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NON CHIUDETE INDY
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INDYMEDIA FAN CLUB Monday, Nov. 20, 2006 at 1:12 PM |
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appello a Chi gestisce indy
NON "CONGELIAMOLO"
NON FACCIAMOLO MORIRE!
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=1944&ID_sezione=&sezione=
Antagonisti in crisi d’identità Per Indymedia l’ora dell’addio
JACOPO IACOBONI TORINO Alle quattro di una domenica grigiolina, nello stanzone dell’Asilo occupato, nove ragazzi stanno, come dicono loro, «downloadando», tirando giù il report finale degli stati generali di Indymedia. «Kaos», in Indy ci si chiama coi nickname anche quando si è faccia a faccia, sta scrivendo la più pazzesca delle autocritiche di gruppo: «Indymedia è uno strumento fondamentale che ormai non funziona più. Questo però non è un limite suo, è un limite del movimento. È il movimento a essere litigioso, cazzaro, asociale e alienante, spesso». Spesso o sempre? Il futuro è in questo dilemma: chiudere oppure «chiudere per rinascere»? È tutto finito, bambina, cantava Bob Dylan. Lui chiuse per ricominciare.
Indymedia, il più importante network della sinistra radical italiana, rischia di chiudere e basta. Nella migliore delle ipotesi deve cambiare, e ha davanti la stessa sofferenza che ha chiunque cambia strada: rompere col passato, rassicurante ma esaurito, e incamminarsi verso l’ignoto, nuove amicizie, nuovi amori, nuovi progetti politici, la correzione della nostra stupidità di ragazzi. «Siamo tutti più vecchi», dice Antonio, storico militante del Gabrio, ora a Genova a lavorare nel supporto legale del dopo-G8. Tutti meno disposti a farsi etichettare come quelli che turbano la quiete pubblica, o come eterni bambini ammalati di radicalismo. «Se Indymedia diventa sfogatoio per slogan folli su Nassiriya, un po’ è colpa anche nostra», dice Elektrico. Indy è in crisi innanzitutto per questo: è in crisi di identità.
I soldi che mancano Poi sì, ci sono tanti guai materiali. Indy rischia di chiudere per due motivi. Uno, non ha più una lira e il server americano (nome in codice Jeff) non è disposto più a ospitarlo. All’assemblea dell’Asilo Jeff ha fatto arrivare un messaggio: «Ho fornito servizio di hosting a Indymedia per qualche anno, come hanno fatto altri: calyx, community colo, riseup, eccetera. Ho deciso di interrompere questo servizio». Indy, si scopre adesso, spende da un minimo di 10mila euro all’anno a un massimo di 36mila. E i soldi non ci sono più. «In passato arrivavano soprattutto dal network internazionale», racconta uno dei fondatori, una cinquantina di ragazzi che nel ‘99 inaugurarono il nodo italiano. Diversi di loro erano del Gabrio; altri di Askatasuna, o dell’Asilo, tendenza anarchica. Ora il network globale finanzia molto meno; anche da aree tradizionalmente simpatizzanti, come Indy venezuelana, i rubinetti si sono chiusi. E infatti una delle proposte è rilanciare una grande campagna di finanziamento, cene, concerti, vendita di magliette. Quella che s’acquista all’Asilo, fornita dal nodo Indy di Torino, potrebbe essere l’ultima, dunque è un cimelio: nera, col brand (((i))) in bianco in basso a destra, e dietro la scritta: «Do it yourself publish». Pubblica da te.
I post deliranti Era questo, in principio, il sogno. Fare da sé. Ma il progetto politico che c’era nel ‘99 adesso non c’è più, e Indymedia - da luogo mito dell’informazione orizzontale, l’open publishing - è diventato, come dice Kaos a nome della comunità, un refugium peccatorum: «Il 70% dei post sono repost da media mainstream, il 20% comunicati di movimento, il 10% stronzate di pazzi invasati. Non lo era, ma è Indy è diventata una triste bacheca di movimento». «Avevamo creato un gioiello», constata la bionda ragazza torinese che ora vive a Genova, mentre passeggia e si ferma a guardare l’amaca viola dentro il cortile interno dell’Asilo, accanto a due moto e un moto-triciclo. Qui, in questa scuola per bambini di tradizione ultrasabauda, si muore per rinascere come l’Araba fenice. Non più slogan dementi contro Israele, basta coi post scritti da sbandati, persino l’ipotesi di creare un filtro anti-boiate, sul modello di quello che già fanno in Nord America, o Indy di Madrid. Poi «dovremmo tornare per strada, spiegare cosa è Indy, come la si fa, perché abbiamo scelto di farla così»...
