Una testimonianza oculare:
Come ho detto, io c'ero: non dappertutto, é ovvio, e non in tutti i momenti. Ma ho visto parecchie cose, parlato con molte persone che conoscevo e conosciuto moltissime persone con cui ho parlato. Alcune prime cose veloci: le persone che hanno bruciato, saccheggiato, vandalizzato, devastato, sono state decine di migliaia, non solo anarchici, non solo dei centri sociali, non solo organizzate, sia italiani sia stranieri (io posso dire greci spagnoli inglesi tedeschi - i francesi che ho visto invece erano tutti pacifici). Quelli che simpatizzavano con loro erano molti di più, fra cui un sacco di genovesi. Ad opporsi ci sono stati la polizia, un poco il servizio d'ordine delle Tute Bianche (non sempre distinguibile in assenza delle tute stesse), un po' di più quello di Rifondazione. Venerdì a piazza Manin i pacifisti hanno chiesto civilmente e ottenuto senza difficoltà dai Blacks che non operassero, visto che "quella era una piazza pacifica". Io ho detto che era una puttanata, i Blacks (italiani e inglesi) erano d'accordo con me ma - visto che la piazza era piena di bambini, anziani, ragazze, etc.- hanno deciso di andarsene ugualmente. In quella la polizia ha caricato, e per piazza Manin e i poveri pacifisti é principiato un momento difficile. I Blacks - come in genere chi ha pratica di queste cose - sono scomparsi come la folgore. Questo é il punto: non é che la polizia non li caricasse, sono loro a non farsi caricare. Si spostano veloci in piccoli gruppi, raccogliendo mazze, pietre, tubi lungo il cammino e gettandoli negli sganciamenti, evitano la polizia, elevano regolarmente barricate alle proprie spalle. IN genere non solo loro ma tutti gli infiniti vandali di Genova, puntavano a liberare uno spazio dalla polizia e a modificarlo secondo il proprio gusto, cancellandone alcuni segni odiosi della società che ben sappiamo, banche, finanziarie, uffici pubblici, catene di negozi, commissariati, auto aziendali, etc (va detto con tristezza che le chiese non hanno meritato attenzioni). Queste modificazioni sono state forse un poco povere e ripetitive, e su questo occorrerà riflettere e raffinarsi. In ogni caso, il vandalo tiene lontana la polizia, e viene catturato di rado: diverso il caso degli scontri di venerdì con epicentro piazza Alimonda, fra piazza Tommaseo e via Tolemaide, dove la ritirata delle Tute Bianche, frustrrate nei loro propositi dal numero immenso di guardie, dall'installazione dei containers, dalla disposizione geografica disgraziata ha portato in contatto migliaia di persone con la polizia, portando a scontri ravvicinati, con quel che ne é seguito. Insomma: verissimo che la polizia ha dato addosso principalmente a pacifisti, inermi o veri e propri passanti, ma questo accade sempre ed é perfettamente logico: é più facile, comodo, poco rischioso legnare chi é presente e non si difende piuttosto che chi reagisce (vi sono state numerose controcariche, anche energiche) o ha già levato le tende. Diverso ancora il caso dell'attacco notturno alla scuola: qui é chiaro l'intento di colpire la giunzione fra "buoni" e "cattivi", punto perciò debole strutturalmente e che al governo interessa spezzare per contrapporre fra loro coloro che in piazza avevano agito in una discreta armonia (non assoluta: c'é stato il cretino che ha estromesso dai cortei chi portava il casco o il fazzoletto, chi ha minacciato degli spaccatori di vetrine, ma si tratta di casi piuttosto isolati) e sfiancare il movimento (perché a Genova un movimento c'era e agiva) in una contrapposizione interna che consenta di ccoptare i portavoce nel marciume politico, sostituire la voce dei refrattari con la loro caricatura mediatica, sostenere che la violenza é oggettivamente poliziesca. A questo stesso fine servono gli infiltrati, vestiti da manifestanti (non da Black, per un uniformologo quale mi picco di essere, c'é una differenza come fra la Legione Straniera e l'EZLN), che la telvisione mostra e che di sicuro c'erano come é vero da trent'anni e forse più. Perché, pensateci: qual'é la funzione degli inflitrati? Non certo scatenare le violenze e le controviolenze perché a tal fine bastano e avanzano i compagni veri (giacché quale rivoluzionario non pone mano alla distruzione delle cose esistenti appena può, dove può, come può?); ma diffondere il sospetto reciproco, particolarmente verso i più violenti e i più radicali (due concetti che presentano sovrapposizioni ma non coincidono), e diffondere l'idea che la violenza fa comodo al potere, quindi i violenti sono al servizio (magari inconsapevolmente) del potere, quindi i non violenti sono quelli che il potere davvero teme, quindi - ancor di più - solo dirigenti capaci e preparati possono farti distinguere il tuo bene dal tuo male. E' agli Agnoletto e ai Casarini, come ieri ai Capanna e ai Sofri che gli infiltrati servono: per mostrare che nell'abbraccio fra poliziotti travestiti e insurrezionalisti dementi, solo la sottomissione . la mediazione, la "politica" possono dare un senso a esistenze avare di senso e di piacere, come possono essere quelle di coloro i quali hanno in fastidio l'esistente, ma non fino al punto di criticare per prima la loro singolare esistenza
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Il Black BLock é da tempo un soggetto mediatico adatto a tutti gli usi, che può giustificare qualsiasi cosa, specie quelle che i potenti - come tu stesso osservi - se ne fottono di giustificare Ma il Black Block sono in realtà un sacco di singoli compagni, simpatici e assennati che, volendo distruggere questo mondo fin dalle fondamenta, hanno già principiato a demolirne qualche pezzetto. Chi era a Genova e non aveva botteghe e ideologie da difendere e da rivendicare non può che provare per loro stima, amicizia e simpatia. Ciò che occorre ora é che sempre più persone traggano ispirazione dai loro metodi e dalla loro pratica, mirando ad arricchirla, a renderla meglio capace di pensarsi e di comunicarsi e di dare forma a primi passaggi di azione positiva negli spazi liberati che questo tipo di azioni riesce a creare
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