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pubblicato il 30.10.15
Razzisti armati attaccano le imbarcazioni dei rifugiati lungo le coste greche
·
tradotto il 30/10/2015 02:59

La Diaspora sa che deve affrontare il mare con barche riciclate e di fortuna, l'inverno balcanico, i trafficanti di esseri umani, 10 frontiere terrestri e passi oltre le Alpi per raggiungere la propria destinazione. Ma quello che non viene detto e' una sfida nuova e pericolosa: i pirati dell'Egeo. L'organizzazione Human Rights Watch ha documentato otto attacchi di imbarcazioni senza bandiera, con uomini armati e volto coperto dietro una maschera nera.

Questi assalti si verificano con motoscafi in vari punti della costa. Il loro obiettivo? Rompere il motore, versare tutta la benzina dalla barca in mare, o forare il gommone o rimorchiarlo in acque turche. "Agiscono con pistole, vestiti con uniformi nere. A volte di notte e talvolta in pieno giorno ", ha detto a EL MUNDO Eva Cosse, autrice del rapporto di Human Rights Watch. Anche Amnesty International ha documentato situazioni simili nel confine di Evros.
E' dallo scorso settembre che girava la voce dell'esistenza di questi gruppi in tutta la costa greca . Diversi rifugiati iracueni hanno raccontato a questa giornalista sull'isola di Kos, che erano stati costretti a tornare in Turchia dopo che uomini non identificati avevano forato la loro imbarcazione. La CBS ha registrato dalla costa uno di questi attacchi, l'8 settembre, ma finora nessuna organizzazione aveva documentato una serie di raid come questo. "I testimoni stanno offrendo informazioni molto dettagliate su questi episodi", ha detto Cosse.

Il recente rapporto è solo la parte tangibile di una pratica che richiede mesi di lavoro: 30 luglio di quest'anno, tre cittadini greci vestiti in quel modo sono stati arrestati e portati di fronte alla giustizia. E 'stato stabilito che non erano membri della Guardia Costiera. Ma non e' stato chiarito se siano stati condannati ne' con quali accuse. Il motivo non è la rapina, ma l'espulsione di rifugiati in Turchia.

Il 9 ottobre, la barca su cui ha viaggiato Ali, un afgano di 17 anni, sovraccarica di uomini, donne e bambini e' stata attaccata a 30 minuti dalla costa turca da cinque uomini armati e vestiti di nero: "Pensavamo che venissero ad aiutarci, ma mentre ci avvicinavamo abbiamo capito le loro intenzioni aggressive. Parlavano una lingua che non capivano .. Sono saliti e hanno distrutto il motore ". Da lì, la barca e' andata alla deriva per un'ora fino a quando i membri della ONG Proactive ci hanno salvato vicino alla spiaggia di Assos. Quel giorno gli attaccanti hanno fatto lo stesso con altre tre barche.
Chi sono gli attaccanti? Eva Cosse dice: «tutti gli scenari sono possibili. Sono membri di gruppi di estrema destra? Funzionari della Guardia Costiera che agiscono per loro conto? Le prove che abbiamo raccolto non sono state conclusive. Perciò è molto importante che le autorità prendano sul serio queste testimonianze e conducano un'indagine approfondita per queste accuse, senza escludere la possibilità che ufficiali della Guardia Costiera possono essere coinvolti in questi incidenti, così come membri di gruppi estrema destra. "
Anche se nessuna delle imbarcazioni attaccate finora è affondata "tutti sono stati lasciati alla deriva, senza che gli aggressori avessero alcuna certezza che gli occupanti si potessero salvare." Mahmud, 21 anni un altro testimone citato da Human Rights Watch, è stato raccolto nella sua barca con nove siriani e 25 afgani. Cosse ha dichiarato "La domanda da porsi è: perché le autorità non hanno ancora indagato a fondo la portata di queste azioni illegali e di individuato e perseguito i responsabili di questi crimini che mettono in pericolo la vita e l'integrità dei richiedenti asilo? ".
Sulla terra, la situazione non è molto migliore. Molti opportunisti stanno approfittando della situazione deplorevole prevalente nel campo profughi di Moria, Lesbo, dove i nuovi arrivati rimangono ​​fino a tre giorni in fila in attesa della registrazione. Fonti umanitarie hanno detto a questo giornale che "bottiglie d'acqua sono vendute a quattro euro e il cibo è un lusso a disposizione di pochi."

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