GINEVRA, 1 GIUGNO 2003 - Il centro della città di Ginevra è praticamente sotto scacco. Dopo le pesanti devastazioni della notte scorsa ad opera di diversi gruppi di black bloc (nessun arresto), dall'alba di oggi i diversi gruppi di manifestanti anti-G8 sono riusciti a bloccare 4 dei 6 ponti sul lago della città. Ogni gruppo ha gestito il proprio blocco.
I Disobbedienti hanno innalzato barricate sul ponte Lille con travi in legno, bidoni rovesciati ed un bus con lo striscione: "McDollar's", caricaturale del McDonald's. Simili le barricate costruite dai black su un altro ponte vicino. Mentre Pink e gruppi di curdi, greci e polacchi hanno pensato anche loro a bloccare un ponte ciascuno.
La gestione dei blocchi è durata fino alle 10 circa, davanti alla Polizia schierata in tenuta antisommossa. Non ci sono state cariche, ma nel centro della città regna uno stato di anarchia con gruppi di manifestanti in continuo movimento e black bloc liberi di infrangere vetrine di banche e negozi.
Adesso tutti, incappucciati e non, si sono diretti sul ponte Mont Blanc, punto di partenza della manifestazione unitaria di tutti i gruppi che si dirigerà verso il confine franco-svizzero e lì inconterà un altro corteo che parte dalla cittadina francese di Annemasse.
La situazione in città ricorda molto, nel suo aspetto anarchico, i giorni del G8 di Genova 2001. Le differenze si presentano comunque in due punti chiave. Innanzitutto, a Genova i disordini scoppiarono nel corso dei vari cortei, mentre a Ginevra e nelle altre città della protesta no global non c'è stata una organizzazione puntuale di manifestazioni di protesta, e quindi i cortei (tranne quello che sta per iniziare dal ponte Mont Blanc) assumono nella maggior parte dei casi un carattere spontaneo.
La seconda differenza sta nel comportamento della Polizia francese e svizzera che adotta una tattica tesa ad evitare le cariche. Ormai, a giudicare anche dalle manifestazioni dei giorni scorsi, questo aspetto si presenta in tutta evidenza: le Forze dell'ordine si sono limitate per ora all'uso di gas lacrimogeni e in qualche caso di bombe assordanti.
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