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pubblicato il 7.05.10
Roma, Casa Pound manifesta e la sinistra si divide
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Roma, Casa Pound manifesta e la sinistra si divide

Domani il gruppo neofascista Blocco Studentesco a piazza della Repubblica e gli antifascisti (senza l'Anpi) a piazza Santi Apostoli. L'appello di alcuni giornalisti "di sinistra" a favore dei ragazzi di destra fa gridare al tradimento
di MATTEO TONELLI

Roma, Casa Pound manifesta e la sinistra si divide

ROMA - Preceduta da tensioni, polemiche, scambi di accuse, divisioni interne e mobililitazioni, domani a Roma arriverà al culmine una vicenda che, da settimane, tiene desta l'attenzione di stampa, mondo politico e forze dell'ordine. Domattina, infatti, il Blocco Studentesco (l'organizzazione studentesca degli autodefinti "fascisti del terzo millennio" di Casa Pound, protagonista degli scontri di piazza Navona) sarà a piazza della Repubblica, a due passi dalla stazione Termini, per un sit-in in vista delle prossime elezioni del consiglio nazionale degli studenti universitari del 12 e 13. Contemporaneamente, a piazza Santi Apostoli (tre chilometri di distanza), si sono dati appuntamento partiti, studenti e organizzazioni antifasciste per protestare contro quella che definscono "organizzazioni che, secondo i valori sanciti dalla Costituzione, dovrebbero essere immediatamente sciolte". L'Anpi, invece, pur avendo chiesto la piazza, non ci sarà. E alla memoria tornano le tensioni con i centri sociali in occasione del 25 aprile di ques'anno, quando Rendina venne colpito da un uovo mentre cercava di impedire una contestazione alla presidente della Regione Renata Polverini.

Da giorni, su Internet e sui giornali, continuano le mosse a distanza.E in campo sono scesi anche intellettuali, politici, giornalisti e membri del mondo universitario. Sono almeno duecento i professori e i ricercatori degli atenei che hanno risposto all'appello degli studenti medi e universitari romani che chiedono di impedire al Blocco di presentare le liste: in testa Alberto Rosa e Margherita Hack. Sul fronte opposto il Blocco ha schierato molti giornalisti del Secolo, ntellettuali della destra come Pierangelo Buttafuoco, un paio di giornalisti Rai, una pattuglia di parlamentari del Pdl e il vignettista del Giornale Alfio Krancic.


A sparigliare il tutto, però, ci si sono messi un pugno di giornalisti da sempre schierati "a sinistra" come Ritanna Armeni, Lanfranco Pace, Piero Sansonetti e anche un parlamentare del Pd come Paola Concia. Insieme ad altri hanno pubblicato un appello a favore dell'agibilità del Blocco: "Il diritto di manifestare deve essere difesa e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o sui promotori delle singole manifestazioni". La cosa, ovviamente, è piaciuta molto a destra e pochissimo a sinistra. Basta scorrere i siti di partiti o associazioni per rendersi conto di quanto la mossa di Sansonetti e soci venga bollata come un vero e proprio "tradimento": "Impedire che i fascisti propagandino i loro deliri è un obbligo democratico e schierarsi in loro difesa è un errore clamoroso" attaccano, tra i tanti, i giovani di Rifondazione comunista.

Tutta questa storia nasce circa due mesi fa. Quando si diffonde la notizia che il Blocco vuole organizzare una manifestazione nazionale a Roma. "E' una nuova marcia su Roma che va fermata" avvertono, fin da subito, Patria Socialista, Rash e Mpc, tre organizzazioni della sinistra antagonista romana. Poi le polemiche, gli scontri all'università e una vera e propria guerra mediatica a colpi di comunicati e conferenze stampa. Con i ragazzi del Blocco che, con al fianco alcuni parlamentari del Pdl, arrivano fino al ministero dell'Interno per perorare la causa. Si arriva così alla mediazione avanzata dalla Questura: niente corteo, ma un più controllabile sit-in, durante il quale, assicurano i blocchini, si parlerà "del libro di testo unico, della creazione di un ufficio regionale anti speculazione che vigili sui canoni di locazione per gli studenti universitari fuori sede".

Passano i giorni e il fronte contro la "mobilitazione neofascista" 1 si organizza. L'Anpi decide di organizzare un presidio a due passi da piazza Venezia. Poi, però, ci ripensa. Nel frattempo, infatti, è arrivata l'adesione di spezzoni dell'area antagonista romana e degli studenti. L'associazione dei partigiani paventa il rischio di incidenti e si tira indietro. "Non vogliamo essere tirati in mezzo - dice il presidente Massimo Rendina - noi siamo contro la violenza e non vogliamo legittimare questo tipo di manifestazioni. Se la vedano tra loro". E contro il sit-in di Casa Pound si fanno sentire anche il popolo viola, che chiede la "vigilanza e la denuncia documentata, anche fotograficamente, di ogni atto di apologia del fascismo che si verifichi durante la manifestazione".