I sogni abortiti «Sette otto anni fa, prima di Praga, Napoli, e poi della tragedia alla scuola Diaz, sembrava che Indy potesse essere l’espressione più naturale di un movimento che s’espandeva, e credeva che un altro mondo fosse possibile», dice la ragazza. Adesso c’è come una sensazione di festa finita e di nausea, la sensazione di quando ti svegli dopo aver bevuto troppo la sera prima. All’ingresso dell’Asilo, sulla destra, tre carrelli di supermercato accanto a due biliardini sono pieni di bottiglie vuote, ciò che resta di due notti in cui il sogno è sembrato potesse persino rinascere. Di giorno, tutto è dannatamente più difficile.
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Bottiglie vuote?
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Alcolista_Cat Monday, Nov. 20, 2006 at 1:20 PM |
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Ma cosa scrive stò tipo? Adesso ai giornalisti piace lavorare gli articoli come se fossero un romanzo, rendendo pittoresche le immagini e le situazioni che descrivono. Forse dovrei stare zitto perchè non sono rimasto nel dopo cena e manco domenica, e mi son perso eventuali sbronze collettive, ma in tutta la giornata di sabato all'Asilo non è circolata una sola goccia di vino... ahimè, ce ne sarebbe stato bisogno, eccome! :)
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chi tradisce nel suo cuore
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necroclerico Monday, Nov. 20, 2006 at 1:29 PM |
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basta leggere quello che dicono certi sedicenti "indyani" sulla stampa dei padroni:
"Non più slogan dementi contro Israele, basta coi post scritti da sbandati, persino l’ipotesi di creare un filtro anti-boiate, sul modello di quello che già fanno in Nord America, o Indy di Madrid. Poi «dovremmo tornare per strada, spiegare cosa è Indy, come la si fa, perché abbiamo scelto di farla così»..."
questa gente sta semplicemente facendo adesso quello che fecero i loro genitori, con la scusante della prima volta: tradire un sogno.
e chi è traditore dentro di sé - o lo è diventato - pronto a vendersi al padrone e a ragionare da servo - prima o poi tradirà nella realtà.
se siete diventate fognette borghesucce lasciate Indy a cci se la merita.
ma qui la lezione è chiara: i vecchi voglion tradire, cercare un padrone che li foraggi, magari sionista e ben fornito nel portafogli, a patto dell'infame controllo.
significativo che si parli dei post antiisraeliani ma non della feccia sionista che infetta Indy.
molto significativo. Arlecchino, scherzando, disse il vero.
da veri marchettari cercano i soldini sionisti, così indymedia ripulito dalle voci fuori dal coro potrà diventare un media "servo"....
scusate, volevo dire "serio" come tutti i media in circolazione.
mi fate senso.
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chiudere che è meglio
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o scemi Monday, Nov. 20, 2006 at 1:31 PM |
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"«Se Indymedia diventa sfogatoio per slogan folli su Nassiriya, un po’ è colpa anche nostra», dice Elektrico."
"Non più slogan dementi contro Israele"
et voilà, in due righe l'articolista ha piazzato due perle, sarebbe da chiedere a elettrico e all' altra cima chi si credono per far la morale agli altri quando sono i primi a farsi manipolare dal primo che passa, o forse, quelle stupidaggini le hanno dette veramente?
