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Il nuovo terrorismo dei micro attentati
by dal corriere Sunday, Dec. 28, 2003 at 8:32 AM mail:

Gli attacchi andati a segno mostrano crepe nel sistema di sicurezza. Prevenzione sempre più difficile, cambiano le regole della difesa. Il Viminale apre un'inchiesta sulla protezione di Prodi.

ROMA - Due attentati in una settimana contro il presidente della Commissione europea. Due attacchi, entrambi andati a segno, che mostrano crepe evidenti nel sistema di sicurezza. La decisione di potenziare la scorta di Romano Prodi non è stata sufficiente per fermare l’azione degli anarchici. E questo basta a riaprire le ferite di una città come Bologna, già tragicamente segnata dall’omicidio di Marco Biagi. Ma anche a riaccendere le polemiche in un momento di massima tensione per gli allarmi sul terrorismo internazionale e l’eversione interna. Gli ultimi sondaggi consegnati ai responsabili della prevenzione dicono che «nonostante il calo dei reati commessi, nei cittadini aumenta la paura».

Al Viminale sanno che episodi gravi come quello di ieri accrescono il senso di sfiducia nelle istituzioni e rischiano di provocare drammatiche conseguenze. Per questo si è deciso di verificare immediatamente le eventuali smagliature nel sistema di protezione. Un’inchiesta interna che si affianca a quella già avviata dalla magistratura. Da qualche giorno la scorta del presidente della commissione Ue è stata potenziata. All’auto di staffetta è stata aggiunta un’autovettura blindata.

Sotto casa è stato disposto un servizio di vigilanza fisso, anche nei periodi in cui Prodi non è presente. «Abbiamo promosso - spiega il ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu - iniziative opportune per tutelare il presidente Prodi non solo in Italia, ma anche all’estero e, allo stesso tempo, abbiamo intensificato le attività di prevenzione e contrasto nei confronti del terrorismo interno e, in particolare, di taluni gruppi ai quali sembra ragionevole attribuire questi ultimi attentati». Un mese fa era stato lo stesso ministro, durante un’informativa urgente al Parlamento, a paventare la possibilità di «un’intensificazione degli attentati firmati dagli anarcoinsurrezionalisti». «Non possiamo escludere - aveva detto - che nella crisi attuale delle Brigate rosse, queste formazioni mirino ad assumere l’egemonia del terrorismo italiano». E’ accaduto. Dopo le bombe nei cassonetti, non si è riusciti a evitare che fosse recapitato un ordigno direttamente a casa del presidente della Commissione europea.

I dispositivi di protezione per le personalità e le cariche istituzionali non prevedono il controllo della posta privata, a meno che non sia l’interessato a chiederlo. E, adesso, ci si interroga su che cosa sia accaduto e su quello che bisogna fare per aumentare non soltanto la sicurezza delle istituzioni, ma anche quella dei cittadini. «Questo caso - spiega un investigatore - costituisce certamente una novità preoccupante. Dimostra che la tecnica si è raffinata e che gruppi, fino a qualche tempo fa considerati minori, hanno un potenziale offensivo altissimo. Per fortuna, il plico è scoppiato senza provocare danni, ma ciò non basta a tranquillizzarci. Anzi».

L’ultimo dato fornito dal Viminale dice che sono 702 le personalità scortate con 2.600 uomini. Un impegno enorme per le forze dell’ordine, tanto che dopo gli arresti effettuati nell’ambito dell’inchiesta sulle nuove Brigate rosse si era discussa l’eventualità di rivedere l’elenco, effettuando alcuni tagli. L’ipotesi è stata subito accantonata, ma resta il problema di fronteggiare un fenomeno eversivo sempre più insidioso e difficile da prevenire. Il piano messo a punto contro Prodi lo dimostra. L’ordigno era celato in un libro perfettamente incartato e indirizzato alla moglie del presidente.
«Di fronte a episodi simili - chiarisce un esperto - è davvero difficile mettere a punto una controffensiva adeguata».

Gli apparati di prevenzione stanno, comunque, già studiando possibili misure. E non è escluso che nelle prossime ore si decida di diramare nuove regole per invitare tutti gli addetti alla sicurezza a una maggiore vigilanza anche in ambiti estremamente privati.
La minaccia che arriva dai gruppi anarchici ha mostrato già da tempo la sua pericolosità. Le spedizioni di pacchi bomba si sono ripetute in momenti diversi e hanno sempre colpito bersagli simbolo. Accadde prima del vertice G8 del 2001, accadde durante le festività natalizie dello scorso anno. Fu una sigla anarchica a rivendicare l’esplosione di un motorino sotto il Viminale e la bomba sistemata nel giardino della questura di Genova.

