{"id":731,"date":"2013-04-16T13:11:57","date_gmt":"2013-04-16T11:11:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=731"},"modified":"2013-04-16T13:11:57","modified_gmt":"2013-04-16T11:11:57","slug":"la-rivolta-e-vita-volantino-solidale-distribuito-a-genova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=731","title":{"rendered":"La rivolta \u00e8 vita [volantino solidale distribuito a Genova]"},"content":{"rendered":"<p>Volantino distribuito per le strade di Genova il 4 aprile 2013, nel corso della giornata di mobilitazione nazionale in solidariet\u00e0 con gli imputati per gli scontri del <a title=\"\" href=\"http:\/\/www.informa-azione.info\/riflessioni_e_comunicati_sul_15_ottobre_aggiornato\" target=\"\">15 ottobre 2011 a Roma<\/a>.<\/p>\n<p>LA RIVOLTA E\u2019 VITA<\/p>\n<p>Il 4 aprile ha inizio il processo che vede imputate 25 persone per la rivolta del 15 ottobre a Roma.<br \/>\nMa cos&#8217;\u00e8 successo quel giorno? Una mobilitazione mondiale contro le politiche di austerit\u00e0 si annunciava come la solita protesta pacifica e moderata nelle strade della capitale. I soliti politici di sinistra, gi\u00e0 pronti a riciclarsi e a cavalcare l&#8217;onda del malcontento, contribuivano a render gli slogan solo parole vuote, sperando cos\u00ec di evitare il nascere di un\u2019espressione reale e radicale della protesta.<br \/>\nMa avevano fatto male i conti, per migliaia di persone non era possibile &#8220;indignarsi&#8221; e piagnucolare contro le misure di austerity, non era accettabile sfilare per elemosinare modifiche al sistema: perch\u00e9 non scagliarsi tutti insieme contro chi ci sfrutta e opprime ogni giorno?<br \/>\nBanche e agenzie interinali lungo il percorso del corteo vengono attaccate, le loro vetrine sfondate.<br \/>\nSolo una briciola , una piccola parte della violenza che ogni giorno questi uffici esercitano su poveri e sfruttati viene rispedita al mittente.<br \/>\nIl corteo prosegue e i manifestanti si scagliano contro una caserma dell&#8217;esercito italiano, i vetri infranti e il palazzo viene parzialmente distrutto da un incendio.<br \/>\nQuesta \u00e8 una normale e istintiva risposta al terrore e alla devastazione che i &#8220;nostri eroi&#8221; causano con le bombe sganciate sulle popolazioni nei territori di guerra come Iraq, Libia, Afghanistan. Un\u2019espressione di ribellione contro chi quotidianamente bombarda, stupra, massacra in giro per il mondo.<br \/>\nAlcuni tra i promotori e partecipanti alla manifestazione dispongono servizi d&#8217;ordine ad hoc per impedire qualsiasi azione non in linea con la parata pacifica da loro auspicata, fanno cordoni non per proteggersi dalla polizia, ma per bloccare eventuali \u201cfacinorosi\u201d, sono pronti a contrapporsi fisicamente per difendere i luoghi e i simboli del potere, si calano nel ruolo degli sbirri, aggrediscono gli altri manifestanti, li fotografano, li chiamano fascisti e intervengono in modo attivo aiutando la polizia ad identificarli.<br \/>\nLe forze dell&#8217;ordine caricano duramente la parte del corteo gi\u00e0 arrivata in piazza San Giovanni, dove il corteo dovrebbe concludersi con un comizio politico, premeditato da vari gruppi e partiti per promuovere una soluzione democratica alla situazione di esasperazione che aveva portato a quella giornata.<br \/>\nQuesta carica \u00e8 la goccia che fa traboccare il vaso, \u00e8 la scintilla che scatena il desiderio di rivolta tra i manifestanti. Gli sbirri che manganellano i pacifisti con le mani alzate saranno costretti alla ritirata da chi capisce che le mani \u00e8 meglio usarle per lanciare i sanpietrini sradicati dal lastricato della piazza.<br \/>\nIl blindato dei carabinieri che tentava deliberatamente di investire la folla con assurdi caroselli in una piazza gremita viene assaltato, lo scellerato autista si salva per miracolo e il mezzo viene dato alle fiamme, illuminando San Giovanni e i cuori di chi ha scelto di non abbassare la testa.<br \/>\nSul retro del mezzo in fiamme, qualcuno traccia la scritta A.C.A.B. CARLO VIVE.<br \/>\nSolo pi\u00f9 tardi si scoprir\u00e0 che, ironia della sorte, quel blindato proveniva proprio da Genova e dalla caserma di Bolzaneto, dopo anni di richieste di &#8220;verit\u00e0 e giustizia&#8221; sui fatti del G8, l&#8217;unica giustizia possibile arriva dalle mani della nuova generazione di incappucciati.<br \/>\nCarlo, ucciso per aver scelto la via della rivolta a quella della rassegnazione di una protesta-farsa, dopo anni di pallide commemorazioni, vive per davvero, in mezzo a tutte quelle persone che circondano e assaltano la camionetta.