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Bari-Palese: oltre 500 migranti obbligati a stare in una roulottopoli stracolma
by da "La Gazzetta del Mezzogiono" Wednesday, Aug. 02, 2006 at 3:13 PM mail:

Alcuni articoli sulla situazione della roulottopoli di Bari-Palese in cui sono obbligati a stare oltre 500 persone di varie nazionalità

da La Gazzetta del Mezzogiorno http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it


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[La Gazzetta di Bari]
02/08/2006
«Roulottopoli illegale»
Prc ricorre alla Corte europea per i diritti dell'uomo
La Croce Rossa precisa i costi di gestione. «Cibo di qualità»
http://tinyurl.com/gzwqh

«Il centro di prima accoglienza di Bari Palese è illegale: va chiuso immediatamente, senza nessuna discussione». Torna alla carica Rifondazione Comunista a proposito della roulottopoli allestita nell'aeroporto militare: Gianluca Nigro, della segreteria regionale di Prc, annuncia che il partito si sta attrezzando «per un esplicito ricorso alla Corte europea per i diritti dell'Uomo». «Il dramma politico che si sta consumando - spiega Nigro in una nota - riguarda le garanzie costituzionali in merito alla legittimità di privare le persone della propria libertà personale. Siamo profondamente addolorati che tutto ciò si stia realizzando sotto l'egida di un governo di centrosinistra». Intanto, nella polemica sulla roulottopoli di Palese interviene anche la Croce Rossa, cui è affidata dalla prefettura la gestione del centro. Il commissario provinciale Nicola Lozito insiste sui costi: precisa che - contrariamente a quanto sostenuto ieri dalla Gazzetta - il costo pro capite di ciascun immigrato «non è di 40 euro netti ma di 45,50 euro lordi, che al netto di tutti i costi non sono certo pari ai 40 euro indicati nell'articolo». Così come la Cri precisa che i pasti vengono controllati per quantità e qualità e nega che «vengono forniti in contenitori di plastica con la scritta Ospedale di Molfetta», come sostenuto dal cronista, che ha però letto personalmente questa dicitura insieme con altri testimoni ammessi al centro l'altro giorno.


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[La Gazzetta di Bari - 01/08/2006]

La roulottopoli è stracolma
Più di cinquecento nel centro di prima accoglienza a Palese
È ai limiti della capienza il campo allestito nei primi Anni Novanta e gestito dalla Croce Rossa. Qualcosa è cambiato
http://tinyurl.com/fmqug

