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Spegnete tutto!
by Terra Monday, Sep. 10, 2001 at 8:32 PM mail:

Quando ero studente, alle manifestazioni, mi chiedevo sempre come mai mancavano gli operai, visto che si combatteva soprattutto per loro. Ma gli operai avevano già il loro dafare.

Spegnete tutto!

Non ero a Genova nel luglio 2001.
C'ero anni prima.
Ho visto compagni cadere sotto i manganelli delle forze dell'ordine, sotto le chiavi inglesi dei giovani fascisti, sotto i calci del servizio d'ordine alle feste dell'Unità. Ho preso calci, pugni e schiaffi. Ho visto le irruzioni armate della polizia, sfondando le porte di famiglie pacifiche, e distruggere interi appartamenti per il solo fatto di essere sull'agenda telefonica di un sospettato rivoluzionario.
Ma non c'erano webcam, telecamere digitali o analogiche, macchine fotografiche. E per darci gli appuntamenti dovevamo usare i gettoni telefonici.
E se avevi preso un calcio nello stomaco, era perché sicuramente avevi fatto qualcosa ‘di sbagliato '. I mass media ti mangiavano la faccia, e leggere riviste che raccontavano la verità significava rischiare la reazione dello Stato. Fascisti e polizia, in media, hanno una cosa in comune: lo scarso livello culturale.
Ho seguito le vicende di Genova sin dall'inizio. Ma sin dall'inizio era chiaro che sarebbe stata una tragedia.
I mezzi d'informazione ‘formavano' il movimento. I mezzi d'informazione facevano salire la tensione ancor prima di cominciare.
ANTIGLOBAL
Un movimento enorme, mondiale, inesistente prima della diffusione di internet, il mezzo d'informazione per eccellenza (oggi).
E questo l'hanno capito prima i GLOBAL. Dopo Goteborg era chiaro che la rete (globale) stava unendo forze e pensieri. Come lasciare che tutto continuasse a crescere fino al kaos?
È certo che gli sfasciamacchine stranieri hanno avuto mano libera già alle frontiere. Perché? Complici i governi, le polizie di stato, di frontiera. Qualcuno fa timide interrogazioni allo stato italiano per i maltrattamenti subiti da qualche connazionale. Ma come? In un occidente che, se trattano male un disabile allo stadio si rischia un incidente diplomatico, dopo la carneficina di Genova chiedono, prima, di sapere cosa è successo?
No, ci sono dentro tutti.
E ci siamo anche noi.
Chi di tutti quelli che erano a Genova o che sono alle tastiere della rete, ha una reale idea, un solido piano, VERO, di distribuzione delle ricchezze nel pianeta?
Chi di noi ha tali conoscenze economiche o sociali da poter realizzare un effettivo piano di equilibrio e sviluppo degli stati del mondo?
Chi sarebbe in grado di spiegare ai G8 come fare per ridurre la bestiale disuguaglianza fra i paesi industrializzati e non?
Giorgio Bocca? Dario Fo? Bertinotti? Casarini?
Abbiamo sicuramente idea di cosa sarebbe meglio e giusto, ma non sappiamo come.
Abbiamo bombardato l'Iraq per mantenere il nostro stato sociale.
Abbiamo gridato contro quella guerra. Ma, per farlo, abbiamo usato energia, carburante e tornando a casa ci si faceva una bella doccia calda e si accendeva il televisore per vedere cosa stava succedendo.
E anche adesso, usiamo i mezzi del potere, del nostro potere, della nostra tecnologia per combattere il potere che ce li vuole mantenere.
Chi sta leggendo queste righe ha un computer, che brucia energia che in africa se lo sognano, consuma più acqua per una pisciata che un Masai per tutta la famiglia. La sera vuole uscire, ascolta mp3, ha un impianto audio e tutta la sua vita è basata su un benessere che, per poco che sia, è enormemente maggiore di quello di centinaia e centinaia di milioni di esseri umani. E sicuramente pensa di non avere un alto tenore di vita.
Mi ha sempre fatto ridere la II Repubblica.
Generata in seno alla prima.
Questo governo, a Genova, ha fatto proprio schifo. Ma non è solo.
Un rospo genera rospi e una tigre genera tigri.
Non credo sia possibile combattere la ‘globalizzazione' utilizzando la globalizzazione stessa.
Siete realmente convinti della lotta?
Siete realmente disposti a combattere?
Io non credo che Carlo Giuliani sarebbe andato in corteo se gli avessero detto che sarebbe morto.
E tutti gli Antiglobal?
Fino a che punto pensano di lottare?
E con cosa?
E con quali idee (slogan a parte)?
Volete veramente uccidere il sistema?
Lo volete sul serio?
Allora
SPEGNETE TUTTO!!!
Macchine, lavatrici, computer, scaldabagno, lampadine… TUTTO!
Immaginate una settimana di sciopero dell'energia.
Andrebbe in tilt il sistema mondiale.
E se imparassimo a vivere nella fierezza di quel Masai
Non ci sarebbe più bisogno di combattere.

