Chi (o cosa) sono i Lev? Questa è una sezione per gli ignari

L'idea iniziale - Appunti per un manifesto

Avevamo già suonato insieme prima in una formazione punk, poi in una grunge. Ma il fracco di robba ascoltata, le personali suggestioni politiche, la necessità di "dover fare qualcosa", un'indigestione di peperoni e la terribile depressione sull'area sud ovest della penisola italiana, ci hanno spinto, nel settembre 2002, in un'altra direzione.

A essere seri, diremmo che di fronte al progressivo acuirsi delle contraddizioni del reale, di fronte al continuo appiattimento delle forme comunicative che ne è la contropartita, il nostro tentativo è di tenere unita la dimensione della ricerca musicale (al di là di ogni ristrettezza di genere) ad un impegno più diretto dal punto di vista dei contenuti.

A essere seri, diremmo che è in questo senso che cerchiamo di recuperare quella che secondo noi è la migliore attitudine del rock e del punk: l'essenzialità, l'immediatezza, la combattività, ma anche il divertimento. Nonostante le nostre diversioni, c'è una linea che stiamo seguendo: mantenere la melodia e la forma canzone nell'ottica di un rock alternativo e di protesta.

A essere seri, diciamo che pochi l'hanno capito, e continuano a etichettarci come boy band. Che una cosa sia chiara però: per noi la priorità non è l'autocompiacimento e il balletto, e nemmeno il successo che ci attende dietro l'angolo se solo volessimo, ma l'assicurazione di essere, tra limiti e difficoltà, sulla giusta strada - dove per "giusta" leggi: Keith Richards che brandisce una mitraglietta sulla Sierra.

Lo svolgimento - Un quadro generale sulla traduzione nella pratica

I Lev nascono nell'ottobre 2002 da un'idea di Mauro (voce/chitarra/armonica/testi/malattie mentali) e di Salvatore (basso/chiacchiere). Tra il dicembre e il febbraio del 2003, con l'inizio dell'attività live, si aggiungono Simone (percussioni/effetti/meravigliosa presenza scenica) e Claudio (batteria/dread). Quest'ultimo lascia il gruppo nel dicembre del 2004 a causa dell'infittirsi degli impegni con la sua prima band, i Gecko's Tear, di cui è cantante e chitarrista. È sostituito per un anno da Maurizio, poi ritorna ad libitum per aiutarci mentre siamo di nuovo alla ricerca di un batterista.

Finora i Lev hanno alle spalle un'attività live abbastanza continua (fra concorsi, manifestazioni culturali, iniziative politiche, semplici concerti...), tre demo autoprodotte, qualche recensione, qualche passaggio in radio, e la partecipazione a varie compilation, autoprodotte o di etichette indipendenti. E, non ultimo, un meraviglioso disco che nel 1970 avrebbe rivoluzionato la storia del rock. Ma che comunque nel 2008 continua ad essere più che ascoltabile, e molto molto arrabbiato...

Le compilation a cui abbiamo partecipato (con Angus Records, Anomolo, La Canzonetta, Ska/Officina 99, Get up Kids!, Radiolina), pur nella notevole diversità delle realtà che le hanno proposte, sono accomunate dall'idea di promuovere e portare avanti una musica diversa dagli standard dominanti, e, al limite, forma alternative di produrre e distribuire musica.

I Lev non sono iscritti alla SIAE e sostengono per questo altre forme di tutela; sono per il copyleft, e credono in un diverso modo di circolazione di musica e cultura, che eviti ogni sbarramento cognitivo e di classe.

Contatti

Contatta i Lev!

Compri il disco, scarichi qualche pezzo, vedi i Lev in una delle loro meravigliose esibizioni live, li incontri per strada e rimani folgorato: cosa puoi fare? Come puoi uscire da quest'ossessione? C'est très facile! Organizza un loro concerto! È veramente semplice:

1. t'assicuri di non portarli in un covo di naziskin e di amanti del death metal (le due categorie possono facilmente coincidere);

2. li contatti per mail (che è meglio, come diceva Quattrocchi);

3. ti fai mandare tutte le informazioni tecniche (è gente che gira con i tir, e ci tiene al proprio suono...);

4. gli offri almeno il rimborso spese, oppure quanto pensi sia giusto per vederli suonare, considerando che - nonostante siano forza lavoro non specializzata - avranno pure delle spese e una vita da qualche parte...

5. cerchi di non mettere nessun tipo di sbarramento all'ingresso (né biglietti, né gorilla, e nemmeno muri di marzapane e cioccolata - ci dispiace molto, ma non sono proprio possibili...);

6. cerchi di non scomparire nel nulla, accusando un malore o fingendo appuntamenti con fantomatiche zie (è gente che si fida della correttezza altrui...);

7. ti guadagni l'eterna riconoscenza dei kids e le loro laicissime benedizioni...

Far suonare i Lev è più di un bel gesto di umanità. È la vera svolta a sinistra.

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