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APPUNTI BASCO - IRLANDESI
by bamaite ubiria Sunday, Jun. 29, 2003 at 7:12 PM mail:

Euskal Herria e Irlanda del Nord

di Maite Ubiria Irlanda ed Euskal Herria non hanno nulla in comune. Questo ritornello, tanto ascoltato nel 1998, si è ieri dissolto. Nella maggioranza dei casi ha prevalso l'idea di invitare ETA a seguire l'esempio dell'IRA; in pochi si è fatta notare la mancanza di un Blair spagnolo. Letture particolari che rifuggivano dall'autocritica per lasciare la palla all'avversario e, nonostante tutto, la comparazione è d'obbligo. Ecco alcuni appunti sulla storia comune basco - irlandese. L'analisi dei processi attivati in Irlanda e Euskal Herria permette di trovare similitudini, scoprire differenze e comprendere meglio i passi compiuti in entrambi i casi. CONSENSO INIZIALE * IRLANDA: il punto d'inizio del processo di pace irlandese si colloca nell'alleanza stabilita fra nazionalisti moderati e repubblicani. Entrambe le parti basano il loro accordo sulla domanda di un dialogo inclusivo come via per superare il conflitto e nella riaffermazione del diritto alla riunificazione dell'Irlanda. * EUSKAL HERRIA: la Dichiarazione di Lizarra - Garazi parte dalla riflessione sul processo irlandese. Condivide l'impegno per il dialogo e designa il popolo basco depositario della decisione finale sul suo futuro. DIRITTO DI DECISIONE * IRLANDA: attraverso la Dichiarazione di Downing Street (15 dicembre 1994), Londra e Dublino manifestarono il loro impegno di rispettare la decisione dei cittadini delle Sei Contee. * EUSKAL HERRIA: nel processo concretizzatosi nel 1998 la risposta di Madrid e Parigi fu totalmente contraria. Parigi prese le distanze con il suo silenzio, Madrid articolò presto una campagna di demolizione. CESSATE IL FUOCO * IRLANDA: l'IRA dichiarò un cessate il fuoco unilaterale con l'obiettivo di favorire il nuovo clima di dialogo creato a partire dal compromesso fra SDLP e Sinn Fein e dalla successiva Dichiarazione di Downing Street. * EUSKAL HERRIA: ETA dichiarò un cessate il fuoco, coincidente nel tempo, ma non vincolato, con la Dichiarazione di Lizarra - Garazi. ETA legò questa tregua ad un accordo preliminare sottoscritto con PNV ed EA (Forze nazionaliste moderate, n.d.t.). I GOVERNI RISPETTO A IRA E ETA * IRLANDA: in seguito alla Dichiarazione di Downing Street, un quotidiano britannico rivelò i contatti segreti fra rappresentanti governativi britannici e l'IRA; ciò non provocò proteste gravi, ad eccezione di ambienti unionisti, il che rese evidente che laburisti e conservatori condividevano una stessa visione dello Stato. * EUSKAL HERRIA: il processo del 1998 riceve una risposta in chiave di offensiva poliziesca dei Governi di Parigi e Madrid. All'unico contatto realizzato fra rappresentanti di Madrid e una delegazione di ETA, entrambi i Governi risposero con la collaborazione poliziesca che si tradusse nell'arresto di persone legate, secondo informazioni della stampa, all'incontro tenutosi in Svizzera e alla mediazione fra Governo spagnolo e ETA. Contemporaneamente, Madrid avvio la campagna di criminalizzazione dell'ambiente della Sinistra indipendentista. TRATTAMENTO DA PARTE DEI MEDIA * IRLANDA: la loro posizione critica, ma non belligerante, rispetto al processo di pace si spiega in parte con il consenso di Stato che vigerà, partire da Downing Street, sulla questione anglo-irlandese. Inoltre, i media più influenti, in particolare la BBC, mantengono un elevato grado di indipendenza rispetto ai poteri pubblici. * EUSKAL HERRIA: i mezzi di comunicazione spagnoli ed i quotidiani a maggior tiratura di Euskal Herria interpretarono Lizarra - Garazi non come una porta che, forse, valeva la pena attraversare in cerca della pace, ma come un'offensiva contro l'ordine costituzionale, alla cui difesa hanno partecipato con ardore militante. NAZIONALISTI RISPETTO A IRA E ETA * IRLANDA: il processo irlandese ha visto molti alti e bassi, interruzioni, impasses