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Le Bugie di Placanica Presunto Assassino di Carlo Giuliani
by stealth Friday, Jun. 21, 2002 at 4:42 PM mail:

Commenti all'articolo de "Il Nuovo": ' Piazza Alimonda, Placanica: "Volevo solo sparare in aria" -- Il carabiniere indagato per l'omicidio di Carlo Giuliani, il No Global ucciso il 20 luglio scorso a Genova, racconta a Terra, per la prima volta, la sua verità.' apparso presso: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,135052,00.html

Commenti all'articolo de "Il Nuovo": ' Piazza Alimonda, Placanica: "Volevo solo sparare in aria" -- Il carabiniere
indagato per l'omicidio di Carlo Giuliani, il No Global ucciso il 20 luglio scorso a Genova, racconta a Terra, per la prima volta, la sua verità.'

Articolo apparso presso: http://www.ilnuovo.it/nuovo/foglia/0,1007,135052,00.html


Placanica dichiara:

"Volevo allontanare la gente, non volevo ferire nessuno, non volevo sparare, non avrei voluto ... non è il mio ideale essere una persona che ha bisogno della pistola."

Va notato che, nelle dichiarazioni rilasciate immediatamente dopo l'omicidio, Placanica si preoccupo' molto della sua permanenza nell'Arma dei Carabinieri, dalla quale, per altro, non risulta essersi o essere stato allontanato.
Come tale preoccupazione possa essere compatibile con la sua affermazione che non sia il suo dichiarato ideale l'aver bisogno di pistole, appare almeno un po' dubbio, cosi' come appare inappropriata, diciamo, la preoccupazione da egli espressa sulla propria permanenza in servizio quale sua reazione espressa nell'immediatezza dell'omicidio a lui attribuito.

Prosegue Placanica:

"Prima della pistola si può usare la parola ... e a quel punto io intimai, gridai di allontanarsi altrimenti avrei sparato ... alla mia sinistra c'era gente... dietro c'era gente ... e allora presi la pistola e sparai dei colpi".

La storia di Placanica fa acqua da tutte le parti.
Non solo per le sue incongruenze con le testimonianze rilasciate dai presenti e con video e foto disponibili, ma anche perche' Placanica contraddice se' stesso, non solo nelle sue dichiarazioni successive nel tempo, ma persino nel contesto di quella che appare una singola dichiarazione.

Infatti, come vedremo anche piu' avanti, Placanica sostiene, sempre sulla sua decisione di sparare, che:

"Poi qualcuno da fuori, racconta il carabiniere, mentre i manifestanti stanno assaltando il Defender, cerca di di prendergli la pistola dalla fondina. E lui la estrae."

Ora, delle due l'una: o Placanica ha estratto la pistola e fatto fuoco in un contesto logico e consequenziale, dopo avere invano intimato agli assalitori di allontanarsi ed aver minacciato si usare la pistola, come sostiene nel primo brano, oppure la sua decisione di estrarre la pistola e di fare fuoco e' stata casuale e largamente istintiva, conseguenza del tentativo di sottrazione della pistola da parte degli assalitori del Defender.
Oltretutto si tratta di un tentativo di sottrazione che appare largamente incredibile e addirittura fantasioso in base non solo al puro buonsenso, ma anche attraverso la documentazione video e fotografica disponibile.

In ogni caso, le due, si badi bene, due, versioni di Placanica sulla decisione di estrarre la pistola e di fare fuoco rilasciate in questo medesimo contesto, cozzano con le dichiarazioni rilasciate ai giudici di Genova che lo interrogarono subito dopo l'omicidio, e con il fatto largamente documentato ed acclarato che la pistola puntata dall'interno del Defender appare impugnata con perizia e fermezza per lungo tempo, mirando sempre ad altezza d'uomo, per lunghe decine di secondi prima e dopo l'uccisione di Carlo Giuliani, anche mentre e dopo che il mezzo dei Carabinieri, improvvisamente ripartito, strazia sotto le proprie ruote per ben due volte il corpo della povera vittima.

