Ricerche fatte a Bonn nel 2004 a cura della WHO European Centre for Environment and Health, hanno portato ai seguenti risultati: Il materiale particolato (PM) aumenta il rischio di morte respiratoria nei bambini di età inferiore ad un anno, danneggia lo sviluppo della funzionalità polmonare, aggrava l’asma e causa patologie respiratorie di tipo bronchitico nei bambini. Il PM 2,5 danneggia seriamente la salute, aumentando i decessi da accidenti cardiovascolari, da malattie respiratorie e da tumori polmonari. L’aumento della concentrazione di PM 2,5 aumenta il numero di accessi al pronto soccorso per cause cardiovascolari e respiratorie. Il PM 10 determina un aumento delle patologie respiratorie.
Chi guadagna su inceneritori e discariche in Emilia-Romagna facendo ammalare tutti noi?
Le multiutilities Iren ed Hera. Società di diritto privato che hanno nei loro cda consiglieri di banche e imprese private come Fiat, Unicredit ed Intesa s.Paolo. Spesso poste sotto osservazione per gli appalti con società di stampo mafioso. Queste società, che devono fare profitti bruciando rifiuti, non hanno nessuna intenzione di tutelare la nostra salute. Figuriamoci di chiudere gli impianti che sono per loro fonte di guadagni enormi.
Perchè abbiamo paura che in Emilia-Romagna questi impianti possano compromettere l’esistenza della vita?
L’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA) ha pubblicato il rapporto “Air quality in Europe – 2013”, che indica l’Italia, e in special modo la Pianura Padana, tra le aree Europee più inquinate. Secondo il rapporto, le peggiori situazioni a livello di ozono sono nel Nord Italia e nel Sud della Francia. Padova ha fatto registrare 104 giorni di superamenti dei limiti massimi consentiti nel 2011. La città è seguita da Reggio Emilia, Treviso e Parma, Verona e Varese.
Vogliamo difendere la nostra salute e quella delle generazioni che verranno. Come fare?
• Inserendo nel piano rifiuti regionale l’immediata chiusura di tutti gli inceneritori nel territorio emiliano romagnolo, la bonifica delle discariche e il blocco di impianti a biomasse.
• Modificando il ddl ambiente contenuto nella legge di stabilità 2014 inserendo la chiusura immediata degli impianti (discariche,inceneritori,centrali a biomasse) esistenti e la bonifica dei siti inquinati
• Costituendo una commissione di cittadini delle associazioni ambientaliste e dei comitati del comune di Parma per accedere liberamente all’inceneritore di Ugozzolo e permettere quindi di controllare quali rifiuti vengono bruciati e se provenienti dalla provincia di parma.
• Non rinnovando il contratto in scadenza nel 2014 con iren sulla gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti ma riportando tale servizio sotto un controllo interamente pubblico.
Per imporre dal basso tali obiettivi proponiamo a tutte le associazioni ambientaliste, ai comitati e ai cittadini che vogliono difendere la loro salute di costituire una campagna regionale “stop biocidio” capace di bloccare il piano rifiuti.Solo noi possiamo fermare la morte annunciata della nostra regione.
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Oggi abbiamo occupato l’inceneritore di Parma. Abbiamo compiuto un’azione illegale.