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http://italy.indymedia.org/news/2002/07/55523.php Nascondi i commenti.

IGM: Individui Giornilisticamente Modificati
by noss Saturday, Jul. 06, 2002 at 7:45 PM mail:

Quanto si sa davvero sugli OGM, e com'è trattata l'informazione?

Tratto da "Le scienze" - Giugno 2002

Editoriale di Enrico Bellone

Prendo a prestito un'espressione: «OGM: organismi giornalisticamente modificati». È una frase geniale, e se ne sta in un recente rapporto dell'Osservatorio di Pavia che non ha suscitato, a quanto pare, notevoli interessi. Il rapporto riguarda le notizie che in questi ultimi tempi sono state diffuse, sul problema degli OGM, da dieci grandi quotidiani e dalle sette maggiori reti televisive, che hanno dato spazio a firme autorevoli, mezzibusti influenti, politici preoccupati per la salute dei loro elettori.
È normale, tutto sommato, che non si parli di quel rapporto. I fatti, come è noto, non fanno notizia, soprattutto quando mostrano che le notizie hanno un rapporto dubbio con i fatti. Sugli OGM il cittadino italiano è stato sommerso da opinioni, e le opinioni sono state quasi sempre elaborate da persone cosmicamente ignoranti. Ma la democrazia è salva: accanto all'opinione dominante, secondo la quale siamo in via di estinzione per colpa delle multinazionali e di scienziati prezzolati, c'è stata l'opinione contraria.
Ma proprio qui sta il punto. Invece di diffondere i dati che sono necessari per sviluppare opinioni, si sono fornite direttamente le opinioni. Così si evita anche la fatica di dover pensare. E, come tutti sanno, certe opinioni pesano più di altre. Potete anche essere un Nobel, ma i vostri dati non contano se non sono in linea con i quotidiani messaggi sui tremendi pericoli che si annidano nel pomodoro San Marzano in versione OGM.
Così va questa Italia. Si respira un'aria da crepuscolo, e nella penombra si fa sempre più fatica a distinguere un cittadino dall'altro. Le persone diventano «gente», perché si stanno mutando in IGM: individui giornalisticamente modificati. Assumono televisione in quantità overdose, battono le manine se un calciatore costa 130 miliardi di vecchie lire, hanno paura degli OGM o dell'elettrosmog, credono che le domeniche a piedi siano un buon rimedio per l'inquinamento dell'aria. Sotto sotto, in molti pensano ancora che Di Bella sia il Galilei del nostro tempo. Ogni paese, infatti, ha i modelli culturali che si merita.

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Bellone: no comment
by Istvan Saturday, Jun. 08, 2002 at 9:59 PM mail: aaa

Sicuramente sugli OGM ci sono voci incontrollate, molte paure irrazionali, altre assai meno irrazionali.
Nessuno, tra i difensori della liberta' di pensiero come Bellone, ci ha detto perche' dovremmo passare agli OGM.
Ed il motivo e' semplice: l'unico motivo valido per passare agli OGM e' che possono essere brevettati e privatizzati e permettono dunque alla multinazionale che li produce di liberarsi dalla concorrenza e dal libero mercato, per i quali hanno una repulsione che al confronto Marx era un neoliberista.
Gli scienziati seri e non prezzolati lo dicono chiaro e forte: gli OGM non possono essere di aiuto alcuno alla risoluzione del problema della fame nel mondo e l'aumento della produttivita' da essi prodotto e' raggiungibile attraverso metodi di selezione 'naturale' delle sementi che tutti quanti possono riprodurre in casa *liberamente*.
Il sugo sta proprio qui. Nel privatizzare e controllare l'agricoltura allo stesso modo in cui Microsoft domina il mercato del software.
Ma, con buona pace dello scienziato Bellone, il problema degli OGM e' tutto e squisitamente POLITICO.
Infatti, non esistendo al momento attuale, una base sufficientemente ampia di dati per stabilire la pericolosita' o meno degli OGM, l'unica cosa saggia da fare e' non utilizzarli fino a quando non saremo sicuri del contrario. Questo anche volendo tralasciare il discorso precedente, che consiglierebbe di spendere i nostri soldi in ricerche piu' urgenti ed utili.
Questo se vogliamo, da scienziati, usare il rasoio di Occam.