E' sempre Placanica che parla:

"Ho cercato di sparare in aria, per questo dico che non mi sono accorto che c'era Carlo Giuliani dietro la macchina"

Questa dichiarazione e' a dir poco risibile.
Ed e' tanto manifestamente falsa che quasi non meriterebbe commento. Ma va sottolineata, perche' ancora una volta, Placanica contraddice Placanica, il quale, piu' avanti, sostiene:

"Non ho visto Carlo Giuliani, ho visto una persona che veniva contro di noi con un oggetto metallico molto grosso, non riuscivo a distinguere se era un estintore perché i miei occhi ancora lacrimavano per i lacrimogeni e poi c'era il sangue sulla mia faccia"

Ancora una volta, Placanica dovrebbe spiegare come sarebbe mai possibile credere alle sue dichiarazioni impossibili.

Di nuovo, abbiamo due versioni in conflitto tra loro.
O, come dice nel primo brano, egli ha cercato, con manifesta imperizia e mancanza di qualsiasi competenza in materia di armi, di sparare "in aria" dall'interno del mezzo, contro il tetto dello stesso. Ossia, mettendo a grave rischio di rimbalzo incontrollato del proiettile se' stesso e chiunque gli si trovasse attorno, fuori e dentro il Defender, e NON si e' accorto che vi era qualcuno dietro il mezzo (Carlo Giuliani, ma va osservato che vi erano diverse persone, dietro il mezzo, e non solo Giuliani, il quale, anzi, non era nemmeno tra i piu' vicini al mezzo al momento degli spari), oppure se ne e' accorto, come dichiara piu' avanti, ed ha visto qualcuno che veniva contro di lui con un "oggetto metallico".

E c'e' anche da chiedersi come faccia Placanica a sostenere si trattasse proprio di un oggetto "metallico" visto che, al contempo, sostiene che "non riuscivo a distinguere se era un estintore perché i miei occhi ancora lacrimavano per i lacrimogeni e poi c'era il sangue sulla mia faccia".
L'estintore e' totalmente dipinto di rosso/arancione, non ha certo un'apparenza decisamente "metallica" (a meno che
non lo si identifichi proprio come un estintore, cosa che pero' Placanica esclude esplicitamente) e, visto il largo uso di attrezzi marinareschi (in primo luogo giubotti salvagente) da parte dei manifestanti, avrebbe potuto benissimo essere anche, perche' no, un parabordi per barche, ad alcuni dei quali un estintore puo' benissimo assomigliare per forma, dimensione e colore.

Specialmente se poi si invoca, come fa Placanica, una vista temporaneamente annebbiata.
Ma non abbastanza annebbiata, evidentemente, da consentirgli di individuare con precisione un "oggetto metallico molto grosso" e da essere in grado di colpire "casualmente" Carlo Giuliani in pieno volto, una circostanza che e' molto difficile credere sia possibile all'infuori di un contesto nel quale si applichi un tiro mirato, vista l'ampiezza del campo di tiro costituita dal largo finestrino posteriore del Defender.

Prosegue Placanica:

"Avevamo timore - racconta - stavano arrivando e a un tratto sono arrivati, hanno circondato la macchina da ogni lato. L'unica cosa che riuscivo a sentire erano le grida del collega, le mie stesse grida, e un rumore metallico di lamiera. I vetri cominciavano a cadere, a distruggersi e cominciava a entrare in macchina qualsiasi oggetto. Il timore era immenso, la paura quel giorno non riuscivamo a controllarla".

La stessa paura, probabilmente, provata dai manifestanti bloccati in Piazza Alimonda e circondati da ogni lato in quel tragico pomeriggio.
I manifestanti che assalgono il Defender lo fanno dopo essere giunti nella piccola piazza sfuggendo alle furiose cariche operate dalle Forze dell'Ordine nell'attigua via Tolemaide e dopo esservi stati accolti da una immediata ed inopinata carica operata da un nutrito drappello di Carabinieri in completa tenuta anti-sommossa con al seguito due Defender, tra i quali quello a bordo del quale si trovava Placanica.