Ancora loro spedirono un plico esplosivo a una stazione dei carabinieri di Roma e ferirono gravemente un maresciallo. Da mesi in Sardegna vengono compiuti attentati firmati sempre dagli stessi gruppi, probabilmente dalle stesse persone. «Sono un centinaio - spiegano all’Antiterrorismo - ma riuscire a incastrarli è difficile perché si muovono spesso da soli e senza lasciare tracce. Ottengono il massimo risultato con il minimo sforzo». Una microstrategia della tensione che sta assumendo dimensioni sempre più preoccupanti. E che, come aveva preannunciato Pisanu, si sta sostituendo a quella delle Brigate rosse. «Queste persone non ammazzano - sottolinea un investigatore - ma provocano danni non meno gravi. Hanno una vasta gamma di obiettivi.

E sono capaci di colpire anche i cittadini. Basti pensare alla campagna che scatenarono lo scorso anno contro la compagnia aerea spagnola Iberia. Gli effetti furono devastanti. Oltre al danno economico provocato dalle disdette dei voli, fu ingenerata la paura nella gente, aumentato il senso di insicurezza». Lo stesso risultato, assicurano gli esperti, lo ottengono prendendo di mira le forze dell’ordine. Il messaggio è chiaro: «Possiamo entrare in una questura o in una stazione dei carabinieri. Possiamo arrivare ovunque». Lo hanno dimostrato anche ieri. E adesso si teme che colpiscano ancora per continuare a sfidare lo Stato.

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si fa fatica a credere
by anarchico Sunday, Dec. 28, 2003 at 11:49 AM mail:

Le sigle che avrebbero firmato questi attentati sono ridicole;

Le rivendicazioni degli attentati precedenti attribuiti agli anarcoinsurrezionalisti sono diverse, ma anche quelle quasi incredibili;

Stranamente, ogni volta in realtà non si fa male nessuno;

Quello che esplode non fa mai nulla piu' di una fiammata, ma tutti dicono "E' TERRORISMO, POTEVA MORIRE QUALCUNO, ERA UN ATTENTATO CHE MIRAVA AD UCCIDERE!";

Beh, secondo me questi attentati sono preparati a tavolino da chi gestisce la risposta repressiva al dissenso per fare terrorismo psicologico e alzare la tensione. Io mi sento anarchico come molti altri, e come molti altri mi sembrerebbe una cazzata controproducente dedicarsi ad azioni come i pacchetti bomba. Le tensioni sociali in questo momento ci sono gia': e' agire su di esse che cambiera' qualcosa, e gli anarchici lo sanno.


Un anarchico che non mette bombe

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la nuova strategia della tensione
by la chiamano "terrorismo" Sunday, Dec. 28, 2003 at 2:38 PM mail:

Il corriere - come il resto dei media - da per scontato che a mettere le "bombette" siano gli anarchici. Vecchia storia. Il problema è che i servizi si affinano e anzichè ricorrere al "grande botto" con morti e feriti, come negli anni d'oro della strategia della tensione, si preferisce porre "piccole fiammate" (ci penseranno i media a trasformarle in botti continui e ridondanti). Lo scopo è sempre lo stesso: tenere alta la tensione e l'emergenza, soprattutto quando c'è già qualcuno che rialza la testa e dice "NO!". Nessun anarchico si sogna di piazzare qui e là qualche cassetta con della polvere da sparo o recapitare libri scavati a qualcuno. I VERI ANARCHICI lo sanno bene; i servizi (e i loro amici di Forza Nuova) degli anarchici non sanno niente e compiono cazzate credendo di compiere atti che compierebbero gli anarchici (e la gente ci crede). Adesso hanno rotto i coglioni sul serio e giocano alla provocazione, ma la corda, tira oggi, tira domani, prima o poi si spezza.

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minchia
by e.... Sunday, Dec. 28, 2003 at 3:39 PM mail:

quando parli così fai dvvero paura!!!!! dammi un inizio quando la corda si spezza cosa conti di fare passare dai libri bomba, alle enciclopedie bomba???
tutti i terroristi con palo in culo

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terrorismiz
by Elektro2 Sunday, Dec. 28, 2003 at 3:51 PM mail:

Il commento sul passsaggio dai libri alle enciclopedie e' veramente scemo... hai letto quello che scrive sopra o no ?

Credo che se un'italiano di media cultura pensa al terrorismo, a quello che fa paura, a quello che "vado in piazza a fare un giro e non torno a casa"...

pensa a Pza Fontana, ai vari treni (Italicus, Natale...) alla stazione di Bologna, a pza Loggia (Brescia), a Palestro (Milano)...

chi uccide una persona con nome e cognome e' uno schifoso assassino, ma chi uccide gente a caso e' MOLTO piu' schifoso (e i recenti processi ci stanno dando un accurato profilo psicologico/morale di qs ultimi squallidi figuri...)

