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Vergognosa Perizia sulla Morte di Carlo Giuliani
by stealth Friday, Jun. 28, 2002 at 12:54 PM mail:

I risultati delle perizie sulla dinamica dell'uccisione di Carlo Giuliani, stando alle notizie d'agenzia, delineano un vergognoso arrampicarsi sugli specchi per lasciare impunito il suo omicidio.

Ecco l'ennesimo salto mortale per lasciare impunito l'assassinio di Carlo Giuliani.

Per credere ad una versione del genere bisogna davvero cadere giu' per il cavo di un albero e trasformarsi in Alice nel Paese delle Meraviglie.

Ancora una volta i veri e propri salti mortali che si stanno facendo per non fare giustizia sono in aperta contraddizione non solo con la realta' e le testimonianze, ma anche con se' stesse.

Nota: Copia completa dell'ANSA originale e' disponibile qui, seguono i miei commenti alla fine del post.


ANSA (CRO) - 03/06/2002 - 19.09.00
G8: PERITI PM, PALLOTTOLA DI RIMBALZO UCCISE GIULIANI / ANSA

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A DEVIARLA POTREBBE ESSERE STATO L'ESTINTORE TENUTO DA GIULIANI (ANSA) - GENOVA, 3 GIU - (di Paola Mattarana) Carlo Giuliani, il giovane manifestante morto il 20 luglio scorso in piazza Alimonda, durante l' assalto al Defender dei carabinieri, e' stato ucciso da una pallottola di rimbalzo. La novita', non ancora ufficiale, e' contenuta nei risultati delle perizie ordinate dal pm Silvio Franz ai consulenti Carlo Torre, Paolo Romanini, Pietro Benedetti e Nello Balossino. Secondo i periti, il proiettile che ha colpito alla testa Giuliani sarebbe stato sparato verso l' alto dal carabiniere Mario Placanica e deviato da un oggetto, che potrebbe anche essere l' estintore che il giovane teneva tra le mani, sopra la testa. Intanto i consulenti hanno deciso di chiedere domani al magistrato un nuovo rinvio per la consegna delle loro conclusioni. La posizione processuale del carabiniere di leva Mario Placanica, indagato per omicidio volontario, risulterebbe cosi' notevolmente alleggerita da questi nuovi accertamenti. Le consulenze ordinate dal pm, non ancora depositate, avrebbero infatti appurato che entrambi i colpi di pistola, che Placanica ha confessato di aver sparato, erano rivolti verso l' alto. Il carabiniere di leva ha sempre sostenuto di aver sparato in aria, senza prendere la mira. Ad uccidere Giuliani, colpito all' occhio sinistro, e' stato comunque il primo colpo, anche se deviato da un oggetto, probabilmente l' estintore. I periti non escludono pero' che anche un bastone, una pietra o un altro oggetto possa aver fatto deviare il colpo. Il secondo proiettile invece, la cui traiettoria e' stata scoperta solo il 21 aprile scorso, durante la ricostruzione virtuale dell' episodio, si era conficcato ad un' altezza di circa 7 metri, sul muro della chiesa di Nostra Signora del Rimedio, in piazza Alimonda, sopra l' altarino laico dedicato a Giuliani. Le due ogive non sono state mai recuperate. I consulenti dovevano anche stabilire la distanza in cui si trovava Giuliani al momento della morte, durante l' assalto alla camionetta. Secondo indiscrezioni il giovane si sarebbe trovato ad un metro e mezzo-due metri di distanza, piu' o meno quanto aveva gia' appurato il consulente del pm Biagio Manetto. Queste conclusioni contrastano con le tesi sostenute dai periti della famiglia Giuliani, parte offesa nel procedimento, secondo i quali la distanza tra Carlo e il defender sarebbe di almeno tre metri. Intanto la procura sta stringendo i tempi sul filone d' inchiesta sui disordini di piazza. Sarebbero gia' una decina i manifestanti piu' violenti gia' individuati dalla Digos di Genova, che potrebbero a giorni ricevere altrettanti avvisi di garanzia con le ipotesi di reato di lesioni, danneggiamenti e resistenza a pubblico ufficiale. Per quanto riguarda l' inchiesta sul blitz alla scuola Diaz- Pertini sono gia' oltre un centinaio i poliziotti indagati tra alti funzionari, dirigenti e poliziotti. Per l' irruzione invece alla scuola Pascoli, dove si trovavano il press-center, la sede di Indymedia e l' ufficio degli avvocati del Genoa Legal Forum, l' unico poliziotto per ora indagato, per perquisizione illegittima e danneggiamenti, e' Salvatore Gava, attuale capo della squadra mobile di Nuoro. Gava, assistito dall' avvocato spezzino Marco Valerio Corini, e' stato gia' interrogato in procura, nell' ottobre scorso, dal pm Vittorio Ranieri Miniati. Sarebbero anche imminenti gli interrogatori della ventina di indagati per i presunti soprusi e violenze a danno dei manifestanti, avvenuti nella caserma di Bolzaneto. Complessivamente nell' inchiesta per i fatti del G8, articolata in una decina di filoni, gli indagati sarebbero oltre 500: di questi oltre 110 sono appartenenti alle forze dell' ordine, sia per il blitz alla scuola Diaz (90), sia per i fatti di Bolzaneto, mentre tutti gli altri sono manifestanti. (ANSA). MTT

Commenti ed osservazioni:

Consideriamo che:

- Un foro sul muro sul muro della chiesa di Nostra Signora del Rimedio, in piazza Alimonda, sopra l' altarino laico dedicato a Giuliani, e' stato notato per la PRIMA VOLTA, circa un mese fa (il 21 aprile 2002), e guardacaso a notarlo --a seguito di una improvvisa *intuizione*-- e' stato proprio il perito di parte di Placanica, durante un incidente probatorio con ricostruzione dal vero della scena del delitto.