La carica viene respinta, evidentemente con la forza della disperazione di chi si vede chiuso nella trappola di piazza Alimonda, e i Carabinieri si danno ad una fuga disordinata, nel corso della quale il Defender protagonista della tragedia si ferma contro un cassonetto dei rifiuti. Cio' avviene quasi al centro della strada asfaltata e ben lontano da qualsiasi muro, come appare invece dall'ingannevole schiacciamento prospettico determinato da alcune fotografie della scena eseguite con il teleobbiettivo. Ed avviene nell'inerzia completa di numerosi Carabinieri distanti pochi metri e che nulla fanno per intervenire in aiuto del mezzo bloccato e dei suoi occupanti, come ampiamente dimostrato, ancora una volta, da riprese e da testimonianze univoche e numerose.

E' bene anche notare che, anzi, e' anche plausibile che il Defender abbia trascinato via dalla sua posizione normale il cassonetto, che e' ancor oggi posto a fianco della strada a pochi metri dal luogo dell'omicidio in una collocazione perfettamente compatibile con l'ipotesi di trascinamento appena formulata.

"Il timore era immenso, la paura quel giorno non riuscivamo a controllarla", dice Placanica, che pure era armato ed all'interno di un mezzo almeno parzialmente protetto. Una paura --ed un panico che se ne desume-- comunque non sono compatibili con un efficace svolgimento di un servizio di Ordine pubblico e che risolleva la domanda su quali siano, in alto, le responsabilita' del mancato controllo e mantenimento dell'Ordine e della Sicurezza Pubblica a Genova nei tragici giorni del G8.

Di seguito, Placanica riferisce quanto abbiamo gia' osservato piu' sopra, aggiungendo altri particolari e dichiarazioni che aumentano, anziche' diminuire, le contraddizioni del suo racconto:

"Poi qualcuno da fuori, racconta il carabiniere, mentre i manifestanti stanno assaltando il Defender, cerca di prendergli la pistola dalla fondina. E lui la estrae. Poco prima era rimasto ferito: "Mi è arrivato qualcosa di pesante in testa e ho iniziato a vedere solo sangue...
la ferita non riuscivo a vederla ... e ho avuto anche timore perché, non vedendo la ferita, non sapevo neppure cosa avevo ... vedevo solo sangue...le mani erano macchiate di sangue". Poi i colpi, sparati, secondo Placanica, solo con l'intenzione di disperdere i manifestanti.
Senza avere visto nitidamente né il ragazzo né l'estintore che portava con sé: " Non ho visto Carlo Giuliani, ho visto una persona che veniva contro di noi con un oggetto metallico molto grosso, non riuscivo a distinguere se era
un estintore perché i miei occhi ancora lacrimavano per i lacrimogeni e poi c'era il sangue sulla mia faccia". Senza avere capito nemmeno sul momento di avere colpito qualcuno, né poi di essere passati con la jeep sopra al corpo del ragazzo."

Placanica, colpito alla testa (sette giorni di prognosi refertati successivamente al pronto soccorso, e' bene ricordarlo, visto che si tratta di una prognosi tutt'altro che grave) vede "solo sangue", ha gli occhi che gli "lacrimano per i lacrimogeni" ma, cio' nonostante, identifica perfettamente come un "oggetto metallico molto grosso" (ma non come un estintore!) l'estintore impugnato da Carlo Giuliani e, guarda il caso, centra perfettamente con la propria arma, sotto l'occhio sinistro, proprio il volto dello sfortunato ragazzo genovese che quell'estintore impugnava.

Ancora:

"Ora Placanica prova soltanto: "rimorso, rimorso" e vuole incontrare il padre del ragazzo. "Non so ancora cosa gli dirò, ci sto pensando, ancora non so dirlo". Carlo? "Non ci penso spesso. Certo è una cosa che non dimenticherò mai, mai e poi mai, la porterò sempre con me per tutta la vita. Non mi dà fastidio che sia diventato un simbolo per i No global. La cosa che mi interessa è che io non ho colpa."

A Placanica, comprensibilmente, interessa solo di non avere colpe.

Ed a Placanica, l'uomo dalle mille contraddizioni, occorre davvero chiedere come intende spiegare quest'ultima sua: come e' possibile, infatti, allo stesso tempo e, nella stessa dichiarazione, esprimere di provare rimorso mentre si afferma con forza di non avere nessuna colpa?
Non e' forse il rimorso derivante direttamente da un senso di colpa e non e' forse impossibile provare "rimorso" se si sente di non avere "nessuna colpa"?

