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pubblicato il 10.09.08
Roma: rinviati a giudizio 20 neofascisti
·
www.radiondadurto.org

Set. 09 Ore: 19.05 - ROMA: RINVIATI A GIUDIZIO 20 NEOFASCISTI
Rinviati a giudizio questa mattina a Roma 20 neofascisti accusati di essere gli esecutori delle aggressioni seguite ad un concerto della Banda Bassotti a Villa Ada, dell'assalto al pub Sally Brown nel quartiere San Lorenzo, del tentato incendio di una baracca Rom al campo nomadi di via Procaccino e degli assalti alle caserme di Roma dopo la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri . 14 dei 20 accusati sono già in carcere o ai domiciliari per altri reati. L'udienza si terrà il 20 ottobre prossimo. Fra i fermati ultras di Lazio e Roma e Martin Avaro, esponente di primo piano di Forza Nuova e già arrestato per alcune aggressioni all'università La Sapienza. Proprio su quest'ultima area si concentra il commento di Elia, nostro collaboratore che ora andiamo a sentire

[Scarica il contributo audio, durata: 3 min.]




CALCIO E VIOLENZA
Assalto alle caserme romane Il pm chiede 20 rinvii a giudizio

Il documento firmato dal magistrato sarà davanti al gup il prossimo 20 ottobre, parla associazione per delinquere, devastazione, saccheggio, violenza, lesioni a pubblico ufficiale. La scheda degli ultrà

9 settembre 2008 - Associazione per delinquere, devastazione, saccheggio, violenza, lesioni a pubblico ufficiale.
Questi i reati per cui il pm Pietro Saviotti, a seconda delle posizioni, chiede il processo per 19 uomini ed una donna, ritenuti a diverso titolo responsabili dei disordini avvenuti a Roma in occasione della morte di Gabriele Sandri, l'irruzione ad un concerto rock della Banda Bassotti a Villa Ada, l'occupazione di uno stabile dell'Atac, il tentativo di dar fuoco ad un campo nomadi.

La parte più consistente del documento firmato dal magistrato dell'ufficio dell'accusa e che sarà davanti al gup il prossimo 20 ottobre, per l'udienza preliminare, riguarda quanto avvenuto tra il tardo pomeriggio e la sera dell'11 novembre dello scorso anno.

Dopo la morte, sull'autostrada, in provincia di Arezzo, ad opera di un poliziotto, di 'Gabbo dj'. Gli assalti alle caserme della polizia e dei carabinieri. Per quella vicenda inizialmente era stata ipotizzata anche l'aggravata del terrorismo. Ma ora gli inquirenti hanno deciso di non continuare su quell'aspetto. Del gruppo di venti, 14 sono detenuti in carcere od ai domiciliari, uno è latitante e cinque sono invece a piede libero.

Quattro degli imputati - Fabrizio Ferrari, Fabrizio Frioni, Francesco Ceci e Fabio Pompili - sono coinvolti nei fatti di Villa Ada, avvenuto a fine giugno dello scorso anno, quando una ventina di persone a volto coperto ed armati di bastone fecero irruzione durante un concerto ferendo due persone. E' comunque un gruppo eterogeneo quello che è fissato nell'atto del pm Saviotti.

Composto di persone tra i 35 e i 22 anni, tifosi dei club calcistici di Roma e Lazio in massima parte. Legati ad ambienti dell'estrema destra, ma non solo.

Promotori dell'associazione a delinquere sono ritenuti oltre a Ferrari e Ceci, anche Alessandro Petrella e Andrea Attilia, Marco Turchetti. Chi faceva parte del gruppo - secondo l'accusa - avrebbe "preso parte ad un'associazione finalizzata alla commissione di lesioni, violenza a pubblico ufficiale". In concreto - si legge nell'atto del pm Saviotti - "essi individuavano di volta in volta obiettivi, reclutavano partecipi per azioni mirate, spedizioni punitive nei confronti di giovani della sinistra antagonista romana o di tifoserie calcistiche - o per disordini di piazza, anche alla ricerco dello scontro con le forze di polizia, coordinandone l'attuazione e la copertura".

Inoltre il gruppo accusato di associazione a delinquere attivava "un costante rapporto con referenti di singoli gruppi, suscitandone e incitandone espressioni di contrapposizione violenta per motivi politici, di odio nazionale, di tifo calcistico, di disprezzo del personale di polizia, in forza del radicato inserimento negli ambienti dell'estremismo politico e delle tifoserie 'ultras'; disponevano di armi improprie, coltelli, petardi da stadio, strumenti di travisamento; individuavano nei locali dell'Excalibur e del Presidio (due pub romani) luoghi preordinati e consueti di incontro e raduno.

