Sabato 18 marzo, dopo la manifestazione contro la guerra in occasione del triste anniversario dello scoppio del conflitto Iracheno, durante uno degli attacchi più violenti dallo scoppio della guerra, gli studenti e le studentesse dei collettivi romani hanno lanciato un sit-in davanti all'ambasciata francese. Abbiamo portato con forza la nostra solidarietà attiva alle lotte studentesche che in questi giorni scuotono la francia, mettendo in seria difficoltà il governo che ha varato, chiamandola con ipocrisia Legge per le Opportunità, una norma che prevede la generalizzazione della precarietà di massa, già rifiutata dai francesi con il NO all’Europa del Mostro Bolkenstein.
Più di 500 persone hanno invaso piazza Farnese per urlare che l'attacco a la Sorbona e alle università francesi in mobilitazione è un attacco a tutt* gli/le student* europe*.
La precarietà del famigerato Cpe, il nuovo contratto che prevede il licenziamento libero sotto i 26 anni è la stessa precarietà del ddl Moratti e della legge 30, la precarietà delle nostre condizioni materiali di vita, priv* di diritto allo studio e costrett* ad accettare qualunque lavoro per poter conseguire una laurea da futur* precar*.
Ci mobilitiamo non per generica solidarietà: le riforme contro cui ci battiamo sono le stesse, decise negli stessi luoghi anti-democratici, cosiddetti europei (dal Processo di Bologna alla direttiva Bolkenstein), e poi applicati dai singoli governi.
Il movimento studentesco vuole organizzarsi anche in Italia, insieme al resto d’Europa, per vincere questa sfida, fermare la precarietà, cambiare le nostre università. E le nostre vite.
*In Italia come in Francia le nostre vite non sono a disposizione del mercato.*
*Il nostro tempo è qui e continua adesso.*
/Coordinamento dei collettivi universitari – roma/
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