"E' questo che voglio far capire alla gente che ancora non ci pensa. Perché parecchie persone hanno avuto solidarietà nei miei confronti, la maggior parte di tutto il popolo italiano. Però voglio far capire a quelle poche persone che restano che io non ho colpa, come non ha nessuna colpa Carlo Giuliani perché in quel caso non ci dovevamo trovare lì.
Nessuno dei due. C'è stato qualcosa che in quel giorno ha incrociato le nostre strade, però quel qualcosa non ci doveva essere''.

Placanica, l'uomo che prova "rimorsi senza sensi di colpa" e che vuol parlare al padre di Carlo Giuliani, ma non sa ancora per dirgli cosa, dopo avere espresso, informato chissa', forse, da DataMedia, che ormai "solo poche persone" credono "ancora" che egli possa avere una qualche colpa, dice, finalmente, qualcosa che e' difficile contestare.

Ossia dice che ne' lui, ne' Carlo Giuliani, avrebbero dovuto trovarsi in piazza Alimonda in quel tragico pomeriggio del 20 luglio 2001.

E' vero.

Placanica avrebbe dovuto probabilmente trovarsi, se qualcuno gli avesse fornito qualche mezzo per sapersi muovere da cittadino dotato di senso di responsabilita' e del dovere e da consapevole tutore dell'ordine di un paese democratico, a cercare di fare in modo che la situazione non degenerasse oltre, a fermare i propri colleghi scatenati in pestaggi bestiali, feroci, vigliacchi ed insensati, a fermare i propri colleghi impegnati ad avvelenare il centro di Genova con il lancio di gas "CS" vietati in guerra, ma stranamente "consentiti" contro i manifestanti, e dei quali e' rimasto egli stesso vittima, assieme a migliaia e migliaia di persone, anche assolutamente estranee a qualsiasi violenza ed alle manifestazioni.

Due ufficiali dei Carabinieri sono stati (finalmente) posti sotto indagine a Genova per non avere impedito le violenze occorse presso la caserma-lager di Bolzaneto.

Carlo Giuliani avrebbe potuto, probabilmente, trovarsi al mare, se qualcuno, non certo suo padre, fosse riuscito nell'infausta impresa di insegnargli a reprimere ed a conculcare la sua sensibilita' ed il suo senso, se vogliamo, anche un po' ingenuo e rozzo, ma non per questo meno sincero, di giustizia.
Quel senso di giustizia cosi' spiccato e cosi' insopprimibile, che lo obbligo' a reagire, alla violenza ed allo stupro che proprio coloro che dovevano tutelarla, stavano infliggendo e stavano lasciando fosse inflitta, in quei giorni, a Genova, alla sua citta', alla sua giovane vita, a quella di tutti.

Di certo c'e' solo che Placanica non e' ne' puo' essere l'unico responsabile della morte di Carlo Giuliani e della morte del diritto di manifestare le proprie idee senza paura in questo paese.
E Placanica farebbe probabilmente meglio a tacere e a pensare molto bene a cosa egli possa mai avere il diritto ed il senso di dire al padre di una persona del cui omicidio egli si accusa in modo cosi' contraddittorio e dal quale cerca di auto-assolversi in modo cosi' goffo e disperato.

Anche perche' Placanica dovrebbe invece farci sapere (ma forse non puo' e anche perche', forse, anche legittimamente, teme di diventare la seconda vittima di piazza Alimonda) cosa e' mai accaduto nei lunghi 90 minuti che hanno separato lo sparo dal suo arrivo al pronto soccorso su un percorso che si fa in appena 15 minuti.
E magari provare a ricordare chi c'era davvero con lui su quel Defender e come mai ha fornito tante versioni diverse di fatti accaduti in pochi secondi.
E anche a dare risposte credibili ad altre mille domande senza una risposta, o con risposte contraddittorie almeno quanto quelle di Placanica che fanno di questa vicenda, che egli crede sia chiara a tutti o quasi, un altro mistero italiano.