(06 maggio 2010)

http://www.repubblica.it/politica/2010/05/06/news/manifestazioni-ottobre-3864314/




http://calabria.indymedia.org/article/4517

C'è, evidentemente, nel vasto ambito della sinistra politica, un'area culturale più o meno vasta, vecchia, stantia, rinunciataria e rassegnata, che, per riflessione ideologica o per scelta di convenienza editoriale, ha deciso unilateralmente di "disarmarsi" davanti al nuovo sorgere del pericolo fascista in Italia.

Mentre si approssima la data del 7 maggio 2010, per la quale è prevista la manifestazione nazionale del Blocco Studentesco, gruppo di estrema destra facente capo a CasaPound, ed ancora, mentre un numero considerevole di organizzazioni democratiche e sindacali tra cui l'anpi sta organizzando un presidio finalizzato a contrastare politicamente l'appuntamento neofascista, un (piccolo) gruppo di intellettuali e giornalisti, sedicenti di sinistra, ha pensato bene di firmare un triste appello per la "libertà di manifestare per tutti" ( anche per i fascisti !), a favore del Blocco Studentesco, quasi a risposta verso il ben più importante appello degli intellettuali antifascisti per non far sfilare in corteo l'associazione studentesca di Casapound!
Pubblichiamo il testo dell'appello:

"Manifestare è un diritto. Anche per il Blocco. Da Sansonetti a Colombo, l'appello della sinistra.
Il diritto di manifestare liberamente e pacificamente è una pietra angolare della democrazia: deve essere difeso e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o sui promotori delle singole manifestazioni. Pertanto riteniamo grave e ingiustificato l??aver vietato il corteo del Blocco studentesco del 7 maggio, nonostante la distanza che ci separa da quella organizzazione e chiediamo che quel divieto venga tempestivamente revocato"
firmatari: Ritanna Armeni Angela Azzaro Massimo Bordin Andrea Colombo Lanfranco Pace Piero Sansonetti

Questo avvenimento rappresenta un gravissimo precedente di legittimazione fornita ai neofascisti da personaggi che l'opinione pubblica associa ( impropriamente a nostro parere) all'area politica della sinistra radicale ed antagonista. E' assolutamente necessario prendere coscienza di chi davvero sono e chi davvero rappresentano queste persone ! Questo avvenimento grave presuppone atti conseguenti, concreti ed immediati da parte della compagine militante, quali ad esempio il BOICOTTAGGIO DEGLI ORGANI DI STAMPA DI TALE CULTURAME che abbandona "nei fatti" la categoria dell'Antifascismo ( valore fondante di questa seppur limitata repubblica borghese) e che si fa sfruttare a piacimento dagli epigoni dei nemici storici del movimento e della classe operaia. Ci chiediamo perchè ? Perchè cotanta intellighenzia poltica dedichi la propria attenzione e le proprie energie a favore della libertà di "espressione" di questi autoproclamatisi "fascisti del nuovo millennio", a favore di tali persone, le quali, ancora oggi, fanno riferimento ad un sistema ideologico che in passato ha ucciso la democrazia ed ha privato della libertà, della giustizia sociale e della vita un numero così alto di persone !
C'è, evidentemente, nel vasto ambito della sinistra politica, un'area culturale più o meno vasta, vecchia, stantia, rinunciataria e rassegnata, che, per riflessione ideologica o per scelta di convenienza editoriale, ha deciso unilateralmente di "disarmarsi" davanti al nuovo sorgere del pericolo fascista in Italia. Dovere dei militanti antifascisti del presente è di portare inesorabilmente avanti la lotta che fu dei nostri padri e prima dei nostri nonni, giacchè combattere il fascismo significa combattare la discriminazione, l'oppressione padronale, l'asservimento, il razzismo, il sessismo, la xenofobia.
RIPORTIAMO DI SEGUITO LE INFORMAZIONI RELATIVE AGLI ORGANI DI STAMPA IN CUI LAVORANO QUESTI PERSONAGGI: NON COMPRATE I LORO GIORNALI O LIBRI, NON SEGUITE I LORO PROGRAMMI TV, NON VISITATE I LORO SITI WEB. BOICOTTATE, BOICOTTATE, BOICOTTATE !