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Abbiamo visto in molti e ..
by semprecontro Monday, Aug. 20, 2001 at 10:08 PM mail: ob5879@yahoo.it

Dobbiamo solo fare in modo, ogni volta si aggiunga qualcuno alla lotta. Con le sue idee: boicottando la nestle o la benetton, volantinando, disertando i macdonald, spaccando vetrine, facendo spettacoli, facendo aumentare il numero di gente che spegne televisori e si legge un libro, butta il telefonino, prende e va ad una riunione con imigrati ricordando che siamo un popolo di emigrati, va a fare la marcia ad Assisi, tira una molotov contro !@#$$%
^Non so quale e'la strada, ma una piccola azione di tanti, che aumentano, sempre piu.
Per i miracoli ci si attrezza dopo, ma con la tenacia, giorno dopo giorno, si puo'arrivare a grossi risultati.
Nella peggiore delle ipotesi, posso guardare nello specchio senza dovere sputarmi in faccia.
sc

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x Terra
by Giando Tuesday, Aug. 21, 2001 at 11:32 AM mail: unessereumano@hotmail.com

Bello Terra veramente bello e Vero quello che dici.Però devi anche ammettere che siamo in un sistema fatto di paradossi e circoli viziosi:paradossi ,come quello che dici tu ,che i NoGlobal comunicano con internet strumento di questa società capitalistica,industrializzata ,distruggitrice di foreste ,Cattiva ecc. ecc.;e di circoli viziosi tipo:la Nestlè fa lavorare moltissima gente,ma la Nestlè è cattiva ,ma se la Nestlè un giorno chiudesse appena il decimo delle sue fabriche tutta quella gente disoccupata,per quanto male stava già vivendo,ora come vivrà ?
Metti che in questo momento tutto il mondo decidesse di spegnere le macchine(che anch'io reputo il male dell'umanità), come vivranno tutti questi esseri umani che oramai è una piccolissima percentuale che mangia quello che produce(i contadini....)?
Penso che prima di spegnere tutto (che di certo non potrà mai essere una cosa che accade dall' oggi al domani,te l'immaggini che Caos ) dovremmo aver creato presupposti e soluzioni che lentamente prendano il posto dell'attuale stato di cose.Non mi chiedere come perchè ora non lo so e al punto in cui stiamo( demograficamente e ambientalmente inguajati ) è tutto molto difficile.
Ciao.

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x (la) TERRA
by gia Tuesday, Aug. 21, 2001 at 12:19 PM mail: unessereumano@hotmail.com

Bello Terra ,bello e Vero quello che scrivi .Però se dall'oggi al domani tutti noi esseriumani decidessimo di spegnere tutto come vivremmo?come fare a mangiare visto che orami è un picccolissima parte dell'umanità che ha stili di vita indipendenti dalla macchina(che io reputo un male per l'umanità e la natura)?
Ora non so come risolvere il problema ma sono sicuro che qualsiasi atto immediato porterebbe solo caos e rovina.Forse si dovrebbero cercare soluzioni da sostituire lentamente allo stato attuali delle cose.
Ciao

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Dalla Luna alla Terra
by Luna Tuesday, Sep. 04, 2001 at 10:48 PM mail:

Vivere in occidente da Masai è assai improbabile. Troppo a fondo ha scavato negli anni la tecnologia e con essa il consumismo per disfarcene come se niente fosse, per pensare di togliercelo di dosso come una maglietta sporca. E' talmente radicalizzato dentro ognuno di noi che realizzare uno stile di vita scarno, basato solo sull'essenziale e quindi anche sul rifiuto totale della tecnologia è improbabile, quasi come dire: torna ora che sei adulto allo stadio infantile, vivi, emozionati e senti la vita come quando avevi cinque anni. Si può provare ma è difficilissimo, direi impossibile.
La tecnologia è dannosa ma indubbiamente anche utile all'umanità. E' il suo uso che determina la differenza.
Come ogni cosa.
Io non ho conoscenze economiche o sociali per proporre un piano di equilibrio e sviluppo equo degli stati del mondo, ma incazzarmi ad esempio perché con circa 70.000 si ridurrebbe il rischio di trasmettere il virus dell'HIV dalla madre ad un neonato africano e lo si ignora, è un mio dovere, così come chiedere un progetto reale ed efficace per quel miliardo e duecento milioni di persone che vivono nella fame, è anche mio dovere, o protestare contro la globalizzazione alimentare che contribuisce a creare danni immensi. E non posso pensare che me ne devo stare zitta perché non sono in grado di proporre qualcosa di efficace. Io voglio farmi sentire, che sia in piazza, parlando con la gente, scrivendo, o altro, non ha importanza. La tua idea di spegnere tutto per una settimana credo che sia utile per dare uno scossone. Io ci stò.

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