Non e' ancora certo che quel pomeriggio Placanica abbia davvero sparato o sia stato l'unico a sparare ed a causare la morte di Carlo Giuliani.

Quello che e' certo e' che Carlo Giuliani e' morto e che i suoi assassini sono in liberta'.

(Documentate e dettagliate risorse relative alla vicenda che ne evidenziano i moltissimi lati oscuri possono essere reperite in rete in genere ed anche a partire da: http://misteriditalia.com/genova/giuliani/ e nelle newsletter offerte dallo stesso sito).

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placanica e' un pezzo di merda
by Mr Lars Sunday, May. 26, 2002 at 9:03 PM mail:

Ho appena sentito il suddetto pezzo di merda su *terra* e ha confermato questo popo' di novita': .. avrebbe estratto la pistola perche' qualcuno ha cercato di portargliela via.

Chissa'!... se sono questi gli elementi difensivi devono trovare giudici mooolto compiacenti....

forse e' farina del suo sacco... uscita per disperazione... ma se fosse questa la linea difensiva dei cc... stanno freschi.
Neanche Carnevale potrebbe andarci leggero... giubbetti che si bucano da soli in posti sbagliati... adesso qualcuno che tentava di disarmarli.....


Merde umane, neanche la dignita' di stare zitti.

Lars

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Porco D......
by Pearl Sunday, Jun. 30, 2002 at 9:23 AM mail:

stealth, mi viene voglia di bestemmiarti in faccia e di stuprare tua madre o tua sorella (o una qualunque tua parente decente) per quanto mi fai vomitare. Meriti di crepare come Giuliani, così faranno piazza "stealth", pezzo di merda rotto in culo, 19xx-2002.

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Ho il papà con la divisa, ho il papà con la pistola...
by stenfo Sunday, May. 26, 2002 at 10:47 PM mail:

La prima parte del tuo commento di ricostruzione, se trovasse un legale capace di sostenerla in aula, credo che darebbe filo da torcere alla difesa del pistolero di p.zza Alimonda...gli insulti danno forza ,legittimità e credibilità alla ricostruzione.

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Integrazioni
by stealth Sunday, May. 26, 2002 at 11:39 PM mail:

Caro Stenfo,

credo e spero che legali e pubblico ministero, che di certo ne sanno molto piu' di me, che faccio solo ragionamenti di su materiali di seconda mano (resoconti giornalistici), siano MOLTO piu' bravi di me e che aiutino soprattutto a far venire fuori la verita'.

Quanto al resconoto che ho commentato, devo dire, dopo aver visto l'intervista in TV, che le contraddizioni riportate dall'articolo sono ben meno numerose di quelle individuabili nell'originale.

Ad un certo punto, addirittura, c'e' una affermazione molto grave: Placanica sostiene, smentendo per la TERZA volta se' stesso, un'ulteriore ed INCREDIBILE versione della dinamica estrazione pistola dalla fondina -- sparo.

Dopo le due versioni riportate nell'articolo e criticate qui sopra, afferma di aver visto Carlo Giuliani avventarsi verso la camionetta brandendo l'estintore e, QUINDI, di avere:

1) Estratto la pistola dalla fondina
2) Armato e messo il colpo in canna
3) Rimosso la sicura
4) Pensato di intimare alt e di sparare in aria
5) Sparare "a caso" per fermare l'aggressore.

Ora, questa versione e' del tutto fasulla, visto che e' comprovato in modo inoppugnabile che la pistola era gia' puntata e che seguiva vari obbiettivi gia' PRIMA che Carlo Giuliani non dico brandisse alcun estintore, ma che apparisse nei pressi del Defender!

Inoltre, le operazioni suddetta prevedono un tempo molto probabilmente superiore a quello nel quale Giuliani e' stato inquadrabile nel mirino una volta che brandiva l'estintore.

In genere versioni del genere le danno i mitomani.

E c'e' dunque davvero da porsi inquietanti domande a seguito delle dichiarazioni di Placanica e sul reale svolgimento dei fatti in piazza Alimonda.

Quanto agli insulti qui sul wire, grazie delle tue parole.
In effetti raramente sono stato piu' contento di essere insultato e minacciato...