Ritanna Armeni: Collabora con il Corriere della Sera Magazine e, in qualità di editorialista, con il quotidiano di Rifondazione Comunista, Liberazione. Fino alla primavera 2008 ha condotto, assieme a Giuliano Ferrara, Otto e mezzo, in onda su La 7. Attualmente collabora con Il Riformista, Gli Altri e Red TV. fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Ritanna_Armeni
Angela Azzaro: ha collaborato con Liberazione; ora scrive e collabora con diversi blog e siti di informazione. Qualche suo articolo è comparso sul FONDO MAGAZINE del fascista MIRO RENZAGLIA
Massimo Bordin: Direttore di Radio Radicale dal 1991, cura ordinariamente cinque mattine la settimana Stampa e Regime, programma radiofonico dedicato ai temi politici della giornata analizzati e confrontati sui quotidiani. La domenica cura la conversazione settimanale con il leader radicale Marco Pannella. Il lunedì mattina cura con il caposervizio Alessio Falconio una conversazione con la vicepresidente del Senato Emma Bonino
Andrea Colombo: Giornalista di lungo corso, Ex militante di Potere operaio. In passato ha scritto per Il manifesto, Liberazione. Dal 2006 al 2008 è stato portavoce del gruppo parlamentare di Rifondazione Comunista al Senato. Nel maggio del 2009 entra a far parte della redazione de Gli Altri, il quotidiano diretto da Piero Sansonetti
Lanfranco Pace: è opinionista politico per la televisione LA7 e per il quotidiano Il Foglio. Dal febbraio 2008, in seguito alla fondazione della lista Pro-life di Giuliano Ferrara, Lanfranco Pace ne ha preso il posto alla conduzione di Otto e mezzo. Fino a quel momento ne aveva curato il servizio d'apertura, chiamato Il Punto.
Piero Sansonetti: Dal 1º ottobre 2004 al 11 gennaio 2009 è direttore di Liberazione. Politicamente vicino a Vendola, è attualmente il direttore del quotidiano "Gli Altri"
E' DOVERE DI OGNI ANTIFASCISTA BOICOTTARE IL QUOTIDIANO "GLI ALTRI" NELLA SUA VERSIONE STAMPATA E NELLA SUA VERSIONE ONLINE, ANCHE IN CONSIDERAZIONE DEL FATTO CHE QUESTA NON E' LA PRIMA VOLTA IN CUI DA TALE TESTATA VENGONO PRESE POSIZIONI AMBIGUE NEI CONFRONTI DEI NEOFASCISTI DI CASAPOUND!
E' DI FONDAMENTALE IMPORTANZA: DIFFONDETE ! DIFFONDETE! DIFFONDETE !

COLLETTIVO POLITICO-SINDACALE CSOA SPARTACO SANTA MARIA CAPUA VETERE (CE)




Il "compagno" Sansonetti a difesa di Casa Pound

Con un appello alcuni nostri colleghi del quotidiano "Gli Altri" (ex "L'Altro") hanno preso una netta posizione a favore di Casa Pound.
Piero Sansonetti e "compagni" scrivono: «Il diritto di manifestare liberamente e pacificamente è una pietra angolare della democrazia: deve essere difeso e garantito sempre, indipendentemente dal giudizio che si dà sui contenuti o sui promotori delle singole manifestazioni. Pertanto riteniamo grave e ingiustificato l'aver vietato il corteo del Blocco studentesco (gruppo studentesco di Casa Pound, che causò gli incidenti in Piazza Navona circa un anno fa - ndr) del 7 maggio, nonostante la distanza che ci separa da quella organizzazione e chiediamo che quel divieto venga tempestivamente revocato».
Stupisce il fatto che questi giornalisti-colleghi-militanti-compagni siano pronti a difendere pubblicamente il diritto democratico a manifestare di un'organizzazione come Casa Pound che non ha mai negato la propria ideologia, definendosi da sempre fascisti del terzo millennio.
Non sappiamo cosa sia passato per la testa di Piero Sansonetti e agli altri firmatari (Ritanna Armeni, Angela Azzaro, Massimo Bordin, Andrea Colombo, Lanfranco Pace).
Però secondo noi forse avrebbe fatto meglio a non interessarsi della vicenda, a non prendere una cosi eclatante posizione.
Perché non si è comportato come ha sempre fatto quando i cortei vietati erano quelli degli antifascisti (vedi Torino, Bergamo contro Forza Nuova o Milano contro la manifestazione di Fiamma)?