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attento!
by noss Saturday, Jul. 06, 2002 at 7:47 PM mail:

E invece lo dice eccome, se non in questo editoriale in tutto quello che è pubblicato nella rivista che dirige. Ti invito caldamente a darci un'occhiata ogni tanto, almeno per il piacere della conoscenza.
Riguardo al fatto del "è necessario o meno", rimando al rapporto dell'ONU "Human Development Report" del 2001 al sito:
http://www.undp.org/hdr2001/
Nel quale risulta chiaro che gli OGM sono un'occasione importante per il futuro dell'umanità.
Al link
http://www.cnnitalia.it/2001/MONDO/nordamerica/07/10/nundp/index.html
si trova un piccolo riassunto in italiano per i non anglofoni. Copio solo un pezzettino giusto per rendere l'idea:
«Sono gli organismi geneticamente modificati che secondo il rapporto possono ridurre in modo drastico e rapido la fame nel mondo. Qui l'attacco a verdi, ambientalisti e in genere all'Occidente "con gli scaffali dei supermercati pieni" è diretto e senza mediazioni. Là fuori, dice l'Undp, servono cereali resistenti a malattie, siccità, parassiti. Più nutrienti e più ricchi di vitamine.»

Riguardo le multinazionali devo dire che ho l'impressione che tu faccia una grande confusione. E' ovvio che loro facciano i propri interessi, ma qui stiamo parlando di ricerca libera, ovvero universitaria. Quella che NON viene coperta da brevetti. E' quella che ottiene risultati che la selezione "naturale" non si sogna neppure.
Se vuoi mantenere il parallelo con l'industria del software, con le tue idee pretendi di continuare ad usare le valvole nelle università quando l'industria già usa i calcolatori da tavolo. Se Torvalds avesse avuto un ENIAC a disposizione, credi che avrebbe potuto scrivere Linux?

Il punto infine è proprio la libertà: se la gente sviluppa una paura ingiustificata verso queste cose, i primi a saltare sono proprio i finanziamenti alla ricerca pubblica, perchè gestiti dai politici unicamente interessati ai voti di un opinione pubblica male informata. Le multinazionali stai sicuro invece che continueranno il loro lavoro!

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dimenticavo.. :o)
by noss Sunday, Jun. 09, 2002 at 2:06 AM mail:

Dimenticavo di aggiungere che la questione dei sementi autoriproducenti è proprio legata ad un fattore di scelta umana/ecologica.
Le cose sono due: o si realizzano autoriproducenti (in pratica fertili) per cui si corre il "rischio" che si diffondano nell'ambiente con possibili conseguenze sulle specie originali, o li facciamo sterili ma poi rendiamo dipendenti le persone che li acquistano.
Il primo è un problema ecologico (però nel senso immaginato solo dagli ecologisti più intransigenti), il secondo umano.
Stiamo attenti quindi a classificare le prime solo come "prodotto delle perverse multinazionali".
La soluzione a questo dilemma comunque sta nel preservare la biodiversità in tutti i sensi, sia con le specie originali (classificazione, mantenimento di culture tradizionali, ecc..) sia con l'uso di OGM che possono aiutare l'umanità.
Ah, ultima nota: finiamola per favore con la storia degli scienziati "seri non prezzolati". La scienza ufficiale seppur imperfetta, si basa su *fatti* che se non provati finiscono per esser demoliti nel giro di poco tempo. Un esempio fra tutti? Leggiti le critiche della comunità scientifica (vedi Scientific American) all'ambientalista scettico-Lomborg.

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???????????????
by ????? Sunday, Jun. 09, 2002 at 3:34 AM mail:

Fame nel mondo???? L'unica fame che si vuole soddisfare con gli ogm è la fame dei bovini di Merdonald's. Non contenti di sterminare foreste per farne pascoli a cereali, ora probabilmente vorranno cerealicolizzare anche il deserto del Sahara. Scienziati dei miei stivali, spero di arrivare a vivere fino al momento in cui il mondo vi vedrà impazzire per i vostri errori.

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Il problema
by Emiliano Sunday, Jun. 09, 2002 at 10:42 AM mail:

è che non possiamo fare sempre il gioco dei contadini francesi che vogliono il protezionismo e i sussidi per fare i maitre-a-penser. OGM o non OGM è una decisione da fare seriamente dopo lunghe riflessioni (a meno che non si abbiano motivazioni religiose) ma senza lasciarsi influenzare dai contadini più tutelati del mondo che propugnano un'agricoltura biologica che sarebbe in grado di sfamare un quindicesimo del mondo neanche.