- Si e' accertato che solo due colpi sono stati sparati, ma nessuna delle due ogive e' mai stata recuperata.
Questo e' un dato molto importante, come da quel che segue.

- Se nessuna ogiva e' stata recuperata, ed e' pertanto impossibile dimostrare al di la' di ogni possibile dubbio che il foro sul muro della chiesa sia stato prodotto da un proiettile e, men che meno, dimostrare che sia stato prodotto proprio di proiettili sparati di Placanica.

- Un proiettile calibro 9, come quelli sparati dalle Beretta 92SB in dotazione ai Carabinieri, ha un'energia cinetica spaventosa e, se impatta con un oggetto rigido, tanto piu' sparato a brevissima distanza, si deforma.

Questo ha importanti conseguenze.

- Se avesse colpito l'estintore in modo da deviare significativamente la propria traiettoria, il proiettile avrebbe dovuto per forza lasciarvi come minimo un'ammaccatura ben visibile e ben rilevabile come prodotta da un proiettile, grazie anche al "timbro" lasciato sull'oggetto dal metallo di incamiciatura dell'ogiva ed eventualmente dal piombo in essa contenuto.
Di questo fatto INEVITABILE e IMPORTANTISSIMO non v'e' tuttavia nessuna traccia nell'agenzia.

Si pretende si prenda per buona l'ipotesi estintore come atto di fede. E, quasi come circostanza di riserva, si parla in alternativa all'estintore, di un altro oggetto non identificato che avrebbe dovuto deviare il proiettile.
Ancora, si chiede un atto di fede: in assenza di riscontri su un oggetto che presumibilmente e' esaminabile, l'estintore (e che anche ad un esame sommario avrebbe immediatamente evidenziato tracce di un proiettile calibro 9 rimbalzatovi a meno di 4 metri dalla canna da cui era appena uscito, si invoca un oggetto non disponibile e, stando alle testimonianze di persone, video e foto dell'omicidio, inesistente.

- Almeno una delle immagini scattate da Devin Ash mostra con grande chiarezza il foro d'entrata del proiettile.
Dal foro il sangue zampilla in un getto continuo molto regolare, come il getto prodotto dall'ugello di una fontanella. Il foro appare regolare e rotondeggiante, come prodotto da un'ogiva a sezione circolare intatta che abbia impattato quasi perpendicolarmente lo zigomo.
Lo zigomo, e non l'occhio sinistro, come erroneamente indicato dall'agenzia.

E' praticamente da escludere che un perito, in condizioni normali, possa considerare credibile che una ferita del genere sia prodotta da un'ogiva deformata, la quale avrebbe invece quasi certamente cagionato una ferita piu' VASTA e dai margini IRREGOLARI.

La fotografia di Ash, ed il sangue zampillante in essa visibile, scattata a Giuliani a terra DOPO che egli era stato travolto per ben due volte dal veicolo dei Carabinieri, suggerisce inoltre che il cuore di Giuliani molto probabilmente batteva ancora quando la foto fu scattata.

L'autopsia di Giuliani si svolse in circostanze perlomeno strane e la TAC sul suo cranio, utile a rilevare l'effettiva traiettoria del proiettile, fu effettuata in presenza di un massiccio quanto sospetto spiegamento di polizia attorno al luogo ove fu eseguita.
(vedi mio post del 29 agosto 2001 in materia: http://italy.indymedia.org/front.php?article_id=17215 )

Come se non bastasse, vi sono testimonianze convergenti ed inoppugnabili come video e fotografie, che dimostrano che la pistola che sparo' fu tenuta costantemente ad altezza d'uomo, e non verso l'alto (cosa impossibile, del resto, all'interno del mezzo vedi anche mio post in materia del
26 maggio 2002, http://italy.indymedia.org/front.php?article_id=53581 ) e che e' incredibile quanto dato invece per scontato dall'agenzia, ossia che Carlo Giuliani fosse a 1-2 metri dal Defender quando fu colpito, quando invece si trova ad una distanza certamente maggiore.

Anche se fosse, risulta incredbile la versione dello sparo verso l'alto e del rimbalzo fatale, considerando che il foro d'uscita del proiettile e' praticamente alla stessa altezza di quello d'entrata, facendo supporre una traiettoria orizzontale del proiettile nel cranio.

Ma se, come sostiene l'agenzia, il proiettile fosse rimbalzato, essendo stato sparato in alto, sull'estintore tenuto *sopra* la testa, esso non avrebbe mai potuto colpire Giuliani sul volto e men che meno con la traiettoria con la quale ne attreaverso' la testa, anche se oltre che sopra la testa, come sostiene l'agenzia, Giuliani lo avesse tenuto in alto e sporto in avanti.

Per i suoi contenuti altamente imprecisi, tendenziosi e contraddittori, quest'agenzia e' alquanto sospetta ed e' perfettamente plausibile considerarla confezionata in base a manovre e fini che dire torbidi e' dire poco.

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