Lui in quei casi non ha mai aperto bocca. Non ha scritto un rigo. Ha usato l'indifferenza.
Non ci ricordiamo una sua sola parola contro il divieto delle Questure per presidi o cortei che contestassero le marce dei neofascisti.
Forse per Sansonetti l'antifascismo non è poi così pacifico e democratico quanto il neofascismo e quindi non merita attenzione!
da: http://roma.indymedia.org/node/20018




La giovinezza del potere e il partito del letame
Domani i sedicenti «fascisti del terzo millennio» di CasaPound manifestano a Roma protetti dal Pdl. In piazza ci saranno anche tutti quelli che non hanno perso la memoria e che accusano «altro che rivoluzionari: sono i fan del governo Berlusconi e delle sue politiche antisociali»


Si sono presentati questa mattina, verso mezzogiorno, davanti alla sede nazionale del Pdl di via dell??Umiltà, e hanno scaricato qualche chilo di letame. L??azione «dadaista» ?? colonna sonora immaginaria «Spalman» di Elio e le storie tese ?? è servita a ricordare che domani a Roma, in piazza della Repubblica, manifesterà un gruppuscolo di estrema destra chiamato Blocco studentesco e che ?? cosa più grave ?? un drappello di esponenti del partito berlusconiano ha aderito alla manifestazione, segno che, come hanno spiegato in un comunicato gli autori dell??azione dimostrativa, CasaPound e Blocco studentesco «tornano infatti molto utili nelle scuole e nelle università nel momento in cui il governo sta approvando la riforma Gelmini».

La sintonia allarmante tra il partito di governo, sia nella componente berlusconiana che in quella che si vorrebbe «moderata» che sta costruendo Gianfranco Fini, è un chiaro indizio del fatto che la maggioranza non riesce ad andare oltre il consenso televisivo e passivo dei plebisciti e dei televoti. Il radicamento sociale e l??argine al dissenso nelle scuole e nei quartieri viene appaltato, tramite copertura politica e sostegno materiale, alle fazioni della destra più estrema. Ecco perché CasaPound invita alle sue iniziative «non conformi» un esponente dell??inner circle berlusconiano come Marcello Dell??Utri [condannato in primo grado per mafia] o l??editore fascio-andreottiano Giuseppe Ciarrapico [secondo gli organizzatori doveva parlare di «editoria non conforme»: avrà parlato del suo impero editoriale per cui oggi è accusato di truffa aggravata dalla procura di Roma?].

L??operazione della destra, insomma è chiara: giocano agli apprendisti stregoni con i cascami dell??estrema destra. I movimenti sociali hanno cercato in questi giorni di fare chiarezza informando il più possibile sulla storia di CasaPound e sulle sue reali intenzioni. Si tratta di un??organizzazione che esercita una grossolana ambiguità e un patetico scimmiottamento delle tattiche e della cultura dei movimenti e che sta tentando di rimestare nel torbido grazie all??appoggio evidente dei potenti. Gli estremisti di destra parlano di «manifestazione nazionale» ma si sa che CasaPound è organizzazione soprattutto romana, che ?? come hanno mostrato le ultime elezioni nelle scuole medie superiori della capitale ?? pesca sopratutto tra i giovani annoiati figli della borghesia dei quartieri residenziali di Roma Nord.
Un appello firmato da tantissimi operatori della formazione e dell??università sostiene che non siamo di fronte a una semplice manifestazione seppur disdicevole. «Non si tratta solo di slogan ?? si legge nel documento ?? ma di un??applicazione diretta e sistematica di pratiche violente ed antidemocratiche, fatte di insulti, minacce, aggressioni, ai danni degli studenti universitari e della scuole superiori, che esprimono delle opinioni differenti, contrarie alle teorie e ai metodi di ispirazione neofascista. Il Blocco studentesco, già l??anno passato, nel pieno del movimento dell??Onda, si è reso responsabile di aggressioni e disordini, colpendo direttamente, durante la discussione in Senato del ddl Gelmini, gli studenti che manifestavano a Piazza Navona». L??appuntamento per tutti quelli che non pensano sia «normale» che CasaPound manifesti è alle 10 a piazza Santi Apostoli, per una manifestazione indetta da centri sociali, movimenti studenteschi, Federazione della sinistra e Sinistra ecologia e libertà.

Infine, una nota di colore: alle baggianate sulle «terze posizioni» e sul diritto a manifestare per i sedicenti «fascisti del terzo millennio» di CasaPound qualcuno doveva pure abboccare. Ecco perché l??appello in difesa della manifestazione dell??estrema destra [apparso soltanto sulle pagine vicine a CasaPound] porta anche alcune firme di giornalisti, intellettuali e politici «di sinistra» come Piero Sansonetti, Massimo Ilardi e Paola Concia.


da: http://toscana.indymedia.org/article/8800

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