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pubblicato il 30.04.13
"Kyenge zulù": insulti razzisti sui siti della galassia nazi
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Le pesanti offese contro il neoministro di colore su Stormfront, Duce. net, Facebook. "Aprirà la strada a tanti fratelli d'Italia abbronzati". Il leghista Borghezio: lei è una bonga bonga, una scelta del c... di PAOLO BERIZZI


MILANO - "Scimmia congolese". "Governante puzzolente". "Negra". "Negra anti-italiana". "Vile essere". "Faccetta nera". E poi: "Il giorno Nero della Repubblica", con sotto la sua foto. Fino a un "ministro bonga bonga" (il copyright è del fine pensatore leghista Mario Borghezio che Cécile l'ha già ribattezzata "faccia da casalinga", "scelta del cazzo", una che è arrivata lì "perché si sarà arruffianata qualche gerarca del Pd").

Sembra il triste copione di un film già visto: in piazza, a scuola, negli stadi. In osteria. Ma siccome l'odio becero e razzista non dorme mai - richiede solo tempi tecnici per sedimentarsi - contro Cécile Kyenge, neoministro della Repubblica italiana per l'Integrazione, arriva ora l'anatema della rete nazifascista. Non la storia, non la capacità e le competenze. Il colore della pelle. La discriminante razziale che muove la follia formato web dei "leoni della tastiera".

Sul profilo Fb del "Movimento nazional socialista dei lavoratori" (il clone del partito di Hitler, 1.002 fan), tra un'immagine delle SS e il monito "l'Europa è bianca", campeggia la foto del medico oculista di origini africane. "La congolese offende l'Italia: dice che la nostra "è ormai una società meticcia, e bisogna prenderne atto". Noi invece - recita un post firmato mcm - prendiamo atto della dichiarazione
di guerra verso la nostra identità e diciamo a questi vili esseri che noi non ci arrenderemo...". Un altro link rimanda al portale "Identità. com". A un altro raffinato ragionamento. "Era inevitabile che il punto più basso della storia repubblicana fosse segnato dalla presenza del primo ministro non-italiano e negro della Storia d'Italia".

In principio era stato il "niet" della Lega contro "il ministro che favorisce i clandestini". Ma la deriva razzista doveva ancora esplodere. Eccola. E' vero, è affidata alla caducità stupida della rete: però è un segno del clima d'odio diffuso (che non fermenta solo nella mente del disoccupato Luigi Preiti, è anche razziale). La "scimmia congolese", come la chiama "Gamma camicia nera" sul forum "il Duce. net", aprirà la strada a "tanti nuovi fratelli d'Italia, ben abbronzati. Ma che cazzo è successo al Paese?". Risponde il "soldato San Marco". "Uno schifo... ci mancava la negra". "Ricordiamoci faccetta nera", è il consiglio di un altro utente del forum "benitomussolini. com" .

L'assioma del dibattito ospitato da "termometropolitico" è "il governo Letta è un vero lettamaio". La colpa è sua, della Kyenge. "Negra e anti-italiana". "Zulù". "Governante puzzolente". A tal punto che c'è chi sta già "preparando i biglietti per la Russia". Solo temporaneamente inaccessibile il sito della sezione italiana di "Stormfront" (il movimento che inneggia alla superiorità della razza bianca, quattro militanti nostrani condannati per istigazione all'odio razziale) tra i più scatenati ci sono i seguaci del "Movimento fascista italiano". "Che sia stata nominata come ministro di questo cosiddetto ministero una negra sposata con un italiano (deve essere un disperato) la dice lunga...", scrive sul suo blog (pezzo "linkato" dal Mfi) il professor Pietro Melis. Che va in affondo mettendo in dubbio, per supposta inferiorità razziale, la professionalità del neoministro. "Vi fareste operare da questa oculista "di colore"?", si chiede l'autore del testo "Scontro tra culture e metacultura scientifica".

Il pezzo forte, si fa per dire, è la chiosa finale, anticipata da una personale interpretazione della fotografia del giorno del giuramento nella quale "la ministra negra si trova coccolata e privilegiata tra Letta e Napolitano e ha la precedenza su tutti gli altri ministri". "Questa folle" - la bolla il Melis -, "è venuta a comandare in casa altri... Perché non è rimasta nel suo Congo in mezzo alla guerra civile?...". Ce n'è abbastanza per chiedere l'intervento della polizia, fa notare Gennaro Gatto dell'Osservatorio sulle nuove destre.