e fallimenti parziali da quando Gerry Adams (Sinn Fein) e Hume (SDLP) iniziarono, a metà degli anni Ottanta, contatti discreti. Nel corso del processo irlandese si ha una rottura del cessate il fuoco da parte dell'IRA e una scissione, la Vera IRA, gruppo favorevole al proseguimento della lotta armata fino all'ottenimento della riunificazione effettiva delle 26 contee. Durante il processo di pace irlandese il numero di vittime è stato doppio, rispetto a quelle contate da quando ETA ha rotto la sua tregua; ciò non ha fatto fallire, nonostante si siano verificate crisi nelle relazioni, gli impegni originariamente sottoscritti da SDLP e Sinn Fein. * EUSKAL HERRIA: la Dichiarazione di Lizarra - Garazi, dall'indubitabile spessore democratico, non teneva conto della necessità di blindature a salvaguardia del processo, sicché, la coincidenza della sua sottoscrizione con un elemento favorevole, quale fu la tregua di ETA, divenne a posteriori un ostacolo, un fattore di dipendenza. Così, un accordo che non era nato in un periodo di distensione, divenne insostenibile per la maggioranza dei suoi firmatari, quando ETA concluse il suo cessate il fuoco. FUORI I PRIGIONIERI, FUORI LE CASERME * IRLANDA: il processo di pace irlandese ha ratificato lo status politico dei prigionieri irlandesi. Di fatto, i detenuti hanno partecipato ai dibattiti, cosa accettata in modo naturale dalla democrazia più antica d'Europa. La scarcerazione dei prigionieri impegnati nell'Accordo del Venerdì Santo provocò reazioni di allegria in ogni comunità, ma anche incomprensioni che, comunque, non resero Londra titubante. Contemporaneamente, la questione della smilitarizzazione guadagnava terreno nella negoziazione e la giustizia per coloro che avevano subito abusi da parte di soldati e polizia faceva progressi, seppure lenti. Spicca, sotto questo aspetto, la riapertura delle indagini relative al Bloody Sunday di Derry. * EUSKAL HERRIA: Madrid utilizzò la politica penitenziaria come arma da guerra anche durante la tregua di ETA; il suo timido avvicinamento (svuotò dei prigionieri baschi le carceri site sulle isole o in Nord Africa, trasferendoli in istituti del continente) non soddisfece le aspirazioni della società basca. Nonostante occasionali manifestazioni comuni, le formazioni di Lizarra - Garazi non furono capaci di articolare una strategia efficace per favorire la partecipazione dei prigionieri al processo, men che meno per reclamare la non ingerenza di forze straniere. STATUTO - NAZIONE * IRLANDA: l'esistenza di un embrione del futuro Stato unificato irlandese, l'attuale Repubblica d'Irlanda, diviene un solido punto di partenza per il processo di pace, il che, sommato all'impegno di Londra ad accettare la decisione dei Nordirlandesi, trasforma l'attuale autonomia, al cui inferiore pacchetto di competenze alludono le forze costituzionaliste spagnole, in un meccanismo di transizione verso l'unità dell'Irlanda. * EUSKAL HERRIA: a partire dal 1998, prende corpo un doppio processo, con un comune referente nazionale: un processo destinato al superamento del conflitto, a partire dai contenuti di Lizarra - Garazi, e un processo di embrionale istituzionalizzazione di Euskal Herria; questo secondo processo, chiamato di costruzione nazionale, ha come punto di svolta principale la nascita di Udalbiltza (assemblea dei rappresentanti municipali del Paese Basco, n.d.t.). Comunque, alla tendenza della Sinistra indipendentista ad accelerare il ritmo dell'istituzionalizzazione nazionale di Euskal Herria, si contrappongono gli ostacoli posti dai nazionalisti che per decenni hanno gestito lo Statuto. Questo disaccordo si traduce nel venir meno della fiducia che sarà all'origine della rinuncia agli impegni assunti e della fine della tregua di ETA. Relegata in secondo piano la visione nazionale, le forze che compongono il Governo della Comunità Autonoma Basca rifluiscono, oggi, nel dibattito sullo Statuto.

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