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pubblicato il 17.12.08
Germania. Nazisti tentano l'omicido di un poliziotto
·
Ascolta: approfondimento di RadioMaldestraAntifascista

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Era un tranquillo sabato pomeriggio di una cittadina di provincia qualunque, Fürstenzelle, per la precisione, a pochi chilometri da Passavia, in Baviera. Alle cinque e mezza circa qualcuno suona il campanello della villetta a schiera dove Alois Mannichl, capo della polizia di Passavia - da anni impegnato nella lotta all'estremismo di destra in Baviera e nella vicina Austria -, vive con la sua famiglia.
Mannichl va alla porta, apre, e tutto accade in un attimo. «Hai finito di occuparti delle tombe dei nostri camerati, sbirro maiale di sinistra!» Un uomo alto, circa un metro e novanta, grosso di corporatura, con la testa rasata e un tatuaggio sul collo gli urla sul viso e gli sferra una coltellata in pancia. Mannichl cade a terra, mentre quello continua ad insultarlo. «E tanti saluti dalla resistenza nazionalista», grida l'uomo prima di saltare su un auto col motore acceso che lo aspetta sulla strada. E' un atto di una gravità estrema, ha dichiarato Ulrich Wilhelm, portavoce della cancelliera Merkel, che segna un «salto di qualità» nella strategia dei neonazisti e evidenzia «la seria sfida» che l'estremismo di destra pone allo stato di diritto. Konrad Freiberg, del sindacato di polizia Gdf, ha denunciato come siano sempre di più i colleghi - compreso il direttore della polizia berlinese Michael Knape - minacciati dai neonazisti, «sempre più sfacciati, arroganti e violenti».
Freiberg, vittima anche lui in passato di minacce, ha fatto montare un allarme speciale in casa e non si permette più di aprire agli
sconosciuti. Ma non solo poliziotti sono finiti nel mirino dei partiti o
dei gruppuscoli dell'estrema destra. Giornalisti, giudici e sindacalisti come Rainer Sauer, in passato, sono stati ripetutamente minacciati con visite inaspettate a casa, aggressioni, pallottole spedite per posta o più semplicemente con la pubblicazione online dei dati personali.
Proprio internet è diventato un pericoloso strumento per mettere alla gogna i "nemici" della causa e lanciare segnali, nemmeno troppo criptici, per la loro eliminazione. Nei giorni scorsi i siti
dell'estrema destra hanno festeggiato l'accoltellamento di Mannichl. Con l'eccezione di quello ufficiale dell'Npd, il partito nazionalista dell'estrema destra tedesca, il cui leader Udo Voigt ha condannato l'attacco, ricordando però come il poliziotto bavarese nel suo lavoro abbia «più volte agito scorrettamente», «perseguitando l'opposizione nazionalista».
Mannichl - che proprio un mese fa con i suoi uomini aveva bloccato una commemorazione della Npd per i caduti della Wehrmacht, l'esercito hitleriano - è sopravvissuto. La lama di 11 centimetri con cui è stato colpito ha sfiorato il cuore, di appena due centimetri. Il poliziotto 52enne sta meglio, è fuori pericolo. Probabilmente il colpo gli è stato inferto con un coltello che gli autori dell'agguato avrebbero trovato, si pensa, proprio nella proprietà del poliziotto. Se così fosse, dicono gli inquirenti, sarebbe difficile incriminare i colpevoli per tentato omicidio premeditato. Per individuare i responsabili dell'agguato sta lavorando una squadra speciale di 20 uomini, ma al momento non ci sono indagati.
Domenica era stata diffusa la notizia del fermo di due uomini. Ma ieri mattina la speranza di aver subito individuato i colpevoli è svanita: il pubblico ministero Helmut Walch ha dichiarato alla stampa di aver rilasciato i due fermati, di cui non sono state fornite le generalità, né l'eventuale appartenenza a gruppi o partiti della galassia dell'estrema destra. Tanto i riscontri fotografici, quanto quelli sul dna lasciato dagli aggressori sulla scena del crimine non hanno dato esiti positivi. Senza contare gli alibi che i due avevano comunque potuto fornire. I sospettati erano stati fermati dalla polizia bavarese domenica pomeriggio nei dintorni di Passavia. Ieri nella cittadina bavarese più di 300 persone hanno manifestato conto la violenza dell'estrema destra e quell'attentato «vigliacco», come l'ha definito il sindaco Dupper.
Il crimine ha intanto riaperto la discussione sull'Npd. Proprio sul sito del partito nazionalista tedesco Mannichl era in precedenza stato bollato come un nemico e un ostacolo. In Germania sono anni che si dibatte sull'opportunità di mettere fuori legge i partiti
dell'ultradestra, i cui rappresentati siedono oggi in diversi consigli
regionali, nell'ex est del paese, e in molte assisi comunali e
circoscrizionali, compresa la capitale Berlino. Nel 2001 un tentativo
per mettere fuori legge l'Npd, partito dal governo rosso-verde di
Schröder, era stato bocciato dalla Corte costituzionale due anni dopo, per vizi procedurali.
Per la prima volta oggi anche il partito bavarese della Csu, per bocca del governatore Seehofer e del ministro degli interni Hermann spinge per il divieto, oltre alla Spd e alla Linke. Secondo i liberali, invece, bisognerebbe piuttosto sostenere i progetti per chi decide di uscire dai gruppi, a volte esponendosi a gravi rischi, nonché i programmi educativi nelle scuole e nei centri giovanili.

Fonte: Liberazione (da Indymedia)

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