Emiliano

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Controlla le fonti!
by Istvan Sunday, Jun. 09, 2002 at 5:59 PM mail: aaa

Caro noss,
controlla le fonti, e continua a farti domande.
Per esempio: chi finanzia UNDP? Come mai sul sito compare una lungo papiro dell'iperliberista presidente del Messico Vicente Fox? E' forse uno degli esperti di OGM a cui dovrei votarmi?
Se vuoi posso citarti milioni di crap-papers finanziati da strane fondazioni o istituti (che si scoprono poi essere finanziate da Monsanto o Pioneer) in cui si sostiene con forza non solo la necessita', ma addirittura l'indispensabilita' degli OGM per salvare il mondo.
Fai attenzione alla favola del metodo scientifico e del rigore della scienza: ho visto cose nell'ambiente scientifico che tu non puoi nemmeno immaginare. Imbecilli conquistare il nobel rubandolo a giovani assistenti brillanti, autori di falsi scandalosi premiati, marchettari di ogni genere scalare i gradini fino a Magnifico Rettore.
E piu' si va in alto, piu' peggiorano le cose.
E per i brevetti quello che conta non e' che l'Universita' possa fare ricerca, ma che le corporations delle sementi possano privatizzare alcuni processi di produzione. Possibilmente quelli piu' produttivi. Di modo da conquistare il potere assoluto del monopolio in un dato campo.
Continua a farti domande, parla anche con dei contadini. Loro queste cose le sanno benissimo.

E per Emiliano: e' vero l'agricoltura biologica produce meno a parita' di braccia. Infatti quello che mettiamo in discussione, se parliamo di sostenibilita', non e' una questione scientifica asettica come la produttivita' delle sementi, ma l'enorme cambio politico che significherebbe CAMBIARE IN MODO RADICALE IL NOSTRO STILE DI VITA.
E guarda che Bush Sr. questo l'aveva capito gia' dieci anni fa quando diceva "Lo stile di vita degli americani non e' contrattabile". Siamo sempre noi ad essere in ritardo. Il capitale, intanto, galoppa al ritmo di guerre, stupri, devastazioni e saccheggi.
Fino a quando tutti vorremo restare in citta' a farci servire, invece di lavorare per produrci il cibo resta un modello difficile da applicare.
Ma potrebbe essere una bella risposta alla crisi della Fiat, non credi? D'altronde la gente cosa cazzo faceva prima di diventare operaio Fiat? Il contadino, no? E per di piu' con le macchine che ci sono oggi (non tutta la tecnologia e' da buttare) lavorare i campi e' assai meno massacrante di una volta.

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a Istvan
by noss Sunday, Jun. 09, 2002 at 7:39 PM mail:

Caro Istvan,
Mi fa piacere ricevere delle osservazioni intelligenti e civili come le tue. Preferisco invece non replicare a chi usa solo il linguaggio della violenza, sia verbale che fisico.
Sono innegabilmente d'accordo sul fatto che l'ONU e le sue varie agenzie siano ben lontane dalla perfezione, ma tutt'ora rappresentano l'arma migliore allo strapotere americano nel mondo. La maggior parte della bacchettature (purtroppo largamente ignorate) agli USA vengono proprio da quest'organizzazione. Perchè? Perchè in esso si trovano le voci di tutti i paesi, e non degli otto economicamente più influenti.
Nel rapporto dell'UNDP non si trova necessariamente l'opinione di Fox, che non ha contribuito a scriverlo ma solo a presentarlo, ma quella della comunità scientifica e di tutti i paesi coinvolti.
Non lo prenderei come oro colato (come qualsiasi cosa), ma lo considero di gran peso.
Riguardo le tue osservazioni sulla scienza, parlo da persona che ci vive in quel mondo (sarò di parte? Forse, ma se non altro posso verificare le tue affermazioni) e credo che tu abbia un'idea un po' superficiale.
Sugli imbecilli che guadagnano il nobel sulle spalle di altri è piuttosto probabile che sia successo, ma non farei di un'erba un fascio, così come non estenderei quello che (purtroppo) si vede spesso nelle università italiane (lotta alla cattedra) a tutto il resto del mondo. Secondo te perchè fuggono così tanti cervelli all'estero?
Gli "eroi" che campano su risultati fasulli invece meritano un discorso a parte: si tratta di gente che sfrutta in realtà la credulonità della gente comune, dove invece nella comunità scientifica non ottiene credito (Di Bella come esempio sopra tutti) non certo di scienziati.
Ti prego, non confondere i cialtroni con chi invece sceglie di vivere in un mondo come quello della ricerca dove spesso si guadagna meno di un operaio e si lavora di più.
Ah, un'ultima nota: potrei avere qualche esempio un pochino più concreto la prossima volta? Grazie mille!