Coinvolti nell'associazione sono ritenuti anche Pierluigi Mattei, Gianluca Colasanti, Fabrizio Frioni, Furio Natali, Matteo Nozzetti, Alessio Abballe, Roberto Sabuzi, Emanuele Conti e Matteo Costacurta. La ragazza coinvolta, Michela Ussia, 25 anni, insieme con Pompili è accusata di aver portato fuori dalla "propria abitazione e senza giustificato motivo di 8 coltelli da cucina e 24 tondini di ferro, ciascuno della lunghezza di circa 60 centimetri e del diametro di 1,8 che occultavano in un cespuglio dentro uno zaino rinvenuto in via Macchia della Farnesina, nei pressi dello stadio Olimpico in occasione dell'incontro di calcio Roma-Real Madrid, nel febbraio del 2008.

A Pierluigi Mattei è anche contestata l'aggressione, eseguita con altri cinque ultras, di due vigili urbani, avvenuta in occasione dell'incontro Lazio-Partizan. Costacurta, Ceci, Attilia, Turchetti e Giampiero Celani, invece per aver agito "in più di cinque persone, travisati e armati di spranghe, manganelli telescopici in ferro e bottiglie di vetro, facendo incursione nel locale 'Sally Brown', in via degli Etruschi, colpendo ripetutamente con i strumenti di offesa il titolare, si impossessavano di numerosi compact disc, di cimeli calcistici, di una tromba e di un liuto in ottone e di alcune bandiere".

20 A RISCHIO PROCESSO,CHI SONO -SCHEDA

I ragazzi di piazza Vescovio. Più o meno vicini ai trent'anni, con qualche precedente penale ed un legame esplicito con il popolo delle curve nord e sud dell'Olimpico.

Provengono da questo mondo, vago e parcellizzato, i venti soggetti, 19 uomini e una donna, per cui il pm Pietro Saviotti ha chiesto il rinvio a giudizio per l'inchiesta scaturita, in via principale, dai disordini avvenuti in occasione della morte di Gabriele Sandri, nel novembre dello scorso anno. E per tutta un'altra serie di episodi che cominciano dal giugno del 2007, dall'aggressione a Villa Ada, al concerto della 'Banda Bassotti', e arrivano alla metà di febbraio, quando fu eseguita l'ordinanza di custodia cautelare per molti degli attuali accusati.

Alla base di quel documento c'era una mole enorme di intercettazioni. Il Ros dei carabinieri, dopo quell'episodio, avvenuto proprio davanti alle porte della caserma che ne è la sede, a due passi da via Salaria e dai quartieri bene di Roma, hanno registrato ogni voce, ogni proposito, ogni esplosione. L'11 novembre, giorno in cui Sandri veniva ucciso sull'Autosole, vengono ascoltati anche alcuni conoscenti dello stesso dj, pianificarne la vendetta in una notte in cui "Roma brucerà".

Il rinvio a giudizio è stato chiesto per
Fabrizio Ferrari 'Er Talpa', 23 anni;
Fabrizio Frioni 'Fabrizzietto', 25;
Francesco Ceci detto 'Er Nano', 31 anni;
Fabio Pompili 'Fabione', 28;
Alessandro Petrella, 28 anni;
Matteo Nozzetti 'Er Vampiro', 25;
Alessio Abballe,
Marco Turchetti 'Ovo',
Pierluigi Mattei, laziale del gruppo ultrà 'In Basso a destra',
Emanuele Conti, 22 anni;
Andrea Attilia 'Il Bulgaro', 22 anni tra pochi giorni;
Roberto Sabuzi 'Il Capitano', 42 anni;
Daniele Pinti 'Danielone', 21 anni;
Gianluca Colasanti, 23 anni;
Francesco Massa 'Er Ditta', 39 anni;
Giampiero Celani, 29 anni;
Martin Avaro, 28;
Furio Natali, 43 anni;
Matteo Costacurta, 24;
e l'unica donna, Michela Ussia, 26 anni.

Del gruppo 13 sono detenuti in carcere; uno, Colasanti, è ai domiciliari; 5 (Pompili, Pinti, Avaro, Natali e Ussia) sono a piede libero; e uno, Massa, invece, è latitante dal marzo scorso.