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UN PAIO DI GIORNI PRIMA
by H. Sunday, Dec. 28, 2003 at 5:15 PM mail:

CARABINIERI SVENTATO ATTENTATO A ROMA
24/12/2003 - 13:15
Arrestati tre giovani con ordigno per supermercato Coop
Roma, 24 dic. (Apcom) - Tre giovani sono stati arrestati dai Carabinieri della Compagnia di Monterotondo (Roma), questa notte, a Fonte Nuova, alle porte della Capitale, mentre stavano per piazzare un ordigno esplosivo dinanzi ad un supermercato della catena "Coop". I militari durante un servizio di pattuglia hanno sorpreso i tre, tutti romani, di 19, 20 e 24 anni che si aggiravano dinanzi alla vetrata del supermercato. Nel corso del controllo, addosso ad uno dei tre, i militari hanno rinvenuto un ordigno esplosivo, costruito artigianalmente.
Sul posto sono intervenuti gli Artificieri dei Carabinieri del Comando Provinciale di Roma che hanno preso in consegna l'ordigno disinnescandolo. I carabinieri hanno appurato che se l'ordigno fosse esploso davanti al supermercato avrebbe potuto procurare la distruzione della serranda e delle vetrate e le schegge avrebbero potuto raggiungere una distanza di 30 metri.
Secondo le prime indagini coordinate dal Procuratore Capo Claudio D'Angelo e dal sostituto Gaetano Postiglione della Procura di Tivoli i giovani sembrerebbero gravitare nell'area di estrema destra. Per tutti e tre gli arrestati, condotti presso il carcere di Rebibbia, l'accusa è di concorso in detenzione di ordigno esplosivo.
copyright @ 2003 APCOM



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per e...
by quello di prima Sunday, Dec. 28, 2003 at 5:28 PM mail:

Sappi, grandissimo cazzone, che la corda si è già spezzata da un pezzo. Qualcuno (i riformisti, per esempio) l'hanno riannodata alla meno peggio dando una mano al padronato (la parola concertazione ti dice niente?). La battaglia di Natale degli autoferrotranvieri (che hanno mandato a cagare i sindacati "gialli")è o non è un segnale di rinnovato orgoglio di classe? Che la gente, in generale, sia sempre più incazzata è o non è qualcosa che fa tremare il culo a quei quattro mafiosi che stanno nella "maggioranza" (con la scusa che hanno preso 11.500.000 voti su 40.000.000 circa di aventi diritto al voto)e che Cosa Nostra stessa ha mandato affanculo (vedi le ultime elezioni amministrative)?
Quando la tensione di classe sale, l'unica risposta che il "potere" sa dare è la paura. Nella paura la gente si rintana e chiede protezione (proprio come quando qualcuno chiede il "pizzo"). Ma ci sono altri che non si rintanano per niente e invece di stare davanti al tubo catodico ad ascoltare cazzate (e bersele tutte)pensano, ragionano e si incontrano. Creare paura nei catodicodipendenti è facile: basta mettere dei botti veri (P.zza Fontana e simili) o dei botti falsi (videocassette e libri scavati)e il gioco è fatto. Ci penserà la TV a far vedere mille, duemila, 100.000 volte quei fotogrammi: i servizi ne sono maestri (quante volte hanno mostrato l'impatto degli aerei teleguiidati sulle torri di N.Y.?). La strategia della paura serpeggiante e diffusa, dell'atto schifoso e spalmato va avanti intanto che quelli di Forza Nuova aggrediscono a caso ragazzi isolati che stanno per i cazzi propri e qualcuno, quà e là, compie delitti efferati (ti ricordi quelli della "uno bianca"?): e la gente sente addosso la paura. La paura, caro mio, è una brutta bestia che viene allevata e utilizzata ad hoc. Via via le tecniche si affinano. Gli USA ne sono maestri e le esportano ovunque. Luttwak ne sa qualcosa: chiedilo a lui e ai suoi amici quando la corda si spezzerà e non sarà più riannodabile, se non sei capace di capirlo da te.

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nemmeno i giudici ci credono!
by lettore Monday, Dec. 29, 2003 at 2:25 PM mail:

(ANSA) - VENEZIA, 28 DIC - "Ci sono forze oscure dietro l'attentato, non identificabili con i gruppi emersi finora. Se anche fosse rivendicato dagli anarco-insurrezionalisti, mi aspetterei per lo meno un volantino liberty". Lo afferma il giudice veneziano Carlo Mastelloni, che non crede alla pista anarco-insurrezionalista per l'ultimo attentato a Romano Prodi.
A non convincerlo è in particolare la scelta di utilizzare, per il pacco-bomba giunto a casa Prodi, quello specifico testo di D'Annunzio. "Con quel libro - osserva Mastelloni, già titolare di numerose inchieste sull'eversione e in particolare su Gladio - è stato impiegato un linguaggio del tutto inusitato per le forze eversive che in genere si celano dietro simili atti. E proprio in tale scelta si legge un messaggio sofisticato, che esula dai codici tradizionali usate da strutture eversive". E negli ultimi atti ai danni di Prodi, conclude Mastelloni, vi è una "preoccupante serialità, in una Bologna solitamente culla di inquietanti scenari".(ANSA).

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ma quale tensione di classe?
by bekunin Monday, Dec. 29, 2003 at 2:30 PM mail:

ma quale tensione di classe hanno gli autisti di autobus? Basta che gli diano le due lire che gli spettano e quelli tornano buoni come sono sempre stati da vent'anni in qua, altro che tensione di classe...

ma fammi il piacere, fammi....

lo scago di Berlusca mica viene dai ferrotranvieri, viene dalle elezioni europe (e comunali)....

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