"Mancano solo due settimane al vertice del G8 di Evian e né il Parlamento,
né gli italiani, sono stati informati ufficialmente sulle posizioni del
Governo.
Le richieste di incontro delle ONG con i diplomatici italiani non sono state ancora soddisfatte, mentre su alcuni temi il Governo è totalmente latitante". Lo afferma il senatore Francesco Martone, capogruppo dei verdi in Commissione Esteri. Secondo il parlamentare, il vertice non tratterà di temi cruciali, quali il ruolo delle Nazioni Unite o gli effetti della guerra in Iraq sul sistema multilaterale. "In un interpellanza urgente che ho presentato ieri, - riferisce il senatore Martone insieme con i senatori dell'Ulivo Franco Danieli e Tana De Zulueta, si chiede al Governo di riferire sulle posizioni relative alla questione dei paradisi fiscali e delle speculazioni finanziarie, sull'esclusione dell'acqua, in quanto diritto umano fondamentale, dalle offerte di liberalizzazione dei servizi in ambito dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), sull'urgenza di affermare il diritto di ogni paese di tutelare la biodiversità, e l'attuazione delle eccezioni sanitarie per permettere ai governi dei paesi del sud del mondo di importare farmaci generici, piuttosto che incoraggiare le compagnie farmaceutiche a fornire farmaci a prezzi scontati e su quali impegni il Governo intende sottoscrivere per una politica più ambiziosa sulla cancellazione del debito estero che preveda, tra l'altro, un arbitrato internazionale sul debito". "Ad Evian - aggiunge Martone - si parlerà di Africa, il continente dimenticato. I G8 dovrebbero subito impegnarsi a sostenere iniziative per la prevenzione dei conflitti, attraverso la messa al bando delle importazioni di risorse provenienti da aree in conflitto, quali diamanti o legname tropicale, l'attuazione di schemi di certificazione per i diamanti insanguinati quali il Kimberley Process, allargando e rafforzando i regimi internazionali di controllo sul traffico di armi e regolamentando le attività degli intermediari. Ad oggi non risulta alcun impegno formale del Governo italiano a tal riguardo".
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