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pearl
by flo Sunday, May. 26, 2002 at 11:56 PM mail:

ma fottiti, pagliaccio.

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Mhmm...dunque....
by agapito@robles Monday, May. 27, 2002 at 5:36 AM mail:

Piena solidarietà a Stealth.
Per Pearl prescriverei: 1 benzodiazepine(Attento che crea assuefazione e dipendenza, dovrebbero esser presi x breve tempo:3 mesi - max.6. Non sono curativi, producono una lieve sedazione, tolgono l'ansia ma non curano la causa)oppure: un'intensa terapia di scopate.(Non hanno effetti collaterali)Hallo!

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.
by mwsia Monday, May. 27, 2002 at 6:46 AM mail:

Placanica ha detto che qualcuno ha tentato di prendergli la pistola che si trovava all'altezza della coscia e per questo l'ha afferrata. Il Defender è una jeep quindi un mezzo decisamente più alto di un'automobile.Placanica inoltre si trovava sui sedili posteriori. Ve lo immaginate in che posizione si doveva trovare una persona che dall'esterno del mezzo tocca la pistola. Mi spiace la fotografia del tipo che spunta dal finestrino del mezzo a gambe all'aria me la sono persa

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accipikkia mi pigliano la pistola
by mesia Monday, May. 27, 2002 at 7:00 AM mail:

Placanica dice di aver estratto la pistola, che si trovava all'altezza della coscia, perchè qualcuno aveva tentato di prendergliela. Il Defender è una jepp e quindi un mezzo più alto di un'automobile comune. Ma ve la immaginate la scena? Mi è decisamente è sfuggita la fotografia dell'omino che spunta, gambe all'aria, dal finestrino del Defender.

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Sì, avete ragione
by Emiliano Monday, May. 27, 2002 at 7:14 AM mail:

ma non vorrei sembrare "eretico" Giuliani è sì stato ucciso da un corpo spesso violento come quello dei Carabinieri ma non possiamo negare che si è trattato di un errore (anche se colposo) è giusto che chi ha sbagliato paghi ma, almeno secondo me, è più importante che paghi ad esempio chi ha ucciso Michele Landi (quella è veramente un espressione della determinazione assassina dello Stato).

Emiliano

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per Emiliano
by stealth Monday, May. 27, 2002 at 7:48 AM mail:

Scusa Emiliano, ma anche a costo di essere pedante, vorrei ricordare che la definizione di "colposo" --in termini legali-- implica *gia'* il concetto di "errore", quindi parlare di "errore colposo" corrisponde a parlare di "errore errore"...

Placanica e' invece indagato (ancora) per omicidio VOLONTARIO e non "colposo".

Ma il punto non e' questo, il punto e' che la vicenda di Piazza Alimonda, come ho cercato di sottolineare e di suggerire nella parte finale, e' tutt'altro che chiara, come e' tutt'altro che chiaro come e' perche' a Genova e' accaduto lo sfracello complessivo che e' accaduto.
In altri termini, ci sono ancora troppi misteri e poca verita' e quella verita' va pretesa, sino all'ultimo.

E poi, scusa, non capisco il senso di concentrarsi su una domanda di verita' (Landi) piuttosto che su un'altra (Genova).

A me sembra sia il caso di pretendere la verita' su tutt'e due e non solo su una delle due faccende.

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concordo e aggiungo....
by Durruti Monday, May. 27, 2002 at 8:50 AM mail:

I nodi stanno venendo al pettine.
Ne vedremo delle belle al processo.
Risulta del tutto evidente che placanica si sta incartando da solo.
Se davvero sono questi gli argomenti dei cc, dovrebbero licenziare i loro uffici legali e i loro consulenti.
Fanno pieta'.... peggio che nelle barzellette.

Se invece questi argomenti provengono direttamente da placanica ... beh, allora puo' significare solo due cose.
1) Placanica ha capito che i superiori lo stanno scaricando e appronta una difesa *fai da te* (ahiahiahiahia!!!)
2) I cc se ne sbattono del processo perche' sanno che al processo non ci arriveranno. Quindi possono generare boatos a volonta', sapendo che non saranno sbugiardati.