<br \/>\nI giorni seguenti vengono lanciati dai media appelli alla delazione e all&#8217;infamia, si chiede alla popolazione ancora turbata per la furia distruttiva della manifestazione di fornire alla polizia foto e video al fine di aiutare l&#8217;identificazione e l&#8217;arresto dei violenti.<br \/>\nNel corso di poco pi\u00f9 di un anno, 41 persone vengono denunciate, indagate, sottoposte a misure cautelari o arrestate per reati come devastazione e saccheggio o resistenza aggravata a pubblico ufficiale. Gli arresti sono isolati, eseguiti in tempi diversi, in sordina. Gli individui vengono imprigionati e processati, velocemente condannati con il meno clamore possibile, l\u2019obiettivo di colpire uno ad uno \u00e8 finalizzato a isolarli e smorzarne fisico e animo. Lo scopo \u00e8 far sentire gli imputati soli, indifesi e perch\u00e9 no, cercare di spingerli al rimorso, al pentimento! Questo gioco che porta avanti la giustizia di Stato pu\u00f2 avere effetti devastanti e di fatto degli effetti ci sono stati; 16 condanne in un anno con pene pesantissime dai 2 ai 9 anni. Dovute in parte a scelte processuali di difesa tese a ridurre i danni! Non si pu\u00f2 certo biasimare chi ha scelto di difendersi con riti abbreviati o patteggiamenti in questo clima di solitudine creato ad hoc, ma coscienti di questo possiamo impugnare l\u2019arma della solidariet\u00e0 in modo che queste differenziazioni non si ripetano un&#8217;altra volta, di modo che mai nessuno possa sentirsi abbandonato, che mai a nessuno venga il dubbio che non ne valeva la pena!<br \/>\nNon possiamo permettere di farci infettare dal virus del rimorso, possiamo invece ribadire che da Genova a Roma, da Atene a Londra ogni fuoco di rivolta \u00e8 stato alimentato dallo stesso spirito di rabbia che per sempre ci scalder\u00e0 il cuore.<br \/>\nQuando la rivolta esplode tutto cambia, le citt\u00e0 vengono stravolte, i nostri cuori battono all&#8217;unisono, tutto \u00e8 raggiungibile e attaccabile.<br \/>\nSta a chi sogna che la routine delle strade attraversate ogni giorno sia rovesciata dalla gioia della rivolta, sta a tutti noi rompere l&#8217;isolamento che vorrebbero creare intorno ad ogni imputato : le 3 mila persone in corteo a Teramo in risposta alle prime condanne per devastazione e saccheggio, gli attacchi alle banche e alla polizia schierata del corteo del 16 marzo a Milano in memoria di Dax, ucciso dai fascisti nel 2003, tutte le azioni dirette e le manifestazioni di solidariet\u00e0 che hanno avuto vita in questo anno dimostrano che farlo \u00e8 possibile.<br \/>\nOggi qui a Genova, come in molte altre citt\u00e0 d\u2019Italia, scendiamo nelle strade per esprimere la nostra solidariet\u00e0 a tutti gli imputati ed arrestati per i fatti del 15 ottobre 2011.<br \/>\nChe l\u2019eco delle nostre urla di rabbia si diffonda per strade, valli e citt\u00e0.<\/p>\n<p>SOLIDARIETA\u2019 A TUTTI I PRIGIONIERI<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.informa-azione.info\/repressione_15_ottobre_la_rivolta_%C3%A8_vita_volantino_solidale_distribuito_a_genova\" target=\"_blank\">http:\/\/www.informa-azione.info\/repressione_15_ottobre_la_rivolta_%C3%A8_vita_volantino_solidale_distribuito_a_genova<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Volantino distribuito per le strade di Genova il 4 aprile 2013, nel corso della giornata di mobilitazione nazionale in solidariet\u00e0 con gli imputati per gli scontri del 15 ottobre 2011 a Roma. LA RIVOLTA E\u2019 VITA Il 4 aprile ha inizio il processo che vede imputate 25 persone per la rivolta del 15 ottobre a <a href='https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/?p=731' class='excerpt-more'>[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[17],"tags":[407],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/731"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=731"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/731\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":732,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/731\/revisions\/732"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=731"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=731"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.inventati.org\/rete_evasioni\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=731"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}