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speriamo che qualcuno mi illumini
by mesia Monday, Jun. 10, 2002 at 12:00 AM mail:

Non ci ho capito un'h.
Si parte da una riflessione di Noss sulla manipolazione delle informazioni scientifiche, il fatto che passino più opinioni che notizie. Vero (anche se è un problema che riguarda tutta l'informazione in genere).
Praticamente, stando a questo discorso,ci mancherebbero le conoscenze tecniche per capire l'utilità degli OGM. Noss però non tocca esplicitamente il tema dell'utilità, ci viene tirato per i capelli dal buon Istvan, che lo costringe a balbettare la solita argomentazione, poco plausibile e meno che meno scientifica, che con gli OGM sradicheremmo la fame nel mondo. In quale parte del mondo ciò è avvenuto? Forse in India? La questione poi delle sementi non fertili è un pasticciaccio che si commenta da sè, conferma la mancanza di certezze e sicurezza da parte dello stesso mondo scientifico, pressato dalle richieste dell'industria. E credo che sia questo il vero nocciolo del problema, se quello che sta a cuore a Noss è il futuro della ricerca, ovvero il problema dei finanziamenti e dei condizionamenti da parte di un settore industriale dove la fretta di fare utili è tale per cui si mettono in circolazione i prodotti ancor prima di averli verificati, o peggio ancora conoscendone i potenziali dannosi (vedi il caso dei farmaci anticolesterolo della Bayer). Se poi l'oggetto del discorso di NOSS ( tanto l'ho già detto di non averci capito un h) è veramente la fame nel mondo allora, allo stato attuale della ricerca,credo sia più serio riflettere sulle politiche agricole di Europa e USA.
Vale a dire: produttivismo sfrenato, bassa qualità (leggi mucca pazza)e dulcis in fundo sovvenzionamenti. Il risultato sai qual'è? Che grazie agli incentivi per l'esportazione (un analogo della rottamazione delle vecchie automobili)l'Europa inonda di latte a bassissimo costo un paese come l'India dove le vacche sono l'unica cosa che non manca e dove però le aziende agricole sono costrette a chiudere perchè il prezzo del loro latte non è più competitivo (leggi dumping).

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speriamo che qualcuno mi illumini
by mesia Monday, Jun. 10, 2002 at 12:00 AM mail:

Non ci ho capito un'h.
Si parte da una riflessione di Noss sulla manipolazione delle informazioni scientifiche, il fatto che passino più opinioni che notizie. Vero (anche se è un problema che riguarda tutta l'informazione in genere).
Praticamente, stando a questo discorso,ci mancherebbero le conoscenze tecniche per capire l'utilità degli OGM. Noss però non tocca esplicitamente il tema dell'utilità, ci viene tirato per i capelli dal buon Istvan, che lo costringe a balbettare la solita argomentazione, poco plausibile e meno che meno scientifica, che con gli OGM sradicheremmo la fame nel mondo. In quale parte del mondo ciò è avvenuto? Forse in India? La questione poi delle sementi non fertili è un pasticciaccio che si commenta da sè, conferma la mancanza di certezze e sicurezza da parte dello stesso mondo scientifico, pressato dalle richieste dell'industria. E credo che sia questo il vero nocciolo del problema, se quello che sta a cuore a Noss è il futuro della ricerca, ovvero il problema dei finanziamenti e dei condizionamenti da parte di un settore industriale dove la fretta di fare utili è tale per cui si mettono in circolazione i prodotti ancor prima di averli verificati, o peggio ancora conoscendone i potenziali dannosi (vedi il caso dei farmaci anticolesterolo della Bayer). Se poi l'oggetto del discorso di NOSS ( tanto l'ho già detto di non averci capito un h) è veramente la fame nel mondo allora, allo stato attuale della ricerca,credo sia più serio riflettere sulle politiche agricole di Europa e USA.
Vale a dire: produttivismo sfrenato, bassa qualità (leggi mucca pazza)e dulcis in fundo sovvenzionamenti. Il risultato sai qual'è? Che grazie agli incentivi per l'esportazione (un analogo della rottamazione delle vecchie automobili)l'Europa inonda di latte a bassissimo costo un paese come l'India dove le vacche sono l'unica cosa che non manca e dove però le aziende agricole sono costrette a chiudere perchè il prezzo del loro latte non è più competitivo (leggi dumping).

