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pubblicato il 28.12.09
Rimini: minacce di morte all'associazione No Border
·
Rimini: minacce di morte a chi pratica percorsi di giustizia sociale
Presidio pubblico: ""No Border active plus, il nuovo smacchiatore antifascista" - Mercoledì 30 dicembre alle ore 15 all'ingresso dell'ex fiera (dopo la 1° rotonda su via della fiera)
28 / 12 / 2009

Le feste natalizie portano "cauti" consigli agli autori della scritta, corredata da croce celtica e svastica: "No Border a morte". No Border è, infatti, l'associazione di promozione sociale che si occupa di cooperazione internazionale, disagio giovanile e sicurezza sociale nata all'interno del Laboratorio Sociale Paz di via Montevecchio. La stessa associazione che si costituì parte civile insieme al Comune di Rimini e a Valter Naldi, il senza fissa dimora ospitato al Paz, nei due processi che hanno visto coinvolti 13 iscritti (fra cui due minorenni) a Forza nuova Rimini per il tentato assalto e incendio al Laboratorio Sociale Paz nella notte tra il 24 e il 25 settembre 2007.

Le accuse nei loro confronti erano di: concorso in tentato incendio e tentato sequestro di persona, aggravato dal numero delle persone che vi hanno preso parte, dall??avere determinato a commettere i reati anche minori, dall??avere agito con finalità di terrorismo e di eversione dell??ordine democratico. I tre processi avvenuti nel 2008, uno con rito ordinario (per un unico imputato), uno con rito abbreviato (per 9 imputati) e due pateggiamenti, hanno portato a condanne che vanno tra i quattro e un anno e otto mesi, condanne che confermano tutte le accuse mosse dal Pm, Elisabetta Melotti, della Dda di Bologna tranne la finalità eversiva.
Riteniamo che una minaccia di morte non sia da sottovalutare vista anche la gravità dei fatti sopracitati e il dato che l'associazione, insieme allo spazio sociale Paz, sono state vittima di un attentato proprio a causa delle finalità sociali, antirazziste e antifasciste dei propri progetti. Nei faldoni dei tre processi che hanno portato alla condanna degli 11 imputati, iscritti a Forza Nuova Rimini, si parla chiaramente di:
"legare l??occupante senza fissa dimora", "spaccargli le gambe", "picchiare lui e gli altri subordinati", "andarli a prendere a casa e dar fuoco alle loro abitazioni", oltre a schedature fotografiche/anagrafiche degli attivisti del Paz.
Affermazioni preoccupanti così come riteniamo preoccupante l'utilizzo, nella scritta apparsa in questi giorni, dei simboli, svastica e croce celtica, che richiamano immediatamente i movimenti neonazisti odierni e i secoli bui della storia europea.
La scritta "No Border a morte" non è una questione privata perché non attacca una parte minoritaria della città, ma attacca tutte le realtà sociali e le persone che operano nel territorio a favore degli ultimi, dei diversi, degli esclusi, della comunità. E' per tutte queste ragioni riteniamo di rendere pubblica questa cosa e di lanciare un appuntamento comune per tutte le persone che ritengono giusto cancellare i simboli della vergogna umana, quella che attraverso l'odio razziale e politico, sfociato nei famigerati lager nazisti, ha pensato e pensa di cancellare le diversità e di annientare chi pratica percorsi di giustizia sociale, di libertà e di pace alla luce del sole.
L'appuntamento comune è per Mercoledì 30 dicembre alle ore 15 all'ingresso dell'ex fiera (dopo la 1° rotonda su via della fiera) saremo armati di colori e pennelli per cancellare un'offesa alla città e alle radici stesse della democrazia, nonché al valore sociale e solidale della nostra associazione e dei nostri percorsi limpidi e fieri.
Ass. No border e Paz Project Rimini

*Alleghiamo al presente comunicato l'audio-intervista all'Avv. Paola Urbinati (Legale di No Border e Paz) a cura di Radio Kairos del 11 giugno del 2008, il giorno dopo la prima Sentenza del Tribunale di Bologna che condanna 9 iscritti a forza nuova Rimini che avevano scelto il rito abbreviato. Altre due condanne per due imputati che hanno scelto il pateggiamento ed una a quattro anni per l'unico imputato che ha scelto il rito ordinario.