Il legame con la morte di 'Gabbo dj' è comunque un elemento sia per l'accusa che per la difesa. Perché molte intercettazioni sono connesse a quei giorni, alla sera degli assalti alle caserme, a quella concitazione - argomentano alcuni difensori - e quindi può essere in qualche modo spiegata. Così può essere per alcune intercettazioni riferibili a Turchetti, che era con Sandri ad Arezzo. O per Ceci che raggiunge l'amico nell'autogrill di Badia al Pino. Da febbraio ad oggi il castello dell'accusa ha comunque retto. Pochi sono quelli che nel "merito" hanno ottenuto un provvedimento favorevole da parte del riesame.


L'estremismo di destra è un legame tenue e causa per querele di diffamazione", si spiega. Al tempo stesso Avaro e Pinti sono esponenti riconosciuti di Forza Nuova. Il secondo è stato scarcerato dopo pochi giorni, nel febbraio scorso, e nei suoi confronti non è stato emesso alcun obbligo di legge. Avaro, che ha una pagina su wikipedia ed è stato candidato alle elezioni con il movimento guidato da Roberto Fiore, è anche comparso nel documentario di Claudio Lazzaro: Nazirock, girato in occasione del campo d'azione a Marta, vicino Viterbo, nel 2006.

Avaro è accusato in concorso con Ferrari, Pinti e Nozzetti, e con altri non identificati, in numero superiore a dieci, perché nell'ottobre del 2007, per alcuni giorni, avrebbe occupato un immobile dell'Atac in viale Etiopia. Nulla c'entra quindi Avaro con l'aggressione a Villa Ada. Anche se è coinvolto nella rissa avvenuta, pochi mesi fa, fuori l'università la Sapienza. Il processo per lui comincerà a novembre. Sotto accusa però, in quella vicenda, ci sono anche due giovani di sinistra che avrebbero materialmente iniziato lo scontro con quelli della contrapposta parte politica.

Ferrari, Frioni, Ceci e Pompili - invece - insieme con altri dovranno rispondere del blitz al concerto della 'Banda Bassotti'.

Per gli altri coinvolti nella inchiesta del pm Saviotti ci sono le accuse connesse agli scontri di novembre, dopo la morte di Sandri, e l'organizzazione dei raid ripetuti al telefono e pensati nei locali Excalibur Scottish Pub e Presidio. I capi dell'associazione a delinquere - secondo il pm - erano Petrella, Ferrari, Attilia, Turchetti e Ceci.

http://quotidianonet.ilsole24ore.com/2008/09/09/117061-assalto_alle_caserme_romane.shtml




"Tifo e violenza, 20 ultrà a processo"
Dagli scontri dopo la morte di Sandri al raid a Villa Ada: la richiesta del pm
Scontri di piazza, razzismo, edifici pubblici occupati, assalti alle macchine dei vigili urbani, tafferugli allo stadio. E´ una impressionante lista di accuse quelle da cui dovranno difendersi i 20 ultrà (tra cui una ragazza) arrestati dalla Digos dopo le violenze dell´11 novembre 2007, la guerriglia urbana scatenata dalla morte del Dj e tifoso laziale Gabriele Sandri, ucciso da un proiettile sparato da un agente della stradale nell´area di servizio "Badia del Pino" vicino ad Arezzo.

Il pm Pietro Saviotti ha chiesto ieri il rinvio a giudizio (con differenti gradi di responsabilità) per l´intero gruppo di cui fanno parte sia supporter biancocelesti che giallorossi, accomunati dall´odio per le divise. Impressionante la lista dei reati elencati dal magistrato nella richiesta di rinvio a giudizio: associazione per delinquere, lesioni aggravate, invasione di terreni ed edifici, saccheggio, violenza a pubblico ufficiale e rapina. Alcuni degli arrestati sono accusati anche dell´assalto al concerto della "Banda Bassotti" a Villa Ada, nel giugno del 2007. Tra i venti indagati, tredici sono in carcere, uno ai domiciliari, uno latitante e cinque sono a piede libero. Un mix di violenza pura e ideologia di estrema destra che si condensava, secondo gli investigatori, nella di piazza Vescovio.

Per le devastazioni dell´11 novembre scorso contro gli uffici del Coni e le caserme di polizia e carabinieri e "Maurizio Giglio", "Porta del Popolo", "La Bulgarella" e "Ponte Milvio", e l´incendio di mezzi di polizia e di auto in sosta sono accusati Alessandro Petrella, Fabrizio Ferrari, Matteo Nozzetti, Alessio Abballe, Francesco Ceci, Gianluca Colasanti, Pierluigi Mattei, Andrea Attilia, Roberto Sabuzi, Fabio Pompili, Fabrizio Frioni, Francesco Massa, Furio Natali ed Emanuele Conti. A tutti si contestano i reati di devastazioni, lesioni, saccheggio, danneggiamento ed altro. Gli stessi, insieme con Marco Turchetti (il giovane che guidava l´auto su cui si trovava Gabriele Sandri) e Matteo Costacurta, con l´eccezione di Pompili, sono accusati anche di associazione per delinquere perché, assieme, avrebbero progettato la guerriglia contro le divise. L´assalto al concerto di Villa Ada viene contestato a Ferrari, Frioni, Ceci e Pompili.