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NOSS povero cocco
by ???????? Tuesday, Jun. 11, 2002 at 4:19 AM mail:

E' inevitabile notare come chi insulta, poi stranamente si risente di una risposta altrettanto dura.
Invece di parlare di aria fritta, porta tu dei dati, sui quali hai studiato e ragionato.
Poi ne ridiscutiamo, razza di snob.

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a ?????
by noss Tuesday, Jun. 11, 2002 at 1:53 PM mail:

Vorrei davvero sapere caro anonimo dove avrei usato un tono che può far supporre l'insulto.
Non mi pare di essermi lanciato in proclami su come vorrebbe godere degli errori di altre persone (nel tuo caso specifico: gli scienziati).
Al contrario tu mi bolli di snobismo senz'appello, solo perchè porto idee un po' fuori della tua linea di pensiero. Molto onesto devo dire.

Riguardo i dati, evidentemente non hai seguito i link che ho fornito. Per una lettura nella nostra lingua ti consiglio lo speciale sugli OGM dei quaderni di "Le scienze", che affronta l'argomento in modo molto ben bilanciato con opinioni sia di una che dell'altra campana.

Non ho mai detto che gli OGM sono la soluzione per la fame nel mondo. Come ha molto ben detto Istvan il problema numero uno sta nell'enorme disparità sociale tra poveri e ricchi. Ma questo non significa che non possiamo provare anche con altri mezzi. Secondo questo ragionamento poichè i paesi poveri non possono permettersi le cure mediche che noi abbiamo, dovremmo lasciar perdere anche le campagne di vaccinazione o le iniziative come Medicin sans Frontière!

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Continua...
by Istvan Wednesday, Jun. 12, 2002 at 10:23 AM mail: aaa

continua (con nuovi dati) su

http://italy.indymedia.org/front.php?article_id=56158&group=webcast

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nuovi dati
by noss Wednesday, Jun. 12, 2002 at 12:07 PM mail:

Grazie Istvan, questo è molto interessante.. Ne terrò conto! :)

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La doppia faccia dell'informazione
by teresa Friday, Jun. 14, 2002 at 12:02 AM mail: teresa_bernini@libero.it