La seconda che ho detto e' decisamente piu' allarmante, e infatti molti magistrati si stanno allarmando (giudici che dicono: stato di polizia ecc.)

In ogni caso da placanica (per dire l'ultimo deficente)in su secondo me si stanno rendendo conto che fini e AN gli hanno promesso cose che non potevano mantenere.... come toto' che vendeva la fontana di trevi.
L'habeas corpus non e' negoziabile, non lo e' il diritto a manifestare.
Picchiare i feriti dopo la battaglia e' un crimine anche in guerra e chi lo ha fatto a genova e a napoli e' un criminale e un vigliacco.
Potranno passare 30 anni ma pagheranno... sono crimini speciali questi... non vanno in prescrizione.

D.

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ma il sangue?
by . Monday, May. 27, 2002 at 11:37 AM mail: .

Aggiungerei un piccolo particolare: quando si viene feriti il primo impulso è GUARDARE la parte colpita per rendersi conto di che è successo; se non è possibile (come nel caso della testa) il primo impulso è TOCCARE il punto in cui si è stati colpiti. Se c'era tutto quel sangue di cui ha parlato l'assassino, la mano che impugna la pistola (almeno nelle foto circolate nei media) sembra stranamente pulita.

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E' un gioco più grande di noi
by Perplessissimo Friday, Jun. 21, 2002 at 4:42 PM mail:

Placanica è un ventenne fascistoide e cazzone finito in un gioco più grande di lui.
I suoi superiori e i suoi collegi lo hanno messo nella merda , non sono intervenuti ad aiutare il defender , lo hanno lasciato lì nella speranza che lui facesse la cazzata che puntualmente ha fatto. La verità su Giuliani e su Genova in generale non la sapremo mai (lo dico con la morte nel cuore). Dietro Genova c' era un disegno di potere criminale abile (ma messo in pratica in modo rozzo)deciso ad ALTISSIMI LIVELLI.
Purtroppo anche noi che siamo andati a Genova siamo stati inconsapevolmente strumentalizzati per i loro fini. Abbiamo fatto il loro gioco , siamo diventati anche noi ingranaggi di un operazione violenta e inumana.
Proprio noi che odiamo tanto il sistema siamo finiti per essere una pedina totalmente nelle loro mani e ci hanno usato, di colpo siamo diventati No-Global , di colpo ci siamo tutti ritrovati ad essere un fenomeno mediatico in mano a giornalisti , magistrati politici e sbirri....insomma pedine nelle mani di questi stronzi che ci hanno usato per fare tutto quello che volevano.
Io un altra occasione del genere a questi fetenti non la darò mai più , io di fare la pedina sulla scacchiera della loro partita di merda alla conquista del mondo non ne voglio sapere.
Siamo stati ingenui e coglioni a pensare di poter andare a Genova e di avere il coltello dalla parte del manico.
Non c' è niente di male ad essere coglioni ma a Genova è MORTO UN RAGAZZO e molti altri hanno subito cose che difficilmente supereranno.
Io faccio autocritica e mi assumo tutte le mie responsabilità. Io vorrei davvero che il mondo cambiasse rotta...ma non sono più disposto a dare alla polizia o al POTERE una scusa per far fuori un ragazzo come me.
Questa non è una resa le strategie di lotta NON VANNO ABBANDONATE , ma bisogna RIPERSARLE SERIAMENTE , dobbiamo combattere il sitema dall' esterno e mai più farci risucchiare da esso ,che con il suo apparato poliziesco ,giuridico e mass-mediatico può usarci come vuole per i suoi fini.
NON DOBBIAMO DARE ALLO STATO UN' ALTRA OCCASIONE DEL GENERE. Non diventiamo più parte dei loro giochi inumani.

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fantascienza?
by fast Saturday, Dec. 28, 2002 at 11:12 AM mail:

Carlo Giuliani potrebbe essere morto colpito da un colpo di carabina da guerra silenziata sparato da dietro intercettato da Carlo rialzandosi dal basso e...
destinato ad uccidere un carabiniere...
La criminalizzazione degli antagonisti sarebbe stata perfetta...
è questo secondo me che vogliono coprire impedendo processi ecc...

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