Per altri episodi, tra cui l´incursione nel pub del quartiere San Lorenzo "Sally Brown", frequentato da giovani di sinistra, e la detenzione di oggetti contundenti, sono coinvolti a vario titolo anche Michela Ussia, Martin Avaro, Giampiero Celani e Daniele Pinti.
Il nome di Avaro, esponente nazionale della formazione di estrema destra Forza Nuova, inoltre, compare in un altro processo romano, quello che si sta celebrando dopo gli scontri alla Sapienza tra collettivi antifascisti ed proprio esponenti di Forza Nuova scoppiati dopo l´annullamento di un convegno sulle foibe. Avaro venne arrestato insieme con altri tre del suo gruppo e due esponenti dei collettivi.

Ma le accuse del pm non si fermato a questi episodi. Il magistrato elenca anche l´occupazione di un immobile dell´Atac a viale Etiopia, il 3 ottobre 2007 e l´incendio "per finalità xenofoba nei confronti di cittadini romeni" di una baracca in un campo nomadi di via Walter Procaccini, il 9 ottobre 2007. Uno degli indagati è accusato (assieme ad altre cinque persone per cui si procede separatamente) di aver assalito due vigili urbani durante l´incontro Lazio-Partizan Belgrado.

«Non c´è assolutamente niente di fondato e la verità verrà fuori - è il commento di Martin Avaro che definisce tutti gli indagati "persone perbene che conosco personalmente" - L´unica e vera assurdità - prosegue Avaro - è che questi ragazzi, tutta gente che lavora onestamente, sia costretta in carcere già da sei mesi, quando in Italia c´è gente che ha compiuto reati enormi, come Tanzi per il crac Parmalat o ruberie come Del Turco, che invece in galera c´è rimasta per pochissimi giorni. Il pm Saviotti - conclude l´esponente di Forza Nuova - è da sempre un persecutore di tutti i movimenti di estrema destra».
(m.l.)
(10 settembre 2008)

http://roma.repubblica.it/dettaglio/Tifo-e-violenza-venti-ultra-a-processo/1510951?ref=rephp




TIFO VIOLENTO ED ESTREMISMO DI DESTRA ANCORA UNA VOLTA LEGATI

Calcio(10/09/2008) - "Non è un caso che il tifo violento e le devastazioni facciano 'scopa' con l'estremismo di destra che attanaglia la città. Sono necessarie pene severe e la giustizia deve fare il suo corso. Non bisogna mollare se si vogliono combattere i facinorosi". Con queste parole il Segretario Romano dell'Italia dei Valori, Roberto Soldà, risponde alla notizia dei rinvii a giudizio chiesti dal Pm Pietro Saviotti al giudice dell'udienza preliminare nei confronti di 20 estremisti di destra. I reati contestati sono associazione per delinquere, devastazione, danneggiamento, saccheggio, violenza a pubblico ufficiale, violenza privata e lesioni personali. Il Gup deciderà il 20 ottobre prossimo e gli episodi sotto esame vanno da un'aggressione compiuta nel 2007 nel corso di un concerto a Villa Ada, all'aggressione di un gruppo di romeni, sino all'assalto compiuto contro le caserme di Polizia e Carabinieri l'11 novembre del 2007 dopo l'uccisione del tifoso della Lazio, Gabriele Sandri. Soldà risponde anche alle dichiarazioni di Martin Avaro, dirigente nazionale di Forza Nuova e punto di riferimento del partito a livello capitolino, il quale aveva sostenuto che "le persone per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio sono persone perbene". Per il Segretario Romano "se il Pm ha ritenuto di rinviare a giudizio i 20 ragazzi di Forza Nuova evidentemente ci sono motivazioni e prove sufficienti a ritenere che non si tratti proprio di brave persone. Per questo ci vuole tolleranza zero. In ogni caso - conclude Soldà - attendiamo la risposta del giudice dell'udienza preliminare".

http://www.imgpress.it/notizia.asp?idnotizia=36217&idsezione=7

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