Il rapporto dell'Osservatorio di Pavia è molto interesante da diversi punti di vista. Dall'analisi infatti è indubbiamente vero che emerge un dato preciso: la maggior parte dei giornali italiani esprimono opinioni e non fanno informazione. Ma questa frase ha una doppia faccia. Possiamo interpretarla come una accusa nei riguardi della stampa troppo schierata contro le Ogm. L'Osservatorio parte probabilmente proprio da questa posizione, visto che nel comitato scientifico l'unica persona che davvero possa meritarsi il nome di scienziato è Francesco Sala, docente di biotecnologie vegetali all'Università di Milano (gli altri sono Fabio Terragni e Alessandro Cecchi Paone, sostanzialmente due divulgatori) che ha una posizione schierata a favore delle ogm.
Per farlo però dobbiamo dimenticare tutte le pagine comparse su quotidiani nazionali e settimanali, in cui noti esponenti della scienza che tutto fanno tranne occuparsi personalmente di biotecnologie (dal fisico Tullio Regge, al neurobiologo Massimo Piattelli Palmarini, si permettono di dissertare con un linguaggio apparentemente scientifico sulla assurdità di essere contro le ogm.
Nel frattempo in Italia, ma anche in altri Paesi, nessuno ha mai potuto ricevere informazioni sul junk Dna (il cosiddetto gene spazzatura) sui trasposoni (i geni che saltano da un punto all'altro del corredo genetico) e altre scoperte più o meno recenti di quell'oscura scienza che è la genetica.
Le ogm saranno anche un problema politico, ma esprimere pareri politici ignorando alcuni elementi chiave che potrebbero servire per formarsi un giudizio più motivato è sbagliato da ogni punto di vista.
E' sbagliato perché le semplificazioni a cui siamo abituati, in questo caso, ci portano lontano, e non a uno degli aspetti principali del problema, ovvero l'alto impatto ambientale che le coltivazioni trasgeniche hanno. I dati ci sono già. Basta cercarli in letteratura. Una panoramica, di parte va detto, ma fatta da scienziati, si trova in http://www.i-sis.org.uk l'istituto fondato da Mae Wan Ho, autrice tra l'altro di Biotecnology dream or nightmare, tradotto in italiano da Derive e approdi con il titolo Ingegneria genetica, le biotecnologie tra scienza e business.
Questo solo per analizzare il bistrattato aspetto scientifico. Poi, siccome giustamente siamo anche soggetti politici, dobbiamo valutare anche le conseguenze che il debutto di una nuova tecnologia può portare. E anche in questo caso la disinformazione regna sovrana. I più entusiasti sostenitori hanno tutto il diritto di difendere gli ogm, ma chissà perché l'unica frase che riescono a dire è che risolveranno la fme nel mondo, dimenticando di illustrare come. Dimenticando per esempio di spiegare nei dettagli quali saranno le principali differenze che questa volta non porteranno ai risultati devastanti a cui è arrivata la cosiddetta Rivoluzione Verde (ovvero l'introduzione degli ibridi di mais tradizionali effettuata negli anni Sessanta). La Rivoluzione Verde, concordano nell'analisi sia gli esperti delle ong sia quelli della Fao, ha distrutto intere comunità contadine perché ha diffuso un modello produttivo buono per le grandi estensioni americane, in zone rurali con caratteristiche economiche e fisiche completamente diverse.
Ci troviamo sempre allo stesso punto. L'0ccidente esporta un modello in tutto il mondo per capitalizzarne i costi di produzione. Succede con le automobili, purtroppo succede anche con i modelli economici, quale quello liberista classico, e i sistemi colturali, quale quello transgenico. Le coltivazioni transgeniche attualmente sono solo due: il mais bt e la soia round up, il primo resistente a un insetto, la seconda al diserbante che viene irorato sui campi per sterminare le erbacce concorenti. Ma nelle agricolture sudamericane, non hanno il problema dell'insetto che attacca il mais, così come in India avere le erbacce è una ricchezza, perché dati i bassi costi di manodopera, diserbare è un lavoro che porta soldi alla comunità dei diseredati, e, questo secondo le analisi di economisti di fama mondiale come Stiglitz, permettere la creazione di lavoro, un piccolo reddito, la cisurezza del cibo, è la base per il rilancio delle economie povere, quelle dei due terzi "restanti" del mondo.

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la gggente e la scienza
by stel Friday, Jun. 14, 2002 at 1:02 PM mail: didostel@libero.it

mi sembra inutile continuare a contrapporre la 'gggente', irrazionale credulona e emotiva alla 'scienza', dipinta a volte come svelatrice della verità atre volte come bieca manipolatrice al servizio delle multinazionali. trent'anni di antropologia e sociologia del rischio ci hanno insegnato che la 'ggente' e' tutt'altro che ignorante e che se reagisce in modo inaspettato o emotivo alle scoperte della scienza non e' per pregiudizi ma perche elabora le conoscenze scientifiche in base ai propri modelli culturali (che hanche la scienza ha contribuito a creare). uno dei piu' grandi fallimenti delle politiche sul rischio e' dovuto alla convinzione (pregiudizio) tutto tecnocratico secondo cui alla gggente mancano gli strumenti, i dati; basta fornirglieli e si trsformera' in un pubblico illuminato fautore di scienze e tecnologie. basta dirgli che e' piu' pericoloso andare in auto che avere una centrale nucleare dietro casa che tutti inforcheranno la bici per andare alla montalto di turno a farsi assumere.
la ricerca dell'osservatorio di pavia puo' avere una sua validita' ma bisogna considerare che nell'introduzione avverte che l'esposizione alla scienza nei media non e' predittivo di una maggiore informazione sul tema.
su questo aspetto e' interessante l'inchiesta della fondazione bassetti su italiani e biotecnologie ( http://www.poster.it/rapportobiotech2001.pdf ) in cui si mette in evidenza la mancata corrispondenza tra esposizione ai media e opinioni favorevoli.
il dibattito, anche se basato su temi scientifici e' un fenomeno sociale e come tale va affrontato. lo sanno bene gli uffici delle pubbliche redazioni della monsanto che, sconfitti sul piano del grande pubblico, si sono buttati nelle mailing list degli addetti ai lavori biotech, per modificare le opinioni a monte. (si veda in proposito un inchiesta di the guardian http://www.guardian.co.uk/Archive/Article/0,4273,4412987,00.html )


