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Sequestrata fabbrica per traffico illecito di rifiuti liquidi
by es Sunday, Oct. 08, 2006 at 12:11 PM mail:

San Giorgio di Nogaro: sequestrata la Fingel (per la terza volta) speriamio che sia quella buona e che sia la fine anche per il tubone (che sarà a processo il 17 novemnbre Florit, Feruglio e Tirchetti)

Sequestrata fabbrica...
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DOMENICA, 08 OTTOBRE 2006

Pagina 12 - Udine

In passato la Magistratura aveva bloccato l’attività per carenza di autorizzazioni

Rifiuti illeciti, sigilli alla Fingel

I Noe hanno sequestrato l’impianto di depurazione e smaltimento

OPERAZIONE DEI CC A SAN GIORGIO

L’operazione denominata “Anassagora” avviata dalla Procura di Udine Dovranno essere eseguiti alcuni interventi di messa in sicurezza dell’impianto




di ANNA ROSSO

SAN GIORGIO DI NOGARO. Sigilli alla Fingel, l’azienda di San Giorgio di Nogaro che opera nel settore della depurazione e dello smaltimento di rifiuti liquidi industriali. L’impianto di via Malignani 5 è stato sequestrato giovedì mattina sulla base di un provvedimento preventivo emesso dal giudice per le indagini preliminari Paolo Milocco del Tribunale di Udine. A ordinarne l’esecuzione ai carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) è stato il sostituto procuratore Maria Grazia Zaina.
L’indagine, denominata “Anassagora” (è il nome del filosofo greco che visse nel 500 Avanti Cristo il quale sosteneva che “Nulla si crea, nulla si distrugge e tutto si trasforma”), è partita più di sei mesi fa ed ancora in corso. Proprio per questo motivo la vicenda è avvolta da uno stretto riserbo.
Da quanto si è potuto apprendere, comunque, i vertici dell’azienda sangiorgina sarebbero chiamati a rispondere dell’ipotesi di reato di smaltimento illecito di rifiuti. Si indaga anche su presunte emissioni in atmosfera. Ora l’attività di gestione dei rifiuti – il cui valore è stato stimato in oltre due milioni e mezzo di euro – è bloccata e, secondo quanto è stato disposto dall’Autorità giudiziaria, dovrebbero essere eseguiti alcuni interventi di messa in sicurezza della struttura.
La Fingel spa di San Giorgio di Nogaro si è insediata nella Zona industriale sangiorgina nel 1997 come azienda per la produzione di gelatina ad uso farmaceutico e alimentare derivante dalle alghe. Successivamente, l’azienda ha cambiato attività e ha attivato un impianto chimico, fisico e biologico per la depurazione delle acque provenienti in genere dalla regione Friuli Venezia Giulia e dal nord Italia.
Non è la prima volta che questa ditta finisce al centro di accertamenti della Magistratura. Sequestrato dal gip il 27 giugno 2000, l’impianto della Fingel s’era visto togliere i sigilli il 10 luglio successivo su disposizione del tribunale, al quale era ricorsa la società. All’epoca a questa ordinanza si era opposta la procura, su iniziativa del sostituto procuratore Maria Grazia Zaina, titolare dell’inchiesta. Gli atti del procedimento finivano così a Roma alla Cassazione, che aveva poi rimandato la “pratica” al tribunale, annullando il dissequestro e chiedendo un nuovo esame. Nel giugno del 2001 la procura aveva dato esecuzione a un nuovo sequestro disposto dal tribunale (presidente Di Silvestre, a latere Feruglio e Faleschini), di fatto riponendo i sigilli e quindi bloccando nuovamente l’attività dell’impianto sangiorgino. Allora si indagava su una presunta carenza di autorizzazioni alla costruzione degli impianti, riscontrata attraverso una lettura “incrociata” della controversa normativa in materia in vigore quell’anno.
Dopo varie vicende, l’impianto era stato riaperto grazie a una delibera della Provincia, molto contestata dagli ambientalisti che l’avevano considerata una sorta di sanatoria. E lo stabilimento aveva ripreso l’attività di depurazione dopo aver effettuato lavori di adeguamento.


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DOMENICA, 08 OTTOBRE 2006

Pagina 12 - Udine

La soddisfazione degli ambientalisti della Bassa: così si pone fine a una vicenda scandalosa L’impianto era stato chiuso nel 2000 e poi riaperto

Il Comune: interpellammo l’Arpa

Il vicesindaco Pines: le aziende vicine ci avevano segnalato forti odori

I COMMENTI




SAN GIORGIO. È partita da una segnalazione della aziende della Ziac, in via Malignani, che avevano segnalato la presenza di odori nauseabondi dallo stabilimento della Fingel la vicenda che ha portato al sequestro nella Bassa. E in passato il Comune aveva già provveduto ad attivare sia l’Arpa che la Provincia.
«La notizia dell’avvenuto sequestro da parte dei Noe dell’impianto di trattamento di rifiuti liquidi della Fingel mi coglie di sorpresa - afferma dall’estero, dove attualmente si trova, il vicesindaco e assessore all’Ambiente, Luigino Pines - anche se da tempo, sia il Comune che i carabinieri avevano ricevuto segnalazioni da parte delle aziende vicine della costante presenza di odori provenienti dall’impianto. Avevamo chiamato l’Arpa, che aveva già effettuato dei controlli sul posto, e coinvolto l’assessorato all’Ambiente della Provincia, chiedendo un incontro con l’assessore. Questi era però ammalato, pertanto non ci si è potuti incontrare per prendere provvedimenti in merito: ovvero per verificare se c’era qualcosa che non andava, o di anormale, nella lavorazione e per valutare se ci fosse la necessità di porre ulteriori prescrizioni al processo di depurazione».
«Certamente il Comune - prosegue il vicesindaco - seguirà con attenzione l’evolversi della vicenda e prenderà, se sarà necessario, le decisioni che gli competono in merito». Il sindaco ha fatto sapere ieri di aver chiesto un incontro con l’assessore provinciale Marchetti e la Direzione ambiente della Provincia: l’appuntamento è per domani. sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione.
Sull’intervento dei Noe, grande soddisfazione da parte degli ambientalisti «perchè così si pone fine a questo scandalo del traffico dei rifiuti liquidi»: questo è il commento a caldo del sangiorgino Paolo De Toni, che fin dall’inizio aveva segnalato la vicenda.
Gli ambientalisti ricordano che dopo due sequestri per la mancanza di autorizzazioni al trattamento dei rifiuti liquidi, la Fingel era stata autorizzata, circa tre anni fa, in sanatoria, tramite una contestata delibera della Provincia (all’epoca assessore all’Ambiente era Loreto Mestroni) a riprendere l’attività.
Sulla vicenda nessun commento da parte dell’azienda: interpellato, il direttore Roberto Andreani non ha voluto fare alcuna dichiarazione.
Francesca Artico

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