Fonte: GlobalProject




Rimini: Minacce all'associazione No Border. La solidarietà di Buldrini e Pari
Agli esponenti dell'Associazione No Border, vittime di minacce comparse sulle recinzioni del cantiere del nuovo Palas, arriva la solidarietà dell'assessore comunale riminese Vittorio Buldrini e del consigliere Eugenio Pari.
28 / 12 / 2009

Rimini | 28 dicembre 2009 |
La nota di Vittorio Buldrini
Ancora minacce di morte neo fasciste in città.
Sulle recinzioni di legno che delimitano il cantiere edile del nuovo palacongressi di Rimini,è apparsa nei giorni scorsi una scritta cubitale con minacce di morte, e firmata con croci celtiche e svastiche naziste, verso l??associazione ??No Border? di Rimini,una delle parti civili nel processo contro i 13 esponenti di Forza Nuova arrestati mentre si accingevano a compiere un attentato incendiario contro la sede del centro sociale P.A.Z.
La scritta apparsa in questi giorni dimostra come vi siano ancora in città soggetti attivi, vicini alle pratiche di violenza politica attuate dagli autori di quel tentativo di attentato,attentato che solo grazie alle forze dell??ordine non ha provocato gravissimi danni ad un edificio, ma soprattutto alle persone che erano presenti in quell??edificio quella notte.
Le minacce di morte di questi giorni, rappresentano un chiaro tentativo di intimidazione verso tutti coloro che si oppongono alla violenza neo fascista che purtroppo è tutt??altro che debellata sia a Rimini così come nel resto d??Italia.
A tutti i volontari dell??associazione No Border va la mia più sincera solidarietà e la mia vicinanza garantendo inoltre il mio impegno e la mia presenza per le prossime manifestazioni antifasciste che si terranno in città.

La nota di Eugenio Pari

Le minacce comparse in questi giorni in città ai danni dell??Associazione No Border sono inquietanti e prima di tutto vogliamo inviare a tutte le compagne e i compagni dell??associazione un nostro caloroso messaggio di solidarietà. La simbologia che accompagna questa scritta è di chiara matrice neo fascista, così come neo fascisti sono gli 11 imputati che nella notte tra il 24 e 25 settembre 2007 tentarono di dar fuoco al Laboratorio sociale Paz. Questa intimidazione non può considerarsi rivolta soltanto al Paz, ma a tutta la città di Rimini e alle sue istituzioni che nel processo per i fatti sopra riportati si sono costituite parte civile. Per questi motivi parteciperò e invito a partecipare tutte le democratiche e i democratici riminesi mercoledì 30 dicembre al presidio convocato dal Paz per cancellare quella vergogna e per sancire un??altra volta la natura democratica e antifascista della nostra Rimini.

Fonte: GlobalProject




Rimini - No border active plus. Cancellata la scritta intimidatoria nonostante i divieti della questura
30 / 12 / 2009

Alle tre puntuali sono arrivati i nuovi smacchiatori antifascisti. Nonostante il divieto della questura, la scritta, infatti, poteva essere cancellata solo dagli operai della ditta che gestisce il cantiere oppure da qualche addetto del Comune.... Ma No border active plus, rotto il divieto, ha eseguito bene la sua funzione, smacchiata l'infamia neonazifascista, quella di chi "dipinge" di ulterore grigiore la città con svastiche, celtiche e minacce di morte.

Rosso e poi un bel arancione hanno riportato un pò di colore, ripristinato il giusto senso al valore delle cose, delle persone, delle idee, quelle idee che non sono morte e che non moriranno mai, idee che sono e rimangono patrimonio comune di tante realtà sociali che agiscono limpidamente alla luce del sole per difendere la vita e non per promuovere la morte.

Speekeraggio e fumogeni hanno fatto poi il resto.

L'antifascismo militante aggiunge un tassello in più alla costruzione di un osservatorio territoriale permanente che sia in grado di opporsi alla presenza di tutte le espressioni e forme del neonazifascismo, ma anche di controllare i loro movimenti e renderli pubblici (come nel caso della scritta e minaccia di morte all'associazione No Border) e per ribadire che il neofascismo è un problema presente e non passato, reale e non solo immaginato, di tutti non solo di qualcuno.

A questo proposito gli attivisti del Paz lanceranno nelle prossime settimane alcune iniziative per avviare la fase costituente del nuovo osservatorio territoriale antifascista.

Ass. No border e Paz Project Rimini

azioni_fasciste
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