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sempre detto che finiva così
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A Monday, Nov. 20, 2006 at 1:42 PM |
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INDYMEDIA in quanto strumento e il "movimento" sono stati spazzati via dai media mainstream e dai neocon il rsto l'hanno fatto i traghettatori del movimento in luoghi sicuri per il potere, indymedia in particolare è stata annienata da alcuni che fungono da cavalli di troia, su tutti mazzetta, vero artefice della fine di questo sito
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cioè ? ...alcune domande
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figos Monday, Nov. 20, 2006 at 1:55 PM |
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si è capito che Indy chiude ,ma non si è capito bene se rinasce sotto una veste nuova o se la chiusura è definitiva ? ...ovvero cosa si intende per rinascere ? ...si cambia server,nome sito,policy ! spiegatevi meglio ! ...e l'identità politica cambia ? ...a proposito politicamente Indy ha capito a quale linea si identifica ?
SONO PREOCCUPATO ...come farò a farmi passare le giornate ,era il mio miglior divertimento postare su Indy cose serie !..,mi dovrò trasferire sul forum dell'ADUC ?
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Per favore...
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Uno Monday, Nov. 20, 2006 at 1:56 PM |
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Ma davvero credete a ciò che scrive "la Stampa"? Non ci vuole molto a vedere (o capire) che le posizioni di chi ha parlato al meeting sono state distorte, magari solo perchè il giornalista ha frainteso tutto dal suo punto di vista "moderato". Accendere il cervello, per favore!
Per chi addossa la colpa della fine di Indymedia a mazzetta, o altri singoli personaggi... Ma che cazzata. Anche se così fosse, questo dimostrerebbe solo che Indymedia Italia, al di là della conclamata orizzontalità, aveva grossi problemi di trasparenza organizzativa e democrazia interna. Io l'ho sempre pensato, e il problema va ricondotto non a mazzetta, ma alla forma del progetto. Spero che questa situazione difficile diventi un'occasione di analisi seria, per non commettere gli stessi errori nel futuro.
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Non hai capito un cazzo
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Senziente Monday, Nov. 20, 2006 at 2:15 PM |
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Devi essere lo stesso che ha chiesto di vedere il contratto tra Jeff Moe e l'"hosting manager" in un altro post. Guarda che Jeff Moe non ha rescisso nessun contratto: ha semplicemente deciso di non ospitare più Indymedia Italia sui SUOI server, per i quali ha il SUO contratto e sborsa i SUOI soldi.
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indy chiude???
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tastier' militant Monday, Nov. 20, 2006 at 2:29 PM |
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oh no! adesso noi militanti da tastiera saremo costretti ad uscire allo scoperto!!! o rendiamo pubblica la nostra resao torniamo a fare politica sul serio!!!!!!! oh dio..........
chiudete che é meglio. lo dite voi. siete ormai vecchi, vi siete arresi merde. come papà e mamma qualche anno fa. basta sognare. basta pensare a raggiungere il cielo. basta.
meglio così........ lasciate lo spazio alle nuove generazioni.... le vedo, si fanno strada alla faccia vostra i piccoli del mov.......... voi possiate morire nella vostra casetta di campagna.
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attencion, reflexion...cazz!
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mall Monday, Nov. 20, 2006 at 3:03 PM |
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cosi..una piccola analisi
questo post è iniziato con un link ad un articolo della Stampa.
Per quanto chi l'ha messo, l'abbia fatto con buona intenzione, dimostra come spesso, anche se vogliamo comunicare sbagliamo magari nelle modalità, scazzando anche con l'uso dello strumento.
a chi ha postato l'articolo della Stampa per fare " appello" ...non poteva linkare la mail che l'assemblea riunita ha mandato alla lista..e nella feature dell'asilo? http://lists.indymedia.org/pipermail/italy-tech/2006-November/1119-5w.html
allora leggere e presupporre problematiche di indy dalla stampa, dai giornali, e sopratutto da tutti quei giornalisti di merda, schiavi,LORO, di un'informazione_spettacolo, dipendenti SOPRA dallo scontro tra politici e mercati, e SOTTO, dal utente consumatore delle notizie_merce.... questo non aiuta a capire e mai lo farà. l'informazione che passa con indy e attraverso essa dovrebbe essere fonte del comunicare tra noi...partendo dal presupposto che leggere giornali e/o ascoltare media main stream...debba servire al massimo per sapere che fanno i disgraziati potenti e cosa fanno ammoccare alla gente in italia, passandola per verità assoluta.
ora a parte il Virus Stronz di cui gode l'informazione giornalistica italiana...
