da indymediamexico, ultime notizie da San Salvador Atenco
Cronaca dal conflitto a San Salvador Atenco, Estrado de Mexico.
Salvador Atenco: Aerei contro machete
In poche ore si potrebbe realizzare uno scontro tra la Policia federal Preventiva e i contadini della comunità di San Salvador Atenco.
Il conflitto iniziato nel pomeriggio di giovedì è arrivato ad un punto limite, senza via d'uscita. In quell'occasione la manifestazione di protesta contro la costruzione di un aeroporto e la conseguente espropriazione di terre alla famiglie di contadini si è conclusa con arresti e feriti e un gruppo di 800 poliziotti con gas lacrimogeni e carabine ha denunciato di aver sofferto l'attacco dei campesinos! Questi portavano chete e mazza mentre tra le fila della policia federal erano presenti agenti in borghese e provocatori infiltrati. Dicevamo degli arrestati. Attualmente si trovano in stato di fermo diversi leaders della protesta e alcuni contadini. I contadini in risposta hanno sequestrato degli agenti di polizia e dei funzionari. I campesinos di Atenco affermano di essere pronti a morire pur di abbandonare le proprie terre, che non hanno intenzione di negoziare alcunché, se non dopo la liberazione dei compagni presi. Dall'altra parte gli ottusi rappresentanti politici del governo si ostinano a sostenere che la negoziazione non può essere intrapresa se non dopo il ristabilimento dello Stato di Diritto; c'è anche chi chiama i campesinos , guerriglieri. Guerriglieri: senza una radio, senza armi parrebbe, comunicano tra di loro attraverso il suono delle campane del paese, poverissimi. Il presidente Fox resta in silenzio ma c'è chi per lui tuona: "castigo per questo miserabili" (la cosa che proprio non va giù alle autorità sembrerebbe l'opposizione dei contadini ad abbandonare le terre perfino in cambio di un buon compenso!) L'unica risposta "politica" delle ultime opre è stata quella di muovere le truppe e la polizia federale verso la zona di Atenco per ristabilire l'ordine.
La società civile pesante e in ritardo si muove: sembrerebbero intenzionati a formare un cordone di sicurezza intorno alle comunità di Atenco perché non si consumi un massacro. E per dire la verità anche chi vi scrive si unirà. Se la polizia arriva a mettere ordine con le sue pistole contro questi rivoltosi anche io dovrò rivoltarmi a impugnare qualcosa di più solido di queste parole. Ora non ho più intenzione di scrivere poemi per i morti vittime della globalizzazione.
*Luis Martingon, giornalista indipendente, membro del collettivo Cafeína.
|