di Gianluigi De Vito


Un po' meglio, tanto peggio. La roulottopoli di Palese è uno scenario già visto: uno sciame di lamiere malconce messe in fila sull'ex pista dell'aeroporto militare. Uno scenario che rimanda cartoline di angoscia. Non si può parlare con gli «ospiti». È la regola. Cioè: il cronista non deve parlare con gli immigrati. La chiamano «ospiti», quella fetta di mondo che s'è mossa dalla Libia per Leuropa, sfidando il corridoio di mare che approda a Lampedusa quando fame e sete lasciano sopravvivere. Leuropa. Come Lamerica. E l'orologio del Leuropa adesso è fermo a Bari Palese, al Centro di prima accoglienza (Cpa), un «mostro giuridico». Non è un centro di identificazione (Cdi), ma funziona come tale. Una vecchia legge, figlia dell'emergenza Kosovo, dice che i centri di accoglienza devono identificare gli immigrati, informarli sulla possibilità di chiedere lo status di rifiugiato o la protezione umanitaria. Ma il regolamento sull'asilo politico, anch'esso vincolante, dice invece che una volta che l'immigrato ha fatto domanda di asilo deve essere trasferito in un Centro di identificazione e lì essere interrogato dalla Commissione territoriale per i rifugiati. La commissione in Puglia è di «stanza» a Foggia. Ieri, come pure la scorsa settimana, era Bari, al Polifunzionale della Polizia, al San Paolo. E le «interviste» per esaminare i casi avvengono lì, al polifunzionale. Dal Cpa di Palese il via vai è giornaliero: gruppi di 20 «ospiti» alla volta. Ospiti che ospitano. Non hanno commesso nessun reato, sono persone. E invece gli immigrati sono per ora solo «un numero», scritto su un cartellino. Dovrebbero poter circolare liberamente, entrare e uscire dal Cpa. Ma si muovono soltanto in meno di un chilometro quadrato transennato e controllato da polizia e carabinieri. E se arriva un parente è l'ospite che ospita, dentro le transenne. Vietato parlare. Allora come si fa a sapere se tutto va bene? Fa fede solo quello che vedi e quello che capti. Troppo poco. Ma alcune differenze rispetto agli anni scorsi saltano evidenti. Proprio perché «mostro giuridico» il Comune stavolta non s'è prestato ad assicurare un servizio volontario di orientamento giurudico. La possibilità di vivere Lamerica è direttamente proporzionale alla capacità di ognuno di tirar fuori il dramma senza fine che ha scatenato il viaggio. Ma devi parlare, trovare gente fidata con la quale superare imbarazzo e raccontare anche particolari che alla fine risultano essenziali per poter ottenere il soggiorno. Se ci sono i volontari di associaizoni «di» e «per» immigrati , gente che sa come vanno certe cose, diventerebbe più facile per ognuno degli ospiti saper ricostruire il dramma. Quest'anno, niente associazioni. Perché è un mostro giurdicio: almeno questa è la versione fornita dall'assessore comunale all'Accoglienza, Pasquale Martino. La verità è che in tempi di vacanze e con zero risorse difficile gettare il cuore oltre l'ostacolo. E allora tutto è nelle mani dell'ente gestore, la Croce Rossa. Rifiutato l'appalto per il Centro di permanenza temporaneo (passato alle Misericordie) resta quello di sempre, cioè del Cpa. Un entrata non da poco se dovessere trovare conferma che notizia trapelata: per ogni «ospite» la Cri guadagna più di quaranta euro. 40 moltiplicato 527 (tanti sono gli ospiti) e il risultato dà il business umanitario. La novità evidente è che è cambiato il fornitore dei pasti: prima era l'«Alga» (ora rifornisce il Cpt), adesso è l'azienda di ristorazione «Sasso» di Bisceglie. I primi, (ruso e piselli) i secondi (pesce) arrivanno nei faldoni di plastica con la scritta Ospedale di Molfetta, assieme a mele e panini imbustati e confezioni di bottiglie di minerale non certo fresca. I Sasso sono «giganti» della ristorazione di Stato del Nord Barese. E anche qui ci vuole poco a rendersi conto del business: sulla qualità, giudizio sospeso, sulla quantità basta guardare in faccia gli ospiti e ascoltare le loro grida di scontento per capire che si tratta di porzioni buone solo per donne taglia 42. Qualcosa è cambiato. La tensostruttura che ospita la mensa è refrigerata da alcuni condizionatori che d'inverno sputano anche aria calda. C'è un gruppo elettrogeno, e la corrente noon fa più le bizze come un tempo. Le file di roulotte sono intervellate da un corridoio d'asfalto molto lungo, coperto e attrezzato di panchine in cemento: le chiamano «isole benessere». Certo, almeno giocare a dama coi tappi delle bottiglie d'acqua come pedine, non fa sudare. Ed è più agevole anche pregare, come fanno tre ragazzi davanti alla fila D3. Per il resto, scene di sempre. Tantissimi ragazzi, con gli occhi persi nella rassegnazione di un tempo che deve scorrere. Ma anche donne, famiglie e qualche bambino. Sorrisi di circostazna. E di speranza: almeno il mare non li ha inghiottiti. Tutti stipati nelle roulotte, rimesse in sesto, ma pur sempre vecchie. È così che va l'eterna «emergenza». Sono anni che si parla dell'immigrazione come fenomeno strutturali. Eppure a Palese dai primi Anni '90 è sempre «emergenza». Funzionale, inventata, infernale? Poco importa, è emergenza. Senza fine.


---
[La Gazzetta di Bari - 01/08/2006]

La visita di Mario Morcone, il nuovo responsabile del dipartimento libertà civili e immigrazione del ministero dell'Interno
«Le condizioni sono da migliorare»
http://tinyurl.com/h2j25