da parte mia sto scrivendo una tesi di laurea proprio sul dibattito biotecnologie, se volete contattarmi per bibliografia, materiale o per darmi suggerimenti o aiuti la mia mail e' didostel@libero.it

ciao

stel

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bugie bugie bugie
by Marlene Orwell Saturday, Jul. 06, 2002 at 7:51 PM mail: m_orwell@hotmail.com

articolo chiaramente pagato dalle multinazionali !!!!! comr tutto l giornale del resto........
ecco loro miti

Mito Nr. 1:
L'ingegneria genetica e' un naturale sviluppo dei metodi tradizionali di allevamento.

Falso: L'ingegneria genetica comporta il prelievo di frammenti di DNA da una specie e l'inserimento di questo frammento nel DNA di un'altra specie, questo al fine di ottenere talune caratteristiche desiderate, cioè da un tipo di pesce ad un pomodoro o dall'uomo al maiale.
Quando mai in natura troviamo DNA di un pesce, di uno scorpione, un ragno, un virus o un batterio, un animale o addirittura di DNA umano introdotto naturalmente nel DNA di un vegetale?
E' una menzogna che i prodotti manipolati geneticamente siano sostanzialmente uguali ai corrispettivi prodotti naturali e siano senza rischi.
Questi sono tutti esempi di trapianti genetici che sono stati già fatti.

Mito Nr. 2:
Alimenti geneticamente modificati possono essere mangiati tranquillamente e senza pericolo.

Falso: nel 1989 negli USA 75 persone sono morte e 1500 sono rimaste invalide dopo aver contratto la sindrome EMS (eosinophilia-myalgia syndrome) per effetto del consumo di un integratore alimentare contenente un aminoacido (L-Tryptophan) nel quale erano stati inseriti geni di batteri estranei al DNA originario.
La Showa Denko, la ditta produttrice dell'integratore alimentare geneticamente modificato, ha pagato 5 miliardi di dollari come risarcimento alle vittime per evitare il giudizio in tribunale.
Ancora oggi continuano i decessi di coloro che hanno consumato l'alimento GM. Il 29 novembre 2000, l'agenzia Reuters informa sul ricovero di 44 americani che hanno consumato prodotti contenenti "per errore" mais destinato alla alimentazione dei maiali e delle vacche.
La proteina insetticida Cry9C, originariamente contenuta nel mais StarLink, è passata, per effetto della impollinazione, nelle sementi di una ditta, la Garst Seed Company, che non ha mai fatto uso di tecniche transgeniche.

Mito Nr. 3:
L' Ingegneria Genetica è una scienza esatta.

