<\/strong> Cos\u00ec come non possiamo non leggere nella battaglia di questi 5 prigionieri, un coraggio che si carica delle sofferenze di tanti, troppi detenuti vessati, torturati, ricattati, annichiliti da un sistema penitenziario che strutturalmente \u00e8 violento. Non possiamo non rintracciare nella violenza attuata su quelle persone imprigionate dei segnali chiari a tutte e tutti.<br \/>\nSiamo contro le ingiustizie, ma siamo anche contro lo Stato, prima e dopo i fatti di Modena. Anzi, quei fatti rafforzano le nostre idee riguardo a quello che pensiamo, riguardo alla convinzione che racchiudano l\u2019essenza dello Stato e di come il carcere sia propedeutico al benessere di chi ci sfrutta.<br \/>\n<strong>Il carcere \u00e8 una REALT\u00c0 di privazione e violenza per migliaia di persone rinchiuse tra mura e gabbie. Ed \u00e8 anche un monito, chiaro per tutte e tutti coloro che vivono in libert\u00e0:<\/strong> \u00e8 sempre l\u00ec la struttura della repressione, e sono sempre attorno a noi coloro che traggono profitto e potere da quel luogo. I responsabili di quegli assassinii si nascondono, chi li protegge \u00e8 coperto dal mantello dello Stato, ma questo poco importa, chi cerca verit\u00e0 la trover\u00e0.<br \/>\nAnche noi abbiamo un segnale da mandare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Mani Menti Cuori da differenti latitudini<\/em><\/p>\n<p><em>Gennaio 2021<\/em><\/p>\n<p><em>Per eventuali contatti, commenti o altro potete scrivere alla mail messaggiononrecepito@riseup.net<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo con richiesta di massima diffusione. Un messaggio non recepito \u00c8 questa la percezione che abbiamo riguardo a quello che successe neanche un anno fa nelle carceri italiane. 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