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pubblicato il 17.03.06
- Merano: aggrediti davanti a scuola
·

15 Marzo 2006

Fonte: Alto Adige da Da Indymedia

Aggressione nazi a Merano
by Compagno attento Thursday, Mar. 16, 2006 at 7:22 PM mail:

Dall´Alto Adige del 15/03/2006 Aggressione naziskin a Merano

MERANO. Le teste rasate sono tornate a farsi vive in città dopo un breve periodo di calma apparente. Lo hanno fatto sabato scorso, alle 7.45 davanti all’ingresso dell’Istituto tecnico in lingua tedesca di via Ottone Huber, seminando violenza gratuita di cui sono rimasti vittime due studenti presi di mira a caso tra i tanti che si apprestavano a fare ingresso a scuola. Nulla di grave, fortunatamente, dal punto del bollettino medico, ma un preoccupante campanello d’allarme sul piano sociale. Campanello squillato già qualche mese fa dopo alcune intemperanze da parte di un gruppo di “soliti noti” con la testa rasata e la divisa skin d’ordinanza, sempre davanti alla stessa scuola, e che ha messo in azione una costante opera di monitoraggio del territorio da parte degli agenti del commissariato di polizia di Piazza del Grano. Ed è proprio grazie a questo attento lavoro di prevenzione che venerdì mattina si è evitato il peggio, con i poliziotti che sono tempestivamente saltati fuori dalla “volante” che transitava nei paraggi e che hanno messo fine all’odioso episodio di violenza fermando tre picchiatori. Il gruppo di naziskin, pare composto da cinque energumeni, si è presentato, come detto, davanti alla scuola all’orario di inizio delle lezioni. Secondo quanto riportato da alcuni testimoni, le teste rasate avrebbero chiesto, in particolare, di uno studente, indicandolo con nome e cognome. Su di lui si sarebbero sicuramente rivolte le pesanti attenzioni della squadraccia, se non fosse stato salvato dal fortuito e fortunato malfunzionamento della sveglia che proprio sabato mattina l’ha fatto arrivare a scuola con un’ora di ritardo. Sfuggito il bersaglio principale, l’attenzione dei cinque energumeni si è spostata su due giovanissimi presi a caso, entrambi studenti della prima classe, e dalla provocazione si è ben presto passati alla violenza con i due quattordicenni presi a calci e pugni. Quanto mai provvidenziale quindi, l’intervento di alcuni insegnanti e soprattutto degli agenti di polizia. Alla vista delle divise, i giovinastri hanno accennato un goffo tentativo di fuga, e due di loro sarebbero anche riusciti a far perdere le proprie tracce, ma tre skinhead sono stati bloccati e immobilizzati dai poliziotti che li hanno subito caricati nella volante e trasportati al commissariato. I due sventurati, invece, sono stati soccorsi dai sanitari della Croce bianca che hanno provveduto a trasferirli al pronto soccorso del Franz Tappeiner per una visita di controllo. Fortunatamente niente di grave, per loro solo lesioni e traumi di lieve entità tanto che lunedì mattina entrambi si sono regolarmente presentati a scuola per seguire le lezioni. Massima all’erta, invece, all’istituto di via Otto Huber, dove sabato mattina si è vissuto l’ennesimo episodio di intolleranza. Sul fronte giudiziario, va riferito che i tre giovani fermati sono stati subito identificati ed interrogati per risalire all’identità degli altri due autori dell’odioso episodio. Secondo indiscrezioni si tratterebbe di personaggi già noti alle forze dell’ordine per analoghi episodi di intemperanza. I tre fermati, in particolare, farebbero parte di gruppi che si richiamano all’ideologia neonazista operanti nella zona di Scena e della Val Passiria. Facce note, insomma, che periodicamente tornano a mostrarsi in pubblico nella loro versione più violenta ma che sono maldigerite dalla società anche quando si presentano in veste non cruenta. È di pochi mesi fa (metà ottobre dello scorso anno), infatti, l’episodio del “concertino” a base di cori nazisti messo in piedi in un bar del centro che ha reso necessario l’intervento dei poliziotti. Potevano sembrare canti estemporanei di un gruppo di ragazzotti su di giri, ma quelle note, e soprattutto quei testi, avevano fatto rabbrividire alcuni passanti facendoli tornare per un istante ai tempi del nazismo e delle persecuzioni razziali. Quel coro di teste rasate, infatti, che si levava alto da un bar di Via Mainardo, stava intonando il “meglio” del repertorio propagandistico del Terzo Reich. Le note sono arrivare fino agli uffici del vicino commissariato, immediato quindi l’intervento della polizia che ha provveduto a prelevare i cinque “cantori” delle gesta del “Führer” per procedere all’identificazione e alla segnalazione all’autorità giudiziaria. Nelle settimane successive, altri episodi di intolleranza hanno messo sul chi vive i responsabili di alcuni istituti scolastici, tra cui quello di via Otto Huber diretto dal professor Ferruccio delle Cave. Ciò ha provocato da una parte l’istituzione dell’attento servizio di monitoraggio che sabato mattina ha dato apprezzabili risultati, e dall’altra l’organizzazione nelle scuole di una serie di incontri con esperti (storici, magistrati, funzionari di polizia) proprio sul tema della diffusione sul territorio dell’ideologia neonazista e del prosperare delle formazioni di teste rasate. Un lavoro pedagogico che sembra aver dato buoni risultati, almeno a giudicare da come gli studenti hanno fermamente condannato l’episodio di sabato mattina.

SOLIDARIETÁ AI RAGAZZI VITTIME DELL´AGGRESSIONE!!
Sti porci dimostrano una volta di piú la loro vigliaccheria infamia e frustrazione per due motivi:
-Vanno in 5 per regolare i conti con uno
-in 5 se la prendono con due quattordicenni (!!!!)
Alcune considerazioni: In Alto Adige si sa, gruppi di nazi e fascistelli sono numerosi e paraculati da partiti italiani (unitalia-fiamma tricolore) e tedeschi (union für sudtirol), gruppi antagonisti autoorganizzati in questo momento non ce ne sono, eccezion fatta per qualche piccolo gruppetto, i partiti di “sinistra” pare vivano su un altro mondo, creare una rete di solidarietá e sostegno é piú che mai necessario.
C´é peró da fare una distinzione fra Bolzano e il resto della provincia, a Bolzano i fasci e bonehead sono tutti protetti da Unitalia (ricollegabile alla Fiamma Tricolore) sono quindi nazionalisti italiani.
Nel resto della provincia i bonehead sono tutti naziskin-nazionalisti tedeschi quindi pangermanisti.
Nel 2003 infatti a Varna ci fu uno scontro fra nazi tedeschi e fasci italiani del Veneto Fronte Skinheads perché questi ultimi erano considerati inferiori.
Sicuramente una cosa unisce nazi tedeschi e italiani: LA LORO PUZZA DI MERDA E IGNORANZA.
Queste poche righe solo per dare una piccola panoramica della situazione altoatesina.
Le info qui riportate vengono prevalentemente da articoli del giornale Alto Adige.

azioni_fasciste
r_trentino


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