Falso: al momento la scienza comprende il funzionamento del solo 3% del DNA. La comprensione dei rapporti e della interazione dei geni è ancora inferiore. Qualunque cambiamento nel DNA effettuato a qualunque livello produce modifiche che gli scienziati non sono in grado di comprendere e di prevedere. L'affermazione che gli scienziati siano in grado di comprendere gli effetti di modifiche genetiche è completamente falso e denota arroganza. Il Dott. Vandana Shiva commenta "(...) Gli esperti in manipolazione dei geni sono in realtà stupidi e ignoranti in tutto il resto, ivi comprese altre forme di sapere, altre competenze.
Non conoscono l'impatto che le biotecnologie avranno sul sistema ecologico non hanno la minima idea delle conseguenze sulla biodiversità. Mi sono fatta l'idea che lavorino con piattini pieni di batteri e pipette da laboratorio e che solo di questo siano competenti non hanno mai visto le vere piante che crescono nei campi.
E' un pò' come dire che siccome alla General Motors sapevano come costruire le automobili erano anche i più competenti per ridurrre emissioni di ossido di carbonio. Ora la GM avrà anche saputo come fare le auto ma si sono dimostrati stati ignoranti e stupidi per quanto riguarda la previsione e la gestione del cambiamento.
La General Electrics sarà stata competentissima nella costruzione di frigoriferi ma non aveva la minima idea di star facendo un buco nell'ozono.
Così c'è bisogno di un altro tipo di competenza. E l'ingegneria genetica non è in grado di calcolare gli effetti complessivi, nemmeno per quanto riguarda l'area applicativa di cui si occupano.
L'ultima che hanno sparato è che costruiranno un riso che produce Vitamina A. Però non hanno fatto neanche una previsione: non hanno nemmeno azzardato il target di quello che vogliono ottenere nel giro di dieci anni. Per esempio andando a vedere quanta vitamina A sia necessaria in una normale dieta. Però non hanno mai guardato una vera piantina di riso. Sono sì riusciti a prendere DNA dal narciso giallo - la giunchiglia - e da batteri e a inserirlo nel DNA del riso ma non si sono fatti la minima idea dell'impatto complessivo di queste modifiche, nemmeno per quanto riguarda il raggiungimento di obiettivi che hanno dimenticato di definire!
Quale competenza hanno per dirci che produrranno più cibo, che elimineranno la malnutrizione e così via.
Così c'è bisogno di un altro tipo di competenza.

Mito Nr. 4:
Le modifiche genetiche dei raccolti sono fatte per il bene dell'ambiente.

Falso: Le maggiori organizzazioni sanitarie nazionali e mondiali premono per una moratoria della produzione degli alimenti geneticamente modificati in quanto è sempre maggiore l'evidenza dell'impatto devastante sulla vita selvaggia e sull' ambiente. E' dimostrato che il mais transgenico con DNA preso dal Bacillus thuringiensis è letale non solo per insetti nocivi al mais ma anche per le larve della farfalla monaca.
Tali produzioni transgeniche uccidono non solo parassiti delle piante ma anche insetti utili al ciclo dell'impollinazione.
In breve, il rischio e la realtà sono che l'equilibrio ambientale viene profondamente alterato dall'introduzione di piante GM e non è possibile valutare il complesso impatto sull'ambiente e l'interazione tra le modifiche inflitte alla vita animale e vegetale.

Mito Nr. 5:
L'ingegneria genetica dei raccolti porterà un minore impiego di erbicidi e pesticidi.

Falso: Le Multinazionali stanno sviluppando raccolti che siano resistenti ai loro nuovi prodotti erbicidi e pesticidi. Questo significa che in un campo trattato con i loro prodotti erbicidi e pesticidi, tutto morirà ad eccezione delle loro sementi geneticamente modificate.
Le loro sementi e i prodotti chimici sono venduti insieme come un unico prodotto. La British Agrochemical Association prevede che le vendite a livello mondiale di erbicidi aumenteranno come effetto della introduzione di sementi geneticamente modificate.
Per esempio, il consumo del glufosinato, uno dei prodotti chimici maggiormente utilizzato, aumenterà di 400 miliardi di lire all'anno.

Mito Nr. 6:
I coltivatori beneficiano delle tecniche genetiche.

Falso: L'instabilità dei prodotti transgenetici ha già comportato un grande numero di raccolti falliti. La ditta Monsanto ha recentemente pagato compensazioni per milioni di dollari per cotone geneticamente modificato. Il pomodoro prodotto dalla ditta Calgene, che doveva essere in grado di conservarsi più a lungo, ha incontrato problemi inattesi e ha comportato un disastro finanziario per i coltivatori che lo hanno utilizzato.
Caratteristiche di resistenza agli erbicidi si sono di già trasmessi da raccolti GM alla vegetazione selvatica.

Mito Nr. 7:
Produzioni GM. daranno da mangiare alle popolazioni del Terzo Mondo.

Falso: Coltivazioni intensive sono inappropriate in paesi dove la popolazione dipende dalla ampia varietà di coltivazioni locali. I restrittivi e costosi contratti che i coltivatori dovranno firmare per utilizzare coltivazioni g.m. forzeranno i coltivatori più poveri ad abbandonare le terre.

da http://www.prixleonardo.org/genetica/
 

 

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