di Nicola Patruno


«Il centro di permanenza temporanea di Palese ha un livello di accoglienza accettabile, evidentemente il prefetto di Bari ha fatto un buon lavoro, tenuto conto che non è oggettivamente facile operare in un clima di disperazione e tenuto conto, anche, che la Puglia da alcuni anni vive in maniera diretta il fenomeno». Lo ha detto ieri mattina il nuovo responsabile del Dipartimento Libertà civili ed immigrazione del ministero dell'Interno, Mario Morcone, al termine del sopralluogo fatto nel Cpt del San Paolo e nel Cpa (centro di prima accoglienza), allestito nella «roulottopoli» di Palese. Morcone ha scelto Bari come prima città in questo «viaggio» nel mondo dell'accoglienza: durante la visita nelle due strutture baresi è stato accompagnato da alcuni funzionai della prefettura. Una prima fase di ricognizione, dunque, un primo contatto dopo il cambio del quadro politico, che a Morcone, fresco di carica, è servito per capire qual è la situazione prima di predisporre eventuali interventi. Per questo non si è sbilanciato, ha usato cautela e diplomazia. Evidentemente le uniche «armi» possibili al momento. «Sarei presuntuoso - ha detto - se mi mettessi a formulare giudizi affrettati». Il nuovo titolare del dipartimento «Libertà civili» si è quindi limitato a sottolineare che «in Puglia per fortuna non c'è l'emergenza che si verifica in Sicilia, che gli sbarchi di clandestini non sono così frequenti come sulle coste di Lampedusa, anche per il rapporto di collaborazione che si sta costruendo con i paesi dell'altra sponda». Poi, però, non ha nascosto che «vanno migliorati gli standard di accoglienza delle persone», lasciando intendere implicitamente che la situazione non è ideale come si vuole far credere. Morcone ha poi confermato che questa prima visita sulla condizione degli stranieri ospitati nei centri baresi è solo una fase di studio, per poi mettere in atto un proposito evidentemente previsto dal «protocollo»: creare una rete di collaborazione tra organi governativi centrali e periferici per gestire il fenomeno nel migliore dei modi. Un meccanismo che potrà essere gestito solo a livello ministeriale. Comunque una cosa è certa: è una «materia» difficile da gestire, un problema che ha bisogno di tempo per essere risolto. Per questo Morcone non ha nascosto la necessità di predisporre misure di sicurezza più rigide, come prevede la legge. Del resto, quando si parla di immigrazione, e quindi di accoglienza, si tirano inevitabilmente in ballo implicazioni di carattere etico, morale e religioso. La prima mossa da fare? «Vedremo - ha detto Morcone - di immigrazione bisognerà parlare nel Parlamento visto che la responsabilità generale in tema di immigrazione è del governo. La prima cosa che farà quando andrò a Roma è quella di parlarne con il ministro dell'Interno Amato». Prima di lasciare Bari Morcone ha avuto in prefettura uno scambio di impressioni con i funzionari. In settimana dovrebbe essere stilato il calendario delle visite da effettuare in altri centri italiani che ospitano gli immigrati.


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[La Gazzetta del Mezzogiorno on the web - Puglia]

Immigrati – Il superprefetto parte da Bari
31/7/2006

Mario Morcone, nel suo primo giorno da capo del Dipartimento libertà civili, ha scelto di inaugurare un giro di visite conoscitive in Italia dalla “roulottopoli” di Palese. Gli ospiti stranieri con aria condizionata “ad ore” sotto il sole cocente
http://tinyurl.com/zrur7


BARI - «Visiterò tutti i centri italiani che ospitano immigrati»: lo ha annunciato il prefetto Mario Morcone, che nel suo primo giorno da capo del Dipartimento libertà civili ha scelto di visitare a Bari il Centro di prima accoglienza (Cpa) allestito nella “roulottopoli” di Palese e il Centro di permanenza temporanea (Cpt) entrato in attività nei mesi scorsi. Il Cpa, che viene attivato nei casi di emergenza, è a una capienza che lo stesso Morcone ha definito «massima»: poco più di 500 persone di varie nazionalità (132 dell’Eritrea, 83 del Marocco e 80 della Nigeria, per citare i Paesi di provenienza dei gruppi più consistenti); nel Cpt - poco distante dal Cpa - ce ne sono una dozzina. Bari - Centro accoglienza immigrati Palese
Da poche ore nominato capo del Dipartimento libertà civili e immigrazione del Viminale, Morcone - accompagnato da funzionari della prefettura di Bari, dalle forze dell’ordine e dalla Croce Rossa - ha riferito ai giornalisti di aver sicuramente individuato una priorità: «Vedremo - ha detto - che cosa fare in materia sia di accoglienza sia più in generale: c’è il problema della cittadinanza - ha detto - dell’asilo, delle libertà religiose». In questo momento, però, la priorità è quella di «un’accoglienza degna, civile, di un Paese come l’Italia».
Bisogna dunque, secondo Morcone, assolutamente migliorare gli standard di accoglienza delle persone.
Il Centro di permanenza temporanea è comunque, secondo il capo del Dipartimento, una struttura «assolutamente adeguata, all’altezza della situazione e che ha naturalmente misure di sicurezza più rigide del Cpa, come la legge prevede».
Nel suo primo giorno da capo del dipartimento Morcone - come ha ripetuto ai giornalisti - ha ritenuto doveroso «venire a capire i problemi, dove posso dare una mano, che cosa possiamo fare per migliorare la qualità del nostro servizio».
Certo - afferma - «molto è stato fatto ed è stato fatto bene, ma certamente tutto è stato frutto un po’ dell’emergenza e quindi in corsa».
Il Cpa di Bari, ad esempio, ha da sempre tra i problemi principali quello di costringere sia gli ospiti sia i volontari e le persone delle forze di Polizia a stare in strutture non murarie situate sulla vecchia pista dell’aeroporto militare sotto il sole cocente. La struttura venne realizzata in una situazione di estrema emergenza dettata dalla ondata di sbarchi degli albanesi in Puglia nel ’97. Nella “roulottopoli”, utilizzata solo nelle situazioni di estrema urgenza (è stata ad esempio riaperta la scorsa settimana per accogliere una parte degli immigrati sbarcati a Lampedusa) sono stati messi in atto accorgimenti per combattere il caldo (aria condizionata nei momenti del pranzo, della cena e della colazione), ma sicuramente non basta.
La speranza - ha detto Morcone - «è che il centro di Palese, alleggerendosi a mano a mano la presenza, possa sostanzialmente non essere più in prima linea come è oggi».
Prima di lasciare Bari per ripartire per Roma, Morcone ha avuto in Prefettura uno scambio di opinioni con i funzionari della stessa Prefettura e i rappresentanti delle forze dell’ordine. In settimana dovrebbe essere stilato il calendario delle visite che Morcone farà negli altri centri italiani che ospitano immigrati.