(30 aprile 2013)

http://www.repubblica.it/politica/2013/04/30/news/kyenge_zul_insulti_razzisti_sui_siti_della_galassia_nazi-57768619/?ref



Kyenge, l??attacco di un prete: ??C??era bisogno di un ministro di colore??

Il repulisti virtuale forse non basterà, visto che i post razzisti hanno creato scompiglio e non solo sulla Rete. Non è stata una svista online quella di don Alessandro Loi, 65 anni, curato di un borgo di poco più di 2mila anime all??anagrafe (ancor meno residenti effettivi) nella Sardegna centro ?? orientale, Lotzorai, in piena Ogliastra. Si è trattato piuttosto di una ??crociata? senza dietrofront contro la scelta del nuovo ministro della Cooperazione internazionale e Integrazione, Cécile Kyenge, medico oculista, cittadina italiana nata in Congo e membro Pd dell??esecutivo guidato da Enrico Letta. Dopo gli insulti del leghista Mario Borghezio e quelli di un prof universitario in pensione, Pietro Melis, già condannato per antisemitismo, arrivano anche quelli di un pastore di anime. Dai suoi due profili Facebook, che ora sono inaccessibili, il don ha ripetutamente aperto e rilanciato una discussione sull??opportunità della nomina del neoministro con tono tutt??altro che velato: ??C??era bisogno di un ministro di colore??. E via sulla stessa linea tra una foto con tabernacolo e sguardo ispirato e uno zoom sul ricamo dell??abito talare: ??Il ministro sogna un??Italia di immigrati, noi un??Italia di italiani. Mischiare le razze può essere pericoloso!?, ribadisce.

Un attacco che prende spunto dalla pubblicazione di un link a un articolo online del Giornale firmato da Magdi Cristiano Allam, dal titolo ??Quella nomina razzista intrisa di buonismo?, in cui il politico definisce la nomina di Cécile Kyenge ??un atto di razzismo nei confronti degli italiani?. Un articolo che Loi aveva commentato con alcuni slogan (??Dobbiamo mantenere un po?? di rispetto. Prima gli italiani!?, ad esempio). Con buona pace della cittadinanza reale del neoministro. La vicenda è stata riportata dalle pagine del quotidiano L??Unione sarda e aperta (fino a stamattina) a tutti gli utenti, fedeli e non, che con numerosi commenti hanno animato le due pagine. Poi, il vuoto. O meglio, i due account pubblici (uno aveva superato addirittura i 5mila contatti) non sono più visibili. Impossibile quindi scrivere un messaggio e rileggere le frasi accusate di razzismo. E mentre la diocesi ufficialmente non parla, online scompaiono le tracce delle dichiarazioni. Don Loi si è sempre definito ??tradizionalista?: da novembre celebra la Messa secondo il vecchio rito della Chiesa cattolica, ovvero dando le spalle ai fedeli, e si rifiuta di dare la comunione nelle mani. ??Non siamo protestanti!?, ha scritto sul profilo del social network. La sua passione per il web, e una certa risonanza mediatica ?? finora locale ?? è nota, tanto che è possibile seguire le sue celebrazioni sull??apposito canale Youtube dedicato alla parrocchia di Sant??Elena.

Tra i tanti commenti che si potevano leggere fino a poche ore fa c??era chi dava supporto al parroco e si auspicava altre simili prese di posizione e chi invece ricordava il principio base dell??amore cristiano, dell??accoglienza e attaccava duramente le uscite dell??uomo di Chiesa, definite comunque da don Loi ??personali?. Altri lo ritengono ??indegno dell??incarico?, ma non sono mancate neanche segnalazioni alla Curia e bagarre tra sostenitori e contestatori. Don Loi rivedica il diritto di intervenire sulle questioni ??politiche? e sulle ??opportunità?, di proclamare le idee e il ??patriottismo?. Eppure, proprio nel suo territorio c??è un collega di colore, Floribert Kiala. Originario del Congo e viceparroco a Tortolì è sorpreso e amareggiato dalle dichiarazioni di Loi, definite ??vergognose?. Ma per tutti oggi è il giorno del silenzio, almeno online.

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