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Il Black block non esiste!! The BB doesn't exist!
by No copyright Monday, Jul. 23, 2001 at 3:43 AM mail:

Una testimonianza oculare:

Come ho detto, io c'ero: non dappertutto, é ovvio, e non in tutti i momenti.
Ma ho visto parecchie cose, parlato con molte persone che conoscevo e
conosciuto moltissime persone con cui ho parlato.
Alcune prime cose veloci: le persone che hanno bruciato, saccheggiato,
vandalizzato, devastato, sono state decine di migliaia, non solo anarchici,
non solo dei centri sociali, non solo organizzate, sia italiani sia
stranieri (io posso dire greci spagnoli inglesi tedeschi - i francesi che ho
visto invece erano tutti pacifici). Quelli che simpatizzavano con loro erano
molti di più, fra cui un sacco di genovesi. Ad opporsi ci sono stati la
polizia, un poco il servizio d'ordine delle Tute Bianche (non sempre
distinguibile in assenza delle tute stesse), un po' di più quello di
Rifondazione. Venerdì a piazza Manin i pacifisti hanno chiesto civilmente e
ottenuto senza difficoltà dai Blacks che non operassero, visto che "quella
era una piazza pacifica". Io ho detto che era una puttanata, i Blacks
(italiani e inglesi) erano d'accordo con me ma - visto che la piazza era
piena di bambini, anziani, ragazze, etc.- hanno deciso di andarsene
ugualmente. In quella la polizia ha caricato, e per piazza Manin e i poveri
pacifisti é principiato un momento difficile. I Blacks - come in genere chi
ha pratica di queste cose - sono scomparsi come la folgore. Questo é il
punto: non é che la polizia non li caricasse, sono loro a non farsi
caricare. Si spostano veloci in piccoli gruppi, raccogliendo mazze, pietre,
tubi lungo il cammino e gettandoli negli sganciamenti, evitano la polizia,
elevano regolarmente barricate alle proprie spalle. IN genere non solo loro
ma tutti gli infiniti vandali di Genova, puntavano a liberare uno spazio
dalla polizia e a modificarlo secondo il proprio gusto, cancellandone alcuni
segni odiosi della società che ben sappiamo, banche, finanziarie, uffici
pubblici, catene di negozi, commissariati, auto aziendali, etc (va detto con
tristezza che le chiese non hanno meritato attenzioni). Queste modificazioni
sono state forse un poco povere e ripetitive, e su questo occorrerà
riflettere e raffinarsi.
In ogni caso, il vandalo tiene lontana la polizia, e viene catturato di
rado: diverso il caso degli scontri di venerdì con epicentro piazza
Alimonda, fra piazza Tommaseo e via Tolemaide, dove la ritirata delle Tute
Bianche, frustrrate nei loro propositi dal numero immenso di guardie,
dall'installazione dei containers, dalla disposizione geografica disgraziata
ha portato in contatto migliaia di persone con la polizia, portando a
scontri ravvicinati, con quel che ne é seguito.
Insomma: verissimo che la polizia ha dato addosso principalmente a
pacifisti, inermi o veri e propri passanti, ma questo accade sempre ed é
perfettamente logico: é più facile, comodo, poco rischioso legnare chi é
presente e non si difende piuttosto che chi reagisce (vi sono state numerose
controcariche, anche energiche) o ha già levato le tende.
Diverso ancora il caso dell'attacco notturno alla scuola: qui é chiaro
l'intento di colpire la giunzione fra "buoni" e "cattivi", punto perciò
debole strutturalmente e che al governo interessa spezzare per contrapporre
fra loro coloro che in piazza avevano agito in una discreta armonia (non
assoluta: c'é stato il cretino che ha estromesso dai cortei chi portava il
casco o il fazzoletto, chi ha minacciato degli spaccatori di vetrine, ma si
tratta di casi piuttosto isolati) e sfiancare il movimento (perché a Genova
un movimento c'era e agiva) in una contrapposizione interna che consenta di
ccoptare i portavoce nel marciume politico, sostituire la voce dei
refrattari con la loro caricatura mediatica, sostenere che la violenza é
oggettivamente poliziesca. A questo stesso fine servono gli infiltrati,
vestiti da manifestanti (non da Black, per un uniformologo quale mi picco di
essere, c'é una differenza come fra la Legione Straniera e l'EZLN), che la
telvisione mostra e che di sicuro c'erano come é vero da trent'anni e forse
più. Perché, pensateci: qual'é la funzione degli inflitrati? Non certo
scatenare le violenze e le controviolenze perché a tal fine bastano e
avanzano i compagni veri (giacché quale rivoluzionario non pone mano alla
distruzione delle cose esistenti appena può, dove può, come può?); ma
diffondere il sospetto reciproco, particolarmente verso i più violenti e i
più radicali (due concetti che presentano sovrapposizioni ma non
coincidono), e diffondere l'idea che la violenza fa comodo al potere, quindi
i violenti sono al servizio (magari inconsapevolmente) del potere, quindi i
non violenti sono quelli che il potere davvero teme, quindi - ancor di più -
solo dirigenti capaci e preparati possono farti distinguere il tuo bene dal
tuo male. E' agli Agnoletto e ai Casarini, come ieri ai Capanna e ai Sofri
che gli infiltrati servono: per mostrare che nell'abbraccio fra poliziotti
travestiti e insurrezionalisti dementi, solo la sottomissione . la
mediazione, la "politica" possono dare un senso a esistenze avare di senso e
di piacere, come possono essere quelle di coloro i quali hanno in fastidio
l'esistente, ma non fino al punto di criticare per prima la loro singolare
esistenza

[...]

Il Black BLock é da tempo un soggetto mediatico adatto a tutti gli usi, che
può giustificare qualsiasi cosa, specie quelle che i potenti - come tu
stesso osservi - se ne fottono di giustificare
Ma il Black Block sono in realtà un sacco di singoli compagni, simpatici e
assennati che, volendo distruggere questo mondo fin dalle fondamenta, hanno
già principiato a demolirne qualche pezzetto. Chi era a Genova e non aveva
botteghe e ideologie da difendere e da rivendicare non può che provare per
loro stima, amicizia e simpatia. Ciò che occorre ora é che sempre più
persone traggano ispirazione dai loro metodi e dalla loro pratica, mirando
ad arricchirla, a renderla meglio capace di pensarsi e di comunicarsi e di
dare forma a primi passaggi di azione positiva negli spazi liberati che
questo tipo di azioni riesce a creare


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