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non stanno comodi?
by h Wednesday, Aug. 02, 2006 at 6:58 PM mail:

Se si trovano così male se ne tornino serenamente a casa loro.

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Foto aerea della roulottopoli di Bari-Palese
by da La Gazzetta del Mezzogiorno Wednesday, Aug. 02, 2006 at 8:44 PM mail:

Foto aerea della rou...
19513.jpg, image/jpeg, 200x258

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Emergenza sbarchi, riaperto il centro di accoglienza di Bari-Palese
by da L'Unità on line Wednesday, Aug. 02, 2006 at 8:59 PM mail:

Emergenza sbarchi, riaperto il centro di accoglienza di Bari-Palese
http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=57700


Negli ultimi giorni sulle coste siciliane si sono moltiplicati gli sbarchi di migranti. Solo venerdì una motovedetta tunisina ha soccorso un'imbarcazione con 40 persone che si trovava alla deriva a 50 miglia a sud di Lampedusa. L´ennesima "carretta del mare" trasportava, tra gli altri, tre donne e tre minori.

Tutti i migranti che sbarcano sulle coste siciliane vengono portati nel Cpt di Lampedusa che può però ospitare solo 190 persone. Ed è di nuovo emergenza. Giovedì nel centro erano ospitati in 585. Il ponte aereo predisposto dal ministero dell'Interno, in tre voli, ha permesso di trasferire 300 persone nelle strutture di Crotone e Foggia. Altri 100 migranti erano stati invece imbarcati in mattinata sul traghetto di linea per Porto Empedocle (Agrigento), da dove hanno proseguito per il cpt di Pian del Lago a Caltanissetta.

Ma l´emergenza continua. E sabato mattina è stato riaperto anche il Cpa di Bari-Palese: il centro di prima accoglienza chiuso sei mesi fa, attrezzato con roulotte in un'area dell'aeroporto militare ed in grado di ospitare sino a seicento persone. Già nelle prossime ore potrebbero giungere a bordo di aerei o pullman i primi ospiti e nel Cpa numerose persone sono al lavoro per ripristinare i servizi indispensabili e gli approvvigionamenti di viveri ed acqua specie viste le condizioni ambientali rese difficili da un caldo torrido in un'area priva totalmente di alberi e costantemente esposta al sole.

Intanto due giorni fa è arrivato il via libera dell'Onu alla nomina di Staffan De Mistura alla guida della Commissione di ispezione voluta dal ministro dell'Interno Giuliano Amato per verificare le condizioni all'interno dei centri di permanenza temporanea per immigrati. La prossima settimana l'organismo del Viminale affronterà nella sua prima riunione una questione che lo stesso De Mistura definisce «delicata ma anche urgente»: quella dei 18 cpt italiani.

Pubblicato il 01.07.06

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by ......... Thursday, Aug. 03, 2006 at 11:00 AM mail:

ma che cazzo aspettano.....rigettateli a mare e che tornino nelle loro fottute terre a nuoto questi rompicoglioni!

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