lasciamo sta zio jeff... e nel caso aveste intenzione di capì che cazzo succede, che cosa si farà, come ..e con chi/cosa la partecipazione è aperta come lo è sempre stata.. dai post alle liste..
se uno scrive per passare un sua posizione, dubbio, o non so chè, cazzo non lo faccia con la certezza di dire la onniscente verità...da qui parte la prima disinformazione che pratichiamo costantemente quando spammiamo merda distruttiva tra noi... proposta,critica, costruiamo. e per chi legge abbia attenzione per cosa legge.. impariamo a discernere virus stronz, da virus fascis, da virus sbirris a virus culis( quelli che gli rode il culo di non avere capacità intellettive e comunicative..e rompe u cazz a chi le sperimenta collettivamente)...così ci famo gli anticorpi cazzuti...e tettuti.
.. nei post ognuno continua nelle sue pubblicazioni, che va benisimo,ma mi sa che niscun sè reso conto che magari tra 10 giorni può esse che non ce ne sia la possibilità. contaminiamo e contaminiamo..e famo che le problematiche e dibattiti escano da indy e non da quella info che indy non ha mai cacato, nè vuole fare.
bastardi volevo incazzarmi, invece ho fatto le raccomandazioni...sbla! ciauz
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proposta
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un* che un tempo scriveva come papallo Monday, Nov. 20, 2006 at 3:04 PM |
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Lasciamo perdere le illazioni del pennivendolo di turno, le bugie, le invenzioni. Badiamo ai fatti. Alcun* propongono di mantenere vivo almeno il newswire, come scambio di informazioni ma soprattutto di appuntamenti od iniziative. Il problema sono i fondi, dunque l'unica soluzione sono cene benefit, concerti.. oppure ci auto-tassiamo una tantum, l'han fatto per couchsurfing, non vedo perchè non potremmo farlo anche noi (oltretutto, mi pare un po' più serio occuparsi di problemi sociali, anzichè pensare a trovare un divano per dormire durante i propri viaggi a cazzeggio).
Di sicuro chiudere non è una soluzione, e il motivo va ricercato proprio nell'interesse dei media istituzionalizzati al fenomeno indymedia: da anni cercano di spazzarlo, semplicemente perchè fa paura.
Proposta: sottoscrizioni libere una tantum per campare 'ancora un anno', nel frattempo riorganizzare la gestione di indy (a livello liste, newswire) ma mantenere aperto e vivo ALMENO lo stesso newswire: molt* non possono prendere parte alle assemblee, ed utilizzano indy - con le dovute accortezze del caso - come primaria fonte di informazione. Chiudere indy rappresenterebbe davvero la morte di un movimento che - a mio avviso - non è poi così deceduto come vogliono farci credere (e come molt* ormai pensano).
Quindi, anzichè congelare tutto, non si può lasciare almeno la possibilità di pubblicare e leggere il newswire? Se il problema sono le/gli admin, è presto risolto con brevissima discussione in lista - c'è parecchia gente interessata. Se il problema è la gestione tecnico/informatica del tutto (database, webservice..) torna subito la proposta di una raccolta fondi urgente.
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cioè fatemi capire?
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INDYMEDIA FAN CLUB Monday, Nov. 20, 2006 at 5:51 PM |
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Prima si lasciano le interviste ai giornalisti (che a me non scandalizza poi però <sono servi schiavi del potere...>mi sembra un po incoerente. Ho postato l'articolo perchè volevo partire proprio da lì per criticare non chi ha creato e gestito indy ma per evidenziare cosa scrivono di indy E ti dico la mia su postare gli articoli mainstream: non mi scanfdalizza affatto e sono soltanto utili a fare un confronto su come la pensiamo noi...
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...
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Elettrico Tuesday, Nov. 21, 2006 at 2:32 PM |
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"sarebbe da chiedere a elettrico e all' altra cima chi si credono per far la morale agli altri quando sono i primi a farsi manipolare dal primo che passa, o forse, quelle stupidaggini le hanno dette veramente?"
ma secondo te? a leggere alcuni dei commenti e a questo articolo del cazzo, comprese insinuazioni varie, passa proprio qualsiasi minima voglia di sbattersi. per dare spazio a cosa mi chiedo, questa sarebbe comunicazione "antagonista" o come cazzo la volete chiamare? ma dai.
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indymedia italia è tutta qui
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un* che un tempo scriveva come papallo Tuesday, Nov. 21, 2006 at 7:52 PM |
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Riassunti in questi pochi reply vedo tutti i problemi che affliggono indy:
un articolo preso da un quotidiano, atto a *stimolare un dialogo* costruttivo
almeno due terzi di post FAKE: provocatori, infami che si spacciano per altri - superlativa la stupidaggine di idraulico in duetto con la replica, dello stesso individuo, spacciatosi per elettrico
qualcun* che forse un po' ingenuamente prova ancora a rispondere e dialogare con questa gente, mi rivolgo a 'indymedia fan club': IMHO le tue intenzioni erano nobili, e hai comunque spiegato bene quali fossero, quindi ti consiglio di non affannarti a replicare a frasi che COMUNQUE son messe lì per distruggere/provocare/dividere.
Infine, il reply di mass, e cito <e per chi legge abbia attenzione per cosa legge..> che straquoto e preciso dal mio punto di vista: il newswire dovrebbe servire per le NOTIZIE! Le opinioni lasciamole ai forum! E' giusto lo scambio di opinioni, ma che sia costruttivo, propositivo, che suggerisca idee. A spargere merda son capaci tutti. Anche i brigadieri. Anche i fascistucoli.
Anche a distruggere son capaci tutti.
Riquoto: <e per chi legge abbia attenzione per cosa legge..> perchè OVVIAMENTE ora leggeremo post firmati _fan club_, _mass_, _papallo_, _Uno_, che proveranno a creare disordine, seminare zizzania, suscitare dubbi.. Non badate all'autore, bensì al contenuto: da lì è semplice discernere le poche proposte valide in un mare di vero e proprio spam.
La mia proposta resta sempre: raccolta fondi per un server che ospiti il newswire in attesa di un nuovo process ed una nuova gestione di indy.
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statidiebrezzacontinuata
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AAA Tuesday, Nov. 21, 2006 at 10:22 PM |
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Il fascino discreto di certe narazioni in fondo risiede nello scomodare quei due o tre stereotipi che hanno fatto la fortuna del cinema holliwodiano: il wisky, le golouas, il fumo che sale verso i ventilatori a pala, l' atmosfera carica di tensione, i portaceneri colmi e i bicchieri vuoti.
Pero' e' bello che i giornalisti della stampa e quelli del manifesto abbiano potuto esercitarsi liberamente in questa narrazione post-indyana prima ancora che fosse stilato un legale certificato di morte . E' chiaro che il morto c'e, il cadavere e' pallido e freddo e non e' Lazzaro ma ancora ufficialmente...non sono state rilasciate dichiarazioni.
Il fatto e' che il medico legale invece di raggiungere il luogo del delitto a certificare il decesso sta sorseggiando il suo bourbon in quel bar malfamato all' angolo della quinta strada di una qualsiasi metropoli post-industriale grigia e smoggata.
Si sa' i reporter di cronaca hanno per mestiere gli agganci giusti e arrivano sempre appena un attimo dopo il delitto. In questo caso anche prima.
Chi ha ucciso indymedia?
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a che serve?
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compagno Thursday, Nov. 23, 2006 at 7:07 PM |
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faccio politica da dieci anni e mi sono collegato a indymedia solo nell'ultimo anno...chi FA LE COSE e CHI VUOLE FARLE non ha bisogno di questo strumento...voglio dire, cortei assemblee picchetti non hanno bisogno di essere sbandierati in questo modo...torniamo a guardarci negli occhi alle assemblee invece di digitare cose a casaccio...chi è nel "movimento" le cose le viene a sapere comunque, anche a taaaanti km di distanza se è questo che preoccupa...secondo me se indy chiude non cambierà un cazzo...la maggior quantità di notizie e appelli non spinge (ovviamente) a fare più lavoro politico, ad essere presenti nei territori, nei quartieri, nelle scuole e sui posti di lavoro...scusate ma questo tanta gente lo